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Slide seminario MIP CUP LLP Firenze giugno 2012 .pdf



Original filename: Slide seminario MIP CUP LLP Firenze giugno 2012.pdf
Title: Slide seminario MIP CUP LLP Firenze giugno 2012
Author: p.michelacci

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Codice Unico di Progetto (CUP)
Presentazione del seminario, situazione del sistema CUP
e normativa

Agenzia LLP, Firenze 12 giugno 2012

Materiale edito a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica

INTRODUZIONE
Gli scopi del seminario
Saranno presentati sinteticamente i seguenti temi:
• cosa è il CUP e cosa si intende per “progetto d’investimento pubblico”;
• le caratteristiche base del sistema Monitoraggio Investimenti Pubblici, MIP;
• la normativa relativa al sistema CUP / MIP;
• le attuali dimensioni delle banche dati dei soggetti accreditati e dei progetti registrati;
• come funziona l’applicativo CUP: come ci si accredita e come si ottiene il codice;
• le varie modalità di interazione degli utenti con le banche dati CUP;
• alcune facoltà offerte dal sistema gli utenti: il soggetto concentratore e il CUP Master;
• l’area delle FAQ ed esempi di spese di sviluppo e di gestione.
L’organizzazione del seminario




i relatori illustrano i temi indicati in precedenza;
si suggerisce che il dibattito avvenga al termine delle presentazioni;
queste slide possono anche essere richieste via e-mail all’indirizzo:
cup.seminari@tesoro.it.

PRESENTAZIONE DEL CUP

Il CUP serve per identificare ogni “progetto d’investimento pubblico”.
pubblico”
Utilizzandolo opportunamente, consente di rintracciare tutte le informazioni relative ad ogni
specifico progetto nelle banche dati, sia esistenti sia nuove.
Ai fini suddetti, come ribadito nella delibera CIPE n. 24/2004, il codice CUP deve essere
riportato:
- su tutti i documenti amministrativi e contabili, cartacei ed informatici,
- nelle banche dati dei vari sistemi informativi, comunque interessati
a progetti d’investimento pubblico.

Come si presenta il CUP

stringa alfanumerica (15 caratteri)
• e’ un’etichetta stabile, collegata in modo biunivoco al corredo informativo del progetto,

• corrisponde ad una sorta di CODICE FISCALE del progetto, costruito a partire dalle sue
caratteristiche: non è “parlante”,
• é associata al progetto fin dalla nascita e lo accompagna in tutte le fasi del suo ciclo di
vita: resta comunque valida anche dopo la “chiusura” del progetto.

Progetti inseriti, soggetti e utenti accreditati
L’8 giugno 2012 risultavano presenti nella banca dati CUP oltre 1.700.000 di progetti, di cui il
31% costituiti da lavori pubblici, il 24% da contributi a soggetti diversi da unità produttive e il
22% da acquisto o realizzazione di servizi.

BANCA DATI CUP

SITUAZIONE ALL'8 GIUGNO 2012

Stato Progetto
Totale
natura
v.a
%
ATTIVO
CHIUSO
ACQUISTO DI BENI
98.164
90.804
7.360
5,66
ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI AZIONARIE E CONFERIMENTI DI CAPITALE
432
365
67
0,02
366.247
11.820
ACQUISTO O REALIZZAZIONE DI SERVIZI
378.067 21,79
CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AD ALTRI SOGGETTI (DIVERSI DA UNITA' PRODUTTIVE) 409.730 23,61
405.613
4.117
CONCESSIONE DI INCENTIVI AD UNITA' PRODUTTIVE
315.367 18,17
222.649
92.718
REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI
533.595 30,75
459.860
73.735
Totale
1.735.355 100,00 1.545.538 189.817

Nella banca dati CUP si mantiene traccia anche dei progetti cancellati o revocati.
La situazione complessiva è la seguente:

BANCA DATI CUP

SITUAZIONE ALL'8 GIUGNO 2012

Totale
natura
v.a
%
ATTIVO
ACQUISTO DI BENI
99.857
90.804
5,63
ACQUISTO DI PARTECIPAZIONI AZIONARIE E CONFERIMENTI DI CAPITALE
450
365
0,03
366.247
ACQUISTO O REALIZZAZIONE DI SERVIZI
384.874 21,68
CONCESSIONE DI CONTRIBUTI AD ALTRI SOGGETTI (DIVERSI DA UNITA' PRODUTTIVE) 410.856 23,14
405.613
CONCESSIONE DI INCENTIVI AD UNITA' PRODUTTIVE
330.674 18,63
222.649
REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI
548.524 30,90
459.860
Totale
1.775.235 100,00 1.545.538

Stato Progetto
CHIUSO CANCELLATO REVOCATO

7.360
67
11.820
4.117
92.718
73.735
189.817

991
13
4.934
671
1.940
9.201
17.750

702
5
1.873
455
13.367
5.728
22.130

I dati relativi a questi progetti sono contenuti in una banca dati, chiamata “anagrafe
progetti” o “sistema indice”, accessibile a tutti gli utenti accreditati, che possono
interrogare il sistema sia per conoscere i dati relativi ad uno specifico progetto, inserendo
il suo CUP, sia per conoscere tutti i progetti che presentino certe caratteristiche (in
termini di tipologia, e/o di localizzazione, ecc).

