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ADDIOALFASCISMOEDOARDOBUSO .pdf



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Tante analisi critiche sono state fatte del fascis
mo,per rilevare che il fascismo è il prodotto dell
e aspirazioni delle classi medio borghesi culturat
e,libri che partivano da questa analisi furono que
lli di Giorgio Bocca,ma che finirono per leggittim
are comunque come migliore le stesse classi della
sinistra Azionista che avevano vinto la guerra.Il
fascismo nella analisi di Edoardo Buso è da distin
guere dal nazismo .Il nazismo è pur con la sua abb
errazione un prodotto di concezioni tecnologiche e
tecnicistiche,pur con le sue abberrazioni come l'
eugenetica e il razzismo.Il fascismo invece fuori
dai suoi connotati storici è l 'indole particolare
di un popolo quello Italiano.Ecco perchè l'Italia
dal dopoguerra in poi,non ha mai fatto i conti co
n il fascismo culturale che è in essa assorbito.Ne
gli anni 60 le classi medie hanno fatto le rivoluz
ioni culturali chiedendo meno alienazione,meno ope
raismo,meno industrialismo piu' utopia,ed era anch
e questo un tentativo di eliminare da parte delle
classi medie il portato tecnicistico e economicist
ico del marxismo e del capitalismo,negli anni 80 l
e classi medie si proiettarono nel mondo della riv
oluzione finanziaria che perdura ancora oggi,ma an
che la rivoluzione finanziaria e degli stili di vi
ta,il modernismo e le pulsioni edonistiche sono al
la base dei valori della piccola borghesia ed essi
trionfano ancora oggi,nonostante il capitalismo s
i faccia nel mondo sempre piu' austero ,sempre piu
purista,matematico e scevro di estetismi ,le clas
si medie furono poi attratte negli anni 90 dal giu
stizialismo come adesso sono attratte dal populism
o a destra e dal decrescitismo con toni giustizial
isti a sinistra.Il problema del popolo Italiano è
il popolo stesso,non i suoi governanti.Sono fallit
i i tentativi di La Malfa,di Amendola di Napolitan
o degli Agnelli delle elite economiche di appiatti
re le aspirazioni delle classi medie verso un unif
ormita globalistica,tradotta in produzione,industr
ia e consumo.Ed oggi piu' in Italia si mette in du
bbio il paradigma dell industria e della produz

ione piu' il nostro paese arretra rispetto alle al
tre nazioni occidentali.In questo libro sono racco
lti spunti di congiunzione tra l industrialismo so
vietico e le nuove sfide della società globalizzat
a e dell ordoliberalismo moderno.Articoli comparsi
sul forum marxista scintillarossa,e sul mio perso
nale blog,e immessi in questa raccolta per essere
raggruppati di fronte al lettore.
IL CONTROLLO DEI PREZZI SERVIREBBE ANCHE ALL'ECONOM
IA LIBERALE
In riferimento all'articolo comparso su questo for
um Scintilla rossa con il titolo "Quando Stalin ab
basso i prezzi",mi permette di fare alcune rifless
ioni sull'economia monetaria europea.Innanzittutto
c'è un video che gira su you tube di qualche anno
fà ,in cui un Vittorio Sgarbi sbraitante sul cana
le televisivo La7 ha avuto il coraggio di spiatell
are ai servetti mediatici dell'eurocrazia e dell'e
urofinanza,cio' che i cittadini pensavano fin dai
tempi in cui l'euro venne introdotto anche in Ital
ia,cioè l'aumento dei prezzi non solo di beni di a
lto valore tecnologico o di alta qualità ma anche
l'aumento dei prezzi di prodotti che vengono creat
i a prezzi minimi,quindi con basso consumo di mate
ria prima,Sgarbi faceva l'esempio dei ghiaccioli,c
he quando lui era giovane costavano 300 lire l'uno
,e adesso uno costa 3 euro.
Ci furono naturalmente a inizio anni 2000,quando s
i entro' nell'euro delle proteste dei consumatori
uniti su questo problema.Tutto dagli stuzzicadenti
,ai ghiaccioli,al pane alla pasta,fino a una nuova
automobile è vertiginosamente aumentato di prezzo
,nella totale assenza di denuncia dei mass media,e
della comunità europea.il problema è che molti di
questi aumenti di prezzi sono avvenuti in tempi a
ntecedenti alla crisi del 2006,e non sono da consi
derare come effetti della crisi finanziaria dei su
bprime.C'è stato il non denunciato tentativo ben r
iuscito da parte dei commercianti e negozianti Ita
liani nonchè della grande distribuzione dei superm

