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Gazzetta del Sud Domenica 30 Settembre 2012

23

Sport
.

SERIE D AL “SAN FILIPPO” IL DERBY PREMIA LA NUOVA CAPOLISTA CHE S’IMPONE CON UN GOL PER TEMPO DAVANTI A 5MILA SPETTATORI

L’Acr Messina piega il Città con il cuore e l’orgoglio
Apre Parachì, raddoppia Chiavaro di testa, accorcia Saraniti, poi miracolo di Lagomarsini. Espulsi Cucinotta e Cammaroto
Marco Capuano
MESSINA

Con il cuore e l’orgoglio. Davanti
a un pubblico record. Reduce da
una settimana di delusioni, ferito
dalla doppia sconfitta (Ribera e
derby di Coppa), il Messina dà il
meglio di sé nella stracittadina di
campionato, regolando di misura
il Città e volando per una notte in
testa alla classifica nella speranza
che oggi Cosenza (capolista virtuale) e Savoia non diano ragione
ai pronostici. Derby bello con
un’Acr tutta grinta che ha legittimato la vittoria grazie agli acuti di
Parachì e Chiavaro, comandando
le operazioni anche quando è rimasta ingiustamente in 10 (rosso
diretto a Cucinotta). Ma onore al
merito a un ottimo CdM, quadrato, mai domo, a tratti timoroso, è
vero, ma orgoglioso nell’inseguire un risultato positivo che ha anche sfiorato. Il Messina vola a +5
sui “cugini” e dà un calcio al principio di crisi, aspettando il debutto della sua stella Leon (domenica a Paola?) e godendosi un pubblico che, con i picchi di entusiasmo registrati ieri, sarà il valore
aggiunto nella corsa, appena iniziata, verso i professionisti.
Catalano non rischia Ignoffo
che inizia in panchina. Il tecnico
conferma le indiscrezioni della
vigilia: nel quattro-tre-tre Cucinotta e Quintoni dietro, Cicatiello
schierato da play tra Maiorano e
Bucolo, ancora Parachì a completare il tridente con Croce e Corona. Novità nel CdM: fuori Frassica
e Giannuzzi, fiducia a Cammaroto dietro e Cucè in mezzo. Recuperato Tiscione che va a completare il tridente con Saraniti e Citro. Parte subito forte il Messina
ma al 9’ è del CdM la prima vera
occasione: punizione velenosa di
Giardina sulla quale si butta Cammaroto che da due passi gira alto.
Il forcing dell’Acr Messina è costante, la difesa di Rando si oppone con ordine ma al 17’ deve inchinarsi al destro rabbioso di Parachì: il tornante di Giostra dialoga con Maiorano e, una volta presentatosi davanti all’ex Taranto,
lo batte con un collo-piede che

Acr Messina

Città

Pagelle Acr

2

1

Lagomarsini

Lagomarsini
7
Caiazzo
6.5
Quintoni
6.5
Cicatiello
6.5
Chiavaro
7.5
Cucinotta
5.5
Parachì
6.5
(1’ st Guerriera) 6
Bucolo
7
Corona
7,5
Maiorano
7
(25’ st Caldore)6
Croce
6
(25’ st Ignoffo) 6.5
All. Catalano

Taranto
6
Viscuso
5.5
Bombara
6
(14’ st Cappello) 6
Cucè
6
Cammaroto 5.5
Munafò
6
Giardina
5.5
(14’ st Camarda) 5.5
Assenzio
6
Saraniti
6.5
Tiscione
7
Citro
5.5
(27’ st Buda) sv
All. Rando

Marcatori: 17’ pt Parachì, 19’ st
Chiavaro, 24’ st Saraniti.
Arbitro: Capraro di Cassino 5
Note: Espulsi al 4’ st Cucinotta per
gioco violento e al 36’ st Cammaroto
per doppia ammonizione. Ammoniti:
Munafò, Cappello, Parachì, Saraniti.
Angoli 7-1 (2-1 pt). Recupero 2’ pt e
5’ st. Spettatori: 5mila circa.
non perdona. Sforzi dell’Acr subito premiati ma il CdM non ci sta e
protesta 2’ dopo per una spallata
in area di Cucinotta su Tiscione
giudicata regolare da Capraro.
Al 21’ si fa vedere Maiorano: sinistro piazzato, Taranto è attento. Sempre l’ex anconetano al 27’
crea scompiglio in area obbligando il CdM a rifugiarsi in corner. Al
minuto 31 Quintoni scalda il suo
sinistro: punizione carica di effetto, Taranto salva. Il caldo non dà
tregua alle due squadre, l’Acr amministra senza rischiare troppo. E
rendendosi pericolosa al 40’
quando Croce scambia con Corona e da pochi metri grazia Taranto con una conclusione violenta
ma alta. Lo stesso attaccante ex
Celano al 43’, su suggerimento di
Quintoni, calibra male il pallonetto sull’uscita di Taranto. Finisce così un gran primo tempo.
Ripresa con novità nell’Acr: c’è
Guerriera per l’infortunato Parachì, Catalano passa a un più equilibrato 4-4-2. E al 3’ trema il Città
quando, su corner di Quintoni,

Pagelle Città
7 Taranto

Provvidenziale quando sbarra la strada
ad Assenzio opponendosi al pallonetto
che poteva valere il 2-2. Attento.

