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Author: c.salvi

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giovedì 28 febbraio 2013

Grillo punge e nega la fiducia a Bersani
Il Cav: "Diamo un segno di stabilità"

BEPPE GRILLO

Grillo continua a lanciare accuse contro il leader del centrosinistra:
"Bersani è uno stalker politico. Da giorni importuna il M5S con
proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe
chiunque altro". Immediata la replica del segretario Pd: "Grillo dica
ciò che ha da dirmi, insulti compresi, in Parlamento".
L'ipotesi di un accordo tra centrosinistra e Movimento 5 Stelle sembra lontana, almeno a
giudicare dal tenore delle accuse che ancora oggi il leader Beppe Grillo muove contro
Pierluigi Bersani. Il trionfatore delle urne scrive sul suo blog: "Noi non stiamo alla finestra:
entriamo. Ma inciuci, inciucietti e accordi non ne faremo. Ci accorderemo solo sulle idee,
che devono essere condivise con il nostro programma. Non c'è altra alternativa per noi".
Lo "smacchiatore fallito ha l'arroganza di chiedere il nostro sostegno". Poi ricorda: "So che
fin qui hanno detto 'tutti a casa' ora ci sono anche loro, o vanno a casa anche loro o
dicono che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli".
LA LEZIONE DEL PASSATO - "Negli ultimi venti anni - osserva Grillo - il Pd ha governato
per ben 10 anni e nell'ultimo anno e mezzo ha fatto addirittura il governissimo con il Pdl

votando qualunque porcata di Rigor Montis. Strette di mano e abbracci quotidiani tra
Alfano e Bersani alla Camera, do you remember?".
Grillo osserva che Bersani "è riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la
buonanima di Waterloo Veltroni". Il leader M5S ricorda poi come il segretario democrat
abbia "passato gli ultimi mesi a formulare giudizi squisitamente politici" nei confronti suoi e
del suo MoVimento elencandoli tutti. Da "Fascisti del web, venite qui a dirci zombie", a
"con Grillo finiamo come in Grecia" fino a "Lenin a Grillo gli fa un baffo". L'elenco, lungo,
conta pure gli attacchi che gli sono stati rivolti direttamente: "Sei un autocrate da
strapazzo"; "Grillo porta gente fuori dalla democrazia"; "Grillo porta al disastro" "Grillo vuol
governare sulle macerie"; "Grillo prende in giro la gente"; "Nei 5 Stelle poca democrazia";
"Grillo fa promesse come Berlusconi"; "Grillo dice cose sconosciute a tutte le democrazie";
"Grillo? Può portarci fuori da Europa"; "Basta con l'uomo solo al comando, guardiamoci ad
altezza occhi, la Rete non basta"; "Se vince Grillo il Paese sarà nei guai".
LA REPLICA DI BERSANI - "Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in
Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità".
VENDOLA - "Mi auguro sinceramente che si riuscirà a dare una risposta forte al vento di
cambiamento che soffia impetuoso nel Paese. Su questo convincimento ho registrato una
condivisione totale con Bersani. Niente governissimo, spero che non sia questo l'auspicio
di Grillo". Lo afferma Nichi Vendola dopo l'incontro con Bersani a pranzo. "Non esistono
soluzioni che rimandino al passato più cupo", ha aggiunto Vendola sottolineando la
necessità di aprire una stagione all'insegna del cambiamento e ribadendo l'opportunità di
dare vita a un nuovo Esecutivo.
BERLUSCONI - "Nei prossimi giorni dovremmo riflettere sugli scenari politici e sulle
proposte per il futuro del Paese. Nessuna forza politica e responsabile può ignorare il
valore della governabilità". Lo afferma Silvio Berlusconi in un video messaggio".
"Solo dopo che dal 15 marzo si è insediato il Parlamento e si sono votati i presidenti ci
saranno le consultazioni del nuovo governo, sono tempi troppo lunghi per questo vogliamo
riformarli. Se un messaggio di stabilità non verrà lanciato prima rischiamo di pagare un
prezzo troppo alto".
"Le forze politiche nella loro autonomia e responsabilità devono iniziare a dipanare la
matassa della legislatura non ancora iniziata. Non di deve partire dalle alleanze ma dalle
cose: riduzione delle spese, della pressione fiscale, dei conti in ordine per restare in
Europa a testa alta e delle riforme istituzionali". Lo afferma Silvio Berlusconi in un video
messaggio.

