PDF Archive

Easily share your PDF documents with your contacts, on the Web and Social Networks.

Share a file Manage my documents Convert Recover PDF Search Help Contact



Questioni da Prefetti Sala Comune Grifondoro .pdf


Original filename: Questioni da Prefetti - Sala Comune Grifondoro.pdf

This PDF 1.4 document has been generated by Mozilla/5.0 (Macintosh; Intel Mac OS X 10_10_5) AppleWebKit/537.36 (KHTML, like Gecko) Chrome/50.0.2661.94 Safari/537.36 / Skia/PDF, and has been sent on pdf-archive.com on 05/05/2016 at 14:54, from IP address 79.16.x.x. The current document download page has been viewed 458 times.
File size: 1.1 MB (10 pages).
Privacy: public file




Download original PDF file









Document preview


Aryanne Wolfe

Messenger

Discussioni

Crea forum / blog

   

 

 

Cerca

 Hogwarts: Harry Potter Gioco di Ruolo » Sala Comune Grifondoro

Questioni da Prefetti, Privata.
« Precedente   Successiva »

Balthier Sleath

Discussioni simili   Stampa   Iscrizione
 Inviato il: 29/2/2016, 01:02

Balthier non stava bene. Da quando aveva lasciato il Madama Piediburro c'era qualcosa in sospeso,
un peso enorme che lo tratteneva in quello stato di incompletezza. Era nel suo letto a rigirarsi,
ancora vestito, non sapendo che fare, studiando perché si sentisse così. Dormire l'avrebbe aiutato a
distanziarsi da quel momento, forse, ma non sarebbe stato possibile. In cerca di distrazione rigirò il
contenuto del suo baule, notando qualcosa che aveva comprato non molto tempo prima, un regalo
che non aveva trovato ancora l'occasione di consegnare. Forse un ramo d'ulivo che poteva tendere
in avanti. Prima di farlo però doveva cambiarsi.
Scese nella Sala Comune e interrogò un ragazzo più grande di lui, per sapere se aveva visto
Aryanne passare di lì, prima di mettersi direttamente lui ad attenderla all'ingresso. Apparentemente
era già passata e salita in dormitorio, per pulirsi probabilmente. Sarebbe voluto correre da lei e
spiegarsi anche attraverso una porta, ma non poteva. Non capiva perché le ragazze potessero
raggiungere i loro dormitori ma lui no (e ricordiamolo lui era anche molto ingenuo, ed era normale
non lo capisse), quindi doveva usare un tramite per inviare quel messaggio. Vide una ragazza di
uno dei primi anni che stava per salire in dormitorio e la fermò.
«Ciao, sei Penelope, giusto? Se stai salendo non è che potresti portare questo messaggio
al Prefetto Wolfe? È importante. Grazie!» Mostrandosi grato quando accettò, la guardò salire,
sperando di vederla scendere.
Aryanne,
Dobbiamo parlare di qualcosa di importante, ti prego.
­Balthier
Praise logic.

PS: È una questione da Prefetti.

La sua calligrafia veloce e disordinata recava quel semplice messaggio, con quell'aggiunta carica
dell'insicurezza che lui da solo non sarebbe bastato a farla scendere, senza un motivo più legittimo.
Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 732
Stato: 

Sarebbe stato in Sala Comune ad attenderla per tutto il tempo necessario, con una camicia grigia
come il suo umore.

 

 

Aryanne Wolfe

 

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 01:28

Fulmini e saette e tempeste in miniatura seguivano l'incedere marziale di Aryanne Wolfe per i
corridoi della scuola. Di solenne e spaventoso invero non c'era poi molto: era piuttosto bassa e
minuta, aveva la faccia di una dodicenne poco sgamata e, soprattutto, pezzetti di radicchio e pasta
le colavano dai capelli ripuliti alla bell'e meglio. La festa degli innamorati le aveva regalato tante
perplessità: un soldato amico prematuramente morto, un molestatore, una buca, una Veela, un alto
tradimento.
Il tempo passato da Madama Piediburro era stato davvero strano. Aveva creduto fortemente che si
sarebbe divertita, ne era certa, tanto che era riuscita a convincere Balthier a seguirla. Se solo si
fosse fatta i fatti propri, probabilmente le cose sarebbero andate meglio. Probabilmente il suo
ritorno a Hogwarts sarebbe stato trionfale, all'insegna di nuove amicizie e dolci gustosi intenti a
riposare nella sua pancia. E invece aveva mangiato mezzo cannolo e aveva la metà piena di una
teglia di lasagne al radicchio sparsa sul capo. Osceno. Questo era ciò che si guadagnava, quando si
tentava di essere dei buoni amici.
«Buono a sapersi!» esclamò a gran voce di fronte alla Sala Comune, tanto che la Signora Grassa
trasalì e, dopo aver ascoltato la parola d'ordine, scatto in avanti borbottando oltraggiata contro le
ragazzine maleducate.
Imboccò le scale per il dormitorio e con una furia piuttosto calma si ripulì. Con i capelli umidi ­ ma
puliti ­ appiccicati alla felpa, stava rovistando con foga nel baule alla ricerca del diario da riempire di
parole, quando qualcuno bussò alla porta. Il viso infantile di Penelope White fece capolino dall'uscio
accostato. Con una manina tremante, le consegnò un biglietto che Aryanne lesse con un'occhiata
fugace e diffidente.
( Catherine )