Caiazzo

6.5 Viscuso

Prestazione di sostanza. Fa il marcatore puro: prima a destra, poi al centro,
un mastino per gli avanti del CdM.

Quintoni

6.5

Una garanzia: pericoloso sui piazzati,
chiude con puntualità da quarto di
difesa e disegna sulla testa di Chiavaro
un sinistro che vale quanto un gol.

Cicatiello

Chiavaro incorna sulla traversa.
Fino a quando l’Acr resta in dieci:
Cucinotta, in ritardo, va su Tiscione, per Capraro – troppo fiscale –
è rosso diretto. Difesa da ridisegnare: Caiazzo centrale e Guerriera terzino i rimedi: Acr con il
quattro-tre-due. Ma il tema del
match non cambia e al 7’ il sinistro
di Corona, insidiosissimo, trova
la gran risposta di Taranto.
Rando si gioca la carta Camarda che al “San Filippo” tre anni fa
ha lasciato il segno con il Milazzo.
Ma l’Acr tiene senza andare in apnea. Anzi, al 19’ mette in ghiaccio
la vittoria. Ci pensa Chiavaro, su
pennellata di Quintoni, a eludere
la linea alta del CdM inserendosi
perfettamente e spedendo di teAndrea Parachì
ha aperto
le marcature
realizzando al 17’
il secondo gol in
giallorosso dopo
quello di Noto

sta nell’angolino dove Taranto
non può arrivarci. Due a zero e
Acr che, con l’uomo in meno, continua a premere. Ma il Città, sostenuto da alcune centinaia di sostenitori presenti in tribuna A,
non è squadra che si scoraggia.
Tant’è che al 24’ Saraniti in acrobazia mette dentro su perfetto assist dalal sinistra dello scatenato
Tiscione. È due a uno.
Catalano corre ai ripari: dentro due difensori (Ignoffo e Caldore), squadra col 4-4-1. E al 26’ il
CdM ha anche la palla del pari:
Assenzio, tutto solo, prova il pallonetto, Lagomarsini si salva in
due tempi. Ancora il capitano del
CdM al 32’: destro dai diciotto,
“Lago” c’è. Al 36’ parità numerica
ristabilita: Cammaroto trattiene
Corona e rimedia il secondo giallo. Ultimi assalti disperati del
CdM mentre la squadra di Catalano tende a far scorrere il cronometro con un Corona strepitoso a
tenere alta la squadra. Finisce al
50’ con la curva in delirio: la rivincita della Coppa è servita.

FOTO FRANCESCO SAYA

La situazione
La 5. giornata
Acr Messina-Città 2-1
Cosenza-Ribera
Urselli di Taranto
Gelbison-Vibonese
Castello di Potenza
Licata-Montalto
Pisicoli di Nichelino
Nissa-Noto (a Favara)
Prontera di Bologna
Pro Cavese-Paternò
Maggioni di Lecco
Ragusa-Agropoli
Vingo di Pisa
Sambiase-Palazzolo
Patrignani di Roma
Savoia-Acireale
Cassarà di Cuneo
Classifica Messina 12; Cosenza 10; Savoia 9; Gelbison,
Vibonese 8; Città, Ragusa e
Sambiase 7; Agropoli 6; Paternò e Ribera 5; Montalto,
Cavese e Nissa 3; Licata 2;
Acireale, Noto e Palazzolo 1

Parachì

7

Corre, ringhia e imposta. La migliore
prestazione da quando è a Messina. Da
applausi nei minuti finali i cinquanta
metri palla al piede.

Corona

7,5

Le “sportellate” in avanti non sorprendono quanto il lavoro di copertura effettuato ieri: a un certo punto sembrava
un Eto’o di mourinhana memoria. Trascinatore, esempio per i più giovani.

Maiorano

5.5

Al CdM è mancato la sua regìa. Un’ora
in ombra surclassato dall’aggressività
degli avversari.

Camarda

5.5

Com’è lontana la prodezza al “San
Filippo” ai tempi del Milazzo. Come
Giardina, soffocato nella ragnatela
dell’Acr.

