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Honcho Bugei Shoden cap.5 .pdf



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Le Arti della guerra in Tempi di Pace
Honchō Bugei Shōden
Capitolo 5
Tradotto in inglese da John M. Rogers
Riflettendo sulle tendenze durante il periodo Edo, l'Honchō Bugei Shōden
evidenzia l'arte della spada (tōjutsu) sopra le altre arti marziali, e i suoi due
lunghi capitoli su questo argomento, insieme, comprendono circa un terzo
dell'intera opera. Vi sono individui di maggior importanza in numero di 56
spadaccini, e circa 150 maestri presentati in tutto – una schiacciante
testimonianza della preminenza dell'uso della spada sopra le altre arti marziali
di quel tempo. Nel corso del libro, Hinatsu narra storie dei principali maestri di
spada, dal tardo 15th secolo fino agli inizi del 18 th secolo, concentrandosi sul 17th
secolo, quando molte scuole fiorirono e gli incontri tra rinomati spadaccini
erano discussioni [comuni] del paese.
Scuole di spada
Durante il 16 secolo, l'arte della spada cominciò a dividersi in differenti scuole
che, a loro volta, si suddivisero in ulteriori branche le quali formarono, parlando
in generale, cinque gruppi di scuole.1
La prima, è la corrente del Katori-Kashima, la quale include tutte quelle scuole
strettamente legate ai due templi, che afferma di provenire da Izasa Yamashirono-kami Ienao. Questo gruppo include scuole come il Bokuden-ryū, l'Arimaryū, e lo Shintō-ryū e venne sviluppato poco prima del 15th secolo.
Il secondo gruppo è quello del Chujō- ryū che identifica la sua origine nel
monaco Jion. Questo gruppo include il Chujō- ryū, il Toda-ryū, come anche
l'Itto-ryū, in tutte le sue forme, come lo stile ortodosso (l'Ono-ha Ittō- ryū), e
tutte le branche, per esempio il Kaji-ha e il Mizoguchi-ha. Questo gruppo fu
particolarmente popolare a Edo, durante il periodo Tokugawa quando lo shogun
th

L'Autore è assistente in filosofia dello sport al Nippon College of Physical Education di Tokyo. Egli desidera
ringraziare il dottor Okada Meiken per il suo suggerimento nello sviluppo di questo testo.
Questo è il secondo di tre volumi che riguardano l'arte dell'arco e della spada come descritte nell'Honchō Bugei
Shōden, 1716, di Hinatsu Shigetaka (nel Bujutsu Sōsho, Kokusho Kankōkai, 1968). La prima parte apparve nel
numero 45:2 (Estate 1990), pp. 253-84.

1 Tominaga Kengo, Kendō Gohyakunenshi, Hyakusen Shobō, 1972, p.32. Questa documento presenta un'eccellente
discussione dell'uso della spada nel Giappone.

