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Author: c.salvi

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Sei in: La Nuova Sardegna / Sassari

Il botto di Grillo dove meno te lo aspetti
I motivi del successo del Movimento 5 Stelle
in una storica roccaforte del centrosinistra
di Paolo Merlini

INVIATO A ORGOSOLO. Forse ha ragione Giovanni Moro, in prima fila nel Sessantotto
nel “circolo culturale” che portò alla rivolta popolare contro il poligono militare a Pratobello,
quando dice, un po’ amaramente, che «anche Orgosolo si è normalizzato». La domanda
rivolta a un protagonista storico della vita politica del paese, l’ex sindaco oggi settantenne,
uno che ha percorso tutte le tappe della sinistra, dal Pci al Pd, è quella che in Italia molti si
pongono, anche se conoscono già la risposta; domanda che a Orgosolo, epica roccaforte
del centrosinistra in tutte le elezioni politiche, viene rafforzata per l’immagine “resistente”
che accompagna questa comunità della Barbagia: il centrosinistra nel suo complesso ha
perso più di venti punti percentuali rispetto alle parlamentari del 2008, il Movimento 5
Stelle ha superato il 30% alla Camera e poco meno al Senato. Cos’è successo? «Anche
qui – dice Giovanni Moro – il centrosinistra ha pagato il distacco dalla realtà, la mancanza
di confronto. Faccio parte, con sempre meno trasporto, della direzione provinciale del Pd:
in quattro anni ci siamo riuniti appena due volte. L’organizzazione del partito non c’è più».
Il passaparola. Su Moro torneremo, ora vediamo di scoprire chi sono i grillini di Orgosolo,
di capire cioè se dietro il successo del Movimento 5 Stelle c’è il cosiddetto voto di pancia
in linea con il sentire nazionale, o se è stato svolto un lavoro preparatorio, una sorta di
campagna elettorale magari con il sistema del passaparola, faccia a faccia o su internet,

anche se qui non c’erano candidati e non esiste un meetup, come vengono chiamate le
comunità web di base del movimento. Il contatto si raggiunge facilmente. Non tutti a
Orgosolo lo sanno, ma in comune un consigliere grillino c’è già, dalle elezioni del 2010. Si
chiama Mario Rubanu, ha 42 anni, fa l’architetto e siede nei banchi dell’opposizione dopo
essere stato eletto come indipendente nella lista civica a guida Pd. Piccola parentesi:
Orgosolo vota compatto per il centrosinistra alle elezioni politiche, ma in comune vige, da
quasi quarant’anni, l’alternanza perfetta. Insomma, si sa già che alle prossime
amministrative, fra due anni, vincerà chi ha perso l’ultima tornata, cioè il centrosinistra.
Oppure no.
L’appuntamento con l’esponente del movimento nato e cresciuto sul web è, quasi
naturalmente, all’Internet Caffè, nella centrale via Nuoro. All’interno il wi-fi è gratuito, la
proprietaria Teresa Podda tra un ordine e l’altro naviga sul suo iPad e commenta le notizie
con le amiche che affollano il locale: si parla ancora del femminicidio di Gavoi e lo
sgomento è generale. Ci sono ancora i giornali di carta, comunque, per consolazione di
chi scrive, e passano di mano in mano. È metà mattina, Mario arriva con un quarto d’ora di
ritardo. La prima impressione è di straniamento: parla con un perfetto accento del Nord
Italia, tanto che viene il dubbio di avere sbagliato persona. In realtà Mario è nato in
Germania, dove i genitori erano emigrati, poi la famiglia si è trasferita a Milano. Qui ha
vissuto stabilmente sino a quattro anni fa, ma senza staccare mai il cordone ombelicale
con Orgosolo, dove ha sempre trascorso le vacanze estive. E dove non ha mai subìto
l’indifferenza generalmente rivolta a s’istranzu, il forestiero, perché ha sempre parlato un
orgolese perfetto, colpo di glottide compreso. È tornato perché, nella sua professione di
architetto, la crisi si è fatta sentire anche a Milano, dove si lavora molto con i privati. L’ha
ritrovata qui, dove si vive più di commesse pubbliche, ma non considera affatto un ripiego
il suo rientro alle origini. «La mia qualità della vita è migliorata», dice. C’è la casa di
famiglia, i costi non sono neppure paragonabili alla vita di Milano, ha tanti amici, e
soprattutto molte idee. «Questo non vuol dire che Orgosolo non subisca la crisi
economica, ma c’è molta solidarietà. Diciamo che ce la possiamo ancora permettere.
Certo, il clientelismo è molto forte: se si va da un professionista, per esempio, vige ancora
l’omaggio di rito, che cresce con l’importanza del “favore” sino al canonico maialetto».
Mario ce l’ha anche con la burocrazia che rallenta la sua attività di architetto: «l’intero
centro storico, a Orgosolo come altrove, è sotto tutela. Non si è tenuto conto che alcuni
stabili erano già stati compromessi, ma la trafila burocratica anche per una piccola
ristrutturazione è enorme».
Le proposte. Pochi minuti dopo arriva Elio Sanna, 37 anni, vigile del fuoco ora in servizio
in Lombardia che non vede l’ora di tornare in Sardegna. Ha l’aria di un simpatico
guascone e fuma in continuazione una sigaretta elettronica. È evidente che anche a
Orgosolo molti voti del centrodestra sono andati a M5S: la cosa vi disturba? «Destra e
sinistra sono categorie che fanno parte del passato», dice Elio, che all’inizio sembra
ripetere il canovaccio oggi imperante dalle Alpi alla Sicilia. Ma voi siete di sinistra?
«Eccerto che siamo di sinistra», rispondono in coro assieme al terzo arrivato, Giuseppe
Musina, il più anziano del gruppo con i suoi 56 anni, un polemista nato, da subito
fortemente sospettato dal cronista di tingersi i capelli, proprio in virtù di una maggiore
integrazione. Dei tre, Giuseppe è l’unico già iscritto a M5S. Gli altri devono ancora
perfezionare le pratiche. Fa il produttore di vino, dalla sua cantina escono ogni anno
ottomila bottiglie di “Orgosa”, un cannonau realizzato con metodi biologici. Da giovane ha
lavorato a Londra per un po’ di anni, e della burocrazia inglese conserva un ricordo che lo
porta ad arrabbiarsi di continuo con quella italiana, soprattutto per il mestiere che fa:
difficoltà nelle esportazioni, lungaggini e un carico da novanta di tasse. Il discorso finisce