I soggetti titolari di almeno un progetto sono oltre 21.500
gli utenti sono oltre 58.000,
come mostrato nel seguente prospetto:

Regione utente

Soggetti Accreditati

Utenti

ABRUZZO

598

1.578

BASILICATA

243

752

CALABRIA

1.297

CAMPANIA
EMILIA-ROMAGNA

Regione utente

Utenti

1.895

4.388

PROV. AUT. DI BOLZANO

323

662

2.752

PROV. AUT. DI TRENTO

489

1.040

2.324

5.395

PUGLIA

1.666

3.883

1.008

3.643

SARDEGNA

699

2.401

537

1.766

SICILIA

2.005

5.297

1.186

5.377

TOSCANA

816

3.146

471

1.483

UMBRIA

247

806

3.160

7.675

VALLE D'AOSTA

234

492

MARCHE

512

1.466

VENETO

1.538

3.775

MOLISE

292

613

TOTALE

21.540

58.390

FRIULI-VENEZIA GIULIA
LAZIO
LIGURIA
LOMBARDIA

PIEMONTE

Soggetti Accreditati

La struttura organizzativa

Il CUP si avvale di un apposito sito, raggiungibile via Internet, all’indirizzo:

http://www.cipecomitato.it/it/in_primo_piano/mip_cup/
a questo sito è possibile richiedere informazioni sul funzionamento del sistema, accreditarsi
al sistema stesso, richiedere i codici CUP e interrogare l’anagrafe dei progetti.
Per mostrare come è strutturato tale sito, e quali sono le sue principali funzionalità, di seguito
ne è riportata la schermata di apertura.

Il CUP si avvale

di un servizio di supporto immediato, “help desk”, raggiungibile anche per via telefonica,
finalizzato ad aiutare gli utenti per la soluzione dei problemi tecnici più semplici e a far
intervenire, se necessario, la “struttura di supporto CUP”, operante presso il Dipartimento
per la programmazione ed il coordinamento della politica economica della PCM.

La normativa

Alla base del sistema CUP ci sono:
la legge n. 144/1999, che, all’art. 1, prevede, tra l’altro, la costituzione del sistema di
Monitoraggio degli Investimenti Pubblici (MIP) e della relativa banca dati, da costituire
presso il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica - CIPE - ;
la legge n. 3/2003, che, all’art. 11, prevede l’obbligatorietà del codice CUP per tutti i
progetti d’investimento pubblico e dà mandato al CIPE di stabilire con proprie delibere i
criteri e la modalità occorrenti per l’attuazione di quanto previsto dalla stessa norma.

La normativa (segue)

ATTUAZIONE

- DELIBERA CIPE n. 143 del 27 novembre 2002, che disciplina le modalità e le procedure
per l’avvio a regime del sistema CUP,
- DELIBERA CIPE n. 24 del 29 settembre 2004, che istituisce il CUP cumulativo ed
esplicita l’obbligatorietà dell’utilizzo del codice su tutta la documentazione inerente il
progetto d’investimento,
- DELIBERA CIPE n. 34 del giugno 2009, che estende l’obbligo della richiesta del CUP
anche a progetti realizzati con operazioni di finanza di progetto “pura”.
- DELIBERA CIPE n. 45 del 5 maggio 2011, che, nell’Allegato 1, approva le integrazioni e
le modifiche alle proprie delibere n. 143/2002 e n. 151/2006

E’ opportuno fare un cenno anche al SIOPE: l’art. 28 della legge 289/2002, legge
finanziaria 2003, prevede l’obbligatorietà della codificazione della spesa pubblica, per
garantire la rispondenza dei conti pubblici all’art. 104 del trattato istitutivo della Comunità
europea, e che le banche incaricate dei servizi di tesoreria e di cassa, e gli uffici postali
che svolgono analoghi servizi, non possono accettare disposizioni di pagamento
prive della codificazione prevista dalla stessa norma (l’unico codice attualmente
obbligatorio è il cosiddetto “codice gestionale”).


Da questo articolo trae origine il progetto SIOPE (Sistema Informativo sulle Operazioni
degli Enti pubblici), ideato per rilevare ed elaborare informazioni sulle riscossioni e sui
pagamenti delle Amministrazioni pubbliche senza incidere sui diversi sistemi di bilancio
adottati dagli enti.



Tramite i codici – tra i quali il CUP – presenti sul mandato informatico, é possibile disporre
tempestivamente delle informazioni su incassi e pagamenti delle Amministrazioni
pubbliche, mediante un archivio informatico gestito da Banca d’Italia.



