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La.Gazzetta.dello.Sport.14.12.2015.pdf


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2

Serie A R 16a giornata
1

2

3

1 Dybala festeggiato dopo il 3-1 2 Mandzukic
segna il 2-1 per i bianconeri. Il pari era stato di
Cuadrado 3 Ilicic su rigore per l’1-0 LAPRESSE-BOZZANI

Tremate, è tornata la Juve
a
Viola 6 vittima consecutiva

1Fiorentina subito avanti su rigore, ma presto raggiunta dall’ex Cuadrado. Poi nel

finale Mandzukic e Dybala la stendono. Allegri sale al quarto posto: messaggio all’Inter

INVIATO A TORINO
@GazzaVernazza

h già, la Juve è di nuovo qua. Sesta vittoria
di fila in campionato, battuta la Fiorentina
e scavalcata la Roma. Il quarto posto momentaneo non rende però l’idea. La Juve ringhia
a due punti dal secondo posto dei viola e del Napoli, ma è chiaro che il bersaglio grosso di Allegri e compagnia sarà (è) l’Inter, capolista a quota 36, più sei sui bianconeri. Roberto Mancini ce
l’aveva quasi fatta, stava per assaporare la domenica perfetta. A dieci dalla fine Juve e Fiorentina galleggiavano sull’1-1 e, stante lo 0-0 pomeridiano tra Napoli e Roma, l’Inter avrebbe rosicchiato due bollini a ciascuna delle quattro
concorrenti per lo scudetto. La Juve però resta la
Juve, l’unica squadra italiana che non si accontenta mai e gioca sul serio fino alla fine tutte le
partite, non soltanto per modo di dire o di cantare. Alla Juve dieci minuti possono bastare per
annichilire chiunque e così è andata ieri sera allo Stadium. I campioni d’Italia sono tornati e
non sarà facile ricacciarli indietro. All’orizzonte
si profila, anzi si staglia un altro duello tra Inter
e Juve, grande classico del nostro calcio.

E

CRUCIVERBA Juve-Fiorentina è stata a lungo un zi mai. Sousa però ha un altro problema, la fase
cruciverba, con i bianconeri che muovevano in difensiva. La Fiorentina ha subito tre reti che a
verticale e i viola che procedevano per vie oriz- questi livelli, se ambisci allo scudetto, non si
zontali. Paulo Sousa è riuscito a irretire i cam- possono e non si devono prendere. Sulla prima è
pioni d’Italia col suo possesso palla prolungato e stato concesso agli avversari un surreale dialogo
a qualunque costo, sprezzante del pericolo su tra esterni, cross di Evra da sinistra e pallonetto
tanti palloni in uscita dalla difesa. Il dato sul di Cuadrado, di testa, sull’altro versante. La seconda è figlia di una ripartenza alpossesso è abnorme e darà fiato a
ta juventina, con riposizionamenquanti sostengono che passarsi
ti sbagliati dei viola e col centra«l’attrezzo» è esercizio onanistico,
L’ANALISI
vanti altrui, Mandzukic, bravo ad
ininfluente ai fini del risultato: Gran possesso e
avviare l’azione e a concluderla
61,7 per cento a 38,3 per i viola.
Nell’osservare il bellissimo giro- giropalla orizzontale (non si può permettere tanto a un
attaccante). La terza è stata partopalla del Sousa ritornava in men- degli uomini di
rita da uno svarione di Astori su
te l’eterna filastrocca, con piccola Sousa, fragili dietro
cui Dybala si è avventato come un
variazione di testo: giro giro tonfalchetto, e alla fine l’argentino è
do casca il mondo, casca la terra e Ma al contrario del
entrato quasi in porta col pallone,
il pallone fila rasoterra. Una racome faceva un suo illustre antegnatela circolare che però non gioco verticale della
nato, un «certo» Omar Sivori. Moaveva sbocchi. Agli antipodi del Juve tirano in porta
rale della favola: la Fiorentina è
61,7 per cento del possesso alla soltanto su rigore
bella, ma con la bellezza e basta
portoghese sta il macro-dato sui
tiri in porta: la Fiorentina ne ha effettuato uno non si vince, sul campo è indispensabile una cersoltanto, il rigore trasformato da Ilicic in avvio. ta dose di bruttezza – sana «ignoranza» la chiaTanto palleggio per nulla, così risulta misterioso mano negli spogliatoi italici - come quella che
come Kalinic abbia fin qui segnato tutti i suoi funge da spirito guida di «Marione» Mandzukic.
dieci gol in area di rigore. Ieri sera, nei sedici
metri, la Fiorentina arrivava col contagocce, an- COPPIA PERFETTA Sei mesi fa Morata sembrava

intoccabile, la prima pietra su cui riedificare la
Juve smontata dalle partenze di Vidal, Pirlo e
Tevez. Oggi lo spagnolo giace in panchina perché in avanti Allegri ha assemblato la coppia
perfetta, l’orco Mandzukic e il bambino prodigio
Dybala, un micidiale cocktail di forza bruta e
classe pura. Quel che Dybala crea, tipo lo spunto
da cui il 2-1, Mandzukic concretizza. Tra coppe
varie e Serie A il croatone ha realizzato sette gol
e la Juve ha vinto sette partite: quando si dice
essere decisivi. A Dybala manca la cresima in
Champions, dove non ha ancora segnato, ma è
mera questione di tempo. Otto reti in 16 giornate di campionato bastano e avanzano per consacrarlo come legittimo erede di Tevez, e sottovoce aggiungiamo che in prospettiva Paulito diventerà più grande di Carlito.
CONCRETEZZA La Juve ha vinto col cinismo che
le è proprio, per costituzione. I viola si specchiavano e facevano i giocolieri, i bianconeri andavano dritti verso la porta di Tatarusanu non appena si creava l’occasione. La Juve in parete sale
con l’agilità di un camoscio e le altre cordate la
guardano con apprensione. Il campionato è bellissimo, ma non è più lo stesso di un mese fa. La
Grande Vecchia è tornata.
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Sebastiano Vernazza