«Questo coso... ­ Con il piccolo indice picchiettò sulla firma del collega. ­ ... dov'è?»
Penny White, decisamente a disagio nel trovarsi nell'antro della Wolfe, le indicò le scale che
l'avrebbero condotta al piano inferiore, dritta in sala comune, e si dileguò.
Aryanne valutò attentamente le possibilità che le si presentavano. Avrebbe potuto ignorare l'invito
di Balthier, passare il resto del pomeriggio sdraiata sul letto a riempire di improperi le pagine del
diario acquistato al Ghirigoro. Avrebbe potuto scendere, dargli uno schiaffo e tornare in dormitorio
per passare il resto del pomeriggio sdraiata sul letto eccetera. Avrebbe potuto rispondergli
insultando sua madre, affidare il biglietto a Zero e restare sdraiata sul letto bla bla bla. Decise infine

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 1.190
Provenienza: Casterly Rock

che non aveva paura di affrontare lo Stupibalto e, armata di sfrontato coraggio, si appuntò la spilla
leonina da prefetto sulla felpa blu e scese. Pestò bene i piedi su ogni gradino, facendo pesare la
propria presenza e il proprio arrivo su chiunque fosse stato interessato abbastanza da ascoltare.
Passo dopo passo, la stanza le si aprì davanti agli occhi e presto scoprì ­ senza alcuna sorpresa ­ che

Stato: 

la camicia di Balthier era stupida quanto lui. Si schiarì violentemente la gola.
«Beh? ­ Si piantò lì, decisa a non fare un'altra mossa. ­ Che vuoi? Hai dell'altro cibo da tirarmi
in testa o vuoi che ti dia un pugno subito, senza ulteriori sprechi alimentari?» Incrociò le
braccia al petto e strinse davvero le piccole mani in due pugni. Ricordò a se stessa che i pollici
andavano tenuti fuori: non avrebbe di certo voluto romperli mentre andava a spappolare lo stupido
naso dello stupido Balthier.



 

[ too mischievous and wayward for a favourite. ]
H E
W I
S O
H E
S O

AV
T H
A
AT
B B

E N
D I D
N O T
S E E M
T O
B E
M Y
H O M E ;
A N D
I
B R O K E
M Y
H E
W E E P I N G
T O
C O M E
B A C K
T O
E A R T H ;
A N D
T H E
A N G E L S
W
N G R Y
T H AT
T H E Y
F L U N G
M E
O U T
I N T O
T H E
M I D D L E
O F
H
O N
T H E
T O P
O F
W U T H E R I N G
H E I G H T S ;
W H E R E
I
W
I N G
F O R J O Y.

 

 

Balthier Sleath

A
E
T
O

R
R
H
K

T
E
E
E

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 01:54

Rimase in attesa per un periodo indefinito, di quelli allungati terribilmente da tutto ciò che gli
accadeva dentro. Era pronto ad aspettarla ore, ma gli sarebbe piaciuto? Certamente no. Però
sapeva di meritarselo. Dei pestoni, che difficilmente potevano preannunciare altro, seppe che gli
sarebbe stata risparmiata almeno quella crudeltà. L'Aryanne davanti a lui era diversa da quella che
aveva lasciato al Madama Piediburro, perché non aveva avuto il coraggio di fronteggiarla e vedere
la reazione... ora vedeva le conseguenze però. istintivamente il suo sguardo cercò fra i capelli della
ragazza tracce del suo passaggio. Rapidamente desistette, sapendo di non avere molta pazienza a
sua disposizione.
«Dobbiamo parlare di quel che è successo prima... scusami.» Non era il caso di girarci troppo
intorno, col rischio di non giungere al punto focale. Dopotutto la mancanza di comunicazione era
stato uno dei problemi scatenanti. Sperava solo di avere abbastanza tempo di poter dire tutto e non
che se ne andasse subito rifiutando le sue scuse. In seconda analisi forse attirarla lì con false
pretese non era stato il massimo... ma non era una bugia, entrambi erano Prefetti, e la questione
era fra loro. Sperava potesse vederla così.
«Non ti meritavi delle lasagne in testa, né in nessun'altra parte e se vorrai ricambiare
dimmi quale locale di Hogsmeade e offro io.» L'avrebbe anche invitata a farlo quella sera in
Sala Grande, ma era certo che nemmeno lei pensava valesse la pena di perdere punti per una
vendetta. Si avvicinò a lei con calma, sperando che solo rientrando nel range dei suoi pugni non
bastasse a riceverne.
«Ho anche qualcosa per te. Non che sia corso ora a comprarlo, per quanto l'avrei fatto se
avessi pensato potesse aiutare a non farmi odiare troppo... l'ho preso con il buono di
Praise logic.

