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Euro Exit for dummies .pdf



Original filename: Euro-Exit for dummies.pdf
Title: Microsoft Word - Euro-Exit 4D v.1-link
Author: ferrefamily

This PDF 1.4 document has been generated by Microsoft Word - Euro-Exit 4D v.1-link / doPDF Ver 6.3 Build 308 (Windows Vista x32), and has been sent on pdf-archive.com on 18/06/2015 at 13:27, from IP address 89.97.x.x. The current document download page has been viewed 291 times.
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I bigini di Italy4dummies

Euro-EXIT FOR
DUMMIES

L’AUTORE
L’autore materiale di questo bigino anti-piddìni è Franco Ferrè, attraverso il blog
Italy4dummies. On-line dal 2010, il blog nasce dal tentativo di mettere alla prova
un modello, concepito dall’autore che pretende (è il caso di dirlo) di spiegare in
quattro passaggi logici il meccanismo essenziale di funzionamento della società
italiana. Il modello divenne inizialmente un libro che, appena finito (nel 2008) era
già vecchio: la crisi finanziaria aveva cambiato il mondo, ma i cambiamenti che
erano intervenuti non avevano messo in discussione la fondatezza del modello,
ma ne avevano approfondito l’applicabilità.
Il blog è tuttora un tentativo di “usare” quel modello, dimostrandone
l’applicabilità e, più in generale, cerca di fornire una visione semplice dei
fenomeni economici e sociali, così come i manuali “For dummies” fanno con i
software.
Perché l’idea di fondo del blog, del modello e, ovviamente, dell’autore è che,
spesso, l’approfondimento eccessivo porta all’inazione, cosa di cui sono
perfettamente consapevoli gli operatori dell’informazione, i quali nascondono
l’essenziale dietro muri di dettagli inutili. Del resto, confondere le acque è sempre
stato uno dei punti chiave di qualunque progetto di disinformazione, sotto
qualunque regime. E allora, possedere un modello interpretativo forte ed
essenzialmente esatto è l’unica arma che l’intelligenza del singolo può mettere in
campo contro ogni tentativo di non fargli capire veramente che cosa succede
intorno a lui.
L’autore ha 46 anni, è nato e vive a Milano, e lavora da oltre vent’anni nell’ambito
del mondo bancario e parabancario. L’analisi dei sistemi complessi è sempre
stata, insieme alla lettura e al basket, la sua passione.
L’autore vero, però, è il web, inteso come intelligenza collettiva che ragiona, si
informa, cerca soluzioni nuove e strade diverse da quelle battute e, quando le
trova, mette a disposizione degli altri i risultati delle ricerche fatte.
Gratis. Alla faccia del copyright. Sarà mica questo, il vero progresso?

INDICE
UNO - LE OBIEZIONI POLITICHE, OVVERO IL FOGNO
Obiezione 1.1 - Ma tu sei contro l'Europa
Obiezione 1.2 - Ci vuole più Europa
Obiezione 1.3 - Tornare alla Lira è un salto nel buio
Obiezione 1.4 - Se usciamo dall'Euro le altre nazioni ci fanno a fettine
Obiezione 1.5 - La corruzione dilagherà.
Obiezione 1.6 – Il sogno, anzi, il fogno.
Obiezione 1.7 - l'Euro dà stabilità
Obiezione 1.8 - La liretta.
DUE - LE OBIEZIONI ECONOMICHE
Obiezione 2.1 – Ma sai quanto costerebbe la benzina?
Obiezione 2.2 - La crisi dipende dagli sprechi dei paesi della periferia.
Obiezione 2.3 – La Lira varrebbe zero.
Obiezione 2.4 – Ma sai che inflazzzzione ci sarebbe?
Obiezione 2.5 - Vedrai lo spread.
Obiezione 2.6 - L'economia reale sarebbe meno competitiva
Obiezione 2.7 – Ci puniranno: perderemo i trasferimenti dell'UE
Obiezione 2.8 - dopo la svalutazione, saremo tutti più poveri
TRE - LE OBIEZIONI TECNICHE, OVVERO "SAREBBE BELLO, MA NON SI
PUÒ"
Obiezione 3.1 – I trattati non prevedono l’uscita
Obiezione 3.2 – Gli altri paesi ci sommergerebbero di multe
Obiezione 3.3 L’esplosione del debito in Lire
Obiezione 3.4 – Si bloccherebbe tutto.
QUATTRO - IL COME: MA NON È MICA UNA PASSEGGIATA

CINQUE - E DOPO? COSA SUCCEDE DOPO? UNA WHAT IF ANALISYS A
PUNTI
Variabile 5.1 - Il tasso di cambio
Variabile 5.2 – Produzione industriale
Variabile 5.3 - Bilancia commerciale e bilancia dei pagamenti
Variabile 5.4 - Occupazione e Pil
Variabile 5.5 - Inflazione.
Variabile 5.6 - Tassi di interesse
Variabile 5.7 - Conti pubblici
Variabile 5.8 - Stabilità e/o strumenti di gestione delle turbolenze
Variabile 5.9 - Democrazia
SEI – EPILOGO: LE QUATTRO “D”

NOTA DI CONSULTAZIONE: ho inserito, in ogni punto del testo in cui
poteva essere utile, il link diretto alla fonte dell’informazione. Se leggerete
l’E-book restando connessi ad internet potrete consultare la fonte stessa
cliccando sul link evidenziato. In alcuni casi, per motivi grafici di
impaginazione, non è stato possibile inserire il link direttamente nel testo,
perciò la fonte è stata evidenziata nelle parole inserita tra [PARENTESI
QUADRE] alla fine del capoverso.