1

ricevette l'insegnamento nello stile ortodosso dell' Itto-ryū. Questo è il gruppo
che fornì l'impalcatura per il moderno kendō.
Un terzo gruppo, è formato da quegli stili tradizionalmente associati a Kyoto e
Kuramadera. La leggenda afferma che esistevano otto scuole di spada collegate
al tempio, le quali vennero originariamente insegnate ai monaci da Kiichi
Hōgan. Queste scuole includevano il Kiichi-ryū, lo Yoshitsune-ryū, l'Hōganryū, il Kurama-ryū, il Suwa-ryū, il Kyo-ryū e lo Yoshioka-ryū, la maggior parte
delle quali erano scomparse al tempo di Hinatsu. 2 Alcune di queste scuole sono
trattate nel capitolo 6.
Questi sono i tre gruppi di scuole di spada di cui Hinatsu parla nel capitolo 5,
quello tradotto qui di seguito. Nel capitolo 6, che verrà tradotto in una futura
pubblicazione, Hinatsu tratta del gruppo dello stile Kage, un altro tra i gruppi
principali di scuole; questo capitolo si occupa anche di quei pochi spadaccini,
come Miyamoto Musashi, il quale non era associato ad alcuna tradizione
marziale affermata. Questi spadaccini, comunque, erano delle eccezioni. Anche
se uno schermidore aveva creato una sua scuola, era essenziale che fosse visto
come se l'avesse ricevuta da una figura riconosciuta (la quale, a sua volta,
l'aveva ricevuta da un'altra persona riconosciuta) e come se l'avesse trasmessa
alla generazione successiva.
Dalla metà del periodo Edo, la tendenza a isolare certe capacità marziali e
insegnarle come arti indipendenti, raggiunse il punto dove divenne possibile
compilare una storia di differenti stili riguardanti nove arti indipendenti:
strategia, tiro con l'arco cerimoniale e decoro militare, equitazione, uso della
spada, arte della lancia, arte del combattimento ravvicinato disarmato,
combattimento ravvicinato armato, e uso delle armi da fuoco. Non fu,
comunque, fino al Gekken Sōdan, 1790, che la storia dell'arte della spada
organizzata a secondo delle scuole, venne pubblicata, mentre il Bujutsu Ryūso
Roku, 1843, fu la prima indagine storica sulle arti marziali nella quale il testo
veniva prima diviso a seconda delle arti indipendenti e poi ulteriormente
suddiviso in base alle scuole indipendenti.
Mentre questa categorizzazione rappresenta abbastanza bene le scuole isolate e
indipendenti del periodo Edo, la presentazione di Hinatsu è problematica
quando discute delle scuole composite più antiche nelle quali molte arti (come
la spada e la lancia, o un numero di armi con lame o combattimento disarmato)
erano insegnate. In tali casi Hinatsu non ha scelta se non quella di categorizzare
le scuole sotto la loro arte principale. Il Tenshin Shōden Shintō-ryū, per
esempio, appare sotto l'arte della lancia, benché essa insegnasse anche l'uso di
altre armi con la lama. La stessa scuola della famiglia di Hinatsu, il Tendō-ryū,
è discussa sotto entrambe, la spada e la lancia, benché essa fosse, se non più,
famosa come scuola di naginata.
2 I nomi delle otto scuole e anche se erano veramente connesse con Kuramadera, furono argomenti controversi pure
durante il periodo Edo.

