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48

IL CAFFÈ 24 novembre 2013

TRA



VIRGOLETTE

Il futuro
Cosa ci aspetta
IL LIBRO
“Il kit del 21° secolo”, un
manuale per sapere quasi tutto, scritto da F. Reynaert e V. Brocvielle

Ciò che c’è da sapere alle soglie del nuovo anno
con il “manuale di sopravvivenza del 21° secolo”
S

ommersi da un mare di informazioni, appesantiti
da una cultura datata e sempre meno capace di
aiutarci nell’era delle nuove tecnologie, rischiamo
inesorabilmente di essere superati, inadeguati, impreparati a vivere il tempo d’oggi. E soprattutto quello che
verrà. In una parola obsoleti, “tagliati fuori”, antiquati.
Incapaci di discutere sull’attualità, sui fatti di tutti i giorni. In quest’epoca a rischio di “infobesità”, incapaci di
assorbire le troppe informazioni, François Reynaert e

Vincent Brocvielle hanno allestito il “Il kit del 21° secolo”, praticamente un manuale di sopravvivenza, spiegando quelle 625 cose, non una di più, non una di meno,
che dobbiamo assolutamente sapere.
Un manuale di cultura nel senso lato del termine, ma
abilissimo nell’individuare tutti i temi, gli argomenti, le
nozioni che dobbiamo assolutamente sapere prima di
affrontare una qualsiasi conversazione. Almeno per
non farsi cogliere impreparati. E almeno in quattro

“materie” che il Caffè affronterà con quattro pagine ad
hoc. Se nel nostro bagaglio culturale non possono
mancare libri, film, serie tv di riferimento - che affrontiamo in questa prima puntata - altrettanto si può dire
del linguaggio dei nativi digitali (guai a non saperlo!),
dell’economia che ormai si dibatte non meno della
previsioni meteorologiche, e infine di storia e geografia, scoprendo che il nostro atlante di riferimento è a
dir poco datato.

1/Il bagaglio culturale
CLEMENTE MAZZETTA

P

er essere “à la page”, per sostenere un dibattito sull’attualità, per essere ferrati in
quello che una volta veniva definita “cultura generale”, più che Dante e Shakespeare bisogna conoscere la trama di
Harry Potter, sfogliare i romanzi “Open” di Agassi e
“Limonov” di Emmanuel Carrère, aver visto film
come “Matrix”, “I segreti di Brokeback Mountain”, o
le tre ore in 3D di “Avatar”.
Sono solo alcune delle 625 cose che secondo lo
scrittore François Reynaert e lo storico Vincent
Brocvielle bisogna assolutamente sapere per non
fare la figura di quelli irrimediabilmente tagliati
fuori. I due francesi ne “Il kit del 21° secolo” dedicano ampio spazio alla cultura miultimediale, passando in rassegna i blockbuster e i bestseller che
fanno da trama all’attualità. Tivu compresa.
Ecco che il saggio del secolo non è tanto quello di
Francis Fukuyama, il politologo americano che nel
1992 sostenne “La fine della storia” dovuta al crollo
del comunismo e al trionfo del capitalismo e dell’economia di mercato. No, il saggio del secolo è
piuttosto la risposta di Samuel Huntington, altro
politologo statunitense, che ne “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale” sostenne che la
storia sarebbe stata teatro di nuove opposizioni tra
modelli di società e culture. Impostazione tristemente verificata dall’attentato dell’11 settembre
2001 a New York e dalle guerre in Medio Oriente
che ne sono seguite.
Ma il bagaglio culturale non può essere caratterizzato solo da letteratura e saggistica; per reggere una
discussione bisogna disporre anche di una cultura
cinematografica a 360 gradi. Che non può prescin-

un giornale o conversando alla fermata del bus”.
Questo il criterio guida per parlare con cognizione
di causa, spaziando fra libri, film, novità. E siccome
- secondo l’Unesco - nel mondo vengono pubblicati in media circa due milioni di titoli all'anno, a cui
si sommano le produzioni del piccolo e del grande
schermo, possiamo immaginare l’enormità di informazioni che dovremmo conoscere. In un mondo malato di infobesità, di un eccesso di informazioni, alcune anche indigeste, manca la sintesi, tutte quelle nozioni pronte all’uso. Ma il “kit” dei due