migliore del mese di Novembre, il mese che anche tu eri sul podio e ho pensato lo
meritassi quanto me.» Si morse il labbro inferiore e distolse lo sguardo. Non era bravo in quelle
cose, per questo non le aveva dato prima il regalo. Ora era ancora più difficile, perché era tutto
così... serioso e vero.
«È una maglia CambiaUmore del Madama McClan's. Cioè, è un maglione in questo caso, io
ho una camicia.» Da dietro la schiena, allungò in avanti l'indumento con entrambe le mani. Era un

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 732

maglione bianco, un colore neutrale, pronto a riempirsi di qualsiasi umore Aryanne l'avesse voluto
riempire. Lui non capiva nulla di moda, vestiti e simili, ma un maglione gli pareva più una cosa da
Aryanne; ricordava di averla vista una volta durante un weekend con uno ed aver pensato le stesse

Stato: 

bene. Dal canto suo aveva preferito una camicia, quella che mostrava ora la sua tristezza.
«Spero ti piaccia.» Il suo sguardo cercava di stare fisso sul maglione, scappando in alto di tanto i
tanto, volendo ma non volendo vedere la reazione della sua amica. Per lo erano ancora, giusto?

 

 

Aryanne Wolfe

 

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 02:22

Era San Valentino e Aryanne stava in sala comune con il suo collega spillato. E questo le aveva
portato un regalo.
Normalmente la faccenda l'avrebbe fatta ridacchiare, mentre dimenticava lesta le informazioni sulla
precisa collocazione temporale di quell'acquisto. Era più importante che Balthier avesse scelto
proprio quel giorno per rifilarle un regalo ­ una maglia cambiaumore ­ piuttosto che sentirsi dire che
era stata abbastanza brava nel mese di novembre da meritarlo. Perché era ridicolo, no? Era ridicolo
che Aryanne Wolfe ricevesse dei regali di San Valentino ­ quello era il secondo, in effetti ­ e
soprattutto era ridicolo che a fargliene uno fosse proprio Balthier Bleah.
Quel giorno, tuttavia, dopo l'affronto della lasagna e l'umiliazione pubblica subita giusto una
mezz'ora prima, non aveva alcuna voglia di ridacchiare e di trovare il tutto carinamente ridicolo.
Portò lo sguardo verde veleno sul maglione che il ragazzo le porgeva e glielo strappò di mano con
un gesto rapido del braccio. Immediatamente la lana si tinse di un lampeggiante rosso fuoco.
«Mi regali un maglione. Mi hai rovesciato una teglia di lasagne al radicchio in testa e mi
regali un maglione. ­ Parlò in tono calmo, tenendo l'indumento tra pollice e indice, rigirandoselo
davanti. Era piuttosto importante specificare che le lasagne erano al radicchio, già. ­ Ma con chi
credi di avere a che fare?» E boom, con una frustata del gomito restituì il maglioncino al ragazzo,
schiaffandoglielo in faccia senza alcuna intenzione di essere gentile. Artigliò i fianchi con le dita,
mentre il piccolo piede sinistro prendeva a battere ritmicamente sul pavimento.
«E sei così pieno di te da pensare che mi vada bene! Credi davvero che rifilarmi un
maglione il giorno di San Valentino mi farà arrossire, impazzire di gioia e accettare il fatto
che sei stato un perfetto stupido? ­ Inclinò il capo e inarcò sopracciglio, sfidando il ragazzo a
( Catherine )

risponderle e darle conferma degli orridi sospetti. ­ Non è così. Sei un idiota e non ho idea di
cosa ti sia preso, ma umiliarmi come l'ultima degli stupidi davanti a tanti professori, alla
mia titolare e a tutti i nostri compagni è stata un'idea proprio ridicola.» Scosse il capo, con il
piede che ancora tormentava il pavimento.
Forse non avrebbe dovuto accettare di scendere dal dormitorio: quell'incontro non avrebbe portato a
nulla di buono. Aryanne non era particolarmente costruttiva quando il suo umore era alle stelle,
figuriamoci quando la rabbia le bruciava addosso, alimentata dall'umiliazione. Si sentì vagamente in
colpa, per un momento, perché non era lì per fare pace e non ne aveva alcuna voglia. Non essere

