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La.Gazzetta.dello.Sport.14.12.2015 .pdf



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Title: gds20151214.pdf
Author: sg

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www.gazzetta.it / GazzettaTv canale 59

lunedì 14 dicembre 2015 anno 119 - numero 295 euro 1,50

NERVI A FIOR DI MILAN

IL COMMENTO
di Umberto Zapelloni
25

SEGNO DI DEBOLEZZA
CERCARE ALIBI

Sviste arbitrali: Miha s’infuria
San Siro fischia l’1-1, Silvio sbuffa

La colpa è tutta degli arbitri.
Come abbiamo fatto a non
accorgercene prima... Sinisa
Mihajlovic, dal basso dei suoi
25 punti in 16 giornate, punta
il dito sui troppi fischi
arbitrali contrari.

Brutto pari anche col Verona: rossoneri penalizzati su un evidente rigore
e inesistenti fuorigioco. Sinisa se la prende con Valeri. Ma Berlusconi è deluso
ARCHETTI, CENITI, OLIVERO, PASOTTO DA PAG. 16 A PAG. 19

6

Sinisa Mihajlovic, 46 anni, prima stagione al Milan PEGASO

JUVE
INTER

L'ARTICOLO A PAGINA 25

FORTE

AVVISATA

RISULTATI & CLASSIFICA
16a GIORNATA

Chievo e Empoli ok
Stasera Lazio-Samp:
che sfida in panchina
SABATO
GENOA-BOLOGNA
PALERMO-FROSINONE
SASSUOLO-TORINO
UDINESE-INTER
IERI
CHIEVO-ATALANTA
EMPOLI-CARPI
MILAN-VERONA
NAPOLI-ROMA
JUVENTUS-FIORENTINA
OGGI (ORE 20.45)
LAZIO-SAMPDORIA
INTER
FIORENTINA
NAPOLI
JUVENTUS
ROMA
SASSUOLO*
MILAN
ATALANTA
EMPOLI
TORINO*

36
32
32
30
29
26
25
24
24
22

0-1
4-1
RINVIATA
0-4
1-0
3-0
1-1
0-0
3-1

CHIEVO
LAZIO*
BOLOGNA
PALERMO
UDINESE
SAMPDORIA*
GENOA
FROSINONE
CARPI
VERONA

22
19
19
18
18
16
16
14
10
7

*Una partita in meno

DA NON
PERDERE
1 Serie B: il Crotone fugge
sulle ali di Budimir
Il Bari blinda il 3° posto

9 771120 506000

51 2 1 4>

Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano

CALVI, IMPARATO A PAGINA 30

Cuadrado, Mandzukic e Dybala ribaltano
la Fiorentina (3-1). I bianconeri, con la sesta
vittoria di fila, si candidano per lo scudetto.
Ma i nerazzurri sorridono per lo 0-0
tra Napoli e Roma e vanno in fuga a +4
BIANCHI, BIANCHIN, BREGA, CECCHINI, DALLA VITE, DELLA VALLE, GRAZIANO, MALFITANO,
MAURO, G. MONTI, TAIDELLI, SCHIANCHI, STOPPINI, VERNAZZA DA PAGINA 2 A PAGINA 15

L'ANALISI di Luigi Garlando
25

TIRA ARIA DI DUELLO ANTICO
Ieri sera, quando si è alzato dalla poltrona
dopo aver visto Juve-Fiorentina, a Roberto
Mancini non è venuto neppure in mente
di portarsi la mano sul mento, alla EpicBrozovic. Certo, il vantaggio di 4 punti
sulle seconde ha la proporzione della fuga
(margine più ampio in questo torneo); Napoli
e Roma si sono annullate e allontanate.

SORTEGGI EVITARE LE BIG DI SPAGNA E PEP

Champions ed Europa League: alle 12 le rivali delle 5 italiane. Brividi Barça, Real e Bayern
LICARI A PAGINA 27

2 Premier, Ranieri-Mou
oggi la sfida sottosopra
Liga, Simeone in testa
BOLDRINI, RICCI ALLE PAGINE 28-29

3 Pellegrino, fondo da re
Donne show nel biathlon
Razzoli, slalom di rabbia
ARCOBELLI, BATTAGGIA, POLI PAG. 38-39

w

IL ROMPIPALLONE
di Gene Gnocchi
Ieri dopo la partita Berlusconi
è sceso negli spogliatoi del
Milan. Ma Mihajlovic era già
scappato da un’uscita laterale.

2

Serie A R 16a giornata
1

2

3

1 Dybala festeggiato dopo il 3-1 2 Mandzukic
segna il 2-1 per i bianconeri. Il pari era stato di
Cuadrado 3 Ilicic su rigore per l’1-0 LAPRESSE-BOZZANI

Tremate, è tornata la Juve
a
Viola 6 vittima consecutiva

1Fiorentina subito avanti su rigore, ma presto raggiunta dall’ex Cuadrado. Poi nel

finale Mandzukic e Dybala la stendono. Allegri sale al quarto posto: messaggio all’Inter

INVIATO A TORINO
@GazzaVernazza

h già, la Juve è di nuovo qua. Sesta vittoria
di fila in campionato, battuta la Fiorentina
e scavalcata la Roma. Il quarto posto momentaneo non rende però l’idea. La Juve ringhia
a due punti dal secondo posto dei viola e del Napoli, ma è chiaro che il bersaglio grosso di Allegri e compagnia sarà (è) l’Inter, capolista a quota 36, più sei sui bianconeri. Roberto Mancini ce
l’aveva quasi fatta, stava per assaporare la domenica perfetta. A dieci dalla fine Juve e Fiorentina galleggiavano sull’1-1 e, stante lo 0-0 pomeridiano tra Napoli e Roma, l’Inter avrebbe rosicchiato due bollini a ciascuna delle quattro
concorrenti per lo scudetto. La Juve però resta la
Juve, l’unica squadra italiana che non si accontenta mai e gioca sul serio fino alla fine tutte le
partite, non soltanto per modo di dire o di cantare. Alla Juve dieci minuti possono bastare per
annichilire chiunque e così è andata ieri sera allo Stadium. I campioni d’Italia sono tornati e
non sarà facile ricacciarli indietro. All’orizzonte
si profila, anzi si staglia un altro duello tra Inter
e Juve, grande classico del nostro calcio.