L’INTERVISTA
L’opinione del filosofo Fabio Merlini
giornalisti francesi rimedia alla mancanza. E non
dimentica le nuove icone mediatiche, tra cui Anna
Politkovskaya, giornalista russa assassinata nel
2006, e la maschera di Anonymous indossata dai
giovani che contestano l’ordine costituito. Ma anche Mohamed Bouazizi, il giovane tunisino, la cui
morte – nel 2010 si è dato fuoco per protesta contro
il regime – ha dato avvio alla Primavera araba.
cmazzetta@caffe.ch
Q@clem_mazzetta
(1 - continua)

“Impariamo di più
leggendo i classici
da Proust a Goethe”

“C

apisco la necessità di avere consigli, una guida che faciliti la vita
di tutti i giorni, ma sono scettico
di fronte a questo tipo di proposte - premette il filosofo Fabio Merlini -. Penso che
ognuno debba avere i propri percorsi di
crescita, di lettura, di conoscenza”. Merlini
non crede affatto che basti un libro-vademecum per comprendere il mondo d’oggi,
per essere contemporanei.
Non bastano le 625 cose de “Il kit del 21°
secolo”?

FABIO MERLINI
Filosofo,
direttore
dell’Istituto
universitario
federale per
la formazione
professionale

Per reggere una discussione
bisogna avere anche una buona
conoscenza cinematografica

“La cultura occidentale
ha i suoi eroi che dobbiamo
conoscere e riscoprire”

dere dalla conoscenza delle telenovelas, genere televisivo brasiliano che ha sfondato ovunque. Secondo gli autori, ad esempio, le telenovelas del Ramadam costituiscono un vero e proprio fenomeno
mediatico nel mondo arabo. Questo senza dimenticare le serie che vanno per la maggiore sul piccolo schermo: da “Grey’s Anatomy” al “Dr. House”,
medico geniale ma scorbutico e misantropo, dai telefilm polizieschi “Ncis” a “The mentalist”. Ma anche i “Soprano”, storie di mafiosi con problemi
comportamentali. Fondamentali poi i classici come
“Sex and the City” e “Desperate Housewives”. “Non
sappiamo se le nostre casalinghe disperate saranno
considerate come le tante Emma Bovary di numerose serie televisive o se i fratelli Coen lasceranno
nella storia del cinema un’impronta come quella
dei fratelli Grimm in quella della prosa – commentano i due autori –. Certo è che si tratta di opere così
popolari che occorre avere almeno una vaga idea di
ciò che sono, per non sentirsi smarriti sfogliando

“Mi sembrano le solite pubblicazioni usa e
getta, delle istruzioni per la vita. È vero che
il tempo è poco e che non possiamo conoscere, leggere tutto, ma piuttosto che seguire le ultime novità in modo indiscriminato, è meglio rileggersi i classici”.
Insomma Harry Potter non è preferibile
a Shakespeare?
“Capisco che nei libri della Rowling c’è
qualcosa che ha a che vedere con il nostro
bisogno di trascendenza, anche di disorientamento in questa società che non crede più a se stessa. Ma invece di seguire le
mode, le indicazioni dei giornali, gli autori
in vetta alle classifiche, credo che bisogna
continuamente ritornare sui classici che
rimangono maestri per la capacità di parlare al di là del loro tempo”.
Cosa ci suggerisce quindi?
“La letteratura di Goethe, una miniera vastissima, e Proust, perchè non è vero che
non è più un autore del 21° secolo”.
Autori diffili, però.
“Certo, hanno periodi complessi, densi di
subordinate. Ma potrebbe anche essere un
antidoto, una medicina alla velocità odierna. Penso che la nostra cultura occidentale
abbia i suoi eroi e dobbiamo conoscerli. Il
grande bagaglio dei classici è un archivio
di riflessioni sempre attualissime”.
Un autore più “multimediale”?
“Shakespeare. Così profondo sul tema della gelosia, l’amore, il potere. Classici sul
tema della condizione umana, decisamente più profondi delle produzioni odierne”.

il quiz
No Logo è...
una marca di vestiti
un saggio economico di Naomi Klein
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Luca è...
un personaggio del film Matrix
un antenato universale
un clone di pecora








- Un saggio economico
- Un antenato universale


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