N5 ad limitum.pdf


Preview of PDF document n5-ad-limitum.pdf

Page 1 2 3 45669

Text preview


l’INQUIETO

adesso è cantina. Una città sopra la città, eretta su
abbondanti dosi di cemento armato e su memorie
sufficientemente morbide per essere scavate.
Poi si traccia una linea e si dice Fin qui, e tu che sei
spazzatura te ne rimani buono buono lì, perché qui
ci siamo noi e sarebbe meglio che ognuno restasse
nel suo spazio, altrimenti ecco che si ricomincia da
capo.
La mattina li senti scalpicciare come ghiri incastrati
nel sottotetto. Pestano i talloni, affaticano le gambe,
sovraccaricano i muscoli di nevrosi. Le tempie ti
rimbombano della loro puntualità, dei loro preziosi
minuti offerti in pegno alle bocche dei mezzi
pubblici, immolati negli ingorghi autostradali.
La città che ridicolizza minuziosamente ogni
piccolo gesto, moltiplica in scale triliardarie
innocenti abitudini, nel grottesco dilagante, nel
sistematico invito al carnevale osceno di code
davanti alle biglietterie.
Ridicoli voi, ridicoli noi, quaggiù, spazzatura da
passeggio, pellagra rampicante e contagiosa.
Ciondoliamo spersi in questo ventre odoroso,
l’orfano contaminato che avete partorito e
abbandonato senza il pudore di uccidere.
C’avete nascosto il sole, avete borseggiato l’aria
buona, ma la vostra pietà è la colpa più grande.
Lo sanno tutti. La spazzatura va incenerita.

6

7

EDITORIALE