E

CRUCIVERBA Juve-Fiorentina è stata a lungo un zi mai. Sousa però ha un altro problema, la fase
cruciverba, con i bianconeri che muovevano in difensiva. La Fiorentina ha subito tre reti che a
verticale e i viola che procedevano per vie oriz- questi livelli, se ambisci allo scudetto, non si
zontali. Paulo Sousa è riuscito a irretire i cam- possono e non si devono prendere. Sulla prima è
pioni d’Italia col suo possesso palla prolungato e stato concesso agli avversari un surreale dialogo
a qualunque costo, sprezzante del pericolo su tra esterni, cross di Evra da sinistra e pallonetto
tanti palloni in uscita dalla difesa. Il dato sul di Cuadrado, di testa, sull’altro versante. La seconda è figlia di una ripartenza alpossesso è abnorme e darà fiato a
ta juventina, con riposizionamenquanti sostengono che passarsi
ti sbagliati dei viola e col centra«l’attrezzo» è esercizio onanistico,
L’ANALISI
vanti altrui, Mandzukic, bravo ad
ininfluente ai fini del risultato: Gran possesso e
avviare l’azione e a concluderla
61,7 per cento a 38,3 per i viola.
Nell’osservare il bellissimo giro- giropalla orizzontale (non si può permettere tanto a un
attaccante). La terza è stata partopalla del Sousa ritornava in men- degli uomini di
rita da uno svarione di Astori su
te l’eterna filastrocca, con piccola Sousa, fragili dietro
cui Dybala si è avventato come un
variazione di testo: giro giro tonfalchetto, e alla fine l’argentino è
do casca il mondo, casca la terra e Ma al contrario del
entrato quasi in porta col pallone,
il pallone fila rasoterra. Una racome faceva un suo illustre antegnatela circolare che però non gioco verticale della
nato, un «certo» Omar Sivori. Moaveva sbocchi. Agli antipodi del Juve tirano in porta
rale della favola: la Fiorentina è
61,7 per cento del possesso alla soltanto su rigore
bella, ma con la bellezza e basta
portoghese sta il macro-dato sui
tiri in porta: la Fiorentina ne ha effettuato uno non si vince, sul campo è indispensabile una cersoltanto, il rigore trasformato da Ilicic in avvio. ta dose di bruttezza – sana «ignoranza» la chiaTanto palleggio per nulla, così risulta misterioso mano negli spogliatoi italici - come quella che
come Kalinic abbia fin qui segnato tutti i suoi funge da spirito guida di «Marione» Mandzukic.
dieci gol in area di rigore. Ieri sera, nei sedici
metri, la Fiorentina arrivava col contagocce, an- COPPIA PERFETTA Sei mesi fa Morata sembrava

intoccabile, la prima pietra su cui riedificare la
Juve smontata dalle partenze di Vidal, Pirlo e
Tevez. Oggi lo spagnolo giace in panchina perché in avanti Allegri ha assemblato la coppia
perfetta, l’orco Mandzukic e il bambino prodigio
Dybala, un micidiale cocktail di forza bruta e
classe pura. Quel che Dybala crea, tipo lo spunto
da cui il 2-1, Mandzukic concretizza. Tra coppe
varie e Serie A il croatone ha realizzato sette gol
e la Juve ha vinto sette partite: quando si dice
essere decisivi. A Dybala manca la cresima in
Champions, dove non ha ancora segnato, ma è
mera questione di tempo. Otto reti in 16 giornate di campionato bastano e avanzano per consacrarlo come legittimo erede di Tevez, e sottovoce aggiungiamo che in prospettiva Paulito diventerà più grande di Carlito.
CONCRETEZZA La Juve ha vinto col cinismo che
le è proprio, per costituzione. I viola si specchiavano e facevano i giocolieri, i bianconeri andavano dritti verso la porta di Tatarusanu non appena si creava l’occasione. La Juve in parete sale
con l’agilità di un camoscio e le altre cordate la
guardano con apprensione. Il campionato è bellissimo, ma non è più lo stesso di un mese fa. La
Grande Vecchia è tornata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Scegli Cavit, bevi responsabilmente.

Sebastiano Vernazza

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

JUVENTUS

3 1

FIORENTINA

PRIMO TEMPO 1-1
MARCATORI Ilicic (F) su rigore al 3’ e Cuadrado (J) al 6’ p.t.; Mandzukic (J)
al 35’ e Dybala (J) al 46’ s.t.
JUVENTUS (3-5-2)
Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini;
Cuadrado, Khedira (dal 17’ s.t.
Sturaro), Marchisio, Pogba, Evra (dal
32’ s.t. Alex Sandro); Dybala,
Mandzukic (dal 40’ s.t. Morata).
PANCHINA Neto, Rubinho, Caceres,
Zaza, Padoin, Rugani, Lichtsteiner,
Vitale.
ALLENATORE Allegri.
CAMBI DI SISTEMA nessuno.
BARICENTRO MEDIO 52 METRI
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Pogba, Mandzukic e
Marchisio per gioco scorretto.

