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Author: c.salvi

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Sei in: La Nuova Sardegna / Sassari /

Nuovi “cittadini 2.0”, la politica è on line
Una ricerca Demos-Coop fotografa la crescita di una
comunità che si informa e agisce sul web
ROMA. Per informarsi e partecipare al dibattito politico usano soprattutto internet: leggono
giornali on line e “postano” interventi sul web, firmano petizioni su Facebook o
polemizzano su Twitter, in un Paese in cui l’80,3% dei cittadini si affida ancora alla bussola
della tv, anche se cresce il numero di persone che navigano in rete: 36 milioni di italiani,
sei su dieci. Sono in maggioranza uomini giovani, scolarizzati, orientati verso sinistra e
centrosinistra, con un picco tra i “grillini”: è l’identikit dei nuovi cittadini 2.0, fotografati
dall’Osservatorio Demos-Coop. «È una realtà ormai consolidata» sottolinea la ricerca,
sintetizzando nella definizione “cives.net” una nuova figura di cittadino che legge
quotidiani, discute e agisce sul web, mentre “infonauti” sono i semplici lettori on line e
“internauti” coloro che usano Internet, ma non allo scopo di informarsi: un complesso di
persone che rappresenta ormai il 58,4% degli italiani. Di questi, il 28,9% è un utente 2.0. È
offline, invece, chi non usa la rete: nel 2012 si calcola che sia ancora il 41,5% della
popolazione (era il 78,2% nel 2000). I cives.net sono in gran parte uomini, il 61,3%. Li si
trova soprattutto nelle classi d’età più giovani: tra i 15 e i 24 anni (il 26,5%) e tra i 35 e i 44
anni (il 26,1%). Nel 66,2% dei casi il livello d’istruzione è alto, con una concentrazione
elevata tra tecnici, impeigati, dirigenti e funzionari (il 30,2%) e studenti (il 23,4%). Una
community interessata alla politica nel 72,7% dei casi.
Da un punto di vista politico l’identità è molto connotata: è un cives.net il 41,6% di chi vota
nel centrosinistra e il 41,5 di chi è a sinistra, il 30,7% del centrodestra e il 29,2% del
centro. Di destra invece il 25,1% dei cittadini 2.0, mentre il 16,1% non si colloca. Tra gli
elettori del movimento Cinque Stelle, il 47,7% si informa e dibatte on line, percentuale che
scende al 39,4% tra gli elettori di centrosinistra, al 28,7% tra chi vota per l’area di centro, e
al 18,9% per chi sceglie il centrodestra. La sfiducia nelle istituzioni e nei partiti rappresenta
il comune denominatore delle quattro categorie, cittadini offline compresi, elevata invece la
fiducia in Internet: contraddistingue il 60,3% dei cives.net (38,8% la media totale), che si
fidano dello Stato solo nel 19,5% dei casi (15,6% la media ), e dei partiti solo nel 6,6% dei
casi (media 4,4%). L’uso di Internet, tra i nuovi cittadini virtuali, è quotidiano nell’85,2% dei
casi, e il web è nel 72,6% dei casi il primo strumento di informazione: precede televisione
(72,2%), radio (40,9%) e quotidiani (25,4%). Tra i Tg, se si escludono le testate regionali
della Rai, al primo posto per tutti gli intervistati, la preferenza tra i cives.net ricade
soprattutto sul Tg3, che incassa il gradimento di tutte le categorie. Tra i programmi tv di
informazione, vincono Ballarò, Che tempo che fa e Report tra i cives.net, mentre la
generalità punta su Striscia la notizia. Tra i quotidiani cartacei, infine, la Repubblica è il
primo, internauti e offline preferiscono invece il Corriere della Sera. (m.r.t.)

08 gennaio 2013

Sei in: La Nuova Sardegna / Sassari /

movimento 5 stelle
"Io sono un comico, morirei per una battuta....Subito dopo le elezioni, che cercheremo di
entrare in Parlamento, io riprendo a fare teatro, a fare le mie cose". Beppe Grillo non
esclude di poter tornare a fare il comico dopo le elezioni politiche. Lo confessa lui stesso
ad alcuni militanti e simpatizzandi, in un video fuorionda a Udine, postato ieri su youtube
dal blogger Claudio Messora su “Byoblu”. Non solo: nel lungo fuorionda, che dura più di 11
minuti, Grillo parla anche delle Parlamentarie, rivendicandone il risultato e dei “dissidenti”,
riconoscendo di essere stato «forse un po’ brusco». E quanto alle accuse rivolte a lui e a
Casaleggio dai dissidenti, osserva: «Se c’è la mancanza di trasparenza non lo so, magari
la prossima volta saremo più organizzati, ma non abbiamo un soldo... I server non sono
controllabili, tu hai il server della tua banca? Lo conosci? E allora è mancanza di
trasparenza della tua banca e non vai più a mettere i soldi nella tua banca?». Difende
Casaleggio: «Non ho mai dubitato della sua onestà intellettuale. Lui il grande guru e io una
pedina nelle sue mani? Sentirmelo dire da dei ragazzi che ho preso, non avevano
neanche il lavoro, mi ha amareggiato ero incazzato davvero». In serata smentita il comico
ha smentito.

08 gennaio 2013


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