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2017 Libro bianco AIOM VIIIed.pdf


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Prefazione

“The best way to predict the future is to invent it”.
Alan Kay

 
I progressi compiuti nell’ultimo decennio in termini di innovazione delle tecnologie e di evoluzione dei processi assistenziali hanno avuto positive ed indubbie ricadute sulla qualità degli
interventi di prevenzione, diagnosi e trattamento della malattia oncologica, ma allo stesso
tempo hanno evidenziato l’esigenza di una razionalizzazione del sistema delle cure. 

Le nuove scelte di politica sanitaria hanno condotto alla definizione di modelli organizzativi
innovativi con l’obiettivo di garantire l’erogazione delle cure in condizioni di appropriatezza,
efficacia, efficienza, qualità e sicurezza in un contesto di risorse limitate, ponendo come
condizione fondamentale la funzionalizzazione in rete dei servizi ospedalieri. La necessità
di un’organizzazione in rete scaturisce dalla crescente complessità dei bisogni sanitari del
paziente oncologico, paziente fragile per eccellenza. 
Il Libro Bianco dell’AIOM 2017 fornisce un interessante censimento del sistema assistenziale oncologico in Italia. Descrive una rete di assistenza composta di strutture e di professionisti che quotidianamente lotta contro una malattia che determina una situazione complessa di sofferenza, bisogni, attese dove l’intervento professionale e il supporto psicologico
sono fondamentali. Proprio per questo ai professionisti impegnati nell’assistenza al malato
oncologico è necessaria una formazione sistematizzata che tenga conto, coniugandoli efficacemente, dei tre aspetti fondamentali:  “sapere, saper fare e saper essere”. Il saper
essere riveste un ruolo di essenziale importanza nell’approccio col paziente, in quanto il
cancro, male oggi sempre più curabile, pur tuttavia ancora temibile, entra nella vita di una
persona con brutalità sradicante e violenza destabilizzante, infondendo paura, sconquasso,
senso di precarietà e profonda solitudine.
La sempre maggior conoscenza dei meccanismi molecolari alla base dello sviluppo, della
crescita e della diffusione del cancro ha permesso di sviluppare le cosiddette terapie mirate
con “farmaci intelligenti” che agiscono in maniera selettiva su alcuni di questi processi cellulari. Ci sono, inoltre, ulteriori aspettative di miglioramento, grazie alla sempre più profonda
conoscenza dei meccanismi che distinguono la crescita e lo sviluppo delle cellule tumorali
da quelle sane. I farmaci biologici di ultima generazione, la terapia genica, le nanotecnologie si assommeranno alle terapie tradizionali consentendo di colpire in maniera sempre
più mirata le cellule tumorali, in questa battaglia senza esclusione di colpi. Terapie quindi
mirate che offrono ai medici la possibilità di confezionare un trattamento “su misura” per il
paziente, ma è essenziale che il loro utilizzo nella pratica clinica sia sottoposto ad un severo
monitoraggio, anche alla luce del rapporto tra i costi molto elevati e i benefici.


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