FIORENTINA (3-4-2-1) Tatarusanu;
Tomovic, G. Rodriguez, Astori;
Bernardeschi, Badelj, Vecino (dal 40’ s.t.
Rossi), Alonso (dal 40’ s.t. Pasqual); Ilicic
(dal 40’ s.t. Mati Fernandez ), Valero;
Kalinic.
PANCHINA Lezzerini, Sepe, Gilberto,
Rebic, Suarez, Verdù, Babacar, Roncaglia.
ALLENATORE P. Sousa.
CAMBI DI SISTEMA dal 40’ s.t. 4-3-3.
BARICENTRO BASSO 48,4 METRI
ESPULSI nessuno.
AMMONITI Alonso, Borja Valero, Vecino
e Pasqual per gioco scorretto, Ilicic per
proteste.

ARBITRO Orsato di Schio.
NOTE paganti 10.653, incasso di 665.000 euro; abbonati 26.037, quota di
1.010.629 euro. Tiri in porta 7-1. Tiri fuori 7-4. In fuorigioco 1-1. Angoli 3-1.
Recuperi: p.t. 0’, s.t. 4’.

PRIMO TEMPO
2’ Rigore lampo Bernardeschi entra in area in velocità e finisce a
terra dopo un contatto con Chiellini. Per Orsato è calcio di rigore.
3’ GOL ILICIC Dal dischetto, il sinistro dello sloveno è imparabile:
Fiorentina subito in vantaggio.
6’ GOL CUADRADO Traversone morbido di Evra dalla sinistra, il
colombiano inganna Tatarusanu con un pallonetto di testa.
14’ Dybala si accende L’attaccante bianconero penetra in area, ma il
suo destro è debole: Tatarusanu blocca.

SECONDO TEMPO
14’ Fiammata Juve Cross basso di Evra dalla sinistra. Dybala prova
la girata di prima intenzione, ma la sua conclusione termina a lato.
25’ Spreco Mandzukic Punizione dalla sinistra di Dybala, il croato
stacca indisturbato in area, ma non trova il tempo giusto: la palla
finisce fuori.
35’ GOL MANDZUKIC Tatarusanu sradica la palla dai piedi di
Dybala, lanciato a rete da Pogba. Ma, sulla ribattuta, il croato è
pronto a concludere in scivolata. È il 2-1 dei bianconeri.
46’ GOL DYBALA Un rimpallo tra Astori e Cuadrado favorisce
l’argentino che entra in area e batte Tatarusanu.

LA MOVIOLA
di FRANCESCO
CENITI

OK IL RIGORE SU BERNARDESCHI
MA NE MANCA UNO ALLA JUVE
Gara difficile e con troppe
proteste. Orsato non male, ma
nega un netto rigore alla Juve.
In avvio penalty concesso alla
Fiorentina: lo «chiama»
l’addizionale Damato e il replay
gli dà ragione perché
l’intervento scomposto di
Chiellini si conclude con il
pestone al piede di
Bernardeschi (che accentua la
caduta). Altro reclamo viola
per un contatto su Borja
Valero, ma fa bene l’arbitro a
lasciar correre: non c’è
irregolarità di Evra. Nella

ripresa esagerato il giallo a
Pogba: entra sul pallone e non
su Borja Valero. L’azione che
porta la Juventus sul 2-1 nasce
da un bel vantaggio dato da
Orsato (non fischia il fallo su
Mandzukic). La svista
dell’arbitro arriva al 38’: su
calcio d’angolo, Borja Valero
non guarda mai la palla e va
dritto verso Mandzukic,
colpendolo con il corpo e una
sbracciata. Rigore, e come
minimo giallo allo spagnolo.
Orsato sbaglia anche perché
non è aiutato da Damato.

3

fIL PERSONAGGIO

IL CENTRAVANTI CROATO

Il quarto di Mandzu,
altro che Fiorentina...
1Reti decisive

e lavoro sporco:
così Super Mario
ha conquistato
i bianconeri
Mirko Graziano

TIRI E GOL
LA SUA GARA
AI RAGGI X

PASSAGGI
18

Il colore è più intenso nelle zone in cui
ci sono stati più tocchi di palla

TOTALI

ATTACCO

POSITIVI 14
3

2

1

NEGATIVI 4

2
1

C

QUANDO CONTA... C’è stato un
momento in cui il gigante croato sembrava proprio non ambientarsi, beccato a tratti anche
dai tifosi, che non mancavano
di rimpiangere Fernando Llorente. Colpa di un taglio al gomito, fastidioso e doloroso. Qui
ha mostrato spalle larghe il
29enne bomber di Slavonski
Brod, aiutato non poco, va detto, anche dalla fiducia ricevuta
da Allegri. E oggi parlano i fatti:
rete che sblocca la partita nel
2-0 alla Lazio in Supercoppa
italiana; punto dell’1-1 a Manchester, gara poi vinta 2-1; momentaneo pareggio a Empoli,
Juve quindi che vola sul 3-1; gol
partita nella gara di ritorno con
il City; altra rete d’apertura a
Palermo; infine, la prodezza di
ieri sera. Insomma, l’unico gol

seconda occasione utile. Prezioso il suo lavoro in appoggio
ai compagni: 3 sponde (nessuno dei bianconeri ha fatto
meglio) e 18 passaggi, di cui 14 andati a buon fine

TOCCHI PER ZONA

TORINO

entravanti di sfondamento! Sì, nell’era del falso
nueve è Mario Mandzukic
a tenere alta la bandiera dei
buttafuori delle aree di rigore.
Quarto centro in campionato,
settimo stagionale, tutte reti pesanti, alcune pesantissime. Uno
specialista. Cattivo, scorbutico,
con la faccia sempre arrabbiata
ma tanto efficace quando conta, quando negli ultimi venti
metri si inizia a fare sul serio.
Ieri SuperMario, lui sì Super, è
arrivato come un Tir a rimorchio della solita giocata velenosa di Dybala e la palla della sesta vittoria consecutiva in campionato l’ha scaraventata dentro con la sicurezza di chi ci
sguazza in certe serate, quelle
senza ritorno, quelle da uomini
veri. D’altronde, parliamo del
centravanti titolare del mostruoso Bayern Monaco 201213, capace di prendersi tutto in
Germania e a livello internazionale, il Bayern del grande vecchio Jupp Heynckes per intenderci.

