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Author: c.salvi

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Lunedì, 25 Febbraio 2013

Soros studia Grillo, mentre in Italia gli
si dà del black bloc o del fascista

di Abate Faria - Il Contagio.
In tutto il mondo si parla di Grillo. Tv e giornali cercano di capire il fenomeno,
di analizzarlo, in attesa dell’esito delle elezioni italiane. Grillo non è il primo
esperimento di partito nato “in rete”, ma, certamente, è quello che si candida a
diventare la case history per eccellenza.
Poco importa, da questo punto di vista, se prenderà il 15%, il 20% o il 25%.
Conterà per i futuri assetti del nostro Governo-Parlamento, non per la portata
storica che avrà,comunque, la sua affermazione politica. Un partito che in 3
anni, senza soldi e sovvenzioni, in rete e senza l’appoggio dei media, diviene il

terzo o secondo partito in Italia è una cosa incredibile. Teniamo conto che il Psi
che ha a lungo governato questo paese non ha mai superato il 15% o che,
Forza Italia, nel 1994 arrivò al 21%.
In Italia stupisce, invece, la modalità con la quale politici, studiosi e giornalisti
hanno

affrontato

ieri

ed

oggi

il

fenomeno:

un

misto

di

ignoranza,

provincialismo e supponenza, dovuti soprattutto al fatto di essere, in fondo,
sulla stessa barca del potere.
Definito

“qualunquista”,

“black

block”,

“fascista”,

“comico”

(nel

senso

spregiativo del termine), “terrorista”, “populista”, “demagogo”, etc, etc a
seconda della convenienza o dell’appartenenza politica.
Ci si stupisce che il 35% dei giovanissimi voterà Grillo…
Ma scusate: in un paese “vecchio” (e non solo anagraficamente) chi
dovrebbero votare?
In un paese dove Berlusconi/Bersani stanno a Scalfari/Mieli come De
Benedetti/Caltagirone stanno a Bonanni/Angeletti…in un paese dove ai giovani
è preclusa ogni possibilità…mi dite chi cazzo avrebbero dovuto votare?
Bersani puo’ portare gli ex sessantottini a votare, gli iscritti ingrigiti della Cgil;
Berlusconi le massaie e casalinghe…ma i giovani, twittando, chattando,
whattsappando, youtubando di queste mummie non se ne fanno nulla.
Questi parlano un altro linguaggio, vivono una realtà diversa, pensano in modo
differente.
Monti che va su in rete si ridicolizza (al Banana, infatti, l’hanno sconsigliato),
un po’ come farebbe una massaia che si lanciasse in una lap dance in
discoteca.
Non ci si improvvisa così.
La rete, poi, ha “memoria” e ti sbrana in pochi minuti.
In rete non ci sono le domandine facili di giornalisti venduti, nè Barbara D’urso
compiacente…
La rete è un mondo duro, che va maneggiato con esperienza e maestria.

E Bersani che fa? Manda avanti la “belloccia” di turno (Ale Moretti) e la mena
con l’unica genialata del suo vero speech writer Crozza con lo “smacchiamento
del giaguaro”…ma è troppo poco.
Se non lo avete capito: oggi tocca ai politici, domani ai giornalisti, dopodomani
ai sindacalisti…
C’è una parte del paese (soprattutto, ma non solo, i giovani) che ormai è
impermeabile a qualsiasi discorso”vecchio”, per quanto improntato al senso di
responsabilità.
Ci sono milioni di persone che non hanno più nulla da perdere, ai quali non si
puo’ chiedere il senso di “responsabilità”, che hanno paura, che hanno capito
che per loro si mette davvero male…
Ebbene, in tutto ciò, all’estero hanno già studiato Grillo, da noi no.
dal sito http://www.formiche.net
I social media stanno irrimediabilmente cambiando la politica in Europa e
Beppe Grillo è una delle punte più avanzate di questo processo. Ad affermarlo
è uno studio del think tank britannico Demos, interamente dedicato al “partito”
a 5 stelle e agli elettori del movimento fondato dal carismatico comico
genovese.
Il dossier è stato realizzato con il supporto della Open Society del magnate
George Soros e il contributo di ricercatori dell’Istituto universitario europeo di
Fiesole. L’obiettivo? Comprendere analogie e differenze del M5s con gli altri
movimenti “populistico-digitali” presenti in Europa.
Capite?
Soros lo studia…
Perchè?
Perchè le persone intelligenti (non ho detto oneste!) quando vedonoemergere
un fenomeno di queste dimensioni lasciano da parte le loro convinzioni e
CERCANO DI CAPIRE…cercano di “rubare il segreto”…magari, poi, per
contrattaccare!
Ma non si chiudono nelle loro convinzioni e basta!

Mesi fa scrissi un post, “in difesa di Grillo”, che, ovviamente è stato uno dei
meno

letti…perchè

mi

rendevo

perfettamente

conto

delle

strumentali

polemiche inventate ad hoc da pennivendoli e politici italioti.
Ero convinto che per 10 elettori che lasciavano Grillo a seguito di questi
attacchi, altri 15 ne sarebbero arrivati.
Fu così anche con la Lega agli inizi: “razzisti”, “bifolchi”, “separatisti”,
“squadristi”, etc, etc salvo poi allearsi con loro (la destra) o definirli “costole
della sinistra” (la sinistra, appunto)
E mi ricordo perfettamente Bossi alle elezioni del 1996 con “Roma Polo-Roma
Ulivo”: tutti ad attaccarlo e lui che, stando fuori dalle coalizioni, arrivò ad oltre
il 10% al Senato.
E’ pazzesco come non si voglia capire che le cose non nascono dal nulla.
Se i partiti 3 anni fa avessero capito il fenomeno che stava montando e si
fossero un minimo autoriformati, Grillo non sarebbe arrivato fin dove è adesso.
Invece, nulla.
Se il Parlamento si fosse degnato di prendere in considerazione le sue leggi di
iniziativa popolare, forse non ci sarebbe stato questo tsunami.
La stessa cosa vale per il sentimento anti-euro che sta crescendo.
Non basta criticare! Bisogna capire ed aprirsi al confronto!
L’euro non è sempre esistito e nulla è irreversibile, dunque, non è un dogma.
Continuare a ripetere esclusivamente che un ritorno alla lira sarebbe una
tragedia è non solo sbagliato e falso, ma anche molto pericoloso.
I media, in questi 3 anni, cosa hanno fatto?
I professori universitari e politologi dove erano?
Grillo aveva capito benissimo che Rai e giornali vari non lo avrebbero mai
ascoltato e, dunque, ha fatto senza, attaccandoli per la connivenza interessata
col potere politico.
Tutti coloro che detengono una qualche forma di potere o di rendita di
posizione in questo paese dovrebbero iniziare a preoccuparsi almeno un po’.

Il fenomeno Grillo non è solo politico: è culturale, linguistico, sociologico,
antropologico…
E’ vero che i cittadini che voteranno Grillo non sanno cosa accadrà dopo, ma è
stupido da parte dei partiti confidare in questo. Il problema vero è che,
votando i partiti che ci governano ininterrottamente da 20 anni, sanno, invece,
benissimo cosa li attende!
Per questo molti italiani voteranno più o meno convintamente M5S.
Buon voto a tutti!
Fonte: http://ilcontagio.org/2013/02/24/soros-studia-grillo-in-italia-ci-si-divide-black-block-o-fascista/.


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