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villaggi palinuro1806 .pdf


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villaggi palinuro
Le prime tracce di insediamenti in Calabria risalgono al paleolitico; nel neolitico nella Calabria
appaiono popolazioni presumibilmente mediterranee alle quali, agli inizi dell'età del ferro, si
aggiungono nuclei liguri e iberici. Stanziamenti paleolitici sono stati rinvenuti a Scalea, Praia,
Papasidero e Cirella; Stanziamenti neolitici, oltre a Papasidero, a Favella, Girifalco e nelle Grotte
di S. Angelo; tracce dell'età del bronzo sono stati rinvenuti nelle citate Grotte di S. Angelo, a
Tiriolo e Nocera Tirinese; testimonianze degl'inizi dell'età del ferro sono le necropoli pre-elleniche
di Amendolara, Francavilla, Cirò, Nicotera, Serra d'Aiello, Grotteria, S. Eufemia d'Aspromonte,
Roccella, Locri, Calanna e Reggio. In età protostorica la regione Calabra era popolata in
maggioranza da popolazioni tra di loro affini: Choni, Enotri e Itali o Morgeti e Siculi al sud;
dagl'Itali, il cui nome rimanda all'animale totemico, la regione prese il nome ITALIA (VI sec. a.C.)
che si estese quindi a tutta la penisola.
Tra l'ottocento e il settecento a.C. affluirono in Calabria i colonizzatori greci; secondo alcune
tradizioni, confermate da ritrovamenti archeologici, mercanti e navigatori greci avevano già
raggiunto in epoca micenea (XIV/XII sec. a.C.) le coste calabresi, istituendo anche fattorie
commerciali, ma si può immaginare che i contatti non siano stati stabili e che l'arrivo
dell'ellenismo in Calabria sia legato alle migrazioni joniche e doriche, provocate dall'eccesso di
popolazione, dalle conseguenze delle guerre fra le città greche e dallo spirito d'avventura. La
Calabria rappresentò una delle mete più ambite del movimento migratorio diretto verso quella
parte dell'Italia del sud cui fu attribuita la denominazione di Magna Grecia.
le polis calabresi della Magna Grecia raggiunsero molto presto un grado notevole di prosperità
economica e di sviluppo politico e civile; svilupparono tecniche nell'agricoltura, nell'allevamento,
nel commercio e nell'artigianato. Testimonianza della loro floridezza sono le monete coniate da
Reggio, Sibari, Crotone e Locri e da altri centri minori.
Tra le città più belle e ricche di storia della Calabria c'è Isola Capo Rizzuto, fondata da un popolo
preveniente dall' Africa del nord, i Japigi, che si stanziarono a Isola Capo Rizzuto nel 1200 a.c.
Tra le tante leggende che riguardano il posto, la più antica è sicuramente quella secondo cui la
città sia stata fondata da Astiochena, sorella di re Priamo, che dopo essere sopravvissuta alla
distruzione di Troia ginge con suo padre e le sue sorelle dalla parte opposto dello Ionio, riuscendo
così a salvarsi.
Il nome Isola Capo Rizzuto appare in alcuni documenti del 900 d.c. quando il filosofo Leone VI
pubblicò la Diatyposi che riportava l'ordinamento delle chiese ortodosse in Calabria e tra queste
l'attuale Isola (vedi anche hotel sul mare in calabria )
Nel medioevo la città era diventata un importante luogo della diffusione cattolica del sud Italia.
Vennero costruite molte chiese e monasteri fra cui anche un sistema difensivo formato da 4
costruzioni: Le castella, il castello dei Ricca, le mura di cinta del vecchio borgo e numerose torri in
prossimità della costa.
Gli abitanti di Isola parteciparono attivamente alle vicende storiche del Medioevo. In seguito nel
Risorgimento parte del popolo aderì ai moti politici che condussero all'unità d'Italia, inclusa la
campagna Garibaldina, e infine parteciparono alle due guerre mondiali, subendo i bombardamenti
aerei per la vicinanza dell'aereo porto locale.
Nel territorio in cui si situa Capo Rizzuto, la costa è fortemente rocciosa e ricoperta di natura
selvatica; le sue spiagge sono formate da sabbie fini di un particolare colore rosso\arancione

caratteristico della macchia mediterranea.


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