Le singole amministrazioni saranno quindi agevolate nella rilevazione di dati necessari per
la conoscenza dei flussi finanziari di loro competenza.

Nel progetto del MIP particolare rilievo assume il rapporto del sistema CUP con SIOPE, in
quanto dall’implementazione di tale rapporto si possono ottenere “automaticamente” i dati
relativi alla spesa per progetto.
Registrando infatti anche il CUP sui mandati informatici relativi ai pagamenti si ottiene in
automatico l’avanzamento della spesa per progetto, si disporrà cioè dei dati finanziari
necessari per il MIP.

La delibera CIPE 151/2006





Al punto 2 del deliberato si dice:
“2. In coerenza con la propria delibera 29 settembre 2004, n. 25 (G.U. n. 24/2004), il
Servizio centrale di segreteria del CIPE attiverà un’opportuna fase di sperimentazione
del MIP, basata sul collegamento tra il sistema CUP, il SIOPE e i principali sistemi di
monitoraggio che seguono le infrastrutture d’interesse nazionale, stipulando specifici
protocolli d’intesa con il Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato -, il Ministero delle infrastrutture e con le
Amministrazioni che gestiscono i predetti sistemi.
A tal fine, il Ministero dell’economia e delle finanze attiverà la fase sperimentale
relativa all’inserimento del CUP nel SIOPE, in coerenza con quanto previsto dal
comma 5, articolo 28 della legge 27 novembre 2002, n. 289 (legge finanziaria
2003).”
Oggi è attivo il rapporto tra i due sistemi SIOPE / CUP
RGS fornisce dei flussi periodici a MIP, con le informazioni di interesse MIP desumibili
dai mandati di pagamento con il campo CUP compilato.

Codice dei Contratti Pubblici di lavori, servizi, forniture
Capo IV – Lavori relativi a infrastrutture strategiche e insediamenti produttivi
Sezione I - Infrastrutture e insediamenti produttivi

Art. 161
comma 6-bis [Comma introdotto dal D.Lgs. 113/2007]
Per consentire il monitoraggio finanziario delle opere di cui al presente capo con il ricorso al
SIOPE (Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici), tutti i soggetti responsabili
di dette opere, anche diversi dalle pubbliche amministrazioni come definite secondo i criteri
di contabilità nazionale SEC 95, dovranno procedere per i loro pagamenti in base alle
procedure previste per il SIOPE e dovranno provvedere a far riportare anche il CUP (Codice
unico di progetto) sui mandati informatici utilizzati per il pagamento dei fornitori.

REGOLAMENTO DI ESECUZIONE E ATTUAZIONE del decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, RECANTE CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI RELATIVI A LAVORI,
SERVIZI E FORNITURE – DPR 207/5.10.2010
Art. 10
Funzioni e compiti del responsabile del procedimento
(art. 8, d.P.R. n. 554/1999)
1. Il responsabile del procedimento fra l’altro:
…………………
c) redige, secondo quanto previsto dall’articolo 93, commi 1 e 2 del codice, il documento preliminare alla
progettazione e cura che sia richiesto il codice unico di progetto (CUP) di cui all’articolo 11 della legge
16 gennaio 2003, n. 3 e che lo stesso sia riportato su tutti i documenti amministrativi e contabili
concernenti il progetto;
…………………………………
Art. 13
Programma triennale ed elenchi annuali
(art. 13, d.P.R. n. 554/1999)
................................
4. Sulla base dell'aggiornamento di cui al comma 3 è redatto, entro la stessa data, l'elenco dei lavori da
avviare nell'anno successivo, con l’indicazione del codice unico di progetto, previamente richiesto dai
soggetti competenti per ciascun lavoro.

TRACCIABILITA’ FINANZIARIA EX ART. 3, legge n. 136 / 2010 come modificata
dalla legge n. 217 / 2010

La legge prevede all’art. 3:


comma 1: “Per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari finalizzata a prevenire infiltrazioni
criminali, gli appaltatori, i subappaltatori e i subcontraenti della filiera delle imprese nonché i
concessionari di finanziamenti pubblici anche europei a qualsiasi titolo interessati ai lavori, ai
servizi e alle forniture pubblici devono utilizzare uno o più conti correnti bancari o postali …..
dedicati anche non in via esclusiva …”



comma 5: Ai fini della tracciabilità dei flussi finanziari, gli strumenti di pagamento devono
riportare, in relazione a ciascuna transazione posta in essere dalla stazione appaltante e dagli
altri soggetti di cui al comma 1, il codice identificativo di gara (CIG), attribuito dall'Autorità di
vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture su richiesta della stazione
appaltante e, ove obbligatorio ai sensi dell’art.11 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, il
codice unico di progetto (CUP). In regime transitorio, sino all’adeguamento dei sistemi
telematici delle banche e della società Poste italiane Spa, il CUP può essere inserito nello
spazio
destinato
alla
trascrizione
della
motivazione
del
pagamento.

