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EDOARDO GALLINA EGE TRIENNIO .pdf


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Spie

GARDEN

NEW COMMUNITY

ESPOSIZIONE

RAPPORTASI
CON LA LUCE

I

l problema principale riguardo l’esposizione, uno dei nodi
essenziali della fotografia, è trovare un punto di corrispondenza tra la luminosità dell’ambiente e la luminosità
del soggetto che dobbiamo ritrarre.
Una volta fissati alcuni punti - per quanto riguarda ad esempio l’inquadratura, la profondità di campo e gli altri discorsi
che determinano il valore e l’efficacia dell’immagine - il
lavorare sulla luce in modo da ottenere il risultato voluto
è necessario per comprendere come e cosa valorizzare o
trascurare.
Guardando la costruzione, la composizione di un’ immagine, possiamo valutare il tipo di attenzione nei confronti di un
soggetto, il modo in cui questo risponde alla luce è forse la
componente più importante. Un punto centrale è quello di
scegliere un tipo di immagine, o un metodo, ovvero decidere di dare la massima informazione possibile in tutti i sensi,
oppure scegliere e privilegiare un solo tipo di informazione; che può essere la luce, l’inquadratura, la profondità di
campo.

Tre diversi
modelli di
esposizione
in interni, tra
luce naturale
e artificiale

«NON È VENUTA
COME VEDEVO»
L’uso delle luci, di banchi ottici, di
spot, di flash, filtri è spesso molto
convenzionale, bisogna acquisire
un sensibilità nei confronti della
luce lavorando, in primo luogo, sul
campo. Le scelte di esposizione
non sono solo finalizzate a mostrare o a nascondere gli elementi
della scena, ma anche a ottenere
una corretta risposta del colore.
Quante volte, infatti , la foto “non
è venuta come vedevo”; la fotografia appare sempre diversa da
quello che si vede nella realtà
questo perchè non registra le
correzioni che il nostro sguardo
mette abitualmente in atto. C’è
una rigidità che è propria della
macchina e il gioco fotografico sta
proprio nella riduzione di questo
scarto. La fotografia ha una sua
ambiguità, una sua logica interna,
un suo lessico, tutti valori che non
appartengono a una fotocopia.

Spie

NEW COMMUNITY

LINEAMENTO
CREATIVO

N

onostante io creda di non aver mai (o meglio,
ancora) realizzato la cosa più creativa della mia
vita (escludendo giochi o immaginazioni della mia
infanzia) posso dire cosa sia, per me, il pensiero
creativo e cercare di descriverne le caratteristiche e le mie
“regole” di passaggio tra l’idea e la sua realizzazione, poichè niente è più personale di un simile atto di creazione.
Spesso, che abbia in mano una macchina fotografica, una
matita, una punta d’incisione o un semplice taccuino, mi
sforzo di vedere il mondo come per la prima volta, come
se non fossi appesantito da alcuna esperienza precedente.
Tento, in tal senso, di aspirare alla forma di espressione
più semplice possibile, ed è proprio questo il motivo per cui
non posso fare una classifica delle mie “cose” più creative,
poichè al momento della sua realizzazione l’idea muta inevitabilmente forma.
Si può forse dire che la mia più grande creazione siano, allora, i mie libretti di appunti, sui quali descrivo le più “grandi”
fantasie artistiche che mi passano nella mente a ogni ora
del giorno, nei quali sono impresse le più assurde

IL TEMPO
IMPRESSO
interpretazioni della realtà nel
tempo della mia vita fin’ora.
Come installazioni di legno
accompagnate da bambù di
indecifrabile età o l’intenzione di
creare strutture incise utilizzando
le resine degli alberi (che solo
adesso mi accorgo essere di complicatissima realizzazione).
Permane tuttavia, in queste, una
vaga forma di stranezza, che
ancora non so decifrare se positiva o negativa, e abbandono tutto
all’euforia di un pensiero unico.
Traggo tuttavia qualche soddisfazione dal fare fotografico, che mi
ha cresciuto, che mi comprime
intere ore in pochi minuti ed è
sempre più in grado di stupirmi.

UNA RIFLESSIONE
SUL CREATIVO

L

a creatività è la forza che innesca l’azione, che genera la sua stessa manifestazione.
Non si rivela nella sua singolarità ma è
un effetto collaterale. Non esiste un momento
particolare dove la creatività si manifesti, per
questo credo che somigli più ad un atteggiamento, una sensibilità.
Descrivere un evento creativo non ne spiegherebbe la causa , come la luce che per rivelarsi in tutti i suoi cromatismi deve attraversare
prima il prisma.
Continuando il ragionamento, la creatività è
legata da sempre ad una costante ricerca, un
moto perpetuo, l’incessante desiderio di spingersi oltre il visibile. I più grandi geni della storia, appartenuti alla sfera dell’arte, come della
letteratura o della scienza, sono considerati tali

perchè non si sono accontentati del binomio
parola=forma, ma hanno ricercato un nuovo
linguaggio, fatto di forme nuove, a cui l’uomo
non è abituato. Credo dunque che la creatività
sia lo sforzo costante di non accontentarsi
mai, cambiare sempre punto di vista impedendo all’abitudine di infettare la retina dell’occhio
umano.
La creatività prescinde l’uomo e lo definisce,
è prima di tutto un linguaggio, e ha il dono di
scavare nella superficialità, nella linearità in
cui l’uomo vive, una profondità, l’evento inaspettato, il colpo di scena.
In natura nulla si crea nulla si distrugge, ma si
trasforma.

Simone Scardino

photo Edoardo Gallina

The Room is Empty!
This! / The only bitter look /
Settled at the bottom of a photograph /
Nothing / Neither unexpected wonder /
Not distant dreams / The room is esmpty /
And outside the window / Only a white shirt /
Is the plaything of the wind.

..PRIVATE..30

[ Kourosh Adim.
from The Shadows of Tresses on Stone, Tehran:
Nashr-e Now Publishing, 1980. ]


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