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Claudia zara E.D.E. Terzo anno Triennio P.A.I. PDF .pdf



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LA

COSA PIÙ CREATIVA

L

DELLA MIA VITA

a Danza fa parte della mia vita da sempre. Il sacrificio, la passione, la dedizione con il tempo, mi hanno donato molte soddisfazioni. Oltre ad essere
stata vincitrice di diversi concorsi con la mia compagnia di ballo, arrivando
fino a livelli professionistici, ho avuto la possibilità di creare uno spettacolo
tutto Mio. Ero passata da essere una ballerina ad un’ insegnate. E’ stata un’ esperienza gratificante, che mi ha fatto crescere, da tutti i punti di vista. ‘‘Nulla insegna
più dell’insegnare stesso’’, diceva la mia coreografa, ed era propio vero. Grazie a
quella esperienza ho potuto davvero testarlo su me stessa. Ho capito che il sogno
iniziaa con un insegnante che crede in te, che ti tira e ti spinge e ti conduce al succesivo piano, a volte colpendoti con un bastone appuntito chiamato “verità”.
Ho capito che i buoni insegnati sono quelli che ci fanno capire che ci saranno
sempre pietre d’inciampo o pietre militari; Tutto dipende da come impariamo ad
usarle.

O

gni singolo giorno che entravo in aula era come rinascere. Era come se
ogni giorno fosse il mio compleanno. E loro, le mie bambine, le mie alunne , il mio regalo!! E’ stata questa l’esperienza più creativa della vita. Avere
tra le mani un progetto, dove ogni singolo dettaglio era stato studiato, per
ore e ore , a volte anche di notte., da me. Uno spettacolo che trattava di crescita,
cambiamento, difficoltà che la vita ci sottopone ogni giorno. tematiche delicate,
che volevo colpissero drtitto al cuore dello spettatore. Sono stata orgogliosa della
dedizione che le mie alunne ci hanno messo. Del loro sacrificio e della loro forza.
Per la prima volta provato soddisfazione per altri, più che per me stessa. Gli applausi erano per loro, che erano fonte del mio studio. La Danza è un entità che si
ciba d’ emozioni, sensazioni e sentimenti,e dimora in ogni danzatore. Egli non
fa parte della danza, ma è lei che fa parte di lui. La danza è il linguaggio nascosto
dell’anima.

LA

COSA PIÙ CREATIVA
DELLA TUA VITA?

N

on ho mai disegnato nella mia
vita.Un giorno,
spinta da qualcosa di inspiegabile, ho preso una vecchia tela e ho
iniziato a creare, a dare libero sfogo
alla mia anima. Ho rappresentato
ciò che ormai sembra, quasi sepolto e dimenticato da molti. i valori di
famiglia e amore. inutile nascondere che alla fine della mia creazione
sono rimasta stupita di me stessa!
Non per il disegno, che seppur imperfetto a me piaceva.. ma perche,
per la prima volta nella vita, ho sentito un calore mai provato prima.
Per chi crede in qulcosa di grande,
come me, è stato un dono meraviglioso. Dio, forse mi ha guidato.

L'ARTE E' SAPER VIVERE

E' ROMPERE LE REGOLE

D

isegnando quel giorno, ho
sentito di poter colmare un
vuoto dentro..Trasmettere
Amore, quello che non ho mai
ricevutoentire il calore della Famiglia che non ho mai avuto!Da quel
giorno mi diletto, perchè di questo
si tratta, a dipingere, in fondo,
Ognuno di noi può creare un'opera
d'arte. Magari non sarà amata da
tutti, ma per chi ne coglierà il senso, avrà un valore inestimabile!Ci
sono pittori che dipingono il sole
come una macchia gialla, ma ce ne
sono altri, che grazie alla loro arte,
trasformano una macchia gialla
nel sole! Ecco, la cosa più creatriva
della vita, riuscire ad espirmere ciò

L

Ipsam que apiendu cidelitate pliquam dion cuptiat re m
harcimodis a volessit uta
m re, sam harupta imus reptas etures simporibus dolecup
tatur, sequid et re voluptatum
et aut volum re comnihil invenienes modis sanda alias explibus iure nullaut maximus apelique latur ma deremporum rem a conempelest, eatur alitati cum
quatem es magnat eum volupta tquatus ipis
mi, oditat voluptaspit pa quo inum, quam
repta nos denem.m Expliae pore sunt dolores tiberiosto earchilit ut quae nobis am,
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New York

LA GRANDE

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COME
SAPER GIRARE
LA CITTA’

V

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Elitasi dolupta doloribus porro
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LA GRANDE

MELA - N.Y.

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que lia nonsed quam, inciisc ilique
poreper umetum laborunti simposam nos aut quae di demped
molora il ipiendit, omnisi sitaturepta volecuptas di di aut accabor
estempo riantium dolore, idusam,
ommodignam, sam et maximos
dolluptat accum ipsum aut explit
prorunt.
Lestrum nonsera sequi dipis et ea
volore sit, velles sit eum evene sum
fuga. Nam dolupid ucient utas de
inctus.
Am raeperro inum re pa ipiti im
quaeped ulparch ilignat.
Emporatum, venis sit, corerch itibusa sed et repuda estia dolorest


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