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ELENIA SUT EGETN .pdf


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marzo 2017

Dal 2 al 17 marzo

DAMIEN HIRST
Noto soprattutto per una serie di opere contradditorie e
provocanti, tra cui corpi di animali imbalsamati e immersi
in formaldeide, vetrine con pillole o strumenti chirurgici o
“mandala” costituiti di farfalle multicolori, o il celebre teschio ricoperto di diamanti. La morte è il tema centrale delle
sue opere. Hirst domina la scena artistica britannica durante
gli anni novanta, portandola alla ribalta internazionale. La sua
veloce ascesa è strettamente legata alla vicinanza e promozione da parte del collezionista e pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi. Anche se le continue frizioni tra i due
portarono nel 2003 alla fine della proficua collaborazione.
Manifesto della sua poetica è The Physical Impossibility Of
Death In the Mind Of Someone Living (ovvero, L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo), consistente in
uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro
una vetrina. Quell’opera divenne il simbolo dell’arte britannica degli anni novanta. Nel 2004 fu Hirst l’artista vivente
più caro dopo Jasper Johns. Si distungue anche per le sue
tecniche definite spin paintings, realizzate dipingendo su una
superficie circolare in rotazione come un vinile sul giradischi,
e spot paintings, consistenti in righe di cerchi colorati, spesso
imitate dalla grafica pubblicitaria degli ultimi anni. Nel 1995
Hirst vinse il premio Turner, avendo la meglio su gli altri tre
finalisti: Mona Hatoum, Callum Innes e Mark Wallinger. Poliedrico e imprenditore nel 1997 diresse un video per i Blur.

Black Sheep, 2007

Togetherness, 2008

End of an Era, 2009

"LEVIATHAN, 2006"

Dal 12 al 18 marzo

MARC QUINN
L’artista britannico Marc Quinn è nato nel 1964 a Londra,
dove vive e lavora. Lavora con diversi media ed è uno più discussi protagonisti dell’arte contemporanea internazionale.
Formatosi nel 1981 come assistente dello scultore Barry
Flanagan dove apprende magistralmente le tecniche della lavorazione del bronzo, Marc Quinn si iscrive l’anno seguente
all’Università di Cambridge dove si laurea in Storia e Storia dell’arte nel 1985, trasferendosi a Londra nel medesimo
anno. La Londra della fine degli anni ‘80 è in pieno fermento
culturale e artistico, e Quinn cavalca bene l’onda innovativa
che lo porterà agli inizi degli anni ’90 a emergere prepotentemente nel mondo artistico internazionale. Marc Quinn diventa il primo artista emergente sostenuto dalla giovane dealer e futuro fondatore della galleria londinese White Cube,
Jay Jopling, insieme ad alcuni degli Young British Artists (tra
cui Damien Hirst, Tracey Emin, Jenny Saville) di cui l’artista
fa parte. Presentati nella collezione di Saatchi per la prima
volta nella mostra del 1993, gli “Young British Artists” vengono consacrati nel 1997 nella grande mostra di importanza
storica “Sensation”. Le opere di Marc Quinn colpiscono l’occhio per la loro evidenza corporea e scuotono fortemente la
sensibilità degli spettatori. Quinn indaga il rapporto tra arte
e scienza, naturale e artificiale, antropologico e tecnologico.
Le sue opere manifestano una costante riflessione sulla vita
e sulla morte, sul corpo e la sua conservazione.

Siren, 2008

Nature Flows Through Us, 2011

Alison Lapper Pregnant, 2005

"planet, 2008"

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