PDF Archive

Easily share your PDF documents with your contacts, on the Web and Social Networks.

Send a file File manager PDF Toolbox Search Help Contact



MC280213 .pdf


Original filename: MC280213.pdf
Author: c.salvi

This PDF 1.5 document has been generated by Microsoft® Office Word 2007, and has been sent on pdf-archive.com on 28/02/2013 at 14:20, from IP address 193.178.x.x. The current document download page has been viewed 627 times.
File size: 96 KB (2 pages).
Privacy: public file




Download original PDF file









Document preview


Giulietto Chiesa: "Mi fido dell'onestà di Grillo"
Scommetto sull’onestà di Beppe Grillo. Lo faccio perché scommetto
sull’entusiasmo dei suoi sostenitori. Capisco che avranno, lui e loro, molti
problemi difficili da risolvere, ed è ovvio quindi che faranno degli errori. Ma non
credo che faranno dei crimini. È molto facile precipitare dagli altari nei quali si
trovano, irti di spine, nella polvere, e quindi non credo che sarà così. Leggo sui
giornali dei commenti di molti che si aspettano che molti di loro saranno
comprati. Forse, qualcuno. Ma io penso che coloro che scrivono queste cose sui
giornali e le dicono in televisione misurano la realtà con il loro metro da
schiavi.
E per fortuna la realtà non è tutta composta di schiavi o di servi, come il voto
ha dimostrato. E però certo si può star sicuri che per ognuno degli oltre
centosessanta deputati e senatori dell’opposizione si stanno già compilando i
dossier: i servizi segreti sono lì per quello, non penseremo mica che se ne
staranno con le mani in mano. Si scava e si scaverà nelle loro vite, si
cercheranno le loro magagne, per poi “spenderle” prima o dopo nella melma
degli intrighi di Palazzo. La nostra fortuna è che saranno dei dossier poveri e
“giovani” e quindi conteranno poco, perché questo non è un personale
ricattabile.
I problemi saranno più grandi e difficili. Si dovranno prendere decisioni di
portata nazionale, europea, internazionale. E lo si dovrà fare stando sotto la
mira di cecchini impietosi e feroci, i cosiddetti “Mercati”, cioè i grandi banchieri
del Superclan mafioso-massonico europeo e mondiale. Non sarà facile anche
per questo.
E dunque io penso che senza una squadra Grillo non potrà reggere a lungo. Si
pone il problema di una squadra che lo protegga, e che protegga questi
centosessanta parlamentari. Perché un esercito che rimane a lungo senza
ordini chiari e senza una guida non può che disperdersi. I vecchi marpioni del
Palazzo già cominciano con le loro lusinghe, e tutti i giornali titolano “Bersani
apre a Grillo”, “Bersani sfida Grillo”. O… “Bersani si inginocchia davanti a
Grillo”, “Bersani chiede a Grillo”.
Fino all’altro ieri non se n’erano accorti, adesso capiscono che non possono
evitare, e ci provano.
E io so che non serviranno a catturare né Grillo né i suoi. Lo so, perché Grillo
ha costruito una macchina che non lo consente. E coloro che gli fanno delle

proposte più o meno sconce continuano a ragionare come se non ci fosse
Grillo, ma Grillo c’è, e il Movimento Cinque Stelle c’è.
Purtroppo non ci sono soltanto le lusinghe, che si possono respingere.
Ci sono invece questioni che non si possono aggirare: le grandi questioni
sociali, come quella del lavoro; e c’è un paese in ginocchio che implora, che
esige una tregua dopo questa rapina che ha subito con il consenso di tutti
quelli che sono stati battuti, non per caso, in queste elezioni.
Bisogna stare attenti, perché sarà facile al Palazzo, in nome della
ingovernabilità del Paese, rovesciare sul Movimento Cinque Stelle
responsabilità che non sono sue.
Dunque occorre prepararsi.
Per questo credo che Grillo e il M5S abbiano bisogno di un forte sostegno nel
Paese, molto più ampio di quel 25 per cento straordinario che è stato
raggiunto. Serve una forte e organizzata opposizione sociale che muova dalle
aziende, dalle fabbriche, dalla scuola, dall’università, dalle categorie colpite,
dalla società civile. Questa deve essere ancora costruita.
Il 25 per cento è opera di Beppe Grillo. Il resto sarà opera di tutti noi, insieme
al Movimento Cinque Stelle.
È inutile dunque che io ripeta che la situazione è difficile e piena di
trabocchetti, ma la spallata è stata forte e possente.
Il Partito Democratico esce clamorosamente sconfitto, e adesso implora.
E la destra? Due parole sulla destra bisogna dirle: la destra festeggia non si sa
perché, forse festeggia soltanto lo scampato pericolo della sua sparizione, ma
le cifre lo dicono: dai 17 milioni di voti che aveva nel 2008, è scesa a 8 milioni.
Meno della metà. Un tracollo: sono stati dimezzati. Questo ci dice una cosa
importante: che la narrazione di questa Italia berlusconiana è inesistente. Non
è più così. Hanno perduto 8 milioni e mezzo di voti. L’Italia è cambiata, e non
solo perché Beppe Grillo ha vinto. È cambiata perché è cambiato l’intero
panorama. Quindi la destra ha poco da festeggiare.
Della sinistra, quella che già una volta ho definito “falcemartellata e
girotondina”, è meglio non parlare: addio! Addio per sempre! La riscossa è
venuta da un’altra parte. Ed è giusto che sia così, perché la Storia non fa sconti
a nessuno. E buona fortuna a tutti.


MC280213.pdf - page 1/2
MC280213.pdf - page 2/2

Related documents


PDF Document mc280213
PDF Document vb260213 1
PDF Document vb260213
PDF Document us020313
PDF Document vb270213
PDF Document ns030313


Related keywords