2

Nello sviluppo degli stili, fino al primo periodo Edo, c'era un grande scambio e
una mutua influenza tra gli stili delle differenti armi (come l'influenza dello
stile di spada Shinkage-ryū sullo stile della lancia Hōzō-in), 3 e sfortunatamente
questa caratteristica è per la maggior parte perduta nelle storie sopravvissute del
periodo Edo come nel libro di Hinatsu.
Benché il presente capitolo dell'Honchō Bugei Shōden si concentri sugli
spadaccini del 17th secolo e sugli stili indipendenti del periodo Edo, Hinatsu
accenna anche a molti esponenti famosi del periodo Sengoku. In quei giorni di
guerra costante, l'onore e la paga di un soldato erano determinate dal numero e
dal rango dei nemici uccisi in battaglia. Come prova del suo valore e della sua
abilità, le teste dei nemici sconfitti venivano tagliate e portate indietro al campo,
dove venivano lavate e gli veniva applicato del trucco. 4 Poi venivano mostrate,
e la loro identità verificata,5 dopo di che una certificazione scritta, attestante
l'aver uccisio tizio di tale rango, veniva rilasciata.
Hinatsu testimonia che Matsumoto Bizen-no-kami poteva rivendicare fino a
101 teste; riferisce anche di una disputa in cui Mikogami Tenzen e un altro
soldato litigarono a proposito su a chi sarebbe dovuta essere assegnata
l'uccisione di un nemico, il quale avevano entrambi colpito.
Dei e Sogni
La sezione sull'uso della spada si apre con un racconto sull'Età degli Dei.
Takemikazuchi-no-mikoto (Hinatsu scrive il nome come....non riproducibile
qui...), la divinità venerata a Kashima, e Futsunushi-no-mikoto, la divinità del
tempio di Katori, furono inviate a sconfiggere Ōkuninushi-no-mikoto prima
della discesa di Ninigi-no-mikoto e dalla metà del periodo Edo entrambi
vennero considerati come divinità protettrici delle arti marziali.
Dal tardo periodo Sengoku fino al periodo Edo, entrambi i templi erano centri
di pellegrinaggio degli spadaccini e anche luoghi di incontro per i loro ritiri
spirituali e allenamenti fisici. Innumerevoli spadaccini hanno cercato
ispirazione e guida lì, e risultano essere ben in vista nella tradizione e nella
storia delle arti marziali. Anche il Tempio di Tsurugaoka Hachiman a Kamakura
gioca un ruolo importante nel folklore delle arti marziali. Un certo numero di
spadaccini, come Saitō Denkibō e Itō Ittōsai, ricevettero la loro ispirazione
3 Lo stile Hōzō-in dell'uso della lancia, venne influenzato dalla corrente della spada in quanto il suo fondatore, il
monaco In'ei, ricevette il riconoscimento di completa maestria da Kamiizumi Ise-no-kami nel 1565.
Imamura Yoshio et al., Nihon Budō Taikei, Dōhōsha, Kyoto, 1982, 1, pp. 14-15.
4 Spesso il compito delle donne, kubi geshō o kubi shōzoku consisteva nel lavare la testa, lavare e acconciare i capelli,
applicare il trucco, e, quando era necessario, annerire i denti.
Per una delle prime descrizioni, vedi Oan Monogatari, in Yoshida Yutaka, ed., Zōhyō Monogatari, Kyōikusha
Shinsho, 1988, pp. 107-121.
5 Kubi jikken includeva il kubi taimen, per i nemici di alto rango come nobili e generali, e il kubi kenchi per quelli di
basso rango. L'etichetta corretta era minuziosamente dettagliata. Dopo la presentazione e la verifica, le teste erano
gettate via, poste in una visuale pubblica, o riconsegnate al campo nemico. Questa usanza durò per il periodo
Sengoku fino al principio del periodo Edo.