.

SANZIONI ex art. 6, legge n. 136/2010 e s.m.i.


L’art. 6, comma 2, recita:



“… l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dal 2 al 10 per cento del
valore della transazione stessa. La medesima sanzione si applica anche nel caso in cui
nel bonifico bancario postale, ovvero in altri strumenti di incasso o di pagamento idonei
a consentire la piena tracciabilità delle operazioni, venga omessa l’indicazione del CUP
o del CIG di cui all’articolo 3, comma 5.”
L’alternativa indicata dalla norma “CUP o CIG” si è resa necessaria perché, ad
esempio, alcune spese di investimento che vengono prima di una gara d’appalto
potrebbero avere solo il CUP e non il CIG, che viene richiesto solo successivamente,
all’atto della gara.
Viceversa, per le spese di funzionamento (come l’appalto per i servizi di pulizia) si può
indicare solo il CIG e non il CUP, che non può essere richiesto per questo tipo di
interventi.

SOGGETTI CONCENTRATORI

Per particolari esigenze organizzative, i soggetti responsabili possono avvalersi
di concentratori
La delibera CIPE 143/2002, al punto 1.4.2., prevede un aiuto per i soggetti responsabili
in funzione delle loro caratteristiche organizzative: infatti la delibera afferma che:
“è facoltà dei soggetti suddetti … delegare, sulla base di specifici accordi, le funzioni di
richiesta del CUP ad idoneo soggetto pubblico abilitato (cosiddetto
“concentratore”) che ne darà evidenza nel sistema, ferme restando le responsabilità
dei primi per quanto concerne l’obbligo di richiesta di assegnazione del CUP e la
correttezza dei dati inseriti nel sistema.”

Quindi i capisaldi della normativa sono:


il concentratore è un soggetto pubblico;



il concentratore dispone di un'organizzazione adeguata allo svolgimento del suo
ruolo, e cioè all'inserimento nel sistema CUP, eventualmente anche con modalità
batch, dei dati necessari per l'ottenimento del codice anche per progetti che non
ricadono sotto la sua responsabilità;



il concentratore opera sulla base di una delega esplicita del soggetto responsabile,
delega che comprende, fra l’altro, l’indicazione della propria user.id che dovrà apparire
come utente di riferimento nel corredo informativo dei CUP richiesti dal concentratore;



la responsabilità della richiesta del codice e della qualità dei dati resta in capo al
soggetto responsabile.

Il soggetto responsabile, ricevuta l’informativa sui CUP registrati a suo nome, è tenuto a
verificare i dati immessi nel sistema, ed ha la possibilità di modificarli, ove errati,
direttamente entro le 24 ore successive alla richiesta del codice, oppure rivolgendosi alla
struttura di supporto oltre tale termine.
Il concentratore dovrà informare il sistema CUP di tutte le eventuali variazioni che
intervengano rispetto alla situazione come inizialmente descritta (nuovi soggetti deleganti o
cancellazione di soggetti prima indicati, modifiche nei settori di delega, ecc).
Ovviamente nel caso che un soggetto delegante non disponga di un indirizzo e-mail, le
comunicazioni dovranno essergli inviate via fax, con copia anche al servizio di supporto
CUP (tf 06 69033203)

Il “Progetto di investimento pubblico” e
il sistema di Monitoraggio dei Progetti d’Investimento Pubblico, MIP

Agenzia LLP, Firenze 12 giugno 2012

Materiale edito a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica

I: IL PROGETTO DI INVESTIMENTO PUBBLICO
a. il “progetto di investimento pubblico” è concetto base del MIP (e quindi del CUP) in quanto
è l’unità di rilevazione della “spesa per lo sviluppo” ;
il “progetto di investimento pubblico” raggruppa strumenti, attività, spese ecc intorno a un
obiettivo: il completamento di un ospedale, la progettazione di un nuovo motore a scoppio,
l’utilizzo delle staminali per il miglioramento delle ossa del piede, la produzione di energia
eolica, l’acquisto di nuovi macchinari, ecc.;
b. il corredo informativo del CUP “fotografa” la decisione dell’ente di realizzare lo specifico
progetto: quindi comprende :
l’obiettivo (ovvero la “descrizione” dell’intervento),
gli importi di costo e finanziamento,
la localizzazione ecc;
c. intorno (prima e dopo, cioè, ma essenzialmente dopo) al “progetto di investimento
pubblico” si muovono le modalità con cui si finanzia il progetto e lo si realizza: e quindi – ad
esempio - si “contrattualizzano” le fonti finanziarie e si indicono le gare di appalto previste
per la realizzazione.
Insomma, a monte di tutto, nel MIP, c’è il progetto e la decisione dell’ente di realizzarlo; a
valle, la richiesta del CUP, il contratto, l’appalto e le varie fasi realizzative.
Di seguito si prova a mettere a fuoco il concetto di “progetto di investimento pubblico”
partendo dalla delibera CIPE 143/2002.