1Mario Mandzukic, 29 anni, croato, ha segnato il 2-1 alla

1

3

1
2

3

1

2

1

1

1

1
2

SPONDE
3
TIRI

1

TOTALI

I PUNTI DA CUI HA TIRATO

2

NELLO SPECCHIO 1

FUORI 1

OCCASIONI CREATE
1

GOL

MINUTI
GIOCATI

IL SUO GOL
35’ ST

86’
GOL

1
GDS - DATI OPTA

PORTAFORTUNA

4

I gol in A di Mandzukic,
ad Atalanta, Empoli,
Palermo e Fiorentina. In
totale 7 reti in stagione, e
altrettante vittorie Juve

dal significato marginale è il
2-0 all’Atalanta. Ma Mandzukic
non è solo gol di un certo peso,
«è lavoro sporco, grinta, capacità di far salire la squadra, di fare
reparto», ha più volte spiegato
Allegri: tutto ciò che serviva alla Juve per risalire prepotentemente dopo un inizio di stagione pessimo. In panchina contro
il Torino, poi sempre titolare
nelle seguenti cinque vittorie
consecutive in campionato.
Mandzukic-Dybala, ecco la coppia che ha riportato la Juve a
due punti dal secondo posto e a
sei dall’Inter capolista: dopo la
sconfitta in casa del Sassuolo,
ultimo stop in A, la banda Allegri era a undici lunghezze dalla
Roma capo fila in quel momento.
L’ALTRA STAR «Sono felice per il
mio gol — dice Dybala, l’altro
protagonista della serata —, ma
contro la Fiorentina contavano
solo i tre punti. Grande squadra

quella viola. Il mio gol? Ho visto
che il difensore arrivava troppo
veloce, sapevo che con una finta lo avrei messo fuori tempo,
poi davanti al portiere non ho
sbagliato». A sentir lui, un gioco
da niente... Sono nove le reti
stagionali del 22enne argentino, nessuno come lui nella Juve. «Ora non dobbiamo fermarci — continua — manca una gara alla sosta, e nel momento più
difficile il mister aveva rinviato
ogni giudizio proprio a fine dicembre. Ci siamo, portiamo a
casa un’altra vittoria e poi guarderemo la classifica». Pagato 40
milioni, Dybala è già nel mirino
delle corazzate internazionali.
Per Marotta vale 80-100 milioni, ma intanto stoppa tutti:
«Non abbiamo la minima intenzione di cederlo, né quest’anno
né in futuro. Con lui resteremo
in vetta per molto tempo. E non
avete ancora visto tutto il potenziale del ragazzo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

4

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R 16a giornata

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

LE PAGELLE di LUCA BIANCHIN
JUVENTUS

FIORENTINA

7

DYBALA
DA LUNA PARK
CUADRADO OK
POGBA CRESCE
IL TECNICO
MASSIMILIANO ALLEGRI

s.v.

6,5

6,5

BUFFON
Non era alla
partita di addio
di Rogerio Ceni
ma lo celebra
uscendo con i
piedi quasi a
metà campo per
rimediare a un
errore di
Bonucci. La
Fiorentina non
tira mai in porta
su azione e Gigi
non si dispiace.
Quasi quasi
prendeva anche
il rigore di Ilicic…

BARZAGLI
Le statistiche
dicono che
sbaglia 12
passaggi ma allo
Stadium importa
poco. Barzagli
abbassa la
sbarra come al
casello ogni volta
che Kalinic o altri
viola arrivano in
zona: con lui è
quasi sempre
deviazione o
recupero. La
carta d’identità
continua a dire
le bugie.

BONUCCI
L’errore lo
vedono tutti:
sbaglia una
lettura e
costringe Buffon
alla corsa. Le
chiusure si
vedono meno ma
pesano di più:
tiene alta la
squadra,
intercetta in
scivolata un
dialogo IlicicKalinic e anticipa
il croato. Se la
Juve soffre poco
è anche merito
suo.

CHIELLINI
Il meno positivo
della BBC, anche
perché parte
male: rigore su
Bernardeschi.
Poi Chiello
cresce… e
c’erano pochi
dubbi. Respinge
Kalinic due o tre
volte, anche
quando il croato
prova a saltarlo
col tacco, che più
o meno equivale
a provare a
svaligiare una
banca con un
temperino.

5,5

PARATE 0
RINVII 7
PRESE ALTE 0

CONTRASTI 0
LANCI 4
PASSAGGI 36

CONTRASTI 1
LANCI 2
PASSAGGI 26

CONTRASTI 0
LANCI 1
PASSAGGI 40

5

5,5

TATA MALE
VAGO ASTORI
BERNARDESCHI
SENZA PAURA
IL TECNICO
PAULO SOUSA

7,5
Sì, la Juve è da scudetto e
questi sono punti pesanti.
Zittisce la Fiorentina e per la
formazione sceglie Cuadrado,
Evra e Mandzukic. Proprio loro
gli vincono la partita: sono
soddisfazioni.

IL MIGLIORE
PAULO DYBALA

7,5
Un parco giochi umano. Scava
un tunnel sotto Astori
e lo lascia per terra, accelera
per il 2-1 e chiude tutto col 3-1:
chiaramente un campione in
formazione. P.s.: quel calcetto
ad Astori a palla lontana?

6,5

6,5

6,5

6,5

CUADRADO
Il duello con
Marcos Alonso
è strano, vince
quasi sempre chi
attacca. Juan
gioca un primo
tempo normale,
però alla lunga
porta a casa
la fascia: segna
il pari di testa
(questa è una
rarità…), crea
superiorità un
paio di volte
e recupera il
pallone del 3-1.
Allegri ha scelto
l’esterno giusto.

