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Author: c.salvi

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Sei in: La Nuova Sardegna / Sassari / Cronaca

L’ira di Berlusconi: andremo in piazza
«Se il Pd si prende anche il Quirinale daremo battaglia».
Brunetta e Schifani capigruppo Pdl. Slitta il processo Ruby

di Gabriele Rizzardi
ROMA. Il rifiuto di Bersani ad accettare il sostegno del Pdl in cambio del via libera a un
esponente del centrodestra per il Quirinale, Silvio Berlusconi non lo ha proprio digerito. E
adesso torna alla carica con toni minacciosi. «La sinistra ha già due Camere con due nomi
che ci preoccupano. Credo che sceglieranno anche il presidente della Repubblica, e allora
daremo battaglia nel Parlamento e nelle piazze. Io sono pronto come 20 anni fa a non
dare il paese che amo a questi signori» avverte un Cavaliere furioso, che si presenta
prestissimo alla riunione del Pdl a Montecitorio che designa i nuovi capigruppo, Renato
Brunetta alla Camera e Renato Schifani al Senato, e attacca a testa bassa Ilda
Boccassini. La Pm impegnata nel processo Ruby ha appena spiegato che l’impedimento
dei parlamentari-avvocati Longo e Ghedini, impegnati a Montecitorio per l’elezione di
capigruppo del Pdl, «non è assoluto» e, nel chiedere di rigettare la richiesta di legittimo
impedimento per Berlusconi che invece viene accolta dal tribunale di Milano (l’udienza è
fissata per il 25 marzo), spiega che una simile condotta non è ammissibile: «In un altro
paese questo sarebbe considerato un oltraggio alla Corte». Parole che irritano ancora di
più il Cavaliere e lo spingono a sferrare un attacco che allarma i vertici del Csm e il
Quirinale: «All’interno della magistratura c’è una parte che ha formato una specie di
associazione a delinquere che usa il potere giudiziario a fini politici. E’ una
magistratocrazia. Vogliono farmi fare la fine di Craxi...». Parole incendiarie, tanto che
Michele Vietti, vicepresidente del Csm invita a moderare «toni e gesti».
Ma a preoccupare l’ex premier non sono solo i processi. «Bersani otterrà l’incarico di
formare il governo da Napolitano, anche se non ha la maggioranza perché si appoggerà ai
voti dei grillini e dei montiani» prevede Berlusconi, che si aspetta il peggio. «Il Movimento
5 Stelle potrebbe aiutare Bersani ad usare il governo contro di me» avverte il Cavaliere
per il quale la priorità «non è il conflitto di interessi» ma il rilancio dell’economia. E durante

la riunione con i suoi parlamentari prova a dare la carica, dice che i sondaggi in suo
possesso vedono il Pdl 2,5 punti sopra al Pd, ammette di avere «pensato molto» al
successo di Beppe Grillo («Hanno portato avanti un sogno rivoluzionario e noi adesso
dobbiamo inventarci qualcosa senza abiurare alle cose concrete») e chiede a tutti di
essere pronti a una nuova battaglia.
«Questo governo non avrà vita facile e dal paese uscirà presto la necessità di un
cambiamento. Noi dobbiamo essere lì, pronti. Dobbiamo sempre lavorare come se
fossimo in campagna elettorale» annuncia Berlusconi, che si dice disponibile a fare un
intervento al giorno in Parlamento, a scendere nelle piazze e dovunque sia necessario per
il cambiamento. Prima che la situazione precipiti, il centrodestra vuole tentare ancora una
volta di ricucire con il centrosinistra. L’ultimo disperato tentativo è affidato ad Angelino
Alfano, che ricorda la promessa di Bersani («Con il 51% ci comporteremmo come se
avessimo il 49%), e ad una nota dei gruppi parlamentari: «Anziché aprirsi ad una
collaborazione con i moderati, il Pd preferisce condannare l’Italia all’ingovernabilità. Sono
ancora in tempo per fermarsi e per cambiare strada prima che sia troppo tardi...».

19 marzo 2013

Sei in: La Nuova Sardegna / Nuoro / Cronaca

Elezioni, forse in campo anche Cinque stelle
Macomer, il Pd prepara le primarie ma la data
sarà comunicata solamente tra qualche giorno

MACOMER. Ormai è certo che anche nel Partito democratico si terranno le primarie per
scegliere il candidato alla carica di sindaco, ma non il 7 aprile come indicato dal tavolo
regionale del centro sinistra. Data e modalità di voto saranno decisi nel corso della
settimana. Tra i candidati alle primarie ci sarà anche il segretario provinciale, Giuseppe
Pirisi.
Qualcosa si è mosso (questa volta non solo a livello di voci) anche nel Movimento cinque
stelle. Qualcuno ha cercato di mettere insieme una lista per coagulare anche alle comunali
il consenso ottenuto a Macomer alle elezioni politiche, un lavoro sotto traccia che però è
emerso svelando l’iniziativa di chi ha cercato di portare avanti l’operazione in silenzio
costruendo una lista. Poiché a Macomer il voto per il movimento di Grillo è un fenomeno
spontaneo che non ha avuto né leader né promotori, la mancanza di referenti
probabilmente ha reso difficile l’iniziativa della lista e sul progetto ora sembra sia calato il
silenzio. Non è però escluso che prima della scadenza dei termini per la presentazione
delle liste qualcuno riesca a ripescarlo e a portare a compimento l’iniziativa, operazione

che allo stato delle cose non sembra facile. Se dovesse scendere in campo anche Cinque
Stelle, le liste saranno sei con 102 candidati, l’un per cento della popolazione di Macomer
che chiederà il voto agli elettori per amministrare il comune.
Il Pd, intanto, prepara le primarie. «Data e modalità di voto – dice il segretario provinciale
Giuseppe Pirisi, – li decideremo la prossima settimana. Tengo a puntualizzare che le
nostre primarie non hanno niente a che fare con quelle di altre forze politiche fissate per il
23 marzo e per il 7 aprile, che non sono le primarie del Pd. Le primarie del Partito
democratico e della sua coalizione sono un’altra cosa e la data in cui si terranno la
comunicheremo a suo tempo. La bozza di programma è pronta. Stiamo lavorando alle
alleanze. Il confronto è aperto con chi ha interesse a superare una conflittualità
insostenibile con l’impegno necessario per uscire dalla situazione nella quale si ritrova
Macomer. Non possiamo fare alleanze con chi ha lavorato per dividere».
Il primo appuntamento con le primarie è fissato per sabato col fronte che mette insieme
partiti, associazioni, consiglieri comunali uscenti, imprenditori e operatori. I promotori
tengono a precisare che, pur con la presenza dei partiti, a promuoverle è un fronte civico
che rappresenta la società civile di Macomer. Si voterà alle caserme Mura dalle ore 8 alle
20 e potranno votare tutti gli elettori di Macomer presentandosi con la carta di identità.
Sceglieranno il candidato alla carica di sindaco e chi vorranno che sia inserito nella lista
per essere eletto consigliere. (t.g.t.)

19 marzo 2013


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