DEFINIZIONE DI PROGETTI D’INVESTIMENTO PUBBLICO,
EX ALLEGATO ALLA DELIBERA CIPE 143/02
A.1.1 .. si recepisce .. la definizione d’investimento pubblico adottata dalla Conferenza Stato Regioni, nella seduta del 10 febbraio 2000, ..
.. saranno registrati al Sistema CUP i progetti d’investimento pubblico finanziati con risorse
- provenienti da bilanci di enti pubblici … o di società partecipate, direttamente o indirettamente, da
capitale pubblico (*),
- destinate al finanziamento o al cofinanziamento di lavori pubblici, all’agevolazione di servizi ed
attività produttive,
-finalizzate alla promozione delle politiche di sviluppo.
Saranno comunque registrate al Sistema CUP tutte le tipologie progettuali ammissibili al
cofinanziamento dei fondi strutturali (**) o ricomprese negli strumenti di programmazione
negoziata.
(*): la delibera CIPE 34/09 estende l’obbligo della richiesta del CUP anche ai lavori pubblici finanziati con
operazioni di finanza di progetto “pura”.
(**): la delibera CIPE 45/11 estende l’obbligo a progetti comunque finanziati dall’UE.

A.1.2. In linea di massima, un progetto s’identifica
- in un complesso di attività realizzative
- o in un complesso di strumenti di sostegno economico,
afferenti un medesimo quadro economico di spesa, oggetto della decisione di
finanziamento pubblico.

A.1.3. Il CUP non è richiesto per i trasferimenti di risorse finanziarie fra Stato e
Regioni o Province autonome o Comuni, o fra Stato, Regioni, Province e Comuni e
società da questi partecipate, direttamente o indirettamente:
il CUP dovrà tuttavia essere successivamente richiesto, da parte dei soggetti
responsabili .., in sede di utilizzo di tali risorse.

DEFINIZIONE OPERATIVA DI PROGETTO DI INVESTIMENTO PUBBLICO
Un progetto di investimento pubblico è costituito da un complesso di azioni o di strumenti
di sostegno, collegati fra loro da quattro elementi:
1. presenza di un decisore pubblico,
2. in genere finanziamento – anche parziale, diretto o indiretto – con risorse pubbliche, o
realizzazione basata anche sull’uso di strutture pubbliche,
3. le azioni o gli strumenti suddetti hanno un comune obiettivo di sviluppo economico e
sociale,
4. da raggiungere entro un tempo specificato.

CHI DEVE CHIEDERE IL CUP
Il CUP deve essere richiesto – in genere - dall’ultimo anello pubblico della catena di enti
lungo la quale si muovono i finanziamenti pubblici prima di essere spesi sul territorio per la
realizzazione di un progetto di investimento pubblico.
Ai fini di cui sopra si considera anello pubblico anche un soggetto privato che svolga
funzioni di interesse pubblico.
Si specifica “in genere” perché per i lavori pubblici il CUP deve essere richiesto dalla
stazione appaltante, anche se privata, o dal soggetto concessionario, nel caso di
operazioni di finanza di progetto, pura o assistita.
Ci sono poi le seguenti ulteriori eccezioni (anche se poco frequenti):
- per i progetti di ricerca e formazione il CUP deve essere richiesto dall’ente
pubblico che realizza il progetto anche se le fonti di finanziamento sono private (e
quindi non c’è una catena di enti pubblici lungo la quale si muovono i
finanziamenti);
- per i progetti finanziati solo da enti esteri, e in mancanza di un’autorità di gestione
o di un ente capofila pubblici e italiani, il CUP deve essere richiesto dal partner che
realizza il progetto, anche se privato.
Vedi anche la faq sul “concentratore”.

CONFRONTO FRA I CONCETTI DI “SPESA IN CONTO CAPITALE” E DI
“INVESTIMENTO” E QUELLO DI “PROGETTO D’INVESTIMENTO PUBBLICO”
Un progetto d’investimento pubblico non comprende solo spese in conto capitale, (o
spese d’investimento) e, viceversa, una spesa in conto capitale (o un investimento)
non è necessariamente un progetto d’investimento pubblico (o non fa parte
necessariamente di un progetto d’investimento pubblico).

Una riflessione rilevante, del resto, va centrata sul fatto che la distinzione fra spese di
funzionamento e progetti di investimento pubblico deve tener presente il fatto che:
-un “progetto di investimento pubblico” può comprendere anche “spese di parte
corrente” (esempio: compensi ai tecnici, ai progettisti ecc),
-e un intervento di gestione può comprendere anche “spese in conto capitale”
(esempio: sostituzione di un computer per rottura del disco fisso).
Infatti, l’acquisto di un computer per sostituire quello in dotazione ad un ufficio, non più
funzionante, è una spesa in conto capitale, ma non è un progetto d’investimento, né ne fa
parte.
L’acquisto dello stesso computer nel quadro dell’aggiornamento della rete informatica degli
uffici di un Comune è invece parte di un progetto d’investimento.