La verità è come il vetro/che è trasparente se
non è appannato/e per nascondere quello che
c’è dietro/basta aprire bocca e dargli fiato
(S.Cristicchi – Meno Male]

Il tema è caldo e con le elezioni europee del 2014 lo diventerà ancora di più.
L'uscita dall'euro sta stabilmente entrando nel dibattito mainstream e questo è
un bene, ma il suo progressivo apparire nell'orizzonte mentale degli italiani sarà
senza dubbio accompagnato dal progressivo infittirsi di una spessa cortina
fumogena di minchiate. Chi negli ultimi anni ha urlato nel deserto cercando di far
notare il problema sa di cosa parlo e sa anche che le minchiate che hanno
propinato a noi fino a ieri le propineranno a piene mani alla gggente da domani. I
propalatori sanno benissimo che non tutti avranno la capacità/possibilità di
ragionarci sopra come abbiamo fatto noi: noi abbiamo navigato, abbiamo letto in
giro, ci siamo informati, abbiamo ascoltato, e alla fine ci siamo fatti un'idea
ragionevolmente precisa. Ma noi siamo minoranza, si sa. Nei prossimi mesi un
mucchio di gggente parlerà di euro senza essersi fatta neanche un centesimo del
background (in italiano: del mazzo) che ci siamo fatti noi. E questo è esattamente
quello che vogliono i controllori del gioco, quelli che hanno finora preso le
decisioni vere, quelli che nel mio modello della società italiana compongono il
nocciolo.
[IL MODELLO I4D]
Il mio modello è vecchio, però. Ho cominciato a concepirlo nel 2007 prima
della crisi finanziaria, e da allora non ho mai avuto il tempo di aggiornarlo; il
nocciolo, poi, è la parte più obsoleta di tutte, perchè io l'avevo descritto composto
da 250 persone circa, tutte italiane. Ingenuo. Gli italiani nel nocciolo sono molti,
ma molti meno, perchè il nucleo decisionale del nostro paese sta in gran parte
altrove, diciamo tra Berlino e Bruxelles. E questo nocciolo che vuole da noi?
Vuole la stabilità, cioè che rimaniamo come siamo stati finora: spettatori passivi
della nostra progressiva spoliazione, testimoni attoniti del regresso delle nostre
condizioni di vita verso livelli via via peggiori, che ci spingeranno ad accettare di
lavorare tanto per guadagnare poco, per evitare di non lavorare più. Perchè
l'ottimo paretiano, quella condizione in cui tutti migliorano e nessuno perde,
esiste nei libri di Pareto e in regioni ben delimitate del mondo, in rarissimi
momenti storici, come nel dopoguerra europeo fino a 30-40 anni fa. Per il resto il
gioco economico tende in modo preoccupante ad essere a due facce: SE C'È UNO
CHE VINCE DA QUALCHE ALTRA PARTE CI DEVE ESSERE QUALCUN ALTRO
CHE PERDE, quella che per qualcuno è una discesa, per quelli che devono
percorrerla in senso inverso è una salita, come dice ben Bagnai col titolo del suo
blog.