Assenzio

6

Soffre Bucolo ma fa pur sempre una
lavoro oscuro. Ha la palla del 2-2 ma si
fa ipnotizzare da Lagomarsini.
bazia, poi è graziato da Capraro: l’entrataccia su Bucolo era da rosso.
mo che più fastidio dà all’Acr. Procura

6 l’espulsione di Cucinotta e costruisce il

Va vicino anche al gol. Ma è poco
servito. Utile con il lavoro di sponda.

Ignoffo

6

Meglio con la difesa a tre. Bel duello
con Croce, non va mai in affanno e
raramente ricorre al fallo.

Tiscione
7
6 Recuperato in extremis, si rivela l’uo-

Fa il compitino nell’ultimo quarto.

Croce

5.5

Bada più alla sostanza che agli estetismi. Eccede quando scalcia Corona e
va a fare la doccia anzitempo.

Saraniti
6.5
7 Riapre la partita con una difficile acro-

Bravo a tamponare, intelligente negli
inserimenti. Triangola con Parachì in
occasione dell’1-0, esce stremato.

Caldore

6

La grinta non gli manca. Ed è l’elemento che lo salva perché non spicca
nelle due versioni tattiche adottate da
Rando.

6 Giardina

Da terzino soffre la velocità di Tiscione,
meglio da esterno di centrocampo.

Bucolo

6

Gli manca il ritmo partita e si vede.
Cerca di arginare Corona, ricorre anche
a qualche rudezza.

6.5 Munafò

Gran bel gol e tante accelerazioni. Esce
per infortunio ma la sua firma sul derby
ha un inchiostro indelebile.

Guerriera

6

Buon primo tempo con qualche discesa specie quando agisce da esterno
di centrocampo. Cala alla distanza.

5.5 Cammaroto

Bene fino all’espulsione (troppo severa): il fallo su Tiscione rischia di
mettere nei guai la squadra.
Il difensore Agatino Chiavaro esulta dopo aver siglato di testa il gol che decide il derby

Bombara

7.5 Cucè

Un gigante: protegge Lagomarsini, timbra una traversa prima di siglare un
gran gol (il secondo in giallorosso) per
scelta di tempo e precisione.

Cucinotta

5.5

Non convince né a destra né quando,
nella ripresa, passa sulla fascia mancina. In difficoltà anche quando Rando
passa al 3-5-2.

6.5 Cappello

Primo tempo da sette, cala un po’ nella
ripresa: schierato davanti alla difesa,
gioca con ordine e personalità.

Chiavaro

6

L’ex non sfigura. Sorpreso dal destro
violento di Parachì, può far poco sulla
prodezza aerea di Chiavaro.

gol del 2-1.

5.5
6.5 Meno pericoloso di altre volte. Cambia

Fondamentale la sua esperienza sui
titoli di coda. A Paola contro il Montalto
tornerà dal 1’. (ma.cap.)

Citro

fascia senza incidere.

Buda

sv

Solo la presenza. (ma.cap.)

INTERVISTE CDM / IL PRESIDENTE CONTI NIBALI: «LORO PIÙ ESPERTI, MA ARBITRAGGIO INADEGUATO» SU RAISPORT UNO SHARE... DA CHAMPIONS

Rando: onore agli avversari, per noi non cambia nulla Una festa giallorossa
Lillo Puglia
MESSINA

Perdere non è piacevole, ma in
casa Città di Messina non si fanno certo drammi, il tecnico Pasquale Rando al termine della
gara analizza con molta serenità
la gara: «Così come non ci siamo
mai esaltanti dopo le vittorie non
ci strappiamo i capelli adesso.
Onore e merito all’Acr, ho visto
una squadra determinata, cattiva, noi avevamo iniziato benissimo i primi dieci minuti, ci siamo
avvicinati due volte nell’area loro poi la giocata di Parachì ha
rotto gli equilibri, ci siamo rimessi a rincorrere il risultato contro
una squadra che ha elementi in
grado di cambiare il volto della
gara, gente esperta con Corona,
bravo a tenere palla e spezzettare il gioco, forse la gara a voi non
è stata spettacolare ma c’è anche
il merito del Messina che è stato
bravo ad addomesticare l’incontro».
– Parachì, Quintoni e Chiavaro bravi a perforare la vostra
difesa forse non del tutto esente da colpe...
«Quando si prende gol, oltre
alla bravura dell’avversario
qualcosa sicuramente non ha
funzionato, però diamo i giusti
meriti all’avversario. Per quanto
ci riguarda analizzeremo con
calma questa gara valutando attentamente dove abbiamo sbagliato e lavoreremo di più per