CONFRONTO FRA I CONCETTI DI “FINANZIAMENTO PUBBLICO”
E DI “PROGETTO D’INVESTIMENTO PUBBLICO”
Un finanziamento pubblico può anche non essere correlato in alcun modo ad un
progetto d’investimento pubblico.
Un progetto d’investimento pubblico è invece, come detto, un complesso di attività
per il quale è previsto, in genere, un finanziamento pubblico, anche se parziale e o
indiretto.

II: IL SISTEMA DI MONITORAGGIO DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI, MIP
I criteri fondanti del “sistema MIP”,
MIP previsto dalla legge 144/99, sono riportati in
uno specifico documento progettuale che è stato:
- approvato, con integrazioni, dalla Conferenza unificata Stato, Regioni ed
Autonomie locali, che, nella riunione tenutasi il 29 aprile 2004, ha dato la propria
intesa,
- approvato dal CIPE con la delibera n. 25/2004.
Nel 2007, messa in esercizio anche la versione 2.0 dell’applicativo CUP, è stata
avviata una fase di progettazione del MIP, cominciando dal settore dei lavori
pubblici, come stabilito dal CIPE con la delibera 151/2006, fase tuttora in corso.
A tal fine sono stati firmati da DIPE alcuni protocolli con Amministrazioni
Centrali e Locali: la fase progettuale è attualmente estesa ai settori ricerca,
formazione, incentivi alle imprese e contributi ai privati.

In estrema sintesi, il sistema MIP deve:

- basarsi sul CUP, etichetta che consente di collegare insieme le informazioni
relative allo stesso progetto d’investimento pubblico,
- avere l’obiettivo dello snellimento delle procedure in carico ai soggetti
responsabili, richiedendo che le informazioni, relative all’evoluzione dei progetti,
siano comunicate da detti soggetti una sola volta, provvedendo il sistema MIP a
rendere disponibili tali informazioni per tutte le strutture interessate,
- predisporre una reportistica per il CIPE e per i soggetti accreditati (che
ovviamente si aggiunge alle elaborazioni che ciascuna Amministrazione, con i
propri sistemi di monitoraggio, vorrà produrre per far fronte alle proprie specifiche
esigenze e responsabilità).

Lo schema del sistema MIP prevede due diverse funzioni:
- la funzione “raccolta dati”,
- la funzione “elaborazione dati e reportistica”.
Nel seguente schema è presentata la struttura del sistema MIP a
regime

L’ambiente di cooperazione deve consentire il raggiungimento dell’obiettivo /
vincolo del MIP, per cui, come già accennato, l’informazione relativa all’evoluzione
del progetto è resa disponibile una volta sola dal “proprietario del dato”,
provvedendo il sistema MIP – tramite le regole di funzionamento di questo
ambiente – a rendere disponibile il dato ai vari sistemi informativi interessati.

Nei casi in cui il “proprietario del dato” non voglia / possa utilizzare un proprio
sistema informativo (per partecipare all’ambiente di cooperazione), potrà
trasmettere le informazioni di sua competenza ad un sistema informativo di un
ente terzo, che le renderà disponibili nell’ambiente di cooperazione, garantendone
trasparenza e tempestività.
Il sistema MIP potrà, comunque, proporre al “proprietario del dato” di mettere a
sua disposizione un applicativo per partecipare all’ambiente di cooperazione,
anche per far fronte ad esigenze temporanee.

Per la progettazione del sistema, DIPE ha organizzato un “sito MIP”
MIP per rendere
condivisibili anche i risultati cui si perviene con i vari gruppi di lavoro

In un’area accessibile a tutti sono pubblicati sia la normativa relativa al MIP sia i
protocolli firmati con le varie Amministrazioni per questa fase di
sperimentazione.

Il sito prevede poi un’area riservata, cui possono accedere solo i gruppi di lavoro,
ove sono pubblicati le versioni condivise delle note relative alle riunioni dei vari
gruppi di lavoro, i prospetti con le informazioni disponibili in merito
all’evoluzione dei progetti interessati a questa fase di progettazione e le prime
ipotesi di reportistica.