Bene. Anzi, male. Io non ci sto e parlo a tutti di quello che ci stanno facendo,
racconto, spiego, argomento, scrivo. Uso la mia credibilità per svegliare quelli
intorno a me, ma il lavoro è difficile. Chi, come noi, sta conducendo la lotta si
scontra con decenni di martellante propaganda europeista, ammantata di retorica
al grido di "noi crediamo al sogno europeo", "ci vuole più Europa", "facciamo
cadere i muri, abbattiamo le barriere". E' stata una propaganda furba, che ha
fatto leva sulla generica esterofilia che ci distingue per far passare il concetto che
l'Europa sarebbe stata il tanto evocato "vincolo esterno" che avrebbe rimesso in
riga questo schifo di paese.
Questi concetti circolano da decenni, a volte sottotraccia, a volte espressi
apertamente, e si sono infilati nello strato più profondo del subconscio nazionale.
Stanno nell'amigdala della gggente e sono pronti a legarsi con tutta la forza
possibile alle minchiate che i piddìni di ogni colore spareranno in ogni direzione
non appena il dibbbattito supererà i confini del web o dei convegni dove si usano i
congiuntivi. Già sta avvenendo. S'io fossi un anchorman dedicherei ogni mio
minuto di trasmissione alla lotta, ma non lo sono e devo arrangiarmi con quello
che ho, ad esempio, il mio trascurabile blog.
Il suo spirito è quello di essere un semplificatore di concetti, un bigino di
idee semplici che aiutano a capire realtà che sembrano complesse. Il suo obiettivo
è far cambiare idea a più gente possibile sulle cose che ci propinano sui media,
ma nei prossimi mesi sarà difficile stare dietro alla gragnuola di cazzate che
pioveranno da tutte le parti, quindi ci vuole qualcosa di diverso, qualcosa che sia
lì, pronto all'uso in qualunque momento, di facile consultazione. Ci vuole un
bigino.
Sì, un bigino. Un bigino sulle minchiate pro-euro, con gli argomenti
classificati in modo chiaro e le argomentazioni ridotte all'osso. Del resto, non è
necessario spremersi troppo sugli argomenti, perché dall'altra parte di fatti non
ce ne sono. La cosa strana è che in vista delle elezioni europee (che, volenti o
nolenti diventeranno il referendum sull'euro che chiede Grillo) assisteremo allo
svilupparsi di un dibattito che tra gli addetti ai lavori è già finito da un pezzo: i no
euro hanno sconfitto i pro euro per totale mancanza di argomentazioni contrarie.
Tutti i maggiori studiosi di economia hanno da tempo concluso che l'euro è un
disastro per la gran parte dei paesi che vi partecipano e che non vi sono evidenze
di alcun genere che giustificano il ricorso a politiche di austerità in un momento
come questo. E nessuno studio ha dimostrato il contrario. C'era uno studio, il
famoso studio di Rheinardt e Rogoff che sembrava trovare una qualche
correlazione tra debiti pubblici superiori ad una certa % di PIL e bassi tassi di
crescita, ma si è scoperto che l'excel con i calcoli aveva un errore nelle formule, e
non ne sono emersi altri, anzi, i due continuano a prendere mazzate a destra e a
manca anche quando non sbagliano i calcoli.
[LO STUDIO DI R&R]

Ma questo lo sappiamo in pochi, diciamo che lo sanno quelli che leggono
Krugman, non certo la gggente, che per ora galleggia perplessa (perché il
malessere nelle loro budella gli suggerisce che c'è qualcosa che non quadra) tra le
solite parole d'ordine sui sacrifici, sul "più Europa" e la realtà quotidiana fatta di
Olli Rehn e ambasciatori tedeschi che ci bastonano.
Io trovo che ci siano moltissime analogie tra la tematica dell'euro e quella
della TAV. In entrambe ci si trova di fronte a una decisione unilaterale che
comporta dei costi assurdamente alti, dove i contrari sono presentati come
estremisti, mentre in realtà sono gli unici che studiano, argomentano, ragionano,
e i favorevoli se ne escono con moderate affermazioni tipo "la TAV si fa e basta".
E appena qualcuno alza un dito, partono i moniti contro la violenza (di chi?).
La potenza dei media mainstream è ancora tanta, e io resto convinto che
mezz'ora di Bagnai, di Borghi, o di Fusaro alle nove di sera su rete nazionale,
liberi di parlare, sposterebbe più gente di quanto potrebbe fare un anno di lavoro
sui social e nei convegni. Ma ho come la sensazione che Fazio non li inviterà, e
nemmeno Santoro, né lo farà la Gabanelli: il Pud€ (il Partito Unico dell’€uro) non
correrà rischi. E quindi dobbiamo fare tutto da soli. Io comincio dal mio blog, dai
miei twit, e da questo bigino. Spero che aiuti qualcuno a convincere qualcun
altro, mostrandogli le sue convinzioni fatte a pezzetti non da me, ma dalla realtà e
dagli studi degli economisti seri, che la descrivono. Dovremo convincerli uno ad
uno.
Il testo prende piene mani da due fonti principali, anzi tre. Primo, il sito
Scenarieconomici dove GPG imperatrice e altri hanno già fatto almeno due
rassegne delle argomentazioni euriste; secondo, LA fonte per antonomasia, cioè “Il
tramonto dell'euro” di Alberto Bagnai, che ha smontato ciascuna argomentazione
pro-euro già quindici mesi fa, e in tre modi diversi.
[SCENARIECONOMICI]
[IL TRAMONTO DELL’EURO]
Per la parte giuridica, infine, si attinge anche al chiarissimo Barra Caracciolo
e ai suoi lavori, cartacei e non (il blog Orizzonte48).
Il testo affronta le cinque principali categorie di argomentazioni, procedendo
in ordine crescente di difficoltà, ovvero:






obiezioni politiche - il fogno e le sue declinazioni;
obiezioni economiche: le carriole e altri accidenti;
obiezioni tecniche: sarebbe bello, ma non si può;
il come, ovvero ah, forse si può fare, ma non è mica facile;
il dopo, ovvero va bene, allora facciamolo, ma dopo? Cosa succede
DOPO?

C'è una risposta per tutto, spesso anche due o tre. Parafrasando Quèlo, di
Guzzanti: "La risposta è dentro di te, ma (stavolta NON) è sbagliata"

Buona lettura.
[QUELO]


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