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L’attaccante Andrea Saraniti in acrobazia batte Lagomarsini realizzando il gol del due a uno
non commettere gli stessi errori».
– Era il Messina che si aspettava, tenuto conto della partita di mercoledì?
«Dal punto di vista del gioco
non mi è sembrato che abbia dominato, credo che gli episodi siano stati determinanti, perché nel
momento in cui siamo riusciti ad
accorciare le distanze, abbiamo
avuto una ghiotta occasione con
il capitano Assenzio e potevamo
riequilibrare la partita, il finale
sarebbe stato tutto da scrivere».
– Due rossi e diversi ammoniti ma non è stata una partita

cattiva.
«Assolutamente no, credo che
il peggiore in campo sia stato
l’arbitro. Non discuto mai il risultato acquisito sul campo. Non accampo scuse e non credo che il
direttore di gara sia stato determinante ai fini del risultato, però
nel secondo tempo credo si sia
giocato realmente dieci minuti,
ha consentito questo e ritengo
che alla fine il peggiore in campo
sia stato proprio lui».
– Alla luce di questo risultato cosa cambia per il Città di
Messina in ottica campionato?
«Assolutamente nulla avevo

chiesto di giocare, di non fare
barricate, e di provarci fino
all’ultimo, il nostro obiettivo è
fare sempre meglio dobbiamo
migliorarci e lavoriamo sodo per
far ciò. L’ho detto in altre circostanze con la società ci siamo dati appuntamento a dicembre; solo in quella occasione potremo
capire quali sono le nostre reali
possibilità».
Il presidente Elio Conti Nibali
critica l’operato del direttore di
gara, ma non esita a riconoscere i
meriti dell’Acr quale squadra
esperta.
– Presidente, la sensazione è

stata che i suoi ragazzi non sono riusciti a trovare la chiave di
volta, cosa che, invece, abbiamo visto in altre gare; non ci è
sembrato il miglior Città di
Messina della stagione...
«Diciamo che la squadra era
abbastanza contratta, ha avuto
difficoltà ad esprimersi, per lunghi tratti non siamo riusciti a servire i nostri attaccanti come in altre circostanze, non siamo stati
bravi a impensierire l’Acr. Non è
stata una bellissima partita, ritengo sia stata caratterizzata dagli episodi. L’Acr squadra più
esperta li ha sfruttati meglio e
poi a mio avviso c’è stato un arbitraggio inadeguato indipendentemente dal risultato, e mi riferisco ad entrambe le società. A mio
avviso l’espulsione di Cucinotta
mi è sembrata esagerata, ma vorrei vedere meglio qualche episodio in area di rigore dell’Acr che
forse meritava maggiore attenzione da parte del direttore di gara, il signor Capraro certamente
non è stato all’altezza. Una gara
condizionata dal caldo, abbiamo
provato nella seconda parte della gara ad alzare il ritmo ma ci è
stato sistematicamente impedito vuoi per l’esperienza dei giocatori dell’Acr, Corona su tutti,
vuoi per le frequenti interruzioni
di gioco che il direttore di gara ha
consentito oltre il dovuto. Onore
e merito comunque all’Acr brava
a capitalizzare al meglio quanto
prodotto».

e quel pubblico da B
MESSINA. Una festa tutta giallo-

rossa. Una curva che ricordava
quella di qualche anno fa. La stracittadina di campionato ha fatto
registrare sugli spalti numeri da
far invidia a squadre di serie B.
Cinquemila, forse più, sportivi
sugli spalti. Quasi un record tra i
dilettanti. Al “San Filippo” non
c’era così tanta gente da oltre
quattro anni. Altre migliaia di tifosi giallorossi, invece, a seguire
la partita su Raisport. Basti pensare ai tanti messinesi residenti
nelle regioni del Centro-Nord per
rendersi conto che ieri lo share
non poteva essere quello di una
normale partita di quinta serie.
Tutto è filato liscio – perché,
c’erano dubbi? – a parte qualche
situazione poco simpatica in tribuna A subito riportata sui binari
della civiltà. E non sono mancati

gli sfottò con la curva Sud a gridare, come già fatto mercoledì scorso al “Celeste”, che di Messina ce
n’è uno solo e gli appassionati del
CdM a replicare con applausi ironici. Anche questo è derby, seppur con la d minuscola. Uno striscione rivolto ai “cugini” del CdM
(“Grinta, rabbia ed emozione:
abbattiamo questa indegna imitazione”), uno di sdegno (“Basta
tir in città”) per l’ennesima vittima sulle strade della città. E poi
la gara, il boato ai gol di Parachì e
Chiavaro, i messaggi della Sud
tutt’altro che amorevoli al patron
del Città, De Leo, e quell’esultanza “ospite” al gol di Saraniti subito soffocata dai fischi della curva.
Il derby ha sorriso al Messina. E i
tifosi cantano “Che bello è...”, il
nuovo motivo sulla strada che
porta in Lega Pro. (ma.cap.)

La massiccia presenza di tifosi dell’Acr Messina nella curva sud del “San Filippo”


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