MARCHISIO
I palleggiatori
giocano in viola,
allora il
Principino
mette la tuta da
operaio: corre
6 chilometri in un
tempo e chiude
con oltre 40
passaggi, molti
di raccordo, e
4 contrasti vinti.
Il meglio, forse,
in fase di non
possesso: Ilicic e
Borja Valero non
sono mai decisivi
tra le linee.

POGBA
Impatto sulla
gara modesto,
però Paul lascia
sul prato tre
suggerimenti
da commuovere
lo Stadium.
I primi due
sono per Evra
e l’azione in
qualche modo
non sboccia.
Il terzo è
l’esterno che
taglia il campo
per Dybala: da
lì nasce il 2-1
che marchia la
serata.

EVRA
La fascia
come corsia
preferenziale:
Bernardeschi
stringe spesso,
lui lo attacca
alle spalle e
arriva sul fondo.
Crossa sei volte,
crea l’1-1, libera
Dybala due volte
da esterno
con tecnica.
Poi certo, c’è la
fase difensiva:
«scende» a fare
il quarto dietro,
soffrendo poco.

TIRI 2
CROSS 3
PASSAGGI 23

TIRI 0
RECUPERI 12
PASSAGGI 41

TIRI 2
RECUPERI 10
PASSAGGI 35

RECUPERI 2
CROSS 6
PASSAGGI 25

7,5
SAMI KHEDIRA

5,5
Ogni tanto gioca un pallone e
in tribuna ci si guarda: «Ehi, c’è
anche Sami». Si vede che non
è al top: 19 passaggi, il solito
presidio intelligente ma non
molto di più. Infatti, dopo la
classica oretta, esce.

Fotolia.com - © Halfpoint - © FS Italiane | DCCEM

6

RODRIGUEZ
Quando
da piccolo
spiegavano cos’è
l’insicurezza,
Gonzalo era fuori
a giocare: con
la palla tra i piedi
rischia tanto
ma fa quasi
sempre bene.
Il problema sono
le responsabilità
sul 2-1: non è
in condizione
di provare
il fuorigioco su
Dybala e non
arriva in tempo
in area.

BADELJ
Il suo idolo
è Zidane e a metà
primo tempo gli
rende omaggio
nella sua città:
scucchiaiata
con il tacco a
centrocampo.
Comanda il giro
palla della
Fiorentina e tiene
in mano la partita
per un’ora, poi
va sott’acqua
quando la
Juventus decide
di provare a
vincerla.

PARATE 3
RINVII 9
PRESE ALTE 2

CONTRASTI 1
LANCI 1
PASSAGGI 71

CONTRASTI 0
LANCI 5
PASSAGGI 86

TIRI 2
RECUPERI 6
PASSAGGI 49

Partita un po’… portoghese:
possesso sì, pericolosità no.
Non perde la partita a tavolino,
però gli ultimi 30 metri
mancano completamente.
Col senno di poi, chissà, forse
un cambio prima…

IL MIGLIORE
FEDERICO BERNARDESCHI

6

6

6

ALONSO
Il nonno giocò
(anche)
nell’Hercules,
lui fa le solite
12 fatiche sulla
fascia ma perde
più palloni del
solito e soffre gli
uno contro uno.
Quando Dybala
va via, spende
un giallo. Quando
Cuadrado
lo punta,
va in difficoltà.
Poi c’è il gol
dell’1-1: doveva
esserci lui su
quel cross?

ILICIC
La sottile (ma
non troppo)
differenza tra
potenzialità e
realtà. Mette giù
un pallone che
arrivava da 50
metri con tecnica
superiore e in
generale dà
l’impressione di
poter puntare
l’area e fare
male. Alla lunga
però ci riesce
qualche volta nel
primo tempo,
molto meno nel
secondo.

BORJA VALERO
La solita tecnica
da maestro di
conservatorio:
arretra, si fa
dare la palla
e non la perde
quasi mai.
A lungo
è il migliore della
Fiorentina, però
rovina tutto con
quel braccio alto
su Mandzukic
in area. Se non
“vede rosso”, è
solo perché
Orsato sbaglia
scelta.

TIRI 1
RECUPERI 6
PASSAGGI 69

TIRI 0
RECUPERI 2
PASSAGGI 29

TIRI 2
SPONDE 3
PASSAGGI 35

TIRI 0
SPONDE 4
DRIBBLING 2

6,5
«La Giovinezza» vince statuine
e lui dimostra di essere degno
del premio: a 21 anni pronti,
via, prende un rigore allo
Stadium. Il migliore all’inizio,
dribbla e copre, poi cala come
tutta la Viola.

5

VECINO
Non soffre
troppo
il «2 contro 3»
a metà campo
e gioca più
palloni degli altri
centrocampisti.
In compenso,
soffre un po’
quando Dybala
arretra e prende
un paio
di manate
da Mandzukic:
giallo
a entrambi.

TIRI 0 RECUPERI 9
PASSAGGI 33

IL PEGGIORE

5,5

5,5

TOMOVIC
La sensazione
è che Dybala
lo terrorizzi
ogni volta che
accorcia il passo
e lo punta.
Nenad però
se la cava quasi
sempre e
recupera palla
13 volte, che
poche non sono.
Nella difesa a tre
della Fiorentina,
allarga e stringe
quando serve:
tutto sommato,
il migliore
del trio.

5

TIRI 4 SPONDE 0
DRIBBLING 4

TIRI 0 RECUPERI 2
PASSAGGI 19

6

TATARUSANU
Nella vita
non sempre
serve essere
un passo avanti.
Il pallonetto di
testa di
Cuadrado lo
scavalca e Tata
ha responsabilità.
Il riscatto
è una parata su
Sturaro e l’uscita
bassa su Dybala.
Peccato che
Mandzukic sia
nato per essere
lì, a centro area,
quando le partite
si decidono.