3

mentre erano in ritiro là. In aggiunta ai templi e alle divinità, un riferimento
costante è fatto ai sogni nella tradizione delle arti marziali. Il sogno è il maggior
motivo ed è il primo mezzo della comunione con le divinità. Ai maestri
spadaccini era spesso concessa l'ispirazione e ottenevano risposte alle loro
preghiere in questo modo, specialmente durante il ritiro nel tempio e di solito
durante l'ultima notte di ritiro.
Spade
Hinatsu tratta la storia delle armi e delle armature in dettaglio in un'altra opera,
l'Honchō Burin Genshi, 1727, e così non si sofferma in dettaglio sullo sviluppo
delle spade o di altre armi qui. Mentre le spade cerimoniali vengono usate fin
dal primo periodo storico Giapponese, un differente tipo di spada appare attorno
al decimo secolo.6 Questa era la tachi, che aveva modelli sia cerimoniali (gijō),
che militari (hejō). Queste spade erano fatte di acciaio di alta qualità ed erano
usate in battaglia dalla metà del periodo Heian fino al tardo Muromachi.
Progettata per l'uso da parte di un guerriero a cavallo, la tachi aveva tipicamente
una lama di circa 80.0 cm di lunghezza, una profonda curvatura della stessa
(sori), ed era indossata appesa alla cintura all'altezza della vita, all'ultima moda.
Nel presente testo, questa è la spada che Minamoto Yoshiie avrebbe usato ed è
l'arma che appare nelle immagini delle pergamene come l'Heiji Monogatari
Emaki.
Una grande tachi, da 120.0 a 162.0 cm in lunghezza, apparve brevemente
durante il periodo Nambokuchō. Mentre il tiro con l'arco era ancora l'abilità
principale del guerriero, armi con lame cominciarono a sostituire l'arco e la
freccia, e specifici stili dell'uso di queste armi cominciarono a comparire. Nel
periodo Muromachi, la spada era indossata con la lama girata in su, nello stile
uchigatana, e la curvatura della spada cominciò a essere meno pronunciata
come per la svolta in guerra dai soldati a cavallo con pesanti armature, ai soldati
appiedati in una armatura relativamente leggera, allorché divenne dominante.
Nel tardo periodo Muromachi, il cambio dalla tachi alle due spade (daishō) era
in corso. La lunga spada (katana) aveva una lama più lunga di 60.0 cm, mentre
la lunghezza di quella corta (wakizashi) era tra i 30.0 e i 60.0 cm. Come per la
uchigatana, l'accoppiata di spade lunga e corta erano portate all'ultima moda,
inserite in una fascia attraverso l'obi, o inserite in una fascia dell'hakama. Quel
periodo testimoniò l'emergere dei più famosi spadaccini, come Izasa Chōsai,
Tsukahara Bokuden e Kamiizumi-Ise-no-kami, ed è da quel momento che
Hinatsu fece partire la maggior parte dei suoi racconti.
La maggior parte delle tradizioni marziali del periodo, erano arti composite che
insegnavano l'uso di diverse armi con lame, come anche combattimenti
ravvicinati armati e disarmati. Nel periodo Edo , ci fu un fenomenale aumento
6 Il seguente resoconto sullo sviluppo delle spade è basato sull'articolo di Morihiro Ogawa ʻcharacteristics of the
Japanese Swordʼ, in Walter A. Compton et al., Nippontō: Art Swords of Japan, Japan House Gallery, New York,
1976, e Morihiro Ogawa, Japanese Swords and Sword Furniture in the Museum of fine Arts, Boston, 1987.

4

del numero di scuole, un aumento causato non tanto dalla creazione di nuove
scuole, ma piuttosto dalla scissione di quelle vecchie. Le tradizioni marziali
diventano specializzate, e nella maggior parte dei casi solo l'uso di un
particolare tipo di arma veniva insegnata. Da questa specializzazione emerse
una più grande sofisticazione in termini sia di tecniche che di insegnamento, e
questo a sua volta formò un corpo di conoscenze che gradualmente divennero
codificate.7
Con riferimento alla traduzione seguente, l'annotazione viene mantenuta al
minimo. Il proposito della versione inglese, è di mostrare come l'uso della spada
era presentata e considerata a metà del periodo Edo, e non di criticare
l'accuratezza storica del testo alla luce di recenti ricerche. Mentre l'accuratezza
delle descrizioni di Hinatsu è controversa, i suoi racconti provvedono una
dettagliata visuale di come il lettore istruito di metà periodo Edo considerava le
arti marziali. L'Honchō Bugei Shōden riflette anche le credenze e la mentalità di
quei tempi, un importante periodo nella storia delle arti marziali, quando
mitologia e tradizione erano prima stabilite in forma scritta.

7 Per un'ulteriore discussione della progressione nell'uso della spada e nella guerra, vedi Futaki Kenʼichi, Kassen no
Butai Ura, Shinjimbutsu Ōraisha, 1979.

