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Avvenire 20171212 A23 .pdf


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Title: AV1212AGO1:AVVENIRE_2013_APRILE.qxd
Author: mottag

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23

Martedì
12 Dicembre 2017

anzitutto Milano: storie di Natale

CULTURA, RELIGIONI, TEMPO LIBERO, SPETTACOLI, SPORT

di Antonia Arslan

l nuovo libro di Antonia Arslan, Sette storie di Natale, Edizioni
Medusa, viene presentato oggi a Milano, nella Sala del Grechetto
della Biblioteca Sormani. L’autrice presenta il volume, a partire
dalle 18, assieme ad Agopik Manoukian, presidente del Centro
studi della cultura armena, e a Roberto Righetto, coordinatore della
rivista “Vita e Pensiero”. Sabato, invece, Antonia Arslan sarà a Cesena e
a Rimini. A Cesena presenterà il suo libro assieme all’artista e storico
dell’arte Massimo Pulini, autore delle illustrazioni del libro, presso la
Fondazione Carisp, alle ore 11,30. A Rimini invece converserà con
Alessandro Giovanardi, storico dell’arte, alla Fondazione Carim a
partire dalle ore 16,30, con la partecipazione dello stesso Pulini.

I

E

L Z E V I R O

BAKHITA, SCHIO
LA “PROCLAMA” PATRONA
DELLO IUS CULTURAE

Religione. “I sogni di don Bosco”, la raccolta di contributi intorno
all’esperienza onirica del Santo torinese pubblicata da don Andrea Bozzolo

DON BOSCO

ROBERTO ITALO ZANINI
Paolo II in una piazza San Pietro
ante volte discutiamo di ius
gremita. Già nel ’92, nel giorno in cui
culturae senza averne piena
venne beatificata insieme a Escrivá
coscienza, facendo di ogni
de Balaguer, il Papa l’aveva definita
erba un fascio, mischiando
«Sorella universale». E nei fatti
sentimenti nazionalisti a diffidenze
questa schiava africana, convertita al
culturali e, sul fronte opposto,
cattolicesimo e naturalizzata italiana
frullando insieme luoghi comuni sul
si sta davvero mostrando al mondo
valore del meticciato culturale e
come «sorella universale», capace di
dell’accoglienza per il futuro delle
essere amica e compagna di strada
nostre nazioni. Quello che è
di tutti perché nella sua umiltà vicina
successo nei giorni scorsi a Schio, nel
a ognuno: il bianco italiano che ne
cuore del Veneto operoso, può in
ammira l’umiltà e la capacità di
qualche modo fornirci un
identificarsi nella Parola, il nero
estemporaneo metro di giudizio, tale
africano che a lei si affida per trovare
da consentire una riflessione lontana
anch’egli una degna collocazione nel
da ogni forma di ideologia: perché la
mondo. Una santa universale perché
cultura italiana, con la sua profonda
internazionale, attuale e capace di
radice cristiana, è contagiosa e
parlare a tutte le culture e a tutti i ceti
feconda. E crea condizioni di
sociali come poche altre. Non a caso
cittadinanza (non solo onoraria).
Benedetto XVI nella Spe salvi la
Il 28 novembre il Consiglio
propone come modello di santità
comunale della cittadina ha votato e
per il nostro tempo. Bakhita ha
approvato all’unanimità un
fortemente voluto venire in Italia e
documento che conferisce la
con forza ancora maggiore si è
cittadinanza onoraria a santa
impegnata per
Giuseppina
restarci. Nera come
Bakhita, la schiava
lo sono i sudanesi
sudanese
del Darfur, si è così
emancipata dal
integrata nella
console italiano a
società veneta da
Khartoum e giunta
parlare in veneto e
in Italia, immigrata
con perfetto
ante litteram, nel
accento, al punto di
1884. L’idea era
riferirsi a Dio
stata lanciata alcuni
sempre col
mesi prima
colloquiale
dall’attivissimo
appellativo di "el
“Comitato Bakhita,
Paron". Lei, che
Schio, Sudan” nella
non sapeva scrivere
persona di
e a mala pena
Gianfrancesco
leggeva, era
Sartori. Quest’anno
diventata, in vita,
di Bakhita ricorrono
un punto di
i 70 anni dalla
riferimento per
morte, avvenuta a
tutta la comunità
Schio l’8 febbraio
Santa Giuseppina Bakhita
locale, fin dai giorni
del 1947. In questo
in cui durante la
contesto
Grande Guerra,
celebrativo
Il 16 dicembre il comune nell’ospedale da
l’amministrazione
campo allestito a
locale si è disposta
veneto conferirà
Schio, assisteva i
per l’importante
la cittadinanza onoraria
nostri soldati e
iniziativa in
alla grande santa
raccoglieva le
considerazione del
"immigrata"
confidenze dei
fatto che lo Statuto
che della cittadina
morenti. Le donne
comunale prevede
(e della capacità
si confidavano con
la possibilità di
di integrazione dell’Italia) lei, gli uomini
«conferire, con atto
accettavano i suoi
solenne e motivato,
è diventata un po’
consigli, i sacerdoti
la cittadinanza
un simbolo nel mondo
non disdegnavano
onoraria a chi ha
di imparare alla
operato
scuola della sua
nell’interesse della
umiltà. Per tantissimi averla
comunità e a chi si sia distinto per
incontrata è stato l’inizio di una vita
altri meriti». Interessi e meriti che
nuova. E se Bakhita è stata tutto
riguardo a Bakhita il sindaco Valter
questo e oggi può essere considerata
Orsi ha riconosciuto pubblicamente
a buon titolo un ponte, attraverso il
affermando di ritenere «un privilegio
Mediterraneo, fra Nord e Sud del
per la nostra Città annoverare fra gli
mondo lo si deve alla sua
scledensi questa donna che tanto ha
disponibilità di fronte alla grazia di
dato alla nostra comunità, e tanto sta
Dio, ma anche alla capacità
insegnando ancora oggi con il suo
dell’Italia e di Schio in particolare di
ricordo e i suoi valori, in tal modo
averla accolta facendone una di noi.
interpretando anche i sentimenti
Bakhita è in qualche modo la
dell’intera nostra collettività». Lo
dimostrazione che questo Paese è
stesso sindaco darà l’annuncio
capace di integrare chi viene da fuori
ufficiale del conferimento della
ed è capace di assimilarlo alla
cittadinanza onoraria il 16 dicembre
propria cultura ricevendone in
in occasione del tradizionale
cambi dei benefici. È nata in Sudan,
incontro con la cittadinanza per gli
ma è in Italia e a Schio che si è
auguri natalizi. È un fatto, del resto,
realizzata come donna e come
che in tutto il mondo Bakhita sia
persona libera, che è diventata santa
riconosciuta come "la santa di
e «Sorella universale». Difficile non
Schio". E si tratta di una fama in
vedere in lei un grande esempio
crescita esponenziale. In Europa, in
(frutto) di ius culturae. In questo
Africa e in Sudamerica (aree soggette
l’iniziativa del Comune di Schio può
a imponenti fenomeni migratori e
davvero diventare un simbolo in un
sociali) si stanno moltiplicando le
Paese che ha bisogno di gesti
chiese intitolate alla santa, le
coraggiosi e capaci di superare
iniziative e le associazioni che
populismi e ideologie.
portano il suo nome. Bakhita è stata
canonizzata nel 2000 da Giovanni
© RIPRODUZIONE RISERVATA