ercati,di aumentare i prezzi approffittando della
congiuntura favorevole alla speculazione introdott
a nel nostro paese ai tempi del cambio lira euro,a
nni 2000/1 e nessuna autorità Italiana o europea h
a vigilato su queste speculazioni dei commercianti
che durano ancora oggi.Chi vuole un esempio di qu
anto sto dicendo può trovarlo osservando che 2 eur
o sono quasi 4 vecchie mila lire,e che due baguett
e non costano oggi 2.000 ma bensi 2 euro,cosi anda
ndo a moltiplicare tutti gli altri beni che servon
o alla riproduzione della nostra esistenza,un comp
uter non costa 100 mila lire ma bensi 100 euro che
sono il doppio.Negli altri paesi europei il gover
no all'introduzione dell'euro ha vigilato per evit
are che i commercianti appliccassero cambi vantagg
iosi per loro stessi a danno dei consumatori,mentr
e in Italia questo non è accaduto.
Ma però bisogna anche dire che il sistema europeo
è basato anche sul controllo molto strenuo dell'em
missione e circolazione monetaria,l'unione europea
e il suo governo monetarista ha una fissazione pe
r il tenere strenuamente bassa l'inflazione,delle
nazioni che ne fanno parte e dell'intera eurozona
come entità economica.I parametri sul controllo e
riduzione dell'inflazione adottati dalla BCE coord
inatrice delle politiche monetarie dell'Ue sono i
parametri piu' severi che esistano su tutto il pia
neta terra,gli Stati Uniti per esempio che sono al
massimo grado una potenza capitalistica basata su
l libero mercato non adottano parametri cosi sever
i,nemmeno la Cina,altri paesi dell'Asia o la Russi
a.Un altro aspetto della politica monetaria europe
a è il controllo dell'emmissione nei circuiti banc
ari di liquidità monetaria.Mentre negli stessi Sta
ti Uniti ogni volta che la crisi inflattiva si fà
piu' pesante le banche vengono dopate di liquidità
(fittizzia come ricorda nei suoi libri Giulietto
Chiesa),derivante dal potere della Federal Reserve
di stampare moneta e immetterla in circolazione c
osi da aumentare i consumi.Detto questo però non b
isogna scordare un dato economico basilare:cioè ch
e l'aumento di emissione e circolazione monetaria

è una delle prime cause della crescita dell'inflaz
ione.Per questo motivo gli Stati Uniti hanno un al
tissima inflazione,piu' alta di tutte le nazioni c
ostituenti l'eurozona.E' strano che si faccia semp
re la voce grossa con nazioni come l'italia o la G
recia quando gli Usa hanno la piu' alta inflazione
mondiale,costituita da una massa monetaria slegat
a ormai dalla massa monetaria reale come ricorda a
ncora Giulietto Chiesa.
L'Unione europea cerca di mantenere con il control
lo di una bassa inflazione,una rigorosa euro-stabi
lità macroeconomica,Ma questo non basta,perchè for
se tornare a delle economie con delle monete nazio
nali(lira,dracma,marco ecc ecc)sarebbe controprodu
cente in un mondo globalizzato e interconesso.Però
si potrebbero battere due strade:la prima è quell
a che ha proposto il ministro tedesco Schauble di
cui ho parlato nel mio ultimo articolo sul mio blo
g personale,(bebop il suono della politica),cioè d
i creare due euro-monete,un euro moneta per i paes
i forti del nord europa che hanno bassa inflazione
e un euro moneta per i paesi del meditteraneo.La
seconda strada sarebbe di applicare alcuni dei san
i principi della scienza economica marxista anche
all'economia liberale,senza la smania di pianifica
re tutta la produzione,ma iniziando comunque con u
n controllo dei prezzi come quello indetto da Stal
in,sui beni che per essere prodotti non richiedono
grande spesa economica in materiali o tecnologia,
o macchinari per la produzione.I ghiaccioli?si anc
he quelli facendo contento pure Vittorio Sgarbi.Se
mpre che l'eurocrazia voglia lasciare comunque un
pò di respiro ai ceti produttivi,operai e imprendi
tori,dando via libera a un sistema di credito ai n
eoimprenditori.
EDOARDO BUSO
Italia sinistra infantile ed antideterminista
Alcuni dati ci dimostrano come la sinistra Italian

