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Senatore articolo La Voce (online) 20170413 edit 2 .pdf



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CIRIE’/IVREA. Quegli incredibili numeri della cardiologia di Ivrea e Ciriè
 12alle12  13 aprile 2017  Ciriè, In provincia di Torino  1,001 Visite

Non è facile, al giorno d’oggi, trovare una sanità che funziona. Eppure c’è. E’ la struttura di cardiologia
degli ospedali di Ciriè e Ivrea, diretta dal dottor Gaetano Senatore. Come si dice oggi: “un’eccellenza”.
Senatore ha 47 anni. Si è laureato nel 1998 all’Università Federico II° di Napoli. Vive a Ciriè e lavora all’Asl
To4 dal 1999.
E’ alla guida di un gruppo di 32 cardiologi divisi tra le due sedi, a rotazione, in base alle esigenze. Primo,
forse unico caso in Italia, di medici che vanno là dove c’è il paziente.
E i numeri non finiscono qui. Quelli che hanno letteralmente fatto “strabuzzare” gli occhi agli ispettori
dell’Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) sono  i decessi a 30 giorni e a 1 anno da un
intervento di angioplastica. Perchè? Perchè sono ben al di sotto della media nazionale!
Una casualità? Non proprio e se ne sono accorti anche a Roma. Han chiesto  all’Asl To4 circa 150 cartelle
cliniche e poi ci han messo sopra un timbro. C’è scritto: tutto troppo vero!
Un’eccellenza che fa bene al malato: è stata la sintesi.

“La nostra forza? – commenta la caposala di Ciriè Valentina Astegiano –  C’è che non siamo sotto
organico. C’è che il personale è sufficiente per svolgere nella maniera corretta tutto il laovro che c’è da
fare. C’è che si respira un buon clima…”.
Ma c’è anche dell’altro.

C’è che in questa professione la differenza sta nel numero di
interventi. Se ce ne sono da fare tanti i medici rimangono e diventano
pure bravi. Se ce ne sono pochi scappano via per andare là dove
possono imparare un mestiere importante e difficile come solo può

NELLA FOTO IL DOTTOR
SENATORE E LA CAPOSALA
ASTEGIANO

essere quel ritrovarsi tutti i giorni al confine tra la vita e la morte degli
altri. E far passare un palloncino piccolo piccolo nelle vene attraverso

dei complicatissimi macchinari di emodinamica e consentire così al sangue di riprendere a correre come
prima e più di prima.
Questione di precisione, manualità e, soprattutto, grande esperienza. Tanta.
Tutto si decide in pochi minuti dal momento dell’infarto, una vera e propria corsa contro il tempo, che
inizia con la chiamata dell’ambulanza medicalizzata e poi all’ospedale attrezzato per poter ricevere il
malcapitato.

“Da noi c’è sempre posto. Non abbiamo mai rifiutato nessuno – gongola Senatore – Nel 2016 abbiamo
totalizzato 1.487 interventi di coronografia e 1.095 di angioplastica. E poi ancora 392 pacemaker…”.
Rotea il dito indice mostrandoci le statistiche. “Io non so in quante altre Asl d’Italia si raggiungano questi

numeri. Credo da nessuna parte….”, insiste con un senso di orgoglio da primo in classifica, considerando
anche che un po’ lo è. Magari non primo, ma poco ci manca.

“A Rivoli e a Orbassano si stanno organizzando come noi. Saranno dei numeri importanti anche lì, ma
stiamo parlando di due Asl diverse….” aggiunge ancora.
In totale 20 posti letto a Ivrea e 35 a Ciriè, a disposizione anche per chi è in cura riabilitativa o per i malati
di particolare intensità. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, il ricovero medio è di 5 giorni e
mezzo.

“I letti sono sempre tutti occupati. Non abbiamo mai un posto vuoto…” si commenta su è giù per il
reparto dell’ospedale di Ciriè.
Anche perchè – e anche questo lo dicono le statistiche – l’età media dei soggetti a rischio si è abbassata.
Colpa dello stress, del colesterolo alto, della vita in genere che si fa.Si cominciano ad aver problemi anche
tra i 40 e i 50 anni e su, su, fino a oltre gli 80.

“Applichiamo alla lettera i protocolli. Al paziente raccontiamo tutto quel che c’è da raccontare, cercando di
metterlo a suo agio, di tranquillizzarlo ma anche di approfondire la conoscenza sulle cardiopatie… ”.
Nell’elenco dei punti di forza dell’intera struttura anche la
teletrasmissione delle analisi dei pazienti a rischio curata dal
personale del presidio sanitario di Cuorgnè.

“Questo ci consente di rispondere velocemente e favorire la presa in
carico di un malato nel minor tempo possibile…”, passa e chiude
Senatore.
E anche questo, scusate se è poco, è qualcosa di cui andare fieri.

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