6,5

MANDZUKIC
Non ha mai
avuto bisogno di
google maps per
trovare la porta
e beh, questo si
nota anche in
una serata
normale. Per 80
minuti si vede
poco, fa un terzo
delle scintille di
Dybala e gli devia
un tiro che
sembrava gol.
Quando conta
però Mario apre
e chiude l’azione
del 2-1: giocatore
europeo.

STURARO
Primo cambio
di Allegri,
è in campo
quando la partita
si decide.
Sul 2-1 non va
neanche lontano
dal gol:
capocciata,
Tatarusanu
respinge.

TIRI 2
SPONDE 3
DRIBBLING 0

TIRI 1
RECUPERI 2
PASSAGGI 4

6
ALEX SANDRO
Sembrava poter
giocare titolare,
invece entra
per Evra solo
nel finale.
Minuti ordinari.

CONTRASTI 0
CROSS 2
PASSAGGI 1

5

s.v.
MORATA
Vagamente
triste, entrare
a due dalla fine
quando Dybala
e Mandzukic
hanno timbrato
la partita. Anche
in giorni così,
c’è una certezza:
la volata
scudetto dipende
pure da lui.

TIRI 0
SPONDE 1
DRIBBLING 0

IL PEGGIORE
DAVIDE ASTORI

5
La serata inizia col tunnel
di Dybala al limite dell’area
e finisce con la palla persa che
genera il 3-1: brutto fine
settimana. Il resto è contributo
al possesso viola, ma per un
difensore conta molto meno.
CONTRASTI 0 LANCI 1
PASSAGGI 73

s.v.

s.v.

s.v.

KALINIC
Una serata
da single: Borja
Valero arretra,
Ilicic alla lunga
cala e il 9 viola
resta solo
in mezzo a tre
bianchi. L’area
della Juve è zona
a traffico
limitato, forse
la più complicata
della Serie A:
anticipato o
chiuso da
Bonucci,
non trova mai
la deviazione alla
Kalinic.

PASQUAL
Il triplo cambio
della Fiorentina
è scelta originale
e arriva tardi.

ROSSI
Qualche minuto
a supporto
di Kalinic
in un 4-3-2-1
mobile. Niente
da dichiarare.

FERNANDEZ
Mezza punta
per il tentativo
disperato
ma la Fiorentina,
invece che fare
gol, lo prende.

TIRI 0
SPONDE 3
PASSAGGI 14

CONTRASTI 0
LANCI 0
PASSAGGI 6

TIRI 0
SPONDE 0
DRIBBLING 0

TIRI 0
RECUPERI 0
PASSAGGI 1

DAMATO 6
MAZZOLENI 6

ORSATO Proteste di tutti i colori – viola, bianconere – in una partita che tende a sfuggirgli. In realtà il protagonista è Damato, che suggerisce a TONOLINI 6
Orsato la decisione giusta sul rigore dell’1-0 ma non lo aiuta a vedere il fallo di Borja Valero: quella era sua zona di competenza.
MELI 6

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Il 31 dicembre 2015 Trenitalia dismette la distribuzione dei titoli di viaggio a fascia chilometrica. Saranno acquistabili presso i punti vendita autorizzati fino al loro esaurimento e, in ogni caso, non oltre il 31 marzo
2016. Dal 1° luglio 2016, i biglietti a fasce chilometriche non potranno più essere utilizzati per viaggiare sui servizi di Trenitalia. Puoi acquistare gli altri titoli di viaggio per i servizi regionali di Trenitalia presso le
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5