5

Capitolo 5: Arte della spada

Le leggende che circondano la spada, risalgono alle azioni divine effettuate
dalle divinità Takemikazuchi-no-mikoto e Futsunushi-no-mikoto quando
spinsero l'impugnatura delle loro dieci lunghe spade nel terreno e si sedettero
sulle loro punte.8
Al fine di trasmettere le tecniche divine, Yamato Takeru-no-mikoto, 9 un figlio
del sovrano Keikō,10 manifestò i tre profondi aspetti dell'uso della spada.11
Mutsu-no-kami Minamoto Yoshiie12 imparò questi aspetti e mostrò i cinque
profondi aspetti dell'arte della spada. Minamoto Tametomo imparò l'uso della
spada da Oide Jirō-dayū Noritaka,13 un uomo che proveniva da Higo, e riscì a
superarlo in abilità. Iyo-no-kami Yoshitsune14 imparò la scherma dai monaci di
Karuma e guadagnò grande fama.15
Dei preti Shinto del tempio di Kashima ad Hitachi, sette erano ben versati
nell'uso della spada e spesero i loro giorni allenandosi con la spada. Le ʻsette
8 Takemikazuchi-no-mikoto parte con Futsunushi-no-mikoto per sottomettere il paese centrale delle Reed Plains.
Arrivando ad Izumo, ʻ... loro estrassero le loro dieci spade, e le conficcarono sottosopra nel terreno e sedendosi sulle
loro punte, interrogarono Oho-na-mochi no Kami....ʼ W. G. Aston, tr., Nihongi, Tuttle, 1972, p.68.
Questo e riferimenti a passaggi simili alle armi nelle antiche registrazioni, erano spesso citate nel periodo Edo come
prova che le arti marziali hanno giocato, da tempi immemorabili, un ruolo critico nello sviluppo storico e spirituale del
Giappone.
9 Uno dei meglio conosciuti eroi dell'età antica. Egli viaggiò attraverso il paese, soggiogando barbari come i Kumaso e
gli Ebisu, poi restaurando la pace nel reame.
10 71-130, il 12th sovrano
11 I tre profondi aspetti della spada (sandan no kurai) si riferiscono al Cielo, all'Uomo, e alla Terra ( ten, jin, e chi).
Essi manifestano in forma concreta i misteri e le virtù dei paramenti imperiali. I due aspetti aggiunti per formare i
cinque aspetti dell'uso della spada (godan no kurai) sono lo Yin e lo Yang. Sasamori Junzō, Ittō-ryū Gokui, Taiiku to
Supōtsu Shuppansha, 1986, p.27.
Suzuki Retarō riconosceva gli aspetti come il Centro e le Quattro Direzioni. Suzuki Retarō, Budō Gokui, Heibonsha,
1934, pp.36-38.
Tominaga vede tutti e cinque gli aspetti in termini molto più concreti, riferendosi al superiore, al medio, al basso, a
destra, a sinistra(come in posizione), con un aspetto aggiuntivo-la transizione tra gli altri cinque-non essendo
contato.
Tominaga Kengo, Honchō Kokon Kenjutsu Meisū, manoscritto non datato, 300-99, University of Tsukuba Library,
ff.10-11.
12 1041-1108, comunemente conosciuto come Hachiman Tarō, fu uno dei più importanti eroi del periodo Gempei. Egli
era esperto in tutte le discipline marziali ed ottenne gloria in battaglia in molte occasioni.
13 Presentato in alcune versioni dell'Hōgen Monogatari come il più grande maestro di armi con lame nelle nove
province. Minamoto Tametomo imparò l'arte della spada da lui e in seguito lo superò in abilità.
14 Minamoto Yoshitsune, 1159-1189, fu il più giovane figlio di Minamoto Yoshitomo. Quando la guerra di Heiji fu
persa, la sua vita venne risparmiata a condizione che si ritirasse a Kuramadera. Là, come la leggenda narra, egli
sarebbe sgattaiolato via di notte nella vicina valle, dove un tengu, lo avrebbe introdotto ai segreti della spada.
Uno degli eroi più popolari della tradizione militare giapponese, è descritto nel Gikeiki, Heike Monogatari, e altri
documenti. Secondo la leggenda, gli furono affidati i segreti della strategia Giapponese e conservò tre pergamene
contenenti l'essenza di questi insegnamenti al Tempio di Kashima. Hinatsu discute di lui molto a lungo nel capitolo
seguente.
15 I monaci di Kuramadera, situati vicino a Kyoto, erano ben versati nelle arti marziali, e al suo picco, il tempio, aveva
un formidabile esercito di monaci guerrieri (sōhei). Otto scuole di scherma erano associate al tempio e il suo
deposito una volta conteneva una vasta collezione di armature, molti importanti pezzi dei quali sono ora al
Metropolitan Museum a New York.

