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il fatto quotidiano pag. 8 .pdf


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pagina 8

Sabato 5 febbraio 2011

AFFARI LORO

CALCIO SCOMMESSE: L’ANTIMAFIA
INDAGA SULLE PARTITE DEL NAPOLI
Sospetti sull’incontro del 2010 col Parma. Nel mirino anche Serie B e C
Erwin Hoffer (FOTO ANSA)
di Marco Lillo

i sono anche le intercettazioni di due telefonate
dei fratelli Paolo e Fabio
Cannavaro nelle carte
trasmesse dalla Procura di Napoli al procuratore della Figc
Stefano Palazzi nell’estate scorsa. L’indagine sportiva verte
sui sospetti di combine e scommesse illecite da parte dei clan
camorristici su alcune partite,
in gran parte di Serie B e C, della fine del campionato
2009-2010. All’interno del fascicolo però sono finite anche
le telefonate che riguardano
tre partite del Napoli disputate
tra il 10 aprile e il 2 maggio dello scorso anno: Napoli-Parma;
Cagliari-Napoli e Chievo-Napoli.
La notizia dell’apertura di un
fascicolo da parte della Giustizia sportiva era già filtrata sul
Mattino di Napoli. Nulla si sapeva però del contenuto delle intercettazioni e sulle ragioni
dell’interessamento investigativo per il finale di campionato
del Napoli. Il Fatto Quotidiano ha
visionato la nota spedita dall’Antimafia di Napoli alla giustizia sportiva.

C

L’INTERESSE investigativo
per il Napoli parte da una serie
di telefonate sull’esclusione
anomala (secondo le parole
dello stesso Paolo Cannavaro e
del suo procuratore Enrico Fedele) dell’attaccante austriaco
in forza al Napoli, Erwin Hoffer,
dalla panchina degli azzurri nella partita del 25 aprile 2010
contro il Cagliari. La spiegazione fornita da un amico di Fedele
ben addentro alle cose del Napoli è: “C’è qualche inguacchio
sotto”. Il pm Luigi Alberto Cannavale ascolta la telefonata dell’inguacchio’ mentre sta indagando sul calcio-scommesse in

Serie B e in Lega Pro e salta sulla
sedia quando riceve un secondo input dai carabinieri sull’andamento anomalo delle scommesse in una partita disputata
in casa dal Napoli due settimane prima dell’inguacchio. Alla
luce di questa coincidenza (la
cui significanza investigativa è
tutta da accertare da parte del
procuratore Palazzi) il pm della
Dda di Napoli decide di spedire
le carte, nelle quali non si rileva
comunque nessun illecito penale, alla giustizia sportiva.
Anche perché i carabinieri notano nelle loro informative che
la partita sulla quale era stato registrato un andamento anomalo delle scommesse al botteghino da parte dei clan, aveva avuto un andamento anomalo anche in campo.
I carabinieri annotano di avere
appreso da “fonte fiduciaria già
giudicata attendibile che in occasione della partita Napoli-Parma del 10 aprile, molte
persone riconducibili ai clan Lo
Russo e degli Scissionisti, durante l'intervallo tra primo e secondo tempo, hanno effettuato
svariate scommesse con puntate piuttosto elevate sulla vittoria del Parma”. Sempre secondo la fonte, “era presente a bordo campo” il figlio di un boss
del clan Lo Russo”. E i carabinieri chiosano: “Non si può trascurare il fatto che effettivamente detta partita è terminata
sul risultato di 2 a 3 in favore del
Parma”.
I napoletani ricordano bene
quel match perché dopo un primo tempo concluso sull’uno a
zero, il Napoli subì un sorprendente 3 a 2 che costò alla squadra di Mazzarri l’esclusione dalla zona Champions. È bene precisare che i due fratelli simbolo
del calcio napoletano non sono
sospettati di aver fatto nulla di
male, nemmeno dal punto di vi-

nel giro di partite truccate le seguenti squadre: Modena, Ancona, Crotone, Salernitana, Real
Marcianise e Andria”. A leggere
le carte dell’inchiesta si scopre
uno scenario inquietante: “Le
partite giocate dalla Salernitana
e dal Crotone, rispettivamente
militanti nel campionato appena concluso di Serie B e di Lega
Pro, anche se potevano definirsi partite truccate sono state
poi svolte regolarmente grazie
all'intervento sul campo di al-

L’sms:
“Chiedere
indirizzo
portiere
per
invio
prosciutti”
Paolo Cannavaro, capitano del Napoli (FOTO LAPRESSE)

sta sportivo. I carabinieri hanno trascritto le loro telefonate
con il loro procuratore Enrico
Fedele solo per descrivere il clima che si respirava tra addetti ai
lavori al termine dello scorso
campionato.
L’INDAGINE sul calcioscommesse è figlia di un’altra
inchiesta sui clan che dominano il traffico di droga nei palazzi
di Scampia resi celebri dal film
Gomorra di Matteo Garrone. Indagando sul narcotraffico del
“rione Puffi” i carabinieri intercettano molte telefonate dei
boss che scommettono con
certezza decine di migliaia di
euro su risultati di Lega Pro che
poi puntualmente si verificano.