MIP, SETTORE LAVORI PUBBLICI
SCHEDA INFORMATIVA
data di stampa:
data di riferimento:
data dell'ultimo evento:

CUP:
NATURA:

REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI

TIPOLOGIA:
CATEGORIA:
OGGETTO PROGETTUALE:

DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO:
SOGGETTO RESPONSABILE:
UNITA' ORGANIZZATIVA:
ANNO DI DECISIONE:

LOCALIZZAZIONE:
STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
SOGGETTO ATTUATORE

(1)

:

COSTO TOTALE ATTUALE:
IVA IMPUTABILE COME COSTO:

SI

NO

IN PARTE

COSTO TOTALE INIZIALE:
QUOTA FINANZIAMENTO PUBBLICO:

%

PREVISTI PIU' APPALTI:
STATO DEL PROGETTO:
FASE SUPERATA/CONCLUSA:
data superamento/conclusione fase

SI

NO

nome stato
nome fase
(2)

:

gg/mm/aa

COLLAUDO ESEGUITO:

SI

NO

AVANZAMENTO FISICO:

%

AVANZAMENTO FINANZIARIO:

%

DATA INIZIO LAVORI
DATA ULTIMAZIONE LAVORI

gg/mm/aa
(3)

:

PREVISTA INIZIALMENTE:
DA CONTRATTO IN ESSERE:
(4)
EFFETTIVA
:

gg/mm/aa
gg/mm/aa
gg/mm/aa

(1): se diverso dal soggetto responsabile
(2): indicare la data in cui la fase è avvenuta o si è conclusa
(3) in caso di appalti di "pari importanza", vanno indicate le date relative all'appalto che si completa per ultimo
(4) corrisponde alla data di approvazione della fase "conclusione lavori"

MIP, SETTORE LAVORI PUBBLICI

SCHEDA INFORMATIVA
data di stampa:
data di riferimento:
data dell'ultimo evento:

CUP:
NATURA:
TIPOLOGIA:
CATEGORIA:
OGGETTO PROGETTUALE:

DESCRIZIONE DELL'INTERVENTO:
SOGGETTO RESPONSABILE:
UNITA' ORGANIZZATIVA:
ANNO DI DECISIONE:

LOCALIZZAZIONE:
STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE

REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI

MIP, SETTORE LAVORI PUBBLICI
SOGGETTO ATTUATORE

(1)

:

COSTO TOTALE ATTUALE:
IVA IMPUTABILE COME COSTO:

SI

NO

IN PARTE

COSTO TOTALE INIZIALE:
QUOTA FINANZIAMENTO PUBBLICO:

%

PREVISTI PIU' APPALTI:
STATO DEL PROGETTO:

SI

NO

nome stato

FASE SUPERATA/CONCLUSA:
(2)
data superamento/conclusione fase :

nome fase
gg/mm/aa

COLLAUDO ESEGUITO:

SI

NO

AVANZAMENTO FISICO:

%

AVANZAMENTO FINANZIARIO:

%

DATA INIZIO LAVORI
DATA ULTIMAZIONE LAVORI

gg/mm/aa
(3)

:

PREVISTA INIZIALMENTE:
DA CONTRATTO IN ESSERE:
(4)
EFFETTIVA :

gg/mm/aa
gg/mm/aa
gg/mm/aa

(1): se diverso dal soggetto responsabile
(2): indicare la data in cui la fase è avvenuta o si è conclusa
(3) in caso di appalti di "pari importanza", vanno indicate le date relative all'appalto che si completa per ultimo
(4) corrisponde alla data di approvazione della fase "conclusione lavori"

I criteri per la richiesta del CUP
di cui all’allegato alla delibera CIPE n. 45/2011
Agenzia LLP, Firenze 12 giugno 2012

Materiale edito a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri -Dipartimento per la Programmazione e il Coordinamento della Politica Economica

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
1
A. Il punto A.1.1 dell’allegato alla delibera n. 143/2002 è integrato come segue:
“Per i progetti di ricerca e di formazione realizzati da soggetti pubblici deve essere richiesto
il CUP anche se finanziati esclusivamente con risorse private.”
•Questa precisazione è coerente con la crescente attenzione che il CIPE – nell’ambito MIP sta attribuendo al concetto di “spesa per lo sviluppo”, privilegiandolo rispetto alla “necessità
della fonte pubblica” del finanziamento o del cofinanziamento (percorso iniziato a suo
tempo con l’estensione dell’obbligo del CUP per i lavori pubblici realizzati con operazioni di
finanzia di progetto “pura”).
•Inoltre, nel caso di soggetti pubblici, c’è comunque un utilizzo di “risorse materiali”
pubbliche, anche se già se ne dovrebbe tenere conto nella valutazione del compenso
pagato dai privati. L’informazione è poi di evidente interesse, ai fini MIP; per la conoscenza
“qualitativa” della spesa per lo sviluppo.
•In definitiva, solo quando un progetto produce sviluppo – a prescindere dalle risorse usate
– necessita di CUP.

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
2
B. Il punto 2. dell’allegato 1 della delibera n. 151/2006 è così sostituito:
«1.
La responsabilità della richiesta del CUP è attribuita ai soggetti titolari dei progetti, cui
compete l’attuazione di detti interventi, che – a seconda della natura di detti interventi,
come di seguito specificato – possono anche consistere nella mera erogazione delle
relative risorse finanziarie pubbliche.»
In precedenza si diceva che il CUP deve essere richiesto da chi attua il progetto o da chi
eroga le relative risorse finanziarie, formulazione ambigua che in qualche modo
“autorizzava” l’interpretazione che si potesse scegliere a chi affidare questa responsabilità
fra attuatore e finanziatore.
In questo nuovo modo il Cipe ha voluto chiarire che il progetto consiste – a seconda dei
casi, ovvero delle “nature” – nelle attività realizzative o nell’erogazione delle risorse, come
specificato nei punti successivi.

