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Author: c.salvi

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Edizione di mercoledì 06 febbraio 2013 - Cronaca Regionale (Pagina 5)

L'urlo di Grillo a Cagliari
«Se cambiamo qui, cambiamo l'Europa non solo il Paese»
«Basta Equitalia: ha messo in ginocchio imprenditori e cittadini»
«Signori, non mi aspettavo una cosa così nell'Isola. Se cambiamo qui, cambiamo l'Europa,
non solo l'Italia».
IL COMIZIO L'urlo di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, si leva alto nel cielo di
Cagliari. Sono le 21 precise quando sale sul palco e il pubblico, che cresce con il
trascorrere dei minuti, presto raggiungerà almeno quota 20 mila. Piazza Paolo VI, vista
dall'alto, è un tappeto di teste. Qualcuno è arrivato in bici, qualche altro con lo striscione.
Come il gruppo anti-Equitalia. Equitalia sì, «il braccio armato dell'Agenzia delle entrate»
che il comico genovese, accolto come un messia anche nel capoluogo regionale dopo il
bagno di folla sassarese, si propone di abolire: «Ha messo in ginocchio imprenditori e
cittadini, basta». Il basta è esteso a tutta la politica. Tant'è che, sul finale del sermone,
indicando i candidati alla Camera e al Senato, dice: «Eleggete cento di queste persone qui
e apriremo il Parlamento come una scatola di tonno».
I CONTESTATORI Non mancano i contestatori. Dalle gradinate ai piedi della basilica di
Bonaria appare uno striscione: “Grillo apre ai fascisti, noi no”. Sono i giovani antifascisti,
che contestano al leader di M5S qualche occhiolino a Casa Pound.
I TEMI Grillo ne ha per tutti: «Berlusconi promette che restituirà l'Imu? L'ha messa Monti
e lui l'ha votata. Sarebbe come credere a Coccolino». Attacca Monti sul redditometro:
«Roba da Truman Show. Ci dicano loro come spendono i nostri soldi». Da qui alle bordate
su Mps il passo è breve: «È il più grande scandalo finanziario dal dopoguerra. Si
pubblichino i nomi di chi ha fatto lo scudo fiscale». Per Grillo «le banche non possono
chiudere perché a perderci sarebbero i piccoli risparmiatori, ma Montepaschi va
nazionalizzata subito e vanno messi sotto processo tutti i vertici del Pd dal 1995 e quelli di
Bankitalia». Secondo il comico tutti sono coinvolti: «All'assemblea di Siena ho visto
azionisti in lacrime. Quelli del cda erano impassibili, a cominciare da Profumo, uno
cresciuto a pane e Pd. E poi ha voglia Napolitano, 'o guaglione , di invocare la privacy, o
Bersani gargamella a dirci che ci sbrana: come, con le gengive? C'è un componente della
Camera dei Lord, in Inghilterra, che si è dimesso per una multa non pagata 15 anni fa. E
qui?».
LE PROPOSTE Grillo è pessimista sulla crisi: «Non c'è luce in fondo al tunnel, se c'è è un
rapido che sta per travolgerci». Reddito di cittadinanza di mille euro a chi non ha lavoro,
stop ai rimborsi elettorali e taglio del 70 per cento delle competenze dei politici, riforma
della giustizia. Strizza l'occhio all'indipendentista Gavino Sale: «Andammo assieme a
Decimoputzu, sfidò gli esattori che volevano requisire le aziende. Basta: deve cambiare e
l'Italia cambierà dalle zone più povere. Le aziende entrino nelle università, la conoscenza
sia aperta a tutti e il lavoro deve essere un diritto, non uno strumento di ricatto. E basta
guerre: anche qui da voi ampliano le basi Usa, ma gli americani dovrebbero venire in Italia

a fare campus universitari. E poi, con la crisi che c'è, non si possono fornire ai francesi le
testate missilistiche per bombardare i musulmani del Mali: Al Qaeda sarebbe legittimata a
bombardare il Parlamento».
Lorenzo Piras

Edizione di mercoledì 06 febbraio 2013 - Cronaca Regionale (Pagina 5)
Meris

Doddore sfida il comico a un dibattito televisivo
Il leader del Partidu indipendentista sardu (Paris), Doddore Meloni, lancia la sfida a Beppe
Grillo: «Pronto a confrontarmi con lui in tv per un pubblico dibattito».
Doddore, presidente di Paris, che ha presentato alle Politiche la lista Meris in dommu
nosta, sarebbe dovuto essere fra i candidati, ma è stato escluso dall'ufficio circoscrizionale
centrale elettorale della Corte d'Appello di Cagliari a causa dell'interdizione perpetua dai
pubblici uffici comminata come pena accessoria in una condanna del 1989 per
cospirazione contro lo Stato.
Meloni è conosciuto anche per aver occupato anni fa l'Isola di Mal di Ventre, nel Golfo di
Oristano, ribattezzandola Repubblica di Malu Entu.
«Con l'arrivo di Grillo, all'assalto dei voti, prosegue la caccia al popolo sardo», ha spiegato
Doddore Meloni: «Non riusciamo a capire che benefici possano ottenere la Sardegna e i
sardi da un imbonitore come Beppe Grillo. Anche questa volta, come centinaia di anni fa,
sbarca in Sardegna un genovese per rapinarci allora delle merci e ora per rapinare i voti di
un popolo che non riesce mai a capire che non ci sono salvatori esterni che possano
aiutarci, ma solo razziatori dell'intelligenza. Pertanto, sfido Grillo a un pubblico dibattito, da
fare dove vuole lui e sull'emittente che sceglierà lui».


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