sulla zona franca in Sardegna, argomento sul quale Mario e Giuseppe sono ben preparati
e hanno molte aspettative. Di recente hanno organizzato un convegno che ha riempito
l’auditorium, radunando esponenti di ogni parte politica. E hanno spiegato i benefici di una
normativa che la Sardegna, dicono, avrebbe potuto adottare già da quindici anni.
«Il Pd? È evaporato». È solo una delle tante iniziative pubbliche, volte al coinvolgimento
dei cittadini di Orgosolo, promosse negli ultimi anni da Mario Rubanu e il suo gruppo. Nel
2009, per esempio, hanno organizzato una giornata in ricordo dei fatti di Pratobello di cui
si parlava all’inizio, in occasione del quarantennale della più famosa rivoluzione civile di
Orgosolo, contro la militarizzazione del territorio negli anni del banditismo. Ed ecco il filo,
rosso ovviamente, con Giovanni Moro, da giovane protagonista di quella stagione, che al
contrario di molti altri esponenti del Pd non demonizza il Movimento 5 Stelle, quantomeno i
suoi rappresentanti a Orgosolo, e si confronta con loro.
Ne approfitta, anzi, per fare un’autoanalisi sul suo partito, a dir poco impietosa. «La mia
prima riflessione è che Orgosolo ormai si è normalizzato, dal punto di vista dei risultati
elettorali. Lo dimostra anche l’alternanza perfetta alla guida del comune, che forse si può
far risalire al 1970». Proprio nel 1970, Moro viene espulso dal Pci («non seguivo la linea»).
Approdato come tanti “esuli” al Pdup Manifesto, è stato vicesindaco dal 1975 al 1980 nella
prima giunta di sinistra di Orgosolo, e poi, rientrato nel Pci, sindaco dal 1985 al 1990. Da
allora ha seguito dall’interno l’evoluzione del partito sino al Pd, ma a differenza di altri non
è andato a caccia di poltrone o super candidature. Ha continuato a fare il professore di
lettere e poi è andato in pensione, mantenendo comunque un ruolo attivo nel partito. Oggi
fa parte della direzione provinciale. «In quattro anni ci siamo riuniti appena due volte. Nel
frattempo, mentre fuori si discuteva se dovesse essere solido o liquido, il partito è
evaporato. È diventato gassoso, non c’è più. Non so altrove, ma a livello provinciale
evidentemente non c’è più organizzazione. Orgosolo per esempio non ha più una sezione,
che fra l’altro oggi si chiama circolo, non capisco perché. Non mi risulta che ci sia un
segretario eletto, per esempio». Cosa pensa Giovanni Moro del risultato che tutto
sommato premia M5S? «Gli attivisti qui a Orgosolo provengono tutti dalla sinistra, ma
assisto anche al crollo del Pdl. Dunque, o i suoi elettori non sono andati a votare, oppure
hanno cambiato idea».
«Credo che l’argine, a Orgosolo ma anche altrove – continua –, sia il rispetto delle regole:
diciamo che l’elettore di centrodestra le ama di meno. Quando siamo andati alla guida del
comune nel 1975 non c’era neppure un piano edilizio, l’abbiamo introdotto noi. Per non
parlare delle intimidazioni subite nel mio mandato di sindaco. Erano all’ordine del giorno,
tanto che alle fine non facevamo neppure denuncia, anche perché Orgosolo faceva da
traino a una protesta a suon di bombe e fucilate che poi si allargava a tutta la Barbagia. La
situazione è cambiata, ma girano ancora troppe armi, e bastano poche persone per
inquinare la situazione».
Torniamo al Pd. «Francamente vedo che i discorsi di Grillo sulla casta hanno
corrispondenze nel mio partito, anche nelle ultime ore, che mi lasciano senza parole. Nel
Movimento 5 Stelle comunque trovo troppa improvvisazione». E a Orgosolo cosa
accadrà? «Se continua così – conclude Moro – Mario Rubanu, con il quale mi confronto
sempre volentieri, sarà il candidato sindaco dei grillini alle prossime elezioni. E magari le
vincerà».

