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Cagliari / Elezioni politiche 2013 / Politica / Sardegna

“Più Stato, meno disuguaglianze”: così
Grillo ai 15 mila di Cagliari. Che
voteranno lui e non Sel o Ingroia.
Perché?
6 febbraio 2013 alle 00:23

Certo, per Grillo è facile: Grillo è un attore. Grillo sa come parlare alla gente. Grillo da
settimane ripete lo stesso copione in tutte le piazze d’Italia anche se ogni volta sembra che
improvvisi. Grillo fa ridere, fa ridere anche più di Berlusconi, che della simpatia e
dell’ironia, spesso greve, ha sempre fatto un punto di forza. Grillo è un affabulatore
straordinario. Grillo si fa ascoltare.
La cosa più impressionante del comizio cagliaritano di Beppe Grillo è stato il silenzio: la
gente ha ascoltato Grillo in silenzio. Nessuno parlava: al massimo, se proprio doveva,
bisbigliava qualcosa al vicino. Tutti attentissimi, nessuno distratto. Anche i vigili urbani, i
carabinieri, anche i poliziotti ascoltavano Grillo. Quindicimila persone davanti alla basilica
di Bonaria. In quella piazza solo Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sono
stati ascoltati da più persone e con maggiore attenzione. Tre papi.
Certo, per Grillo è facile. Grillo può dire quello che vuole. Perché tanto il suo partito al
governo non ci andrà mai, perché lui ha deciso così. Fra le tante anomalie del Movimento
Cinque Stelle questa è la più clamorosa: non si è mai vista la terza forza politica del Paese
allontanarsi da ogni responsabilità di governo, neanche rivendicarla. Un’anomalia.
Perché Grillo non governerà e, sinceramente, non si capisce neanche che ruolo avrà
quando gli italiani manderanno cento e passa dei suoi candidati in Parlamento. Come il
Movimento Cinque Stelle si trasformerà, una volta certificata la sua enorme forza
elettorale, neanche Grillo forse lo sa. E questo genera inquietudine.
Come genera inquietudine l’assenza di un’idea più organica di società, la costante
semplificazione di qualunque processo economico, politico o sociale, il rifiuto ogni
complessità. Nel mondo di Grillo non ci sono problemi, ma solo soluzioni.
Ecco perché ascoltare Grillo è facile e contraddirlo è difficile.
Però Grillo…
Grillo dice anche di voler ridare forza e peso allo Stato. Dice di voler arginare lo strapotere
la finanza. Dice di voler istituire il reddito di cittadinanza e dice “nessuno deve restare
indietro”. Dice di essere contro il precariato e lo sfruttamento dei giovani nelle aziende.
Grillo afferma di essere contro le assurde spese militari, contro le basi militari in
Sardegna, annuncia di essere contro l’innalzamento dell’età pensionabile. Afferma che “la
conoscenza vale quanto la religione”, Grillo dichiara di essere a favore della scuola
pubblica. Grillo dice di voler difendere i “beni comuni”. Grillo attacca la follia di
Equitalia. Tutte queste cose dice Grillo.
E dicendo tutte queste cose, stando agli ultimi sondaggi, prenderà quasi il doppio dei voti
che metteranno assieme i due partiti di sinistra che si presentano alle prossime elezioni.
Più del doppio. Perché?
Perché le migliaia di ragazze e ragazzi, di giovani che oggi erano a Cagliari a sentire Beppe
Grillo, che lo hanno applaudito mentre si scagliava contro le disuguaglianze che
affondano questo paese, che gli hanno battuto le mani quando diceva che il manager di una
società non può prendere più di dodici volte lo stipendio del meno pagato dei suoi
dipendenti, perché questi giovani fra qualche settimana voteranno in misura maggiore le
liste di Grillo piuttosto che quelle di Vendola e Ingroia?

Perché, con queste parole d’ordine, il Movimento Cinque Stelle prenderà il triplo dei voti di
Sel? Qualcuno me lo sa spiegare?
Solo perché per Grillo è facile? Solo perché Grillo sa parlare alla gente?


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