6

scuole Orientali di spadaʼ16 erano partite da questi monaci. Durante il medio
evo, essi padroneggiarono le vere tecniche di Izasa e contribuirono grandemente
allo sviluppo delle arti della spada e della lancia.

Izasa Yamashiro-no-kami Ienao
Izasa Yamashiro-no-kami Ienao nacque nel villaggio di Izasa a Katori, nella
provincia di Shimōsa. In seguito si spostò nel villaggio di Yamazaki, nella
stessa provincia. Interessato alle arti della spada e della lancia sin dalla sua
infanzia, egli raggiunse una grande abilità. Izasa pregava regolarmente al
tempio di Kashima e Katori. Egli sperava che il suo stile, il quale chiamò
Tenshin Shōden Shintō-ryū, sarebbe stato conosciuto dappertutto nel paese. Più
tardi negli anni, egli adottò il nome di Chōsai. Fu il padre delle arti della spada
e della lancia17 nel medioevo.
Nel Sōunki è scritto:18
La divinità venerata a Kashima protegge i guerrieri coraggiosi ed è stata
riverita da tutti, da tempi immemori. Da quando Izasa Yamashiro-nokami Ienao, un abitante di Kashima, insegnava quello che aveva
imparato attraverso i suoi studi sull'uso della spada,19 l'arte si diffuse
dappertutto nel paese. Izasa fu il fondatore dell'arte della spada nel
medio evo[giapponese].
Gli spadaccini dello Shintō-ryū dicono che la loro scuola usa l'espressione
ʻTenshin shōdenʼ perché a Izasa venne insegnata l'arte dagli dei di Kashima e i
templi di Katori e ʻTenshin Shōʼ si riferiscono a loro.20

Moro-oka Ippa
Moro-oka Ippa, trasmise lo stile di spada di Izasa Ienao e visse a Edosaki, nella
provincia di Hitachi. Negishi Tokaku, Iwama Koguma,e Tsuchiko Doronosuke,
studiarono sotto Ippa e tutti padroneggiarono l'arte della spada. Ippa fu colpito
da lebbra e fu costretto a letto. Iwama e Tsuchiko lo curarono bene e gli
16 I Kantō shichiryū erano: Kashima-ryū, Katori-ryū, Honshin-ryū, Bokuden-ryū, Shintō-ryū, Yamato-ryū, e Ryōi-ryū.
Tominaga, ff. 13-14.
17 Nel perido Edo, tōsō no jutsu, si riferisce alle arti marziali in generale, proprio come la frase yumiya no michi aveva
nei primi giorni. Qui è tradotto o ʻle arti della spada e della lanciaʼ o semplicemente come ʻle arti marzialiʼ.
18 Nessun testo intitolato Sōunki appare nei riferimenti dei libri standard. Hinatsu probabilmente si riferisce all'Hōjō
Godaiki, una raccolta di racconti sulle battaglie, di Miura Jōshin; il passaggio citato qui appare testualmente nel
Capitolo 4. Hinatsu cita il passaggio perché suggerisce che Izasa proveniva da Kashima invece di Katori, come
generalmente è accettato.
Shiseki Shūran Kenkyūkai, Kaitei Shiseki Shūran, 1967, 5, pp. 680-82.
19 Heihō, era usato nel periodo Edo con due significati: strategia e scienza militare (anche conosciuta come heigaku o
gumpō), e arte della spada.
20 Il significato di ʻTenshin Shōdenʼ è sempre stato problematico. Teorie avanzate nel corso di anni, includono la
possibilità che significhi semplicemente ʻdivinamente trasmessaʼ o che il Tenshin Shōden fosse il nome di ogni
essere leggendario, dai tengu ai kappa. Tominaga, pp.33-34

