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Intervista Luca Mignini Corriere Economia .pdf


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LUNEDÌ 16.04.2018

CORRIERE DELLA SERA

37

Imprese
I NUOVI STILI DELL’ALIMENTARE
I numeri

7,9
Miliardi di dollari
il fatturato 2017
dell’azienda
con sede in New Jersey,
fondata nel 1869

13,2
Miliardi di dollari
la capitalizzazione in
Borsa. Le quotazioni
negli ultimi 24 mesi sono
scese del 30%

CONLAREGIAITALIANA
NONSARÀPIÙLASOLITAZUPPA

18
Mila
I dipendenti
dell’azienda. La ceo è
Denise Morrison, prima
donna alla guida

887

Luca Mignini, da Città di Castello e dalla guida di Findus Italia, alla regina Usa dei prodotti
pronti per la tavola come responsabile operativo. Più biscotti e snack: ora vanno gli spuntini,
fino a 6 o 7 al giorno. L’accelerazione sui nuovi business e la scelta del fresco

Milioni di dollari
i profitti netti. Dopo
l’integrazione
di Snyder’s-Lance
l’azienda ha tre divisioni

11,8
Milioni di dollari
il prezzo del quadro
di Warhol «Small Torn
Campbell Soup Can»
venduto all’asta nel 2006

ini
Luca Mignbile
responsa o
operativ ’s
ll
di Campbe

di Maria Teresa Cometto

I

n America e nel mondo Campbell’s è famosa a tavola per le
sue zuppe e, nei musei, per le opere d’arte con cui Andy Warhol ha raffigurato le sue lattine. Ma ora il suo business tradizionale, su cui è nata e cresciuta per quasi 150
anni, è destinato a passare in secondo piano a favore di biscotti e merendine. Ed è un italiano il manager incaricato di
gestire questa rivoluzione.
Si chiama Luca Mignini, ha 55 anni, è originario di Città di Castello in
Umbria, cresciuto a Perugia fino ai 19 anni e laureato in economia alla Bocconi
nel 1986. In Campbell’s dal 2013 come presidente delle attività internazionali —
dall’America latina alla Cina — e dal 2015 responsabile lui stesso della divisione
biscotti e merendine, il manager italiano è appena stato promosso responsabile operativo (coo, chief operating officer) di tutto il gruppo.
Insieme alla ceo (chief executive officer) Denise Morrison, che è in carica dal
2011, Mignini deve fare i conti con le nuove tendenze nei gusti e nelle abitudini
alimentari dei consumatori.
«Le zuppe sono associate al pranzo e alla cena, ma oggi solo il 20% delle famiglie americane consuma i pasti a tavola — spiega Mignini a "L’Economia" —. In
tutto il mondo il trend è a favore di numerosi snack, quattro o cinque volte al
giorno. In certi Paesi, come in Indonesia, anche sei o sette». Le vendite delle
iconiche lattine Campbell’s sono quindi in calo. E soffrono anche le quotazioni
a Wall Street delle azioni della multinazionale americana: -30% negli ultimi due
anni, mentre l’indice S&P500 è salito del 30%.

Le acquisizioni
Per trovare nuove fonti di affari, Mignini ha architettato l’acquisizione nel 2015
del produttore danese di biscotti Kelsen (per una cifra non dichiarata) e a fine
2017 quella del produttore americano di merendine Snyder’s-Lance, la più
grossa operazione nella storia di Campbell’s, conclusa lo scorso marzo per 6,1
miliardi di dollari. Dopo l’integrazione di questa società, al primo posto nel
volume d’affari del gruppo saranno proprio snack e biscotti, con un fatturato di
4,7 miliardi di dollari pari al 47% del totale: «Sono i prodotti con il maggior
tasso di crescita», sottolinea Mignini. Sotto la sua guida ora passa anche la
divisione zuppe e «pasti semplici», con 4,4 miliardi di dollari di fatturato, il 43,5% del totale. La terza categoria di prodotti Campbell’s, con un miliardo di fatturato — 9,5% del totale —
sono i cibi freschi come i succhi di frutta,

che insieme alla responsabilità del digitale, dell’ecommerce e dello sviluppo di nuovi business saranno affidati a un «chief acceleration officer» ancora da individuare.

Espansione e tendenze
Un’altra grande tendenza è la maggior attenzione ai cibi sani e freschi. «Per noi e’ un’opportunità per far conoscere meglio la nostra missione,
che è offrire cibo vero e importante per i momenti della vita — continua Mignini —. Nelle nostre zuppe, per esempio, non ci sono conservanti ne’ coloranti.
Puntiamo inoltre alla massima trasparenza nelle nostre etichette, perché conquistare e mantenere la fiducia dei consumatori è fondamentale».
Il nuovo coo di Campbell’s conosce bene il sapore dei cibi sani e freschi. «Sono
venuto su con il miglior olio d’oliva al mondo — dice con orgoglio Mignini —.
Mio zio aveva un pastificio e mio padre ci lavorava. Io amo mangiar bene e
cucinare. È nel mio dna quindi la passione per il cibo vero, buono come fatto in
casa». Della sua carriera e della trasformazione che sta gestendo in Campbell’s
il manager ha parlato lo scorso weekend a Milano, alla Mba reunion della Bocconi, il cui tema era «Gestire i paradossi». Il messaggio di Mignini: «Anche i
paradossi possono essere opportunità di crescita se ci si focalizza su che cosa
imparare da situazioni apparentemente impossibili.
In ufficio, per esempio, le ambizioni e le esigenze di generazioni come la mia
dei Baby boomer e quella dei Millennial, sembrano incompatibili. Invece si
può far leva insieme sulla resilienza dei Baby boomer e sull’attenzione dei Millennial all’ambiente».
In Europa Campbell’s è poco presente. I suoi mercati principali sono il Nord
America e l’Asia, compresa l’Australia e la Nuova Zelanda. Nei negozi specializzati italiani si trovano comunque le sue zuppe e altri prodotti del gruppo come
i cracker Goldfish o i biscotti Milano. Ma prima di pensare a eventuali espansioni territoriali Mignini deve preoccuparsi di stabilizzare lo storico business delle
zuppe e di integrare Snyder’s-Lance nel gruppo per rilanciarlo. Non è un compito facile. Ma lui conta di farcela, con la sua lunga esperienza sul mercato dei
beni di largo consumo — oltre 20 anni con SC Johnson (prodotti per la pulizia
della casa) e due anni da ceo di Findus Italia prima di entrare in Campbell’s
—, oltre che con la tempra da Baby boomer e il suo palato italiano.
@mtcometto
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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