“Le indagini”, scrivono i carabinieri di Castello di Cisterna, comandati all’epoca dal colonnello Fabio Cagnazzo, “hanno permesso di accertare il coinvolgimento nel mondo delle scommesse clandestine, e quindi di
partite truccate, di diverse
squadre di calcio di serie semiprofessionistiche le quali attraverso la complicità di alcuni calciatori e procuratori legali comunicano al clan degli Scissionisti (protagonisti della sanguinosa
‘faida di Scampia’ del 2004-2005
Ndr) l’esito della partita (c.d.
partite truccate) onde consentire ad alcuni elementi di spicco
del clan di puntare ingenti somme di denaro”. Secondo i carabinieri, “dalle intercettazioni
effettuate... risultano coinvolte

cuni ispettori della Lega Calcio
la cui presenza ha ristabilito il
regolare svolgimento delle partite”. In questo quadro gli investigatori mettono sotto intercettazioni molti procuratori,
anche non indagati. E così il 25
aprile del 2010 registrano la voce dell’ex capitano della Nazionale Fabio Cannavaro, allora alla Juventus, che chiama il suo
procuratore Enrico Fedele. I
due parlano della prossima partita del Napoli contro il Chievo.
E Fedele lascia intendere che la
vittoria del Napoli dovrebbe essere cosa già fatta: “Hai capito,
mo’ domenica va a Chievo... e
già è salvo e penso che le cose
vanno in un certo modo”. Cannavaro non commenta e saluta.
Fedele poco dopo chiama un

uomo non identificato, ben addentro alle cose del Napoli. I
commenti dei due sull’esclusione dell’attaccante austriaco
poi ceduto al Kaiserslautern,
Erwin Hoffer, nella partita Cagliari-Napoli appena disputata
insospettiscono il pm Cannavale.
Fedele: Ma perché non ha messo a Hoffer poi sulla panchina?
Uomo: Loro sostengono che...
ma a noi non risulta, che Hoffer,
aveva un problema fisico, ma
secondo me...
Fedele: Mo’ chiamo a Paoluccio...
Uomo: Eh, c’è qualche inguacchio sotto, ma comunque sappiamo che non è così...
Fedele: mo’ chiamo a Paoluc
cio.
Poco dopo Fedele chiama il capitano del Napoli Paolo Cannavaro.
Fedele: Paoluccio, ma perché
Hoffer, non è andato sulla panchina?
P. Cannavaro: Direttore, perché il mister non sa a chi deve
cacciare e ha detto metto a questo che tanto non dice niente...
il guaglione, hai capito?
Fedele: Non stava bene ?
P. Cannavaro: Ma non esiste
proprio, ma tu tieni una punta e
stai in emergenza e non porti
nemmeno la punta in panchina?
Una domanda che quel giorno
in tanti si sono posti: anche Hoffer che a Il Mattino dichiarò stizzito: “Sto benissimo, non sono
infortunato. Perché in tribuna?
Non lo so”.
Gli investigatori annotano anche uno strano sms ricevuto da
Fedele il 2 maggio: “Chiedere
indirizzo portiere per invio prosciutti”. Per i carabinieri è “ambiguo”. Un altro giallo che il
procuratore federale della Figc,
Stefano Palazzi, dovrà risolvere.

Abelli e il boss, un’amicizia fotovoltaica
UN’INFORMATIVA DEL ROS DI MILANO SVELA NUOVI AFFARI CHE LEGANO ‘NDRANGHETA, COSA NOSTRA E POLITICA LOMBARDA
di Davide Milosa
Milano

drangheta, Cosa Nostra e
’N
politica lombarda targata
Pdl. Il mix è quello giusto per
investire nel sud. Il ruolino
prevede l’installazione di depuratori grazie anche agli aiuti
europei. Ma soprattutto la
creazione di centrali elettriche con l’installazione di pannelli fotovoltaici. La sostanza è
questa: “Se tu metti la collina
di vetro puoi vendere l’energia a chi cazzo vuoi”.
Carlo Antonio Chiriaco, intercettato dagli investigatori
milanesi, non ha dubbi. Lui in
Calabria ha i contatti giusti:
“Vado da Barbaro, vado da
Piromalli. Loro non devono
rompere i coglioni nel senso
che gli diamo quello che è giusto”. Quindi spiega: “Gli unici
in grado di garantire in meridione siamo noi”. Poi la sintesi: “È ’ndrangheta e politica”.
E in effetti lo spessore mafioso
di Chiriaco, calabrese classe
’50, emerge nell’assumersi “la
responsabilità di relazionarsi
con rappresentanti di due delle cosche più importanti”.
Questo è quanto annota il Ros
di Milano in un’informativa