7

rimasero accanto giorno e notte. Negishi segretamente fuggì ad Odawara, nella
provincia di Sagami. Successivamente si spostò a Edo, nella provincia di
Musashi. Improvvisando lo stile Shintō-ryū, egli cominciò quello che chiamò
Mijin-ryū. Ormai, Ippa era già morto a Edosaki, e Koguma e Tsuchiko
presenziarono al suo funerale.
Dopo un appropriato periodo di lutto discussero tra di loro e furono d'accordo
che Tokaku non provò riconoscenza verso il loro maestro e fu inumano, e così
decisero di partire per Edo a cercarlo per ucciderlo.
Viaggiarono al Tempio di Kashima per pregare. Koguma poi partì per Edo,
mentre Tsuchiko rimase indietro a Hitachi, offrendo richieste al Tempio di
Kashima e pregando per il successo di Koguma.
Koguma arrivò presto a Edo e cercò un duello con Tokaku. Queste novità
raggiunsero lo shogun Tokugawa Ieyasu. Il quale nominò Yamada Buzen-nokami in qualità di ufficiale del duello.
Il duello tra Koguma e Neigishi venne tenuto sul ponte di Tokiwa. Koguma
afferrò la gamba di Negishi e lo gettò dal ponte. Gettò via la sua spada di
legno,21 estrasse un pugnale, e con un urlo colpì in mezzo alla ringhiera. Egli
mostro poi il suo coraggio alla folla e la sua fama divenne largamente
conosciuta.
Dopo il duello, quasi tutti gli studenti di Negishi lo abbandonarono e andarono
a studiare la spada sotto Koguma. Alcuni dei discepoli rimanenti, decisero di
porre fine a questo e di vendicare il loro maestro uccidendo Koguma. Essi lo
ingannarono portandolo in un bagno, il quale lo prepararono insopportabilmente
caldo, facendolo diventare debole. Quando finalmente fu fatto uscire dal bagno,
Koguma crollò quasi immediatamente e fu prontamente ucciso dalla spada. Ora
che era morto, Negishi divenne nuovamente famoso per la sua arte della spada.
Il Mijin-ryū si trova ancora oggi qua e là.
Doronosuke visse a Edosaki. Un uomo conosciuto come Mizutani Hachiya
studiò sotto di lui e continuò la sua tradizione. Hachiya, in seguito, partì per la
provincia di Saruga, sperando di entrare in servizio presso Tokugawa Ieyasu.
Insoddisfatto degli accordi che non stavano procedendo velocemente come si
aspettava, partì per Tōtōmi, per servire Ōsuga Gorōzaemon Yasutaka. 22
Doronosuke sostenne un certo numero di duelli, prima ad Asama, nella
provincia di Suruga, e poi da qualche altra parte, e guadagnò una grande
reputazione.
Kasho Iemon studiò sotto Hachiya e padroneggiò l'uso della spada.
Successivamente prestò servizio sotto Toyotomi Hedeyori. 23 Il Genna 1 [1615],
morì eroicamente in battaglia, al castello di Osaka.
21 Le spade di legno erano usate per duelli mortali. Mentre i colpi non sarebbero stati in grado di uccidere in
allenamento o in una competizione amichevole, in un duello per vendetta esse diventavano armi terribili, non meno
pericolose delle spade vere.
22 Signore di Yokosuka, castello di Tōtōmi, d. 1589.
23 Toyotomi Hideyori, 1593-1615, figlio di Hideyoshi, risiedeva nel castello di Osaka dal 1595. Ieyasu attaccò nel
1614 e il castello cadde l'anno seguente.

