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Author: c.salvi

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mercoledì 06 marzo 2013

"Il fascismo aveva alto senso dello Stato"
Bufera su capogruppo M5S alla Camera

ROBERTA LOMBARDI E VITO CRIMI, INDICATI PER IL "PRIMO TURNO" COME CAPIGRUPPO ALLA CAMERA E AL SENATO

Il giorno del suo battesimo da capogruppo alla Camera, è bufera su Roberta
Lombardi. Sul suo blog si scopre questa frase: "(Il) fascismo, che prima che
degenerasse aveva una dimensione nazionale di comunità attinta a piene mani
dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e la tutela della famiglia".
Ieri i grillini hanno scelto i capigruppo di Camera e Senato. A Montecitorio è stata
designata, per alzata di mano, Roberta Lombardi, a Palazzo Madama Vito Crimi. Ma il
giorno del suo battesimo da capogruppo, sul blog della Lombardi si scopre questa frase,
datata 21 gennaio: "(Il) fascismo, che prima che degenerasse aveva una dimensione
nazionale di comunità attinta a piene mani dal socialismo, un altissimo senso dello Stato e
la tutela della famiglia". Si parlava di CasaPound, definita "folcloristica, razzista e
sprangaiola".
CORTOCIRCUITO POLITICO - L'intervento, ripreso dalle agenzie dopo la notizia della sua
nomina, ha dato il via alle reazioni del web e della politica perché quella frase a qualcuno
è sembrata una rielaborazione del berlusconiano “a parte le leggi razziali, Mussolini fece
bene”. Pronta la replica del Pd, che per bocca del Emanuele Fiano dice: "Il primo fascismo
aveva un altissimo senso delle bastonate e delle sprangate". La replica della Lombardi:
"Polemiche strumentali, il mio era un riferimento storico non certo al fascismo e alle leggi
razziali e della ditattura che tutti aborriamo ma al periodo della destra sociale, della scuola
per tutti, della sanità per tutti".

Nel suo blog, la Lombardi ha poi scritto: "Mi riferivo, facendo una analisi, al primo
programma del 1919, basato su voto alle donne, elezioni e altre riforme sociali che
sembravano prettamente socialiste rivoluzionarie e non certamente il preludio di una
futura dittatura. Tutte proposte che poi Mussolini smentì già dall’anno seguente, in quello
che fu un continuo delirio di contraddizioni".
LA CAPOGRUPPO M5S - Eletta nel collegio Lazio 1, la prima capogruppo grillina alla
Camera è romana, 39 anni, ha un compagno e da 10 mesi è mamma di un maschietto.
Abita a Roma, lavora da 9 anni in un'azienda di design di interni per ricconi di tutto il
mondo. Dichiara una laurea in Legge e un corso post laurea in Sviluppo manageriale alla
Luiss. Si definisce "smanettona" di computer e nuove tecnologie e amante di libri, scrittura
e viaggi. Parla bene l'inglese. In un'intervista a 10 giorni dalle elezioni dichiarava le sue
priorità: legge elettorale, normative su conflitto interessi, corruzione e class action "quella vera" -, abolizione del finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali. E sulla
prospettiva - poi realizzatasi - di centinaia di parlamentari M5S diceva: "Tra i rischi che
corre questo Paese mi pare uno dei più tenui...". E su facebook: "Entriamo tutti insieme scriveva a dicembre - ci riprendiamo il Parlamento prima ed il Paese subito dopo!".

mercoledì 06 marzo 2013

Bersani: 'No patti col Pdl, ora tocca a noi'
Renzi lascia la direzione senza parlare

BERSANI

Il leader della coalizione di centrosinistra: "Non corteggio Grillo. No a
patti con Berlusconi". E lancia gli 8 punti per il governo di cambiamento.
La crisi e l'allargamento della forbice sociale e poi Grillo e il suo fenomeno. Pier Luigi
Bersani comincia la sua relazione alla direzione Pd facendo una panoramica "della
situazione attuale".
Per questo, continua il segretario, "sappiamo che le decisioni che prenderemo potranno
segnare non solo questo momento ma il futuro, una fase non breve".
GRILLO - Una cosa ci tiene a sottolineare il segretario del Pd: "Non stiamo corteggiando
Grillo ma si sta interpretando quel che si muove nel profondo per bucare il muro di
autoreferenzialità del sistema che comincia ad essere in gioco". "Davanti al Paese - ha
detto - ognuno si prenderà le sue responsabilità e anche chi ha avuto un consenso di 8
milioni elettori e ha scelto la via parlamentare deve dire cosa vuole fare".
CENTRODESTRA - "Non riteniamo né praticabili né credibili accordi di governo tra noi e la
destra". Così Pier Luigi Bersani esclude, nel suo intervento in direzione, intese con il
centrodestra per il governo. Siamo pronti a corresponsabilità istituzionali"
MONTI - Il risultato di Monti non appare decisivo per la governabilità ma la proposta del
Pd è rivolta anche a Scelta Civica. Lo ha detto il leader del Pd, Pier Luigi Bersani parlando

alla direzione del suo partito. "Scelta civica - ha evidenziato - non è in grado di dare un
contributo decisivo alla governabilità a dispetto della presunta centralità con cui il sistema
ci chiedeva di fare i conti". In ogni caso in Parlamento "siamo pronti ad avviare un dialogo
con le altre forze politiche, in particolare con Scelta Civica" e "siamo aperti a soluzioni di
corresponsabilità istituzionali".
RENZI - Matteo Renzi, intanto, ha lasciato la sede della direzione nazionale del Pd. Il
sindaco di Firenze ha ascoltato la relazione del segretario Pierluigi Bersani ed i primi
interventi tra cui quello di Dario Franceschini, e secondo quanto appreso non prenderà la
parola.
BONDI - "La decisione che la direzione del Pd si appresta ad assumere, sulla base della
relazione di Bersani, sposta il baricentro della sinistra verso posizioni di astratto e vago
estremismo, dettate da pure ragioni di opportunismo". Lo afferma in una nota il
coordinatore del Pdl, Sandro Bondi. "Si tratta - aggiunge però Bondi - di una linea su cui
per il momento non si è aperto un confronto reale nel partito, e che probabilmente
sarebbe completamente rovesciata nell'eventualità di una nuova candidatura di Renzi.
D'ALEMA - "Sono seriamente d'accordo con Bersani e dobbiamo affrontare questa crisi
preoccupante e drammatica vista la situazione del paese. Dobbiamo guardare a questo
passaggio, come ha detto Bersani, con il metro della storia più che della congiuntura
politica: c'è una drammatica crisi della democrazia europea, che riguarda i paesi più deboli
dell'Ue ma se guardiamo alla frammentazione dei quadri politici va molto al di là". Così
Massimo D'Alema, nel suo intervento in direzione.


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