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Catalogo della Mostra Itinerante di Arte messicana SANTAS .pdf



Original filename: Catalogo della Mostra Itinerante di Arte messicana SANTAS.pdf
Author: Silvia Favaretto

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SANTAS
Catalogo della mostra itinerante

Tredici quadri d’arte sacra messicana
presentati in una mostra itinerante
dal Progetto 7LUNE

SANTAS
Catalogo della mostra itinerante di arte sacra messicana

CC Creative Commons
copyright di ogni singola opera e dei testi di
proprietà di ogni artista
In copertina: opera dell’artista messicana
Carmen Parada, Sor Juana Contemporánea,
olio su tela, 30 x 50 cm
Foto dei quadri all’interno del catalogo di
Ana Gabriela Pérez
Prima edizione, 2016

PROLOGO
di Silvia Favaretto
Tredici tele dai colori intensi e dalle raffigurazioni vivide ci sono giunte in regalo da
altrettanti validi artisti messicani, via posta, alla nostra sede veneziana. Interessanti nel
tratto e nei colori, altamente simbolici e di piccolo formato: è stata una tentazione
irresistibile l’idea di esporli in una mostra itinerante che illustrasse ai possibili spettatori
veneziani cosa sta producendo l’arte sacra messicana in questo momento.
Esiti originali, di inaspettato vigore e forza, luminosi e allo stesso tempo densi di cupa
passione, i corpi e i volti delle “SANTAS” raffigurate, sono rappresentazioni dell’energia
femminile, della forza nascosta dietro al sacrificio, la capacità di queste donne di andare
oltre il primitivo impulso di salvaguardia della propria sopravvivenza per affrontare invece
il martirio e la morte.
Si pensa forse che l’arte sacra non sia più così all’avanguardia, la si è spesso considerata
come espressione di un mondo e di ideali sorpassati e conservatori. Noi del Progetto
7LUNE invece crediamo che le religiose rappresentate da questi interessanti pittori
messicani riescano ad esprimere sentimenti e riflessioni profondamente attuali e
necessarie nella società odierna: le figure femminili sono ritratte come simbolo di forza
nell’offrirsi ad un ideale religioso diventando prefigurazione del sacrificio umano per una
causa, uno scopo trascendente e sublime, il cui valore è assoluto ed eterno.
Le SANTAS che proponiamo sono donne che sanno comunicare da dentro i canoni della
tradizione, pur non scendendo nella banalità della sfrontata rottura con la
rappresentazione iconica, o ancor peggio con la blasfemia, in un’urlata antitesi al religioso.
Composte, nel loro richiamo all’arte sacra dei secoli scorsi, tuttavia giace in loro
un’intensità che sa essere rivoluzionaria e dirompente: sono bambine che disobbediscono
ai genitori nel nome di un volere più alto (Santa Inocencia), sono donne autoritarie che
governano famiglie e città con grande fede ma anche con potenti armi da fuoco (Virgen de
Zapopán), sono vergini autorevoli dalla pirotecnica forza onirica (Virgen de San Juan de
los lagos), vessilli innalzati con sacrificio dai penitenti (Virgen de Guadalupe), sono giovani
catechiste che vanno sorridenti incontro alla morte col loro miglior vestito (María Cirenia
Camacho), sono anziane determinate a farsi carico del dolore degli indigenti (Beata Laura
Evangelista Alvarado Cardozo), sono fanciulle che si autoflagellano per conoscere le
sofferenze del Cristo (Santa Rosa da Lima), sono madonne incorporee dal potere
taumaturgico che attirano orde di penitenti devoti (Virgen de Talpa), sono madri livide ma
capaci di sopportare lo strazio della sofferenza dei loro figli (Virgen de los dolores), donne
assetate di conoscenza, indipendenti ed in lotta contro gli stereotipi del femminile (Sor
Juana Inés de la Cruz), bimbe coraggiose che hanno saputo sottrarsi ai soprusi (Laurita
Vicuña), fanciulle che accettano la sofferenza del parto e il destino di perdere i loro figli
(Virgen de Altagracia), giovani ragazze che fanno scelte diverse, in antitesi con quelle dei
coetanei (Santa Teresa de los Andes) e che per loro diventano esempi di forza e luminosità.
Queste SANTAS illustrano, insomma, la vera forza del femminile, la combattività delle
donne di tutti i tempi contro le difficoltà, le violenze, le ingiustizie. Sì, molte di loro sono
martiri, ma non è la sofferenza che si sottolinea, e nemmeno la sottomissione: è un
messaggio di forza e di speranza quello che prorompe da queste tele. Ve le offriamo,
sapendo che faranno bene non solo agli occhi, anche al cuore.