8

Nel Sōunki è scritto:
Molto tempo fa, verso il periodo Tenshō [1573-1586], il un luogo chiamato Edosaki,
nella provincia di Hitachi, viveva un uomo chiamato Moro-oka Ippa, il quale fu un
famoso spadaccino. Si diceva che non fosse inferiore a Izasa Chōsai Nyūdō nei tempi
andati. Egli ebbe tre famosi studenti: Tsuchiko Doronosuke, Iwama Koguma, e
Negishi Tokaku. I tre si allenavano giorno e notte con Moro-oka, quando egli si
ammalò seriamente e fu incerto se sarebbe vissuto o morto. Tokaku, abbandonando il
suo maestro malato al suo destino, fuggì via. Gli altri due spadaccini lo tennero nel
più grande disprezzo e vollero partire, dopo il vile Tokaku, per ucciderlo, ma nessuno
sapeva dove fosse partito.
ʻPer un uomo, dimenticare la profonda riconoscenza verso il suo maestro, è contrario
alla via della rettitudine, ed è imperdonabile. A tale uomo non deve essere permesso
di sfuggire alla collera del suo maestro,ʼ fumavano dalla frustrazione, ʻperò, come
possiamo metterlo a morte?ʼ
I due uomini erano poveri e vendettero le loro spade, e alla fine barattarono i loro
propri vestiti così che il loro maestro potesse avere un'adeguata cura. Benché
curassero il loro maestro per tre anni, Moro-oka morì. Per quanto riguarda Tokaku,
era ormai fuggito a Odawara, nella provincia di Sagami, dove non perse tempo nel
proclamarsi come il più grande spadaccino del paese.
Tokaku era alto, e i suoi capelli erano acconciati alla maniera dello yamabushi,24 i
suoi occhi erano terribili e aveva uno sguardo penetrante.
Utilizzava sempre la stregoneria e si diceva fosse l'incarnazione di un tengu. Nessuno
lo vedeva mai riposarsi la notte. Si diceva che il tengu Tarōbō, del monte Atago,
scendesse giù per insegnarli ogni notte i segreti dell'arte della spada. Tokaku chiamò
il suo stile, il Mijin-ryū; egli lo insegnò ad altri, ed ebbe molti studenti.
Successivamente si recò a Edo, dove ebbe numerosi studenti, alcuni dei quali anche
del rango di daimyo. Non temendo alcuno, prestò poca attenzione a quello che gli
altri pensavano e faceva esattamente quello che voleva.
Tempo dopo, i due compagni studenti di Tokaku provenienti da Hitachi, vennero a
sapere della sua fama e decisero di andare a Edo per vendicarsi.
Moro-oka si sarebbe rigirato nella tomba sapendo che Tokaku aveva preso quello
che era corretto del suo stile e lo aveva distorto per raggiungere i propri propositi, e li
stava insegnando solamente per profitto, sotto il nome di Mijin-ryū. Sicuramente uno
così non può sfuggire dalla collera del cielo. Lasciate che Tokaku sia colpito a morte
con una spada di legno, il suo corpo gettato sul ciglio della strada, per essere
disprezzato da tutti!
Comunque, sono difficili felicitazione per i due uomini ucciderne uno, e non si
dovrebbe far diventare di dominio pubblico tale fatto.
Consapevoli che Tokaku era a conoscenza del loro livello di abilità, i due uomini
decisero che uno di loro sarebbe andato a Edo e che avrebbero dovuto tirare a sorte
per vedere chi sarebbe stato. Koguma fu sorteggiato e partì per Edo. Doronosuke
rimase ad Hitachi, pregando per giorni al tempio di Kashima Myōjin. Egli scrisse la
seguente petizione, la quale inviò al tempio principale, prima di tornare a casa.

24 I capelli degli yamabushi, o asceti di montagna, erano portati lunghi e pettinati dritti all'indietro. In quel periodo,
ormai, questo stile di capelli (anche conosciuto come nadetsuke) era in qualche modo vecchio stile, ma era il
favorito dai rōnin, e influenzato dagli studiosi di strategia militare (heigakusha).
Ema Tsutomu, ʻNihon Keppatsu Zenshiʼ, in Ema Tsumotu Chosakushū, Chūō Kōronsha, 1988, 4, pp. 56-57.

9


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