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Author: c.salvi

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Cagliari Pad
LIBERA INFORMAZIONE SARDA

Politica
22 Febbraio 2013 ore 10:53

Speciale elezioni: Movimento 5 stelle,
Paola Pinna
"Sulla vertenza entrate non siamo disposti a trattare: lo Stato ci dia tutto ciò che ci
spetta. Anzi, non dovremmo pagare più niente finché non recuperiamo il maltolto"
Autore: Martina Marras

Paola Pinna, 38 anni, è candidata alla Camera, in terza posizione, con il Movimento 5 Stelle.
Laureata in Scienze politiche, indirizzo economico, ha completato il suo percorso accademico con
un Master alla Luiss in Gestione aziendale. Prima di tornare in Sardegna, ha lavorato a Roma. La
sua carriera politica è cominciata lo scorso anno, con la candidatura per le comunali di Quartucciu.

Qual è la prima cosa che chiederebbe a Roma, se dovesse essere eletta?
Per me le priorità sono il reddito di cittadinanza e il taglio dei costi della politica, per quanto
riguarda stipendi e agevolazioni. Il reddito minimo garantito è una misura adottata in tutta Europa,
meno che in Italia e in Grecia, nonostante i continui richiami. È dal ’92 che la Comunità europea
sollecita i Paesi affinché attuino questa importante misura. Si tratta di un doveroso sostegno perché
chiunque possa vivere una vita dignitosa, libera , senza ricatti. Nel nostro Paese si sono formate
ormai sacche di povertà estrema, ma i sussidi vanno solo a disoccupati con determinate
caratteristiche, a chi aveva certi contratti. Tutti gli altri, che rappresentano la maggioranza, non sono
tutelati. Penso che sia importante ragionare sul reddito minimo garantito, tenendo conto anche di
una serie di fattori. Si può partire da un livello minimo, ma bisogna valutare le singole situazioni: i
risparmi, il nucleo familiare. Abbiamo sicuramente delle riserve da cui possiamo attingere: penso al
taglio delle pensioni d’oro. L’Italia è uno dei paesi che spende di più per le pensioni, naturalmente
non per quelle minime. Io partirei dalla riduzione di questi costi, e dal taglio agli sprechi della
politica.
Quali sono le soluzioni per il Sulcis?
Torniamo anche qua al reddito minimo garantito: penso una parte del problema già sarebbe risolta.
E poi è imprescindibile pensare a progetti alternativi di sviluppo, non più basati sull’industria. È
necessaria una riconversione, in senso turistico, accompagnata dalle doverose bonifiche, e dalla
creazione del Parco geominerario. Le miniere devono diventare siti di archeologia industriale, in
questo modo si può valorizzare il territorio. Il Sulcis era una zona ricca che è stata solo sfruttata.
Ora, invece, stiamo solo spendendo soldi pubblici per non risolvere veramente i problemi, ma anzi
per aumentare le clientele. Gli interventi nel Sulcis, per me, sono semplici azioni di voto, ricatti;
mentre servirebbe un sistema alternativo, che permetta alle persone di riscattarsi. Le scelte di
sviluppo economico si fanno attraverso la consultazione popolare: è giusto che i cittadini si
esprimano e propongano, che dicano ciò che vogliono essere e cosa vogliono fare. Non bisogna
accettare tutto dietro in cambio di pochi posti di lavoro: questo è un ricatto. Serve un consenso
informato: le persone devono essere coscienti delle conseguenze.
Vertenza entrate: bisogna insistere con la linea dura o trattare?
Trattare, cioè rinunciare a una parte? No, assolutamente. Ci devono dare tutto quello che ci spetta.
Se non immediatamente, a saldo. Ora siamo a credito, quindi non dovremmo pagare più niente
finché non recuperiamo il maltolto. Sono favorevole alla creazione di un’Agenzia sarda di
riscossione.
Se vincesse il Movimento 5 Stelle, chi diventerebbe premier?
Questo si vedrà dopo. Del resto non è scritto da nessuna parte che si debba stabilire anticipatamente.
E' realistico pensare all'uscita dall'Euro?
Si può iniziare a pensarci. Ma ovviamente si dovrà passare per una consultazione referendaria anche
in questo caso. E poi, bisogna tenere conto del fatto che ora non abbiamo una struttura economica
che ce lo consentirebbe: è troppo debole. Quindi, bisognerebbe prima rafforzare il mercato interno e
poi valutare.


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