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
3
«Sono quindi soggetti responsabili della richiesta del CUP :
a. nel caso della realizzazione dei lavori pubblici: le stazioni appaltanti, ad eccezione dei
casi di:
infrastrutture realizzate con operazioni di finanza di progetto, per cui detta responsabilità
spetta ai concessionari;
opere realizzate a scomputo senza ricorrere a gare di evidenza pubblica, per le quali detta
responsabilità spetta al Comune nel cui territorio si realizzano tali opere;»

Per questa natura il soggetto responsabile è quello che eroga le risorse finanziarie, con
eccezione di quanto previsto nella seconda precisazione di cui sopra (che si riferisce
comunque ai soggetti privati, poiché nel caso di soggetti pubblici sono loro a provvedere
alla richiesta del CUP).

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
4
«b. nel caso della concessione di incentivi a unità produttive: i soggetti pubblici cui
spetta la competenza per la concessione delle risorse pubbliche; ove tale funzione
risulti delegata ad altri soggetti anche privati, la responsabilità della richiesta del CUP si
trasferisce a questi ultimi;
c. nel caso della concessione di aiuti a soggetti diversi da unità produttive: le
Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la titolarità della concessione delle risorse
pubbliche;
d. nel caso dell’acquisto di beni: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la
titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici
anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono attività a valenza
pubblica ai sensi della vigente normativa;»
Per queste nature il soggetto responsabile è chi eroga le risorse finanziarie.
Nel caso d), il Cipe ha inteso evidenziare che l’obbligo di richiesta del CUP fa capo anche,
ad esempio, alle Onlus o agli IRCCS o ad altri Istituti privati.)

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
5

«e. nel caso dell’acquisto di servizi: le Amministrazioni e gli Enti pubblici cui spetta la
titolarità della decisione di spesa delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici
anche gli Enti e le società di proprietà pubblica o che svolgono attività a valenza pubblica ai
sensi della vogente normativa;»

Per questa natura il soggetto responsabile è chi eroga le risorse finanziarie.

Per chiarezza, la natura “acquisto o realizzazione di servizi” è stata suddivisa in due casi
diversi. Per primo nell’allegato si affronta il tema dell’acquisto di servizi

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
6
«f.
nel caso della realizzazione di servizi: le Amministrazioni e gli Enti pubblici che
realizzano il progetto, con le precisazioni di seguito indicate:
per i progetti di formazione realizzati da Amministrazioni o Enti pubblici, gli stessi sono
responsabili della richiesta del CUP; ove il progetto di formazione sia realizzato da strutture
private, la natura del progetto rientra in quella di “acquisto di servizi” e il relativo CUP va
richiesto dall’Amministrazione o dall’Ente pubblico cui spetta la titolarità della decisione di spesa
delle risorse pubbliche; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di proprietà
pubblica o che svolgono, attività a valenza pubblica ai sensi della vigente normativa, o
comunque riconducibili alla figura di “organismi di diritto pubblico”; gli istituti scolastici devono
chiedere il codice solo per gli interventi che non sono destinati alla utenza “interna”, dovendolo
invece richiedere comunque se finanziati anche con fondi comunitari; gli istituti universitari
devono chiedere il codice solo per gli interventi che non sono destinati a studenti iscritti ai corsi
di laurea e/o finanziati anche con fondi comunitari o convenzioni stipulate con Enti esterni,
pubblici o privati;»

Allegato alla delibera CIPE 5 maggio 2011, n. 45
6
« analogamente, per i progetti di ricerca realizzati da Amministrazioni o Enti pubblici, gli stessi
sono responsabili della richiesta del CUP; ove il progetto di ricerca sia realizzato da strutture
private, la natura del progetto diviene “acquisto di servizi” o “concessione di incentivi“ e il relativo
CUP va richiesto dal soggetto cui spetta la titolarità della decisione di spesa delle risorse
pubbliche, come sopra definito; sono assimilati a Enti pubblici anche gli Enti e le società di
proprietà pubblica o che svolgono, per norma, attività a valenza pubblica ai sensi della vigente
normativa, o comunque riconducibili alla figura di “organismi di diritto pubblico”; »

Per questa natura il soggetto responsabile è chi svolge le attività necessarie di realizzazione del
progetto.
Per quanto riguarda la formazione, come “utenza interna” degli istituti scolastici e universitari si
intende l’insieme degli studenti iscritti ai relativi corsi di studio, compresi i master, i dottorati di
ricerca e i corsi di specializzazione universitari (se non finanziati con risorse comunitarie o
provenienti da Enti esterni all’Università).


anche se cofinanziati dagli studenti


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