T

Il Santo sognatore
ANTONIO CARRIERO

lità alla teologia sistematica e spirituale. Attraverso l’ascolto reciproco, gli studiosi hanno sperimentato un graduale incremento
è un mondo di storie
nella comprensione delle molteplici dimenche appartiene a tutti.
sioni del tema che era al centro della riflesEd è quello dei sogni.
sione comune. «Molte delle pagine del voluBelli o brutti. Che affame appena pubblicato si presentano come
scinano o spaventano.
documenti spirituali di altissimo valore, in
Che si dimenticano o si
cui è possibile ritrovare, nella forma evocatiricordano appena sveva tipica dei simboli onirici, l’espressione singli. In tutti cerchiamo, incuriositi, il mestetica dei tratti costitutivi del carisma salesaggio che sembrano trasmettere.
siano», prosegue il curatore del libro. «Non è
San Giovanni Bosco, il santo che ha fatto soun caso, dunque, che fin dagli inizi della Congnare in grande centinaia di ragazzi che stugregazione i racconti di alcuni
diavano, imparavano un mestiesogni furono utilizzati dal prire o giocavano nei cortili di Valmo maestro dei novizi, don Giudocco, a Torino, è stato un granlio Barberis, per introdurre gli
de “sognatore”. Non solo nel senaspiranti alla vita salesiana in
so che ha saputo avere grandi soquello stile originale di consagni sull’avvenire dei suoi ragazcrazione apostolica che da don
zi, ma anche e soprattutto perBosco traeva origine». Nelle imché le sue notti sono state non
magini dei sogni erano infatti edi rado visitate dal passaggio di
vocati gli atteggiamenti che doDio. Come le notti di grandi uovevano essere assunti da chi vomini della Bibbia: Abramo, Gialeva vivere con don Bosco e ascobbe, Giuseppe, Salomone.
similare la sua spiritualità.
Per questo, senza i sogni non caIl volume offre anche un accespiremmo alcuni aspetti imporso al mondo interiore di don Botanti della religiosità di don Bosco, che difficilmente si può risco, alcuni elementi che - come
trovare negli altri suoi scritti.
ha affermato l’autorevole storico
Don Bosco infatti era poco incliPietro Stella - hanno ispirato le
ne a parlare di sé e molto sobrio
sue convinzioni e sostenuto le
nel confidare le dinamiche del
sue imprese. Un tema tanto afproprio animo. Eppure, i racfascinante e complesso era staconti dei sogni – di alcuni in parto finora affrontato in saggi octicolare – fanno eccezione. Mencasionali; mancava però un’otre li racconta, don Bosco non
pera complessiva che tentasse
può fare a meno di mettere a nuun inquadramento più ampio e
do il proprio cuore, di lasciar inapprofondito della questione. È
travedere il ricco mondo delle
ciò che un gruppo di studiosi,
sue emozioni: la paura che lo cocoordinati dal teologo salesiano
glie di fronte alla missione, lo
don Andrea Bozzolo, ha tentato
sgomento di fronte alle difficoltà,
di fare in un saggio appena
l’istintivo atteggiamento di difepubblicato, dal titolo I sogni di
sa di fronte a un compito che lo
Don Bosco. Esperienza spirituasupera, l’angoscia con cui reagile e sapienza educativa (LAS,
sce alla vista del peccato, ma anPagine 608. Euro 35). Il corpocor più la gioia immensa di perso volume raccoglie una serie
cepire la vicinanza di Gesù e la
di contributi che, da differenti
protezione di Maria, lo stupore
punti di osservazione, mettono
di scoprirsi strumento dei piani
nuovamente sotto la lente un’edivini, la meraviglia di vedere disperienza che ha caratterizzalatati gli orizzonti della propria
to il santo dei ragazzi.
fecondità fino a influire sulle viNe emerge un quadro complescende ecclesiali e sociali dell’eso e affascinate, che attesta la
