PDF Archive

Easily share your PDF documents with your contacts, on the Web and Social Networks.

Send a file File manager PDF Toolbox Search Help Contact



Lettera Ben Bella Habash .pdf


Original filename: Lettera Ben Bella-Habash.pdf
Author: Khaled El Qaisi

This PDF 1.5 document has been generated by Microsoft® Office Publisher 2007, and has been sent on pdf-archive.com on 19/09/2013 at 17:17, from IP address 95.247.x.x. The current document download page has been viewed 497 times.
File size: 4.3 MB (2 pages).
Privacy: public file




Download original PDF file









Document preview


Ahmad Ben Bella in memoria di George Habash
Mai un giorno avrei
immaginato di dover scrivere
una parola sul mio amico
George Habash in occasione
del primo anniversario della
sua morte. Era più giovane di
me, ma dentro di lui bruciava
una fiamma di incessante
ardore, prestava attenzione
agli avvenimenti e ne era
fautore lui stesso. Muovendosi
nei campi di battaglia della
causa pal esti nese ha
continuato a servire il popolo
incurante della sua lunga
malattia, continuando a
lottare, addirittura con la
morte stessa, fino a montare
per l'ultima volta in groppa al
suo cavallo e poi partire.
Ma dove è andato se ancora
è presente tra noi così come
quando, all'apice della sua
maturità politica, rese la causa
palestinese il fondamento della
lotta araba?
Dalla Palestina a Beirut fino

a Damasco, passando dalle
varie capitali, arabe o
straniere, George Habash
divenne un simbolo
palestinese; incontrandolo,
vedevi in lui la Palestina, ti
rendevi conto di quanto fosse
giusta la sua causa una volta
sentita la profondità dei suoi
sentimenti.
Era il volto più giusto della
Palestina ed il simbolo più
rappresentativo del suo
popolo; era un rivoluzionario
completo che non pose mai la
propria vita privata o le
proprie relazioni personali nel
bilancio della lotta politica.
Spesso era in lotta ed in
profondo disaccordo con gli
altri, ma si trattava di un
disaccordo onorevole poichè
era in lotta contro le politiche
di cui contestava la giustizia
ed in cui vedeva un pericolo
verso la causa.
Non contestava mai con

p r e s u p p o s t i di o f f e s a ,
distinzione, arroganza. Era
sincero con se stesso, fedele ai
suoi ideali ed alla Palestina
prima di qualunque altra cosa.
Rappresentava un esempio
singolare come dirigente
palestinese impegnato nella
causa del suo popolo rifiutando
la negoziazione per conquiste
politiche immediate; in questo
soprattutto George Habash
era diverso dagli altri, era la
c o sc ie nza de ll a ca usa
palestinese.
Non abbiamo avuto molte
occasioni di incontrarci, ma ci
siamo conosciuti dai primi
anni di lotta, lui per la
Palestina ed io per l'Algeria.
Ho iniziato a conoscerlo
meglio quando fui carcerato
nella mia patria dopo il trionfo
della rivoluzione; sentivo che
in fondo eravamo due
prigionieri per un'unica causa,
la liberazione nazionale,

PAG. 1

la liberazione della Palestina.
Le indipendenze arabe non
furono che un'espressione
fragile della fase politica che ci
eravamo lasciati alle spalle:
bandiere, canzoni patriottiche
e
dominatori.
Ma
l'indipendenza reale è ancora
lontana dall'essere raggiunta.
La dipendenza economica,
ancor più pericolosa di quella
politica, ci rende pedine su una
grande scacchiera, inconsci di
quando ci potrebbe colpire il
t e r r e mo to
d e l l a
globalizzazione.
Io ed Abdelnasser eravamo
d'accordo sul fatto che la
vittoria della rivoluzione
algerina non rappresentava
altro che una fase che
avremmo dovuto continuare
fino alla vi tto ria del
movimento di liberazione nel
mondo arabo ed il terzo
mondo.
Studiavamo i passi per
continuare l'operazione di
liberazione e la Palestina era
sempre presente in ogni fase
che studiavamo, dal
Movimento dei Paesi Non
Allineati, all'Organizzazione
per l'Unità Africana fino
all'Organizzazione
Tricontinentale di Solidarietà
Antimperialista.
George Habash all'epoca
non era lontano da questi
avvenimenti, erano la sua lotta
politica; come dirigente
emergente nel Movimento dei

Nazionalisti Arabi era nel
cuore degli eventi, era presente
ad ogni piccolo e grande
avvenimento nelle lotte di
liberazione mondiali, guardava
il movimento della storia
attraverso il binocolo della
lotta palestinese.
Questo
punto
di
osservazione lo ha portato, in
una data fase, a spingersi verso
l'azione rivoluzionaria con un
romanticismo tale che ha
guadagnato l'ammirazione del
mondo intero e ha creato
tensioni che hanno avuto un
impatto indelebile sulla causa
palestinese.
George Habash, nel suo
movimento, era spinto dalla
fede nella giustezza della sua
causa e la necessità di liberarla
dalle catene delle politiche
arabe ufficiali e le negoziazioni
internazionali dell'epoca della
guerra fredda, tentava di far
uscire la causa palestinese dal
cappio arabo ufficiale come da
quello i nternazional e,
entrambi tesi sugli equilibri
internazionali tra poli in lotta.
Quando ero prigioniero,
nonostante la nostra diversa
prospettiva su molti punti,
sentivo più di chiunque altro
la natura del suo movimento,
capivo i suoi moventi e ne ero
uno strenuo sostenitore.
George Habash per me è
stato il leader rivoluzionario
che si accingeva a lanciare
quell'aquila, che era la lotta

palestinese, così in alto da
poter volare ed essere
ammirata da tutto il mondo.
Era colui che chiedeva una
soluzione giusta della causa.
La personalità di George
Habash, il combattente
palestinese, il panarabista
internazionalista,
rappresentava l'unità
indissolubile della nostra lotta.
Dopo la sua morte
continuiamo a portare con noi
il ricordo di lui: un uomo che
ha sacrificato l'impossibile per
lanciare l'aquila palestinese e
vederla volare in alto.
Quanto ci manchi, quanto
mancherai alla causa.
Ahmad Ben Bella

PAG. 2


Lettera Ben Bella-Habash.pdf - page 1/2
Lettera Ben Bella-Habash.pdf - page 2/2

Related documents


PDF Document lettera ben bella habash
PDF Document ns060213
PDF Document ns060213 1
PDF Document lq060313
PDF Document ns100213
PDF Document us020213


Related keywords