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 1.190
Provenienza: Casterly Rock

una brava bambina e rifiutarsi di soddisfare le aspettative altrui avrebbe dovuto essere per lei una
situazione nota, ma era la prima volta che le capitava a Hogwarts. Lì non era facile che si
comportasse come la figlia poco amata di Newquay.
Riportò lo sguardo sul volto del compagno e la sua espressione arrendevole cancellò come un colpo

Stato: 

di spugna ogni esitazione.
«Ti ho portato da Madama Piediburro a passare un pomeriggio divertentissimo e mi
ripaghi così. ­ Lei non si era sempre sempre sempre divertita. Però una bugia ogni tanto non
faceva male a nessuno. Neanche due, tantomeno mille. ­ E pretendi di essere perdonato al
volo! Ah­ha! Almeno la faccia da didietro di troll non ti manca, questo te lo riconosco. No,
non accetto le tue scuse, per la cronaca. ­ Aggiunse. E poi incrociò di nuovo le braccia al petto,
assottigliò gli occhi e sibilò, velenosetta come una vipera: ­ Io e te abbiamo chiuso.»



 

[ too mischievous and wayward for a favourite. ]
H E
W I
S O
H E
S O

AV
T H
A
AT
B B

E N
D I D
N O T
S E E M
T O
B E
M Y
H O M E ;
A N D
I
B R O K E
M Y
H E
W E E P I N G
T O
C O M E
B A C K
T O
E A R T H ;
A N D
T H E
A N G E L S
W
N G R Y
T H AT
T H E Y
F L U N G
M E
O U T
I N T O
T H E
M I D D L E
O F
H
O N
T H E
T O P
O F
W U T H E R I N G
H E I G H T S ;
W H E R E
I
W
I N G
F O R J O Y.

 

 

Balthier Sleath

A
E
T
O

R
R
H
K

T
E
E
E

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 03:07

Un maglione rosso per un Grifondoro non era male, era abbastanza scontato anzi; non in quel caso.
Non appena notò l'effetto manifestarsi sapeva che le crudeltà che gli erano state risparmiate prima
sarebbero arrivate ora. Quando sentì il commento sul maglione si chiese quale sarebbe potuto
essere un regalo adatto a una situazione simile ­ avendo il buon senso di tenerla per sé la domanda
­, non trovando una risposta. Un cappello per coprire la testa poteva apparire come un'offesa, e
una lasagna da essere lanciata sulla sua testa poteva far scattare brutti ricordi che non avrebbero
reso positiva nemmeno l'esperienza di poter ricambiare. Quando il maglione gli venne lanciato
addosso lo recuperò, per poi piegarlo su di sé mentre lo teneva in mano.
C'era una parte di lui che remissiva ascoltava le parole della ragazza, certo di meritarsele, e
un'altra che invece le sentiva ingiuste, cacofoniche alle sue orecchie. Forse avrebbe fatto meglio a
stare zitto, darle ragione e sperare che il cane bastonato avrebbe raggiunto il suo scopo, ma
dopotutto lui era Balthier, lo stesso che era arrivato a lanciarle una lasagna in testa... zitto del tutto
non poteva starci.
«Io non sono pieno di me e non mi credevo nulla. Questo non è un regalo di San
Valentino.» Le sue guance arrossirono leggermente a quella insinuazione, non per rabbia, essendo
il suo tono calmo, che tentava di essere diplomatico ma lasciava trasparire il suo dispiacere per
tutta quella situazione. «È un caso che te l'abbia dato oggi, ce l'avevo da giorni e ho solo
pensato l'avresti apprezzarlo un poco e potesse aiutare in questo scambio, mi sono
sbagliato.» Abbassò lo sguardo, fissando il piede che batteva a terra, mentre il maglione tornava
dietro la sua schiena, fra le mani cinte. Nella sua testa si susseguirono mille frasi, nessuna che
suonava completamente giusta e adatta ad essere detta per aiutare la sua situazione, e poi
Praise logic.

Aryanne lo disse.
Io e te abbiamo chiuso.
La sua camicia per un attimo divenne bianca, nel momento in cui Balthier non avrebbe saputo
nemmeno definire a parole cosa provava o non provava, per poi tornare di un grigio, questa volta
leggermente tinto di blu. Nella sua mente si susseguirono immagini a partire dalla Gufaia, passando
per i Tre Manici, il campo da Quidditch e mille aule e luoghi ad Hogwarts. No, lei si sbagliava.