giovedì 28 febbraio 2013

Elettori Pd: "No governissimo col Cav
Sì apertura a Grillo, poi il voto"
E' questo il contenuto delle decine di mailche da ieri arrivano all'indirizzo di Pierluigi
Bersani, sulla strada da intraprendere per uscire dall'impasse elettorale.
No al governissimo con Silvio Berlusconi, sì ad un governo a tempo con i grillini e poi il
ritorno al voto. Gli elettori delle primarie del Pd non sembrano avere dubbi, nelle decine di
mail che da ieri stanno arrivando all'indirizzo di Pier Luigi Bersani, sulla strada da
intraprendere per uscire dall'impasse elettorale. Un governo di larghe intese con il
Cavaliere viene visto come fumo negli occhi dagli elettori che si rivolgono al leader Pd,
preferendo il ritorno al voto piuttosto che la riedizione di una grande alleanza. "E'
improponibile - scrive Paolo - un governissimo con Berlusconi che non ci consentirebbe di
fare nulla di serio per gli italiani e finirebbe solo per screditarci ulteriormente agli occhi
della gente". L'esempio da seguire è "il laboratorio Sicilia" e, come scrive Giuseppe,
"occorre provarci con prudenza e tenacia cercando di costruire un'alleanza sui contenuti,
con un punto fermo: con le destre che hanno portato l'Italia sull'orlo del baratro si dialoga
esclusivamente a livello di riforme istituzionali". Nei messaggi al Pd, gli elettori elencano
anche una serie di riforme che un'intesa programmatica tra Pd e il M5s potrebbe produrre:
"riduzione dei parlamentari - scrive Alessandro - controllo del parlamento degli emolumenti
per i consigli regionali, riduzione delle presenze e degli emolumenti in tutti i cda di aziende
pubbliche, riduzione o abolizione dell' provincie, legge sul conflitto di interessi". "Se il
movimento 5 stelle - scrive Francesco - risponde picche si torna comunque alle elezioni.
Qualunque altra soluzione forse avrebbe qualche vantaggio ma ci squalificherebbe
irrimediabilmente agli occhi dell'opinione pubblica e se dalle prossime urne esce Grillo
vincente bene, che governi, tanto dopo Berlusconi nulla può essere peggio".

giovedì 28 febbraio 2013

Aspirante cancelliere: vittoria di 2 clown
Napolitano replica: "Esigiamo rispetto"

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO DURANTE UN MOMENTO DELLA SUA VISITA DI
STATO NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA

Non si terrà a Berlino l'incontro del presidente Giorgio Napolitano con il
candidato Spd alla cancelleria Peer Steinbrueck. Il capo dello Stato lo ha ritenuto
inopportuno dopo l'affermazione secondo cui "in Italia hanno vinto due clown".
"Noi rispettiamo la Germania ma esigiamo altrettanto rispetto", non è possibile che un
autorevole candidato alla Cancelleria, il socialdemocratico Peer Steinbrueck, si permetta di
chiamare i leader di due dei tre maggiori partiti italiani "clown". "Non lo posso incontrare,
non ci sono le condizioni".
Esplode l'ira del presidente Giorgio Napolitano che da Monaco di Baviera - prima tappa di
una visita di Stato in Germania - legge con cura le dichiarazioni di Steinbrueck - "del tutto
fuori luogo o peggio" - e prende una decisione clamorosa che avrà effetti anche nella
politica interna tedesca: l'incontro previsto in serata a Berlino viene annullato dal
Quirinale. La misura è colma e il capo dello Stato è costretto in questa sua ultima missione
all'estero a compiere un ardito slalom tra le preoccupazioni manifeste della classe politica
tedesca sullo stallo elettorale e le ragioni della sovranità italiana, di cui il presidente è pur
sempre garante.
Dalla Germania la crisi politica appare ancora più ingarbugliata di quanto sembri in Italia
ed i giudizi sferzanti - a volte ingiuriosi - dei politici tedeschi feriscono il presidente. "Pizza
quattro stagnazioni", titolava oggi, ad esempio, la BILD nella sua pagina online ricalcando

senza fantasia uno degli stereotipi che accompagnano la visione teutonica dell'Italia. "Uno
stallo da piangere" recitava spietato il catenaccio. Ma Napolitano ha sparigliato il gioco con
una mossa di estro scacchistico: in una botta sola ha difeso fieramente l'orgoglio italiano
riconoscendo a Beppe Grillo e Silvio Berlusconi il ruolo centrale che le urne gli hanno
assegnato e ha riparato ad una sottovalutazione iniziale della forza di Grillo derubricato
meno di un anno fà con una battuta non del tutto riuscita; "il boom di Grillo?, io conosco
solo il boom degli anni '60, altri boom non ne ho visti", disse dopo le amministrative della
primavera scorsa.
Meno di un anno dopo M5S è il primo partito italiano e Grillo ha già fatto sapere che sarà
lui a salire al Quirinale quando ci saranno le consultazioni. Purtroppo da queste prime ore
passate in Germania il capo dello Stato ha anche rafforzato la consapevolezza che il tempo
stringe. Non a caso a lanciare l'allarme Italia è il ministro delle Finanze Schauble: "bisogna
fare presto, altrimenti c'è il rischio di contagio", ha detto paventando una deriva greca per
l'Italia. Non a caso oggi il presidente della Repubblica ha lodato il ministro tedesco
definendo le sue parole esempio di riserbo e rispetto.
Il "puzzle è complicatissimo" e le tessere vanno messe in ordine sin da subito, prima di
arrivare all'elezione dei presidenti di Camera e Senato, si ragiona al Quirinale che volente o
nolente è costretto a subire le notizie di borsa e spread e a leggere le trancianti
dichiarazioni di Grillo che invita Bersani alle dimissioni. Tutto questo mentre il 'niet' di
Napolitano all'incontro con il socialdemocratico Steinbrueck provoca un piccolo terremoto
anche in Germania dove la Cdu coglie al volo l'occasione per attaccare il candidato della
Spd. Dal punto di vista personale nessun problema tra Napolitano e Steinbrueck: nel
pomeriggio una telefonata "cortese e chiarificatrice" chiude il caso. Almeno formalmente,
visto che lo stesso Steinbrueck certo non si scusa ma si limita a minimizzare mentre altri
politici della Spd addirittura rincarano al dose spiegando che definire 'clown' Berlusconi e
Grillo è "il minimo".
Domani è un altro giorno: ma non per Napolitano. Crisi politica sempre più avvitata e due
giorni di fuoco da passare a Berlino che guarda esterrefatta al Belpaese.


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