poca e ad abbracciare i vasti conprofondità con cui don Bosco si
fini dell’azione missionaria.
è lasciato condurre dallo Spirito EDUCATORE. Un’immagine di San Giovanni Bosco (1815-1888)
Mentre racconta i sogni, don Bodel Signore per vie che mai asco inevitabilmente racconta se stesso.
vrebbe immaginato e conferma l’abilità con
«Se i motivi d’interesse per un’indagine su
cui ha saputo impiegare i sogni come preL’autore del libro: «La mia indagine
questo argomento sono molti», osserva anzioso alleato educativo. «Un fondamentale
consiste nel fatto che don Bosco stesso cora don Bozzolo, «non possiamo negare
motivo che giustifica questa indagine», spieha attribuito ad alcuni dei suoi sogni
le difficoltà che tale impresa comporta e le
ga don Bozzolo, «consiste nel fatto che don
obiezioni che lo studioso deve affrontare,
Bosco stesso ha attribuito ad alcuni dei suoi
una valenza ispiratrice e, in vari modi,
tra le quali la consistenza stessa dell’espesogni una valenza ispiratrice e, in vari modi,
se n’è lasciato guidare». Senza
rienza del sogno». I saggi raccolti in questo
se n’è lasciato guidare». Si è lasciato guidare
l’esperienza del sognare non
libro riflettono gli interrogativi a cui i sincon la prudenza tipica dell’uomo venuto dalcapiremmo
alcuni
aspetti
importanti
goli studiosi hanno cercato di offrire la lola campagna che sa pesare ciò che è concredella sua religiosità, alcuni elementi che, ro lettura. Le interpretazioni che ne emerto e ciò che, invece, è marginale. In questo
come ha affermato lo storico Pietro
gono confermano la forza simbolica del sosenso la fluidità della narrazione o la sua
Stella, hanno ispirato le sue convinzioni
gno e l’abilità di don Bosco nel tradurli in
drammaticità sono da lui impiegati con
strumento di riflessione e di educazione.
profondo discernimento spirituale e in relae sostenuto le sue imprese
In lui, «sognatore d’altri tempi», quello che
zione alla volontà di Dio come punto di arrinormalmente viene definito il “buco nero”
vo. Prima di fare dei sogni un’originale “fordella coscienza, acquista una forma “altra”
tenze e rispettivi punti di vista. Ne risulta un
mula educativa” ha lasciato trascorrere moldi esperienza, nel chiaroscuro di immagiricco contribuito all’analisi dei sogni frutto
ti anni. Si è deciso soltanto dopo essere stani, emozioni, intuizioni in cui il mondo ci
delle diverse discipline messe in campo: dalto sollecitato da papa Pio IX, che ne aveva inparla di tutto, e perché no, anche di Dio, alla psicologia alla filosofia, dalla critica tetravisto il segno di una misteriosa azione deltro “grande sognatore” di un’umanità fistuale delle fonti all’esegesi biblica, dall’alo Spirito. E don Bosco se ne è servito con
nalmente riconciliata e felice.
nalisi letteraria alla patrologia, dall’etnolomolta cautela. Ciononostante è possibile vegia alla pedagogia, dalla storia della spirituadere in essi un legame molto stretto tra la ric© RIPRODUZIONE RISERVATA

C’

chezza spirituale del prete di Valdocco e la
stessa fondazione della Congregazione salesiana. È ciò che l’agiografia tradizionale del
santo ha recepito, dando spazio ai contenuti dei sogni nelle biografie del santo, nell’iconografia e in molti canti religiosi a lui dedicati, a partire dal più celebre dei suoi inni:
«Giù dai colli un dì lontano, con la sola madre accanto, sei venuto a questo piano dei
tuoi sogni al dolce incanto».
La scelta operata dagli studiosi è stata conseguentemente articolata e interdisciplinare, avvalendosi delle loro molteplici compe-


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