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 732

«Sei ingiusta. Ho sbagliato, lo so, mi sono anche scusato, ma per quanto quello che ho
fatto non abbia scusanti, tu non sei priva di colpe. Io sono venuto al Madama Piediburro
perché sei stata tu a chiedermelo, è con te che mi piace passare il tempo, e mi hai

Stato: 

abbandonato. Quando hai insistito a chiedermelo ho cercato di accontentarti, l'ho chiesto
a un adulto, per te, e me l'hai rinfacciato come avessi fatto la peggiore delle cose!» Prese
una pausa, dal suo discorso carico di amarezza, che solo a dirlo ad alta voce e ricordarlo, ciò che
aveva chiesto a un Professore, gli provocò un'enorme sensazione di disagio, ora che poteva
pensarci meglio temeva chissà quale conseguenza...
«Non ti meritavi una lasagna in testa, ma il mio fastidio era del tutto legittimo. E se ora
tu vuoi avercela con me per quello che ho fatto fallo, non perdonarmi, ma non venirmi a
dire che io ho ricambiato le tue carinerie con quello, quando io ho tentato di venirti
incontro e sei tu che mi hai ripagato con nulla.» La guardò negli occhi, ora. Se avesse messo
in chiaro subito cosa lo infastidiva, forse non avrebbe dovuto farlo in un'atmosfera così pesante,
così rabbuiato. Ora quegli scatti d'irascibilità che non erano tanto rari fra loro gli parevano così
stupidi.
«E io e te non possiamo chiudere. E se non accetti la mia volontà di non voler chiudere
nulla, dovrai accettare che siamo entrambi Prefetti e non possiamo smettere di sentirci
già solo su queste basi.» Con la mano destra tentò di toccarsi la spilla, che tuttavia era rimasta
su al suo dormitorio, trovando solo il suo petto avvolto nella camicia incantata. Ora l'amaro gli
aveva pervaso anche la bocca dopo quelle parole così... "adultose" nei loro compromessi.

 

 

Aryanne Wolfe

 

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 03:45

Ma non poteva stare zitto e basta, chiuderla lì? Aveva questo vizio terribile: parlava, parlava,
parlava. E quando non parlava, lanciava lasagne. Aryanne sbuffò ed emise un gemito insofferente,
quando Balthier contrattaccò, come se ricordarle i suoi ­ sedicenti ­ torti potesse in qualche modo
cambiare la situazione. Valutò se fosse il caso di estrarre la bacchetta dalla manica e lanciargli
contro un Silencio, ma probabilmente non sarebbe stato un comportamento adatto a un prefetto.
Anche l'idea di incantare il maglione perché tentasse di strozzarlo non le pareva calzare
perfettamente col contesto. La spilla che teneva appuntata al petto pesava come un macigno.
L'aveva messa lì per rispondere con silenziosa ironia a quella scemenza delle "faccende da prefetto",
ma cominciava a pentirsi del suo stesso senso dell'umorismo, troppo pungente per il suo bene.
«Ah, ma che carino, lo tenevi in caldo in attesa che mi arrabbiassi, così, tac, avresti potuto
comprare il mio perdono. Davvero commovente. ­ Sollevò le sopracciglia e annuì con fare
strafottente. ­ Magari non era neanche per me. Era pronto per la prima persona da
arruffianarsi.» Continuò a ricamare sulla faccenda del maglione, divertendosi a inanellare scenari
che vedevano Balthier sempre più meschino, sempre più cattivo: il tipo di persona che poteva
rovesciare una teglia di lasagne in testa a una bambina innocente.
«Ma chi ti ha abbandonato? Era uno Speed Dating: si presuppone che chi ci va conosca
tutti i presenti e non stia incollato all'amica che l'ha accompagnato! ­ Spiegò spazientita.
Possibile che dovesse indugiare su particolari tanto sciocchi? Lei era lì per una grande scena, per
fare un'uscita da diva, un'entrata da diva, una performance da diva, ma mancavano le basi. ­ Il tuo
fastidio non era legittimo. E tu non hai tentato di fare un bel niente, se non metterci nei
guai con il professor Fedoryen. Andresti per caso dalla Riddle a chiederle di prenderti un
( Catherine )

alcolico e passartelo sottobanco? Sai quanti guai rischieresti? ­ Si sporse in avanti, ruotando
un poco sulle anche per imitare l'atteggiamento di una maestra poco paziente. ­ Sai quanti guai
hai fatto rischiare a me? No che non lo sai, e non ti interessa. E io dovrei anche
ringraziarti ed essere gentile per questo, ah! ­ Congiunse le mani in un battito, scoppiando a
ridere e interrompendosi bruscamente dopo pochi secondi. ­ Davvero, davvero divertente.»
Era davvero cocciuto. Fastidiosamente cocciuto. Si opponeva a qualsiasi cosa lei avesse in mente,
come se le cose non potessero andare in una direzione diversa da quella che lui si era figurato.
Avrebbe voluto schiaffeggiarlo, dirgli che la sua volontà non contava un bel niente in quella sala