a sia lontana anni luce da quelli che sono i proce
ssi deterministici ed economicistici innescati dal
capitalismo globalizzato nei restanti paesi occid
entali,ma anche asiatici.
Innanzittutto la critica all'Unione Europea che st
a prendendo piede all'interno della sinistra europ
ea come alla stessa sinistra italiana e sopprattut
to greca,ricalca uno stile che potremmo definire s
trumentale alla cosidetta terza via,e comunque lon
tano dai parametri delle analisi della sinistra de
terministica e del materialismo storico.Sopprattut
to manca un effetto quantitativo degli obiettivi p
rogrammatici a livello di masse da parte delle sin
istre parlamentari italiane,ed dei residui partiti
che si richiamano vagamente al comunismo.
Si fa strada invece una critica sia al mercato lib
ero,sia alle stesse istituzioni che regolano e con
trollano il mercato libero come sono le istituzion
i finanziarie capitaliste (fondo monetario,banche
centrali )di natura anti-quantitativa.La sinistra
meditteranea più dei partiti delle sinistre nordic
he,già introdotte da tempo nella famiglia del soci
alismo europeo,sembrano a primo acchito più determ
inate in una critica radicale del sistema mondiali
stico e finanziario.Ma se analizziamo il problema
più a fondo,vediamo che manca una prospettiva di a
nalisi e lotta che sia in sintonia come la natura
quantitativa e quindi matematica che il marxismo c
i insegna.
Per esempio su temi come la riforma dell'istruzion
e,delle carceri,o della creazione di posti di lavo
ro attraverso la creazione di aziende che mettano
in atto meccanismi di fusione aziendale,per creare
corporations più grandi,come quelle tedesche (Bos
ch per esempio),la sinistra Italiana è quanto il c
entrodestra che si definisce a parole liberale,ten
dente verso una via,o terza via che potremmo assim
illare più al fascismo che al socialismo anche più
moderato.
La critica antieuropeista non si rivolge come negl
i altri paesi,sopprattutto quelli nordici in termi
ni quantitativi,cioè proponendo una riforma o nell

e frange tradizionalmente marxiste la lotta radica
le al sistema parassitario della finanza bancaria
e capitalista.Ma è eterodiretto in Italia da assun
ti di comodo,come può esserlo il buonismo,la difes
a del mondo tradizionale,la difesa del modello agr
icolo ed artigianale di piccole e medie imprese,fi
no ad arrivare ad una accettazione dei meccanismi
gerarchici che stanno dietro la divisione del pote
re nella società e quindi nel dominio di classe,te
ma che vediamo tanto a destra che a sinistra.
La sinistra italiana poi preferisce rinchiudersi e
segregarsi in teorie quali quelle grilline,decres
citiste,ecologiste come Sel di Vendola,piuttosto d
i imbracciare un ottica di analisi che metta in ri
salto i veri meccanismi economici di produzione e
consumo e quindi di lavoro e redistribuzione,in ul
tima analisi meccanismi materialistici delle divis
ioni ed esclusioni sociali.
Pare che questa critica antimodernista ad un model
lo europeo di mercato libero,che secondo le sinist
re meditteranee che io chiamerò più facilmente "si
nistre antimoderniste e della terza via",quale è i
l movimento di Tsipras parta da queste premesse.
La critica all'Unione europea ed al mercato assume
toni quasi complottistici e da lavaggio del cerve
llo,ma non viene affrontata una critica più a fond
o sui meccanismi che regolano la produzione ed il
consumo.Anzi il tema del consumo viene quasi ridot
to in nome di concetti umanitaristici.
La sinistra alla Tsipras sembra voglia fare a meno
dei più elementari concetti deterministici marxis
ti.Nel discorso che ho postato si mette come nelle
migliori favole dell'eldorado,la società socialis
ta sempre in una ricerca nel passato,ormai scompar
so,che ricalca i miti religiosi puerili per un mar
xista serio.C' addirittura ed è questa la caratter
istica di questi movimenti un modello Keinesiano c
he però anche come nel modello Renzi,l'ultimo part
ito entrato abusivamente nell'Internazionale socia
lista,la reale programmazione sociale sul tema del
lavoro e della sua redistribuzione.In quanto serv
irebbe cambiare rapporti di potere e di dominio di

