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FEDERCINISMO – LA FEDERCICLO PIU’ “MONDIALISTA”
http://www.tuttobiciweb.it/index.php?page=rivista&cmd=artdet&id=3007
Da TUTTOBICI - Numero 2 - Anno 2010

Di Rocco: tanta storia, poco futuro, per ora...
di Pier Augusto Stagi
La stagione 2010 ha regalato i primi responsi, le prime vittorie. Stagione importante, questa. Soprattutto dopo un
anno di vacche magre, magrissime. Poche vittorie e molti motivi di soddisfazione per il nostro movimento, sempre
più orfano di Bettini e compagnia pedalante. Fortunatamente si volta pagina, e con l’aiuto del presidente federale
Renato Di Rocco, facciamo il punto su un movimento che è chiamato a rinnovarsi, nel suo profondo.
In Italia è scoppiata la mondialite: tutti lo vogliono organizzare. La Federciclismo non dovrebbe tentare
di fare in modo che ci sia una preselezione, per valutare lei per prima la bontà di una candidatura
rispetto ad un’altra?
«Il suggerimento è talmente giusto che le posso dire che ci stiamo muovendo in questa direzione, tanto è vero che
abbiamo deciso di costituire una sorta di commissione proprio poco prima di Natale. Chi vuole organizzare un Mondiale, non può pensare di rispondere solo ai capitolati degli oneri che la Federazione mondiale richiede, ma anche
noi come Federazione qualche paletto dobbiamo metterlo.
Intanto l’evento non deve essere fine a se stesso, e soprattutto deve essere finalizzo con un progetto di promozione
turistica come per fortuna avviene sia nel caso di Firenze-Montecatini sia per Genova. Vogliamo anche però che
l’evento lasci qualcosa al sistema ciclismo, sia in termini economici che di promozione, un po’ come è accaduto per
Varese. Noi appoggeremo quel comitato organizzatore che nel 2013, nel suo progetto, privilegerà investimenti a
favore della mobilità in bicicletta, di impianti di ciclodromi e percorsi protetti.
Privilegeremo quelle regioni o quelle realtà che faciliteranno la pratica ciclistica alle nostre squadre giovanili. La
Liguria, per esempio, ha un grosso bagaglio di attività amatoriale ma ha poca attenzione per quanto riguarda spazi
protetti per i giovani, cosa che in Toscana è da tempo una bellissima realtà».

Quanto dichiarato nel 2010 da Renato Di Rocco dovrebbe fare riflettere alla luce di ciò che poi avvenne.
Dobbiamo chiederci perché in pochi anni l’Italia stia organizzando due mondiali ed altre candidature
appaiano già all’orizzonte dopo l’assegnazione a Firenze (Trentino, Piemonte, Liguria).
1.
Qual è l’interesse di una così dispendiosa organizzazione mondiale?
2.
Perché un mondiale italiano costa alla comunità sempre 5-6-7 volte il costo di un analogo
mondiale olandese, svizzero o danese?
3.
Perché la politica è sempre aperta e disponibile a questi progetti, tristemente anche quando il
Paese corre gravi pericoli per la sua situazione economica?
4.
Vale la pena che il ciclismo si presti a queste operazioni che con lo sport vero non hanno nulla a
che fare?
5.
Qual è il ruolo avuto dalla banca toscana (il Montepaschi) molto presente nelle vicende federali,
dalla quale fondazione la Federciclismo dovrebbe acquistare le Cantine Ricasoli di Gaiole in Chianti per
farne la cosiddetta “Coverciano del ciclismo” citata dal Procuratore Federale in un documento
pubblicato sul sito del suo studio legale?
(http://www.lslex.com/bin/10-03-22_Italia_Oggi7_Anche_le_law_firm_sono_in_cerca_di_spazio_puntando_su_squadre-Spa_e_sponsorship.pdf)

6.
Perché il Presidente della Fci, che dovrebbe essere solo garante verso il movimento ed il Coni, è
poi diventato Presidente del Comitato Organizzatore, addirittura facendo acquisire la società
organizzatrice Mondiali 2013 S.r.l. da parte della Ciclistica Servizi S.r.l., società partecipata al 100%
dalla Federciclismo?
7.
Si è trattata di una vera gara fra Liguria e Toscana, o l’assegnazione era un affare già chiuso in
partenza e già chi doveva sapere sapeva di come finiva l’assegnazione in ambito Uci?
8.
Se sì, come si giustificano i denari spesi dalle due delegazioni entrambe italiane spesi nella
trasferta australiana a Geelong? Non ci potevamo risparmiare almeno la trasferta ligure chiarendo le
cose qua in Italia evitando una penosa competizione agli antipodi della Terra?
Poste queste domande è bene analizzare gli eventi come si sono svolti cronologicamente per capire e,
forse, evitare lo sperpero di tanto tantissimo denaro pubblico CON LA SCUSA DEI MONDIALI DI CICLISMO.
Partiamo quindi da come tutto iniziò, dal 2009. Dalle candidature per i mondiali 2013.