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 1.190
Provenienza: Casterly Rock

comune, tra loro due, e che contava ancor meno fuori. Che se lei avesse voluto chiudere, gli
avrebbe sbattuto la porta di quell'amicizia in faccia, gli avrebbe incastrato le dita nello stipite e si
sarebbe barricata dentro.
«Ah, ma chiudiamo io e te, Aryanne e Balthier. Non i prefetti di Grifondoro. ­ Lo spiegò con

Stato: 

semplicità, facendo spallucce. ­ E poi non avremo queste spille ancora a lungo, quindi non ti
ci attaccare più di tanto. Anzi, guarda. ­ E, detto questo, staccò il leone rampante completo di
"P" dalla felpa, richiuse la spilla sul tetro e lanciò l'accessorio dorato contro Balthier, mirando senza
alcuna considerazione alla sua fronte. ­ Nessuno di noi ha la spilla. Come la mettiamo,
adesso? Hai intenzione di piangere?»



 

[ too mischievous and wayward for a favourite. ]
H E
W I
S O
H E
S O

AV
T H
A
AT
B B

E N
D I D
N O T
S E E M
T O
B E
M Y
H O M E ;
A N D
I
B R O K E
M Y
H E
W E E P I N G
T O
C O M E
B A C K
T O
E A R T H ;
A N D
T H E
A N G E L S
W
N G R Y
T H AT
T H E Y
F L U N G
M E
O U T
I N T O
T H E
M I D D L E
O F
H
O N
T H E
T O P
O F
W U T H E R I N G
H E I G H T S ;
W H E R E
I
W
I N G
F O R J O Y.

 

 

Balthier Sleath

A
E
T
O

R
R
H
K

T
E
E
E

multiquote »

 

 Inviato il: 29/2/2016, 04:51

Aryanne era ingiusta. Aryanne era cattiva. Aryanne era crudele.
Quindi perché continuava a sperare di risolvere tutto? Se soltanto avesse accettato le sue parole, di
chiudere lì il loro rapporto, avrebbe potuto porre fine a quella tortura. Il fatto era che però la vera
tortura sarebbe iniziata dopo. Se passare qualche minuto convivendo con quel che aveva fatto e la
consapevolezza che Aryanne non volesse parlargli gli aveva insegnato qualcosa, era che ci teneva
al loro rapporto, più di quanto ne fosse stato consapevole prima di allora. Chiuderla con lei sarebbe
stato peggio. Quanto peggio non voleva saperlo.
Ascoltò le coltellate verbali susseguirsi, una dopo l'altra, aveva le parole pronte per controbattere
ad ogni accusa insensata, ma le parole gli arrivavano sul fondo della gola e si bloccavano, creando
un nodo non indifferente. Non riusciva a guardarla, non riusciva a credere che quella fosse la stessa
ragazza che conosceva. Che pensava di conoscere. Si aspettava volesse infastidirlo, ma farlo
soffrire così? No.
«Tu non hai rischiato un bel niente. Io ci ho messo la faccia col Professore, nel peggiore
dei casi mi avrebbero buttato fuori dal locale e tu avresti potuto continuare felicemente.»
Riuscì a dire a fatica, con le parole mezze strozzate e lo sguardo che si alzava, tentando un contatto
che falliva ogni volta. Come poteva non capirlo che quello che stava dicendo non aveva senso? Che
non poteva indignarsi solo quando percepiva una minaccia nei suoi confronti... lui si era messo in
gioco, per sua insistenza, e avrebbe rischiato da solo. Come poteva non pensare a lui?
La spilla lo raggiunse totalmente impreparato, echeggiando solo lontanamente i lanci di gomma da
masticare dei tempi passati. Il significato ora era l'opposto: da uno scherzo fra amici a un dispetto
di una che cercava in ogni modo di inimicarlo. Ed era ingiusto. Se la sua razionalità pareva
Praise logic.

suggerirgli che entrambi lì avevano le loro colpe, e che lei ora fosse l'irragionevole fra loro, la voce
più forte l'aveva quella parte che lo faceva sentire dannatamente incolpa e l'unico colpevole. Tutto
tornava a quell'attimo in cui si era lasciato prendere dalla rabbia e aveva agito senza pensare; tutte
le sue scuse, i suoi tentativi di andarle incontro non erano nulla, tutto tornava a quel momento. Si
chinò per raccogliere la spilla e si accorse di non vedere bene, delle lacrime che iniziavano a
riempirgli gli occhi, con la consapevolezza che alzandosi le avrebbe dato la soddisfazione di avere

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 732

ragione, di vederlo così.
Si voltò cercando di non farsi notare, dirigendosi verso le scale che portavano ai Dormitori maschili,
battendo insistentemente le palpebre per liberarsi la vista, con conseguente rigatura delle guance,