Serie A R 16a giornata

6

JUVENTUS

FIORENTINA

MEDIO 52 metri

BARICENTRO

8

17

6
15

21

57

1

10

3
19

ANGOLI

3

33

1

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

68

POSSESSO PALLA

38,3%

PASSAGGI EFFETTUATI

363

BASSO 48,4 metri

BARICENTRO

612

10

PASSAGGI RIUSCITI

61,7%

16

17 20

6

9

14 16

20

1

TIRI NELLO
SPECCHIO

CONTRASTI

FALLI
FATTI

PALLE
RECUPERATE

80,4%

86,4%

4
5

72

2

8

28

13
GDS - DATI OPTA

fLA PARTITA AI RAGGI X

pondera ogni appoggio, riflette su tutte le soluzioni. Ovvio che, così facendo, la sua azione risulti più lenta e, talvolta, meno efficace. Pogba
leggerla con un cannocchiale rivolto al mette i suoi muscoli a disposizione della squapassato questa tra Juventus e Fiorentina dra: 10 palloni recuperati, 3 intercettati, 3 falli
è una sfida tra filosofie opposte: da una subiti e 4 commessi. La presenza del francese si
parte la forza, la veemenza e la «verticalità» dei sente, anche se da lui si pretende qualche invenbianconeri; dall’altra i ghirigori, il palleggio che zione in più. Il pallone che serve a Dybala, nela tratti sembra persino un valzer, sempre ballato l’azione del secondo gol bianconero, è comun«in orizzontale», dei viola. La scuola inglese del que una perla da custodire in cassaforte. Borja
Primo Novecento contro la scuola danubiana: Valero dà il suo contributo con 5 recuperi e 5
visioni diverse sullo stesso problema. Come arri- falli subiti (segno che sa proteggere bene il palvare al gol? In velocità, cercando la strada più lone), però non affonda nella zona calda e qui
breve, quindi con il pallone lanciato in profondi- sta il limite della Fiorentina. La squadra di Paulo
tà, oppure con calma, ragionanSousa, infatti, se ne va dallo Stado, e tentando la manovra di aggidium con una sconfitta nonostanramento? La storia del calcio inseIL NUMERO
te abbia avuto il 61,7 per cento di
gna che non esiste un’idea migliopossesso-palla e abbia completato
re dell’altra. A livello estetico si
612 passaggi (con l’86,4 per cento
può affermare che il palleggio
di precisione): in trasferta, e sodella Fiorentina è più appagante,
prattutto contro la Juve, sono nupiù bello da vedere, ma a conti fatmeri importanti. Che, tuttavia,
ti la concretezza figlia della po- i dribbling riusciti a
non bastano se la manovra si fertenza e dei muscoli fa guadagnare a Dybala e a
ma alle soglie dell’area avversapiù punti in classifica. Poi, questo
ria: poche le conclusioni della Vinon va mai dimenticato, la fortu- Bernardeschi: sono
ola, pochissime se si considera la
quelli
che
hanno
na delle idee è quasi sempre fatta
mole di lavoro svolta dai centrodagli interpreti: se hai dei feno- vinto più duelli.
campisti.
meni, puoi giocare sia «all’inglese» sia «alla danubiana» che alla fine vinci.
LACUNA Il problema di chi sceglie la strada «danubiana», cioè il palleggio e il possesso del camPASSAGGI Ci sono due uomini che, più degli al- po attraverso la costruzione di una manovra fattri, rappresentano lo stile di gioco delle rispetti- ta di tocchi brevi, è sempre lo stesso: aprire spazi
ve squadre: Pogba per la Juventus e Borja Valero per arrivare alla battuta a rete. Perché, alla lunper la Fiorentina. Il francese agisce da classica ga, ciò che conta (e fa la differenza) è il gol: la
mezzala sinistra, tocchetta poco e pensa subito a Juve se lo va a cercare con le volate sulle fasce
guadagnare metri su metri per portare il pallone laterali e i cross, o con le percussioni centrali di
vicino all’area nemica. Lo spagnolo, invece, ama Pogba; la Fiorentina, invece, non azzanna, semricamare, tiene insieme i reparti, si piazza nella bra giocare sempre in punta di piedi, bella e preposizione del trequartista, gioca corto, fa spon- cisa, però con poco furore agonistico. E nel calda con i compagni, raramente si concede un lan- cio moderno questa lacuna si paga a caro prezcio ed è difficile vederlo incunearsi tra i difenso- zo.
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ri avversari: preferisce costruire con pazienza,

Andrea Schianchi

La Viola palleggia bene A
ma non affonda mai
La Juve assalta e vince
1La Fiorentina domina con il 61,7% di possesso-palla e con

612 passaggi. Ma le accelerazioni di Pogba risultano decisive
LA MOSSA TATTICA
M. ALONSO
VEGINO
1
BERNARDESCHI
ILICIC

B. VALERO: sponde 4
ILICIC: tiri e e uati 2
KALINIC: tiri e e uati 0
BERNARDESCHI: dribbling 4

B. VALERO
2
KALINIC

3
4

PASSAGGIO
MOVIMENTO
GDS

4

L’AMMISSIONE

IL C.T. AZZURRO

Cuadrado felice
«Volevo passarla
a Khedira... gol!»

Nostalgia Conte
«La Champions
mi manca...»

TORINO Il gol del pareggio di
Cuadrado è il segno che la
fortuna è tornata a sorridere ai
bianconeri: «Ho visto Khedira
libero sul secondo palo –
ammette a fine partita –, volevo
fargli un assist ma la palla è
andata dentro, forse mi hanno
ingannato i capelli...», scherza.
«Lo scudetto? Dobbiamo
continuare così. La favorita
rimane l’Inter, sta facendo
benissimo. La sfida contro la
Fiorentina l’abbiamo preparata
bene, abbiamo meritato i tre
punti. Ora vediamo il sorteggio in
Champions, possiamo giocarcela
contro chiunque». L’a.d.
bianconero, Beppe Marotta,
eviterebbe però volentieri le big:
«Meglio non pescare le spagnole
e il Bayern», dice. E sul rinnovo di
Morata spiega: «Vogliamo
tenerlo, rimarrà qui se
riusciremo a svincolarci dalla
clausola di “ricompra”. Il Real
conosce le sue qualità,
sapevamo di andare incontro a
certi rischi, ma abbiamo un
ottimo rapporto con la dirigenza
spagnola e ci sarà un confronto.
La volontà del giocatore come
sempre sarà decisiva»
Alberto Mauro

Sta bene sulla panchina
azzurra, si prepara a Euro
2016 dove spera di arrivare
più avanti possibile con
l’Italia. Ma la musichetta della
Champions non l’ha
dimenticata. Ad Antonio
Conte manca la quotidianità
che solo una squadra di club
può garantire: «Mi sono tolto
tante soddisfazioni, i momenti
peggiori però sono quando
arrivano le vigilie importanti,
di coppa o di campionato, e ti
ritrovi seduto a guardare. È
faticoso perché vorresti
esserci». Intervistato da
RaiSport per il programma
90° Minuto, il c.t. della
Nazionale fa il bilancio del
suo 2015: «Il momento più
bello è stato quando abbiamo
raggiunto la qualificazione
agli Europei con un’ottima
prova». Conte è soddisfatto
anche personalmente: si
sente diverso e più completo.
E ora – come mostrato in
occasione del sorteggio a
Parigi – parla anche in inglese
fluente: «Fa parte di quel
percorso culturale che ho
fatto in questo anno e mezzo.
Sono migliorato da tutti i
punti di vista, e poi bisogna
mettere in preventivo che un
allenatore domani possa
andare all’estero». Porte
aperte per il futuro, dunque:
«I complimenti mi fanno
piacere, io do tutto. Spesso si
pensa a me solo in ottica
motivazionale, come a un
domatore di leoni. Ma dietro
c’è’ tanto studio, cerco di
aggiornarmi perché il calcio
cambia e noi dobbiamo farci
trovare pronti».