classi prepolitiche,come possono esserlo i piccol
i e medi industriali,o trasformare il potere della
scuola che in Italia è troppo selettiva e dispers
iva,fino al tema dei redditi.
Su questo ultimo punto già le grandi istituzioni i
nternazionali dicono cose che paiono a primo acchi
to di sinistra e rivoluzionarie,ma non vengono asc
oltate per niente dalle sinistre italiane.
Sul tema dei redditi indagini ocse e del fondo mon
etario ci dicono che in Italia c'è una classe medi
oalta ed una alta che hanno redditi e patrimoni pi
ù alti degli altri paesi europei.Il cosidetto risp
armiatore però in Italia è quasi considerato un en
tità biblica,un tabù,sul quale non si può infierir
e.Ed Renzi rappresenta ancora una volta la lontana
nza sia dal liberismo internazionale sia dal socia
lismo internazionalista.In quanto la cultura Itali
ana è impregnata di concetti derivanti particolarm
ente dal pensiero cattolico,e quindi classistico.L
a sinistra italiana si riempie di concetti solidar
istici,distaccandosi completamente da una denuncia
materialistica e pragmatica.
Un esempio è il tema della scuola dove manca una p
rogrammazione verso il mondo produttivo e del lavo
ro.Anzi ci sono programmi esosi,percorsi di appren
dimento troppo lunghi,troppi anni sui quali stare
sui banchi,e molta dispersione di obiettivi concre
ti.E' il tema della cultura fine a se stessa che n
on è mai stata messa in dubbio dalla sinistra medi
tteranea ed Italiana.
,il sistema pare cercare di produrre alla base del
le divisioni,e discriminazioni,in funzione antiegu
alitaristica.
Sta di fatto che la critica tutta Italiana ai catt
ivi parametri europei della austerity,non sembra u
na critica realistica in senso rivoluzionario.Anzi
sembra ancora una volta un tentativo come lo fu i
l fascismo di fermare il progresso materialistico
della storia,di imbavagliare quelli che possono es
sere i processi di acquisizione di una coscienza r

ivoluzionaria in senso materialistico,ed di drogar
e ed inibire le coscienze con concetti moralistici
,solidaristici,umanistici.L'Italia anche uscendo d
all'austerity europea,risulterebbe avere alla base
un problema di coscienza molto più difficile da r
isolvere,che sta alla base dell'acquisizione di co
scienza politica e quindi rivoluzionaria tra i pro
pri cittadini,ormai soggiogati da ogni nuovo "uman
itarista ed esibizionista" che mira al potere per
mantenere in piedi un sistema conservatore fino al
midollo.
La critica per esempio alla Unione Europea in quan
to non garantirebbe l'autonomia e le particolarità
del nostro sistema produttivo,è il risultato più
lampante,dopo quello dell'istruzione,delle carceri
,e dell'immensa burocrazia statale parassitaria ed
improduttiva,che denota il sistema Italia,come si
stema clientelare sia esso sia governato da destra
che da sinistra.
Se infatti ci fosse la volontà di creare effettiva
mente da parte degli imprenditori opportunità di l
avoro,si sarebbe già da subito dato l'avvio ad un
piano di fusione aziendale,perchè in senso matemat
ico aziende più grandi creano anche più posti di l
avoro.

L'abnormità del problema classistico,e della repre
ssione del proletariato in Italia,da tema occultat
o dalle sinistre accondiscenti al sistema fascista
,sarà un tema che pulserà sempre più per uscire al
lo scoperto con il sistema di mondializzazione eco
nomico-produttiva e finanziaria.In questo senso la
finta sinistra sta già correndo ai ripari cercand
o di criticare la globalizzazione,ed in questo dim
ostra il suo antideterminismo.Per esempio critica
addirrittura internet e la comunicazione più veloc
e.(dovremmo tornare per questi preti cattocomunist
i al medioevo?).
Invece la globalizzazione con il suo portato econo
mico deterministico è il processo principe sul qua

le sperare per un risveglio delle coscienze politi
che in senso deterministico e quindi economico.Non
dobbiamo scordare che il marxismo è prima di tutt
o scienza economica,prima di cadere nel tranello a
nti-economicistico teso dalle sinistre della "terz
a via".Gli Italiani quindi costretti nei vincoli a
settici e matematici dell'economia finanziaria e m
ultinazionale produttiva,forse rispovereranno la l
oro coscienza residua marxista,capendo che il marx
ismo è il perfezionamento ,nel senso di assoluta p
erfezione in chiave marxista (e non di correzione
socialdemocratica o cristiana ecc),di un sistema p
roduttivo borghese,creato dalla borghesia industri
ale?Come affermava Marx dove ha trionfato la borgh
esia industriale li trionferà in futuro anche il m
arxismo.Più di stati con mentalità reazionaria e f
eudale come quello Italiano,dove le forze produtti
ve non hanno mai avuto reale peso.

Edoardo Buso

RIFLESSIONI SU UN SAGGIO DI VON MISES
Sono reduce dalla lettura di un saggio di Ludwig V
on Mises,uno dei piu' grandi pensatori liberali li
beristi della storia della scienza economica.Il li
bro si intitola burocrazia,e non è un libro lunghi
ssimo.L'unico aspetto negativo è che i pensatori l
iberisti sono poco diffusi sia nei sistemi scolast
ici Italiani sia in quelli bibliotecari,cioè delle
biblioteche civiche.Iniziano ad essere piu' diffu
si e apprezzati nelle Università come per esempio
la Bocconi.Quindi è difficile trovare delle traduz
ioni in Italiano di questi saggi,tra cui Mises e M
ilton Friedman.


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