Stato: 

nonostante tentasse di trattenersi. Salì solo qualche gradino, per poi sedersi su di essi. Voleva solo
stare lontano dagli sguardi altrui, evitare di vedere il compiacimento di Aryanne e riprendersi.
Distese il maglione sulle sue ginocchia, mentre un sorriso amaro si dipinse sul suo volto al pensiero
che le sarebbe proprio dovuto star bene. Aprì la spilla e la appuntò dove sarebbe stata sul petto
della ragazza. Nonostante tutto, e che lei lo accettasse o no, quel maglione era suo ormai. Per
quanto le gocce che lo stavano bagnando non l'avrebbero reso più invitante. Non aveva intenzione
di piangere ma lo stava facendo.

 

 

Aryanne Wolfe

 

multiquote »

 

 Inviato il: 2/3/2016, 03:08

Lei non piangeva. Cioè, ufficialmente non piangeva. Avrebbe potuto mettere una taglia di mille
Galeoni sulle sue lacrime e nessuno a Hogwarts sarebbe stato capace di riscuoterla. L'avrebbe fatto
nella solida sicurezza di non rischiare assolutamente niente. Niente, a parte lo stupido Andy Watson,
che l'aveva fatta quasi piangere a I Tre Manici di Scopa, ma era piuttosto sicura di essere stata
veloce abbastanza da fargli credere che si trattasse di lacrime causate dalle risate. E Watson era un
rischio remoto, soprattutto per una Aryanne chiusa nella sala comune di Grifondoro, con tutto il
mondo fuori.
La fugace vista del dispiacere e delle lacrime di Balthier bastò a scuoterla con la forza di imbarazzo
prepotente e adolescente. Si sentì profondamente a disagio di fronte a quella manifestazione di
debolezza, messa a tu per tu con qualcuno senza timore di calare la maschera. Certo, le era già
capitato di incontrare e conoscere qualcuno tanto limpido da non avere bisogno di nascondigli,
almeno apparentemente: Ramsay le era sembrato di una purezza assoluta. Se Ramsay avesse
pianto, Aryanne l'avrebbe consolato. Ma Balthier, per quanto amico, per quanto collega, non era mai
stato davvero aperto con lei e il loro rapporto si era sempre limitato a uno scambio ­ piacevole,
certo ­ di battute, considerazioni ed esperienze che sì li avevano avvicinati, ma non avevano mai
fatto sì che diventassero un'affiatata coppia di amici. Era rimasto qualcosa a dividerli: forse un
guscio di formalità, forse un'incompatibilità caratteriale che si era manifestata in tutta la sua
potenza poco prima, quando lui aveva schiantato sulla testa di lei una mezza porzione di lasagne.
E ora alla Grifondoro pareva assurdo che lo stesso ragazzino che l'aveva umiliata di fronte a un
intero locale fosse disposto a umiliarsi tanto per farle capire quanto a fondo fosse dispiaciuto per la
propria bravata. Strinse i pugni, mentre le veniva in mente un'ovvia quanto spietata considerazione:
( Catherine )

avrebbe dovuto pensarci prima. Se l'addolorava tanto l'idea di averla ferita, se si era spinto tanto
oltre i propri limiti per compiacerla, avrebbe dovuto evitare fin da principio di provocarla, lasciandosi
andare a infantili vendette.
E invece no. Balthier era avventato e ingordo: pretendeva di fare ciò che l'aggradava al momento,
senza pensare alle conseguenze delle proprie azioni, e poi voleva essere scusato. Aryanne lo seguì
con lo sguardo mentre, con aria mesta, si sedeva sui gradini dei dormitori maschili. Di nuovo provò
l'impulso di picchiarlo e fargli del male, almeno per cancellare l'espressione afflitta che infestava il
suo volto solitamente luminoso e trionfante. Invero sarebbe stato un modo come un altro di

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 1.190
Provenienza: Casterly Rock

ignorare i sensi di colpa che, come dardi, le si erano piantati nella schiena con tutta la forza della
sua coscienza, che a gran voce le annunciava quanto fosse cattiva a starsene ancora immobile là
dove si era fermata quando era arrivata. Non sarebbe riuscita a rimanere lì un secondo di più, non
in quelle condizioni. Avrebbe dovuto scusarsi, consolarlo, capirlo, ma si sarebbe sentita forzata,

Stato: 

poco sincera, finta. Le si torceva lo stomaco al solo pensiero che lui la stesse ricattando con le sue
lacrime e la sua tristezza, un colpo basso dietro l'altro. Si morse il labbro e, incapace di scegliere la
via canonicamente giusta, scelse quella apparentemente facile.
«Lascia la mia spilla sul tavolo. La prenderò dopo» gli ordinò con voce atona, prima di
sollevare il cappuccio della felpa sul capo e dirigersi verso il passaggio della Signora Grassa.
Un giro intorno al Lago Nero, forse, le sarebbe servito a rilassare i nervi tanto tesi che le parevano
sul punto di spezzarsi.