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Juan Cuadrado, 27 anni LAPRESSE

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LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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7

8

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

Serie A R 16a giornata
fAREA TECNICA

L’ALLENATORE DELLA JUVENTUS

ALLEGRI RINCORRE
«L’INTER FA PAURA
PER RAGGIUNGERLA
SERVE UN’IMPRESA»
Il tecnico bianconero:
«Lo spirito è giusto,
loro non hanno fatto
un tiro in porta a parte
il rigore. Pogba? A
volte troppo lezioso»
Fabiana Della Valle
INVIATA A TORINO

veva ragione lui fin dall’inizio. Quando diceva
che i conti si dovevano
fare a Natale, Massimiliano Allegri non sbagliava e i risultati
adesso lo dimostrano. Manca

A

ancora una partita prima della
sosta e la Juve si trova già con il
fiato sul collo delle prime della
classe: quarto posto conquistato, la Roma è alle spalle e davanti ci sono solo Inter (a 6 punti), Napoli e Fiorentina (a 2).
C’era un’atmosfera strana ieri
allo Juventus Stadium. Il pubblico è stato più partecipe del
solito, sapeva che questa poteva essere la serata della svolta.
La squadra spaurita e timida
sconfitta a Roma è solo un ricordo. La Juve è tornata quella
di sempre, solida e cinica. Un
dato su tutti: la Fiorentina non
aveva mai tirato in porta così
poco in questo campionato co-

LUNEDÌ 14 DICEMBRE 2015 LA GAZZETTA DELLO SPORT

me contro la Juventus. La Signora è la squadra che, insieme al Torino, ha recuperato
più punti in una situazione
di svantaggio: 10 su 30. Questo sì che un segnale di compattezza e forza mentale.
NERAZZURRI DA PAURA Allegri però alza l’asticella:
«Non abbiamo fatto niente
— dice —, siamo a 6 punti
dalla prima e a 2 dalla seconda, ma il campionato è ancora lungo. L’Inter sta andando
molto forte, ha vinto una
partita importante ed è favorita. Vederla lì davanti fa paura, per raggiungerla noi
dobbiamo fare un’impresa
straordinaria. I ragazzi stanno facendo molto bene, ma
siamo ancora in ritardo.
Quello che conta di più è lo
spirito della squadra, chi entra dalla panchina si fa trovare pronto. La Fiorentina
non ha fatto un tiro in porta
a parte il rigore. Sei successi
di fila non sono facili nel
campionato italiano, pensiamo a vincere mercoledì nel
derby di Coppa Italia e poi
battiamo il Carpi domenica
per passare un buon Natale». Allegri ha accarezzato
Dybala («E’ cresciuto molto,
diventerà un giocatore straordinario»), un po’ meno Pogba: «Deve determinare di
più quando entra in area, a
volte è troppo lezioso nei
momenti in cui tutto sembra
facile». Infine un pensiero al
sorteggio di Champions di
oggi, che potrebbe aiutare la
Juve a passare un Natale ancora più sereno: «In Europa
ci sono tre squadre superiori, Real, Barcellona e
Bayern, ma noi siamo i vice
campioni d’Europa e anche
gli altri si dovranno preoccupare di affrontarci. Ci faremo trovare pronti a marzo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

fAREA TECNICA

L’ALLENATORE DELLA FIORENTINA

SOUSA DELUSO
«CI E’ MANCATA
LA PAZIENZA,
NON LA QUALITA’»
Il tecnico dei viola non
fa drammi: «La Juve è
molto forte, noi
abbiamo personalità e
ci divertiamo in campo.
Continuiamo a sognare»
INVIATA A TORINO

P

aulo Sousa non è tipo da
lasciarsi andare ai sentimentalismi. «Quando torni in
luoghi in cui sei stato bene e
rivedi persone con cui hai condiviso molto, le emozioni ci so-

no sempre. Io però ero concentrato solo sulla partita». Così
l’allenatore della Fiorentina
ha archiviato il suo periodo
bianconero. Con la Juve ha
vinto una Champions e gliene
ha strappata un’altra, normale
che non sia una partita come
le altre. E’ arrivato allo Stadium in una posizione di vantaggio, ha lasciato tre punti
che non compromettono nulla
e ridimensionano le ambizioni
viola, ma fanno comunque
male. Paulo Sosa ha abbracciato Gigi Buffon, ha ignorato i
soliti fischi toccati pure a lui
alla lettura delle formazioni,
poi non ha più staccato gli oc-

9

chi dal campo. Dal vantaggio
all’alba dell’incontro a un 3-1
che punisce la squadra più di
quanto meritasse. «Non sono
d’accordo — replica con orgoglio — con chi dice che la Fiorentina sia scomparsa nel secondo tempo. E’ vero che nell’ultima fase di gioco non abbiamo concluso molto, ma il
merito è stato della Juve: giocavano a tre in difesa che diventavano a cinque e per noi
era molto difficile. La Juve
dietro è molto forte. A noi è
mancata un po’ di pazienza,
non dovevamo accelerare il
gioco e consentire loro il contropiede, sapendo quali sono
le loro caratteristiche. Questa
sconfitta non ridimensiona
niente, giocare con la personalità di stasera allo Juventus
Stadium non è da tutti. Ci abbiamo messo qualità. Coperta
corta? No, ci divertiamo con
tutti i giocatori che ho a disposizione. Stasera è stata una
partita molto corta, si è giocato in pochi metri e con grande
aggressività. Bisognava essere
un pochino più veloci, ma va
dato merito anche agli avversari».
RESTO IN VIOLA Sousa poi incorona la Juve: “E’ la squadra
più forte fin qui affrontata, la
più matura. Hanno trovato un
modulo base e hanno grandi
cambi per svoltare nelle partite in corso. Poi difendono molto bene come collettivo, hanno
ottime individualità. La squadra che ha il miglior collettivo
pero per me è il Napoli, la Roma crescerà”. E la Fiorentina?
“Deve continuare a divertire”.
Con Sousa in panchina, che
non ha intenzione di cambiare
aria: “Allenare la Juve? Sono
contento a Firenze e concentrato solo sulla maglia viola. Ci
stiamo divertendo molto”.
f.d.v.
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