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Author: c.salvi

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Casaleggio che spingerà
l’Italia verso il baratro
27 febbraio 2013 alle 18:09

Appare dunque evidente che per Beppe Grillo la campagna elettorale non solo non è
finita, ma prosegue. Dare del “morto che parla” a Bersani è il segnale convenuto offerto
alla setta. Nessuna assunzione di responsabilità, nessuna consapevolezza di un ruolo ormai
centrale nella politica italiana. Grillo vuole lo sfascio, vuole l’ingovernabilità. Complice il
semestre bianco (che impedisce il ritorno immediato alle urne) vuole costringere le forze
politiche presenti in parlamento ad un necessario governo di emergenza nazionale che lui

però spaccerebbe per “inciucio”, con il solo obiettivo di puntare alla maggioranza assoluta
alle prossime elezioni.
Grillo sta riconsegnando l’Italia nelle mani di Berlusconi e di Monti, questa è la verità.
E i motivi sono tanti.
Il più banale è che Grillo non può permettersi di ragionare come leader di una forza
politica matura perché i suoi messaggi sono intrisi di antiparlamentarismo. È su questa
fortissima ignoranza delle dinamiche della democrazia che Berlusconi prima e Grillo poi
hanno preso in giro gli elettori. Silvio ha mandato una lettera in cui annunciava la
restituzione dell’Imu, Beppe ha raccontato a milioni di persone i miracoli che avrebbe fatto
con la sua fantademocrazia. E in tanti ci hanno creduto. Il meccanismo è lo stesso:
manipolare la realtà, promettere una cosa impossibile poi dare la colpa agli altri se quella
promessa non la si può mantenere.
I grillini vogliono cambiare l’Italia senza tener conto delle regole della nostra democrazia
parlamentare. Ecco perché la loro ascesa ricorda in certi momenti quella di Benito
Mussolini. E non è un caso che ora per i 162 neoparlamentari si pensa di organizzare un
corso rapido di diritto costituzionale: perché di come funziona la democrazia non ne sanno
praticamente nulla. Non sto scherzando, ecco la notizia.
Come se una squadra di calcio che sta per scendere in campo per disputare la finale del
campionato del mondo avesse bisogno imparare al volo del regole del foo-ball. A questo
siamo arrivati.
Se Grillo accettasse responsabilmente l’invito del Pd a gestire una fase di transizione
democratica del paese, dovrebbe pagare lo scotto di veder crollare gran parte del castello di
bugie su cui ha creato il suo consenso, basato innanzitutto sulla perfetta identificazione tra
Pd e Pdl (che evidentemente uguali non sono). Sarebbe un prezzo da pagare molto alto, ma
che trasformerebbe la sua forza politica in un soggetto maturo. Dando del “morto che parla
a Bersani” continua invece ad essere l’estremista di sempre che agita le piazze, spingendo
il paese verso il baratro.
Poi c’è anche un assunto molto semplice alla base della fantademocrazia grillina: il paese è
più importante del parlamento, chi sta fuori dal palazzo conta allo stesso modo di chi siede
alla Camera e al Senato. Dichiarazioni di principio nobili, ma che si scontrano con le regole
della nostra democrazia parlamentare, e che si mostrano dunque per quello che sono:
pensierini da assemblea scolastica, da liceo occupato.
Perché il livello di elaborazione politica del M5S è sconcertante, lascia senza fiato per
pochezza e superficialità. A giuste domande di rinnovamento seguono purtroppo risposte
sconcertanti per banalità e improponibilità. C’è solo da sperare che in tempi rapidissimi la
base del movimento elabori la capacità di portare il dissenso al suo interno, di far sentire
voci diverse da quelle dei due guru che ora giocano con le sorti dell’Italia in maniera
irresponsabile.
Adesso Grillo e il misterioso Casaleggio si presenteranno alle consultazioni tenute dal
capo dello Stato Napolitano in rappresentanza del partito più votato. Loro due, che in
parlamento non siederanno. È questa è la vera stortura del M5S, la suprema anomalia,
l’oscenità, lo scandalo: il primo partito italiano guidato da due non parlamentari. Ha voglia
Bersani di rispondere a Grillo “vieni a dirmi le stesse cose in parlamento”! Il concetto è

giusto, ma la realtà purtroppo è un altra: Grillo e Casaleggio esercitano un potere
politico che ad oggi non può essere controllato, ma solo osteggiato.
Per quale misterioso motivo Grillo voglia arrivare a conquistare il paese ancora non si sa.
Di fronte ad una ambizione così oscura, di fronte alla volontà di riconsegnare il paese a
Berlusconi per poi gestirlo in perfetta solitudine, non c’è che una soluzione. Resistere,
combattere. Opporsi frontalmente a questa politica degenerata che si spaccia per
innovativa ma che purtroppo ricalca modelli già visti.
La battaglia per la democrazia in Italia è appena iniziata, il peggio deve ancora arrivare.
Dobbiamo prepararci.


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