 

[ too mischievous and wayward for a favourite. ]
H E
W I
S O
H E
S O

AV
T H
A
AT
B B

E N
D I D
N O T
S E E M
T O
B E
M Y
H O M E ;
A N D
I
B R O K E
M Y
H E
W E E P I N G
T O
C O M E
B A C K
T O
E A R T H ;
A N D
T H E
A N G E L S
W
N G R Y
T H AT
T H E Y
F L U N G
M E
O U T
I N T O
T H E
M I D D L E
O F
H
O N
T H E
T O P
O F
W U T H E R I N G
H E I G H T S ;
W H E R E
I
W
I N G
F O R J O Y.

 

 

Balthier Sleath

A
E
T
O

R
R
H
K

T
E
E
E

multiquote »

 

 Inviato il: 2/3/2016, 03:52

Balthier non si aspettava che Aryanne accorresse da lui a consolarlo; l'avrebbe voluto, ma non era
in vena di darsi alle illusioni. Quando quel pomeriggio erano usciti insieme per andare ad
Hogsmeade aveva il timore che sarebbe finita male, ma uno di quei mali innocui, come era stato
trovarsi a disagio davanti a una donna inspiegabilmente mascherata, e non quello schiaffo di realtà
e conseguenze che aveva ricevuto. Fin dal loro primo incontro i due Grifondoro si erano scontrati ed
era solo questione di tempo prima che dallo scherzo lo scontro sconfinasse in qualcosa di serio,
quando uno dei due non fosse stato in grado di fermarsi. Un po' di frizione nei rapporti poteva fare
bene, ma il fuoco era dietro l'angolo. Dal canto suo, per Balthier era probabilmente dovuto da
un'incapacità di rapportarsi con il serio. La sua costante voglia di rinnegare la realtà lo spingeva a
rifugiarsi nello scherzo, la maschera che indossava ogni giorno a separarlo dal mondo: meno
bizzarra a vedersi di un'Ariel, ma molto più dannosa per chi la indossava. La costante nei suoi errori
di quel giorno era Aryanne, ma gran parte delle colpe erano sue. Sì, lei non l'aveva trattato nel
migliore dei modi quel giorno, ma era anche perché i due avevano avuto visioni estremamente
diverse dell'evento. Aryanne ci era andata per divertirsi, conoscere nuova gente; lui ci era andato
per lei. Avrebbe voluto spendere tempo con la sua amica e si era ritrovato in un evento che
contemplava l'opposto, mettendole un peso non indifferente sulle spalle. Avrebbe potuto risolvere il
tutto in partenza essendo più sincero, rifiutando di andarci o facendo una controproposta di passare
il pomeriggio insieme a fare altro. La catena di eventi che l'avevano portato lì, seduto su quelle
scale in lacrime, l'aveva iniziata lui. E si sentiva uno schifo avendo quella consapevolezza. Quando
le parole di Aryanne lo raggiunsero non ebbe la forza di reagire in alcun modo, riuscendo solo a
sollevare lo sguardo per catturare di sfuggita mentre lasciava la Sala Comune.
Praise logic.

Rimase seduto dov'era finché non si riprese ­ per quanto possibile ­ prima di alzarsi. Dopo essersi
asciugato il volto con le maniche della camicia ora nera, si diresse verso il tavolo, sul quale poggiò il
maglione dopo averlo piegato, con appuntata al petto la spilla. Per quanto lei potesse convincersi
altrimenti, quello era suo ormai, un regalo che non avrebbe accettato rifiuti. Così come lui non
avrebbe accettato finisse così. Era pronto a fare il necessario e faticare per ricucire ciò che un piatto
di lasagne aveva lacerato, e tutto sarebbe iniziato da quel maglione. Trovata una poltrona rivolta

Gruppo: Prefetto di Grifondoro
Messaggi: 732

all'opposto dell'entrata e del tavolo, ma inclinata appena per permetterne una visuale fugace, si
sedette lì. Sarebbe rimasto in attesa, per vedere il destino del maglione al suo ritorno. Gli sarebbe
bastato vedere che lo accettava, anche controvoglia, per vedere un primo barlume di speranza che

Stato: 

non avrebbe smesso di cercare anche in caso di esito negativo.


Related documents


questioni da prefetti sala comune grifondoro
ib capitolo vi la provvidenza arriva
n1 di stanze
alice massini ege tn
controlla il tuo dialogo interiore neville goddard
senza titolo


Related keywords