depositata agli atti dell’inchiesta “Infinito”. Ma c’è di più: a
Pavia, oltre a fare il direttore
sanitario dell’Asl locale, Chiriaco ha rapporti con molti
boss della ’ndrangheta. Per
questo il 13 luglio scorso finisce in carcere. Eppure nel
gennaio 2009 l’ex ras della sanità pubblica parla a ruota libera. Illustra i due progetti e
svela il suo padrino politico,
quel Giancarlo Abelli (non
indagato), deputato azzurro
ascoltatissimo da Silvio Berlusconi.
L’AMICO DEI BOSS e l’amico del Cavaliere, dunque. I
due sono molto vicini, a tal
punto che Chiriaco ama soprannominarlo “satrapo”. Tanta confidenza sfocia in interessi comuni. Esattamente l’affare
del fotovoltaico e dei depuratori. Annotano i carabinieri:
“Chiriaco dice che lo stesso
Abelli gli ha affidato due grossi
progetti, precisando che una
volta andati a buon fine dovrà
rendergliene conto”. Ancora
più esplicite le parole dell’amico dei boss. “Ha detto (Abelli,
ndr) veditela tu, me la vedo io
però devo pensare pure a lui”.
Il concetto, lui lo spiega a un

imprenditore calabrese. “Il
progetto politico è funzionale
a questo (il fotovolatico, ndr)”.
Quindi precisa: “Tu sarai l’unico imprenditore coinvolto,
ogni tanto però mi devi venir a
stringere amicizia con la signora”. E la signora è Rosanna
Gariboldi, moglie di Abelli.
Per lei Chiriaco spende la sua
influenza politica. L’obiettivo
sono le regionali del 2010. Un
progetto poi abortito dopo
l'arresto della “signora”, coinvolta nell'inchiesta sul re delle
bonifiche Giuseppe Grossi.
L’elenco dei referenti di lusso
prosegue. Dalle carte dei Ros
emerge anche il nome di Francesco Sempio, socio di mag-

gioranza della Euricom spa,
leader europeo nella produzione e vendita del riso, titolare del rinomato Curtiriso. Sarà
lui a distribuire i pannelli confezionati da una ditta facente
capo al gruppo Marcegaglia.
Di più: “Secondo Chiriaco – si
legge nell’informativa – Sempio è colui che ha pagato la tangente per avere l’esclusiva del
progetto”. Parole che però
non avranno seguiti investigativi. Sempio non risulta minimamente indagato. Il suo passato, invece, mostra alcuni inciampi. Nel 1994 verrà arrestato per corruzione. Portato in
procura, Sempio confesserà di
aver pagato una mazzetta da

150 milioni di lire a un colonnello della Finanza per depistare un’indagine.
LO SCENARIO si allarga.
Gli uomini del Ros intercettano e riempiono brogliacci. E
così nell'affare del fotovoltaico
spunta il nome dell’architetto
pavese Franco Varini “a sua
volta collegato con Sempio”.
Più volte citato (ma non indagato) nell’inchiesta Infinito,
Varini tra le varie passioni, ha
anche quella della politica. La
sua sponda è Forza Italia. Abelliano di ferro, vanta importanti
consulenze nella società pubblica Milano-Seravalle. Oltre
300 mila euro di incarichi pioL’onorevole Pdl Giancarlo Abelli (ANSA)

Chiriaco
intercettato:
“Gli unici
in grado
di garantire
in Meridione
siamo noi”

vuti dopo le ultime provinciali
del 2009 quando a palazzo
Isimbardi sale il berlusconiano
Guido Podestà. Sarà Varini a
mettere in contatto Chiriaco
con il re del riso. A sua volta l’amico dei boss spiega: “Varini
mi ha detto che Sempio conosce la Marcegaglia”. Nulla di
male in fondo per un imprenditore la cui azienda ricava annualmente oltre 150 milioni di
euro. Chiriaco prosgue: “Se
noi ci presentiamo con dietro
Sempio, ci presentiamo con
una solidità enorme”.
Il business delle “colline di vetro” e dei depuratori fa gola a
molti. Anche ai clan di Palermo. “Bisogna mettere insieme
una rete in Sicilia”. Chiriaco ne
parla con un imprenditore originario di Altofonte imparentato con Benedetto Capizzi,
arrestato nel 2009 e fino ad allora a capo della commissione
provinciale di Cosa Nostra. Di
nuovo l’ex direttore sanitario
ha la soluzione (politica) in tasca: un incontro con Sempio e
un assessore provinciale “per
vedere come organizzare, io
gli garantisco che in Sicilia e in
Calabria, oltre all’appoggio
politico, nessuno ci rompe i
coglioni”.


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