06 marzo 2013

Sei in: La Nuova Sardegna / Nuoro / Cronaca
Il Pd di Orgosolo: «Ma noi dobbiamo impegnarci di più»
di Mattia Sanna
ORGOSOLO. Terminati gli spogli delle recenti competizioni politiche, è tempo di bilanci e
analisi per partiti e movimenti, che hanno preso parte alle elezioni del 24 e 25 febbraio
scorso. A Orgosolo il partito democratico e il centro sinistra mantengono la posizione di
primazia. Il calo dell’affluenza di quasi quattro punti e la considerevole avanzata dello
tsunami Grillo, tuttavia, non ha lasciato immune la coalizione, guidata da Pier Luigi
Bersani, e i democratici, che perdono terreno, seppur in misura molto minore agli altri
centri della zona e alle altre forze politiche tradizionali. “Italia bene comune” conquista la
maggioranza relativa dei consensi, passando però dal 60% di Pd e Idv del 2008 al 45-48%
dell’ultima tornata.
Il centro-destra, d’altra parte, non ne esce sicuramente meglio, perdendo quasi la metà dei
consensi, rispetto alla passata edizione. «Dati che devono far riflettere e chiamarci ad un
impegno maggiormente incisivo» secondo la segretaria reggente del circolo democratico
orgolese, Franca Brotzu.
«È innegabile che il Movimento cinque stelle abbia eroso consensi non solo al popolo
della libertà e al gruppo di partiti che sostiene Berlusconi. Dobbiamo registrare, infatti, un
influsso rilevante della campagna grillina soprattutto in relazione al nostro elettorato più
giovane».
«Il Partito democratico e il centro-sinistra raggiungono un risultato invidiabile rispetto a
molti altri centri limitrofi – continua la Brotzu – ma questo non deve essere motivo per facili
entusiasmi o superficiali sottovalutazioni. Il messaggio, inviatoci dagli elettori è palese,
esiste un malcontento, che non deve essere trascurato». «In ragione di ciò – si appella la
rappresentante Pd – invito tutti coloro si riconoscono nell’area del centro-sinistra, in
particolar modo i delusi, a confrontarsi con noi per costruire un progetto comune e
innovativo, che abbia come protagonista il nostro paese, in vista delle prossime
amministrative. Vorremmo vedere in questa fase tanti giovani desiderosi di accostarsi ad
una politica, fatta di dedizione e partecipazione concreta all’interno delle istituzioni».
«Attualmente il circolo democratico orgolese si accinge a chiudere il tesseramento con
circa un centinaio di iscritti – conclude Franca Brotzu – terminata questa incombenza,
rinizieremo ad incontrarci periodicamente, con l’intento di animare il dibattito e la
discussione sui problemi più rilevanti della comunità orgolese».

06 marzo 2013


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