I

Perchè delle “Santas”
di Lucia Guidorizzi
Qual è il contrassegno della santità?
Quali aspetti del femminile si esprimono in termini di santità?
Quali sono le caratteristiche delle Sante che manifestano la forza e la bellezza misteriosa
delle loro vite?
Com’è vissuta ed espressa la santità nel mondo ispanoamericano?
In che modo archetipi di carattere universale s’incarnano nella realtà locale
ispanoamericana, creando dei mitologemi che parlano alla mente e al cuore attraverso le
immagini?
Questa raccolta d’immagini offre la possibilità di poter spaziare nella dimensione della
santità femminile, presentando immagini di Madonne, Sante, Martiri religiose e laiche
ispanoamericane, realizzate da talentuosi artisti messicani, che hanno scelto di celebrarle
come degli exempla di valore, coraggio e forza muliebri, annoverate nelle agiografie
ufficiali e al tempo stesso riconosciute e venerate dalla devozione popolare.
La loro forza e la loro bellezza sono state in grado di produrre miracoli, di creare possibilità
inaudite, di indicare nuove strade spirituali.
Interessante è notare che le statuette originali di alcune delle Madonne a cui si sono
ispirati gli artisti messicani sono state realizzate in pasta di mais, pianta sacra per i Maya,
alla quale si riferiscono moltissime leggende, tra cui quella che afferma che il primo uomo
e la prima donna siano stati appunto plasmati dalla pasta di mais, per cui l’umanità tutta
deriverebbe da questo cereale.
In questa raccolta gli artisti, con grande originalità creativa, hanno scelto di rappresentare
eroine che hanno incarnato l’essenza indomita della femminilità, che sono state in grado di
contrastare la violenza e l’ingiustizia, la sofferenza e la morte.
Gli artisti, in prevalenza donne, hanno creato immagini potenti e vittoriose che parlano al
nostro inconscio, ponendoci in relazione con le radici profonde della nostra Anima
Universale.
Che significato ha per una donna essere “Santa”?
La dimensione della santità comprende una sfera molto complessa ed articolata di
modalità che disegnano i tratti distintivi di qualcosa che va oltre il conformismo del vivere.
Essere “Santa” significa abbracciare il proprio destino fino in fondo ed assecondarlo per
riuscire a trasmutare la propria vita in una testimonianza di bellezza, in un dono offerto a
quanti sono in grado di comprenderlo e di accoglierlo.
Essere “Santa” significa risvegliare in se stessa gli archetipi delle Grandi Madri Universali
che si prendono cura dei figli, ovvero dell’umanità tutta, nutrendoli, proteggendoli,
difendendoli da ogni avversità, risanandoli e permettendo loro di riconoscersi in un
destino, anche a costo di sacrificare la propria vita.
Grazie alla profonda forza dell’amore che promana dalla Santità si può dare battaglia ad
ogni limite, tramutandolo in una soglia da varcare per giungere a nuovi livelli di
consapevolezza.
Grazie all’Amore si può diffondere intorno a sé un’energia in grado di compiere miracoli.
E’ questa la potenza che irradiano le immagini presenti in questa raccolta.
Sono immagini che vengono da lontano,che sono state in grado di attraversare oceani, per
giungere a raccontarci la loro verità.
Accogliamole.
Ascoltiamole.

II

OPERE SUDDIVISE IN ORDINE ALFABETICO
PER ARTISTA

SANTA INOCENCIA di REBECA ALCÁNTARA,
bitume su tela, 30 x 50 cm, 2016
LA SANTA RAFFIGURATA
Santa Inocencia è conosciuta come bimba martirizzata sotto il dominio dei romani per non
aver voluto rinunciare al suo credo religioso. Tuttavia, in Messico, nella Cattedrale di
Guadalajara, si conservano le reliquie di una “Santa Inocencia” messicana che ha delle
caratteristiche comuni con la Santa italiana. La bimba era emozionata al pensiero di
ricevere, come i suoi compagni, la Prima Comunione. Quando il padre glielo proibì lei
decise di recarsi alla celebrazione comunque e, tornata a casa, comunicò al padre
l’avvenuta disobbedienza nel nome di Cristo. Il genitore si adirò a tal punto da ucciderla e
fuggire. Il corpo della bambina fu riportato nella cattedrale in cui tuttora riposa in una teca
di cristallo, senza essere stato corrotto dal tempo. La martire raffigurata come un angelo da
Rebeca Alcantara, sottolinea la giovane età della santa, la freschezza dei suoi grandi occhi e
dei riccioli d’oro, che addolciscono una figura di una volontà ferrea e un convincimento
religioso caparbio e persistente: Inocencia ha scelto di contravvenire al veto del padre pur
di abbracciare la sua fede e, consapevole della sua volontà, l’ha dichiarata senza timore. Il
suo martirio è simbolico per chiunque scelga una vocazione contrastante con il volere dei
genitori e decida di portarla avanti accettandone le conseguenze.
L’ARTISTA
Dopo aver seguito gli insegnamenti della maestra Pilar Coffeen, Rebeca Alcántara ha
participato a varie mostre collettive in luoghi come il Centro Culturale El Refugio a
Tlaquepaque, il Palacio Federal di Jalisco, alle gallerie delle Oficinas Administrativas de
Yakult, DAIAM, nella dipendenze del Centro Storico della città di Guadalajara
ecc.
Attualmente forma parte del gruppo Pintoras Mexicanas e del gruppo Mujer & Arte.
CRITICA DI LUCIA GUIDORIZZI
In un’atmosfera di candore surreale il piccolo angelo-Inocencia, assorto in attitudine
meditativa sembra esprimere la volontà inflessibile di appartenere alla Fede comunque e
nonostante tutto. La sua postura raccolta, la dolcezza malinconica del volto dai tratti
infantili c’invitano al Silenzio per ritrovare la nostra interiorità.
La monocromia del quadro permette a chi lo guarda di focalizzarsi sulla figuretta di
Inocencia che si trova in primo piano sulla destra.
A sinistra, sullo sfondo, immersa in un’atmosfera nebbiosa e lattescente, compare la
Cattedrale di Gauadalajiara, nella quale si conservano le reliquie della Santa bambina.

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