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Author: c.salvi

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Grillo ai senatori: "Via i traditori da M5S
col voto hanno ingannato gli elettori"
"Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo", del voto segreto e a maggioranza
"ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze". Beppe Grillo sul
suo blog invita alle dimissioni quei senatori del M5S che ieri in Aula al Senato, a
suo dire, non hanno rispettato il "codice di comportamento degli eletti".
"Nella votazione di oggi (ieri, ndr.) per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza.
Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sua azioni ai cittadini con un
voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della
trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i
senatori del M5S dichiarino il loro voto". Scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Nel 'codice di
comportamento eletti Movimento 5 Stelle in Parlamento' sottoscritto liberamente da tutti i
candidati, al punto Trasparenza è citato: 'Votazioni in Aula decise a maggioranza dei
parlamentari del M5S'. Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli
elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze", conclude il leader del M5S.
IL CODICE DI COMPORTAMENTO - Beppe Grillo nel minacciare l'espulsione dei senatori
che non si sono attenuti alle decisioni del gruppo di Palazzo Madama, fa riferimento al
punto 4 del regolamento, quello sulla trasparenza, dove si legge che le "votazioni in aula
sono decise a maggioranza dei parlamentari del M5S". Immediato il riferimento alla norma
sulle espulsioni dal gruppo, il punto 6 del Codice. "I parlamentari del M5S riuniti, senza
distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di
Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza.
L'espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti
gli iscritti, anch'essa a maggioranza".
Domenica 17 marzo 2013 07:06

Senato, Grillo: "Fuori chi ha tradito"
Bersani: "M5S? Ricorda il leninismo"

PIERO GRASSO È IL NUOVO PRESIDENTE DEL SENATO

Con l'elezione di Laura Boldrini e Pietro Grasso alla presidenza di Camera e Senato nel
Pd in molti sono convinti che si rafforzino le chance di Bersani di ottenere l'incarico per
formare un governo. Il fronte compatto di M5S ha ieri mostrato i primi cedimenti e
Grillo ha già lanciato il suo anatema: "Fuori chi ha tradito". Il leader del centrosinistra:
"M5S si muove secondo un antico e conosciuto leninismo"

Il doppio coniglio tirato fuori da Bersani per sbloccare l'impasse funziona. Grasso e Boldrini
non sono nomi targati Pd: il primo è un indipendente, reso celebre per la lotta alla mafia.
La seconda, eletta con Sel, è famosa più per essere portavoce dell'Alto commissariato Onu
per i Rifugiati che per le simpatie politiche. Un ticket che Bersani riesce a tenere nascosto
fino all'ultimo. Che pare fatto apposta per dimostrare che il partito non è chiuso in se
stesso. Vi si può leggere persino una 'sfida' a Grillo: un modo per dire che il Pd è pronto a
mettere sulle poltrone più ambite esponenti della società civile. Sia come sia, il tandem
arriva a fine corsa: e così facendo rafforza le possibilità di Bersani. Nel frattempo c'è
tensione nel Movimento 5 Stelle per la frattura che si è aperta col voto al Senato. "Nella
votazione di oggi (ieri, ndr.) per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza - ha
tuonato Grillo - Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sua azioni ai
cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che
fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i
senatori del M5S dichiarino il loro voto". Scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Nel 'codice di
comportamento eletti Movimento 5 Stelle in Parlamento' sottoscritto liberamente da tutti i
candidati, al punto Trasparenza è citato: 'Votazioni in Aula decise a maggioranza dei
parlamentari del M5S'. Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli
elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze", conclude il leader del M5S.

BERSANI - "Il M5s fa riunioni chiuse e poi vuole lo streaming quando va dal capo dello
Stato, secondo un antico e conosciuto leninismo. Sono un cuneo... 'mi organizzo più o
meno segretamente e poi approfitto di tutti gli spazi che la borghesia cogliona e capitalista
mi offrè: non sono grandissime novità": lo ha detto Pierluigi Bersani a Brescia. E
sull'ipotesi che la frattura nel Movimento 5 stelle in seguito al voto per il presidente del
Senato possa favorire il Pd in Parlamento Bersani spiegato: "Non sono alla ricerca di
deputati o senatori, sia chiaro. Quando ho detto scouting chi ha capito che andavo a
catturarmi i dei parlamentari ha capito a rovescio". "Scouting - ha aggiunto - vuol dire che
io voglio capire se quella formazione in quanto tale si prende delle responsabilità rispetto
al ruolo parlamentare che ha voluto rivestire, che comprende anche dire la propria sul
tema del governo".
Domenica 17 marzo 2013 09:13

Il leader M5S: "D'Alema al Quirinale?
Paese subirebbe sette anni di inciucio"

IL PROFILO DI BEPPE GRILLO SU TWITTER

Secondo il leader del Movimento Cinque Stelle la candidatura alla presidenza
della Repubblica di Massimo D'Alema sarebbe irricevibile dall'opinione pubblica.
"La candidatura di D'Alema" al Quirinale "sarebbe irricevibile dall'opinione pubblica". Lo
scrive Beppe Grillo sul suo blog. "Un fiammifero - aggiunge - in un pagliaio. Il Paese non
reggerebbe a sette anni di inciucio. Un passo indietro preventivo e una smentita, anche
indignata per le 'voci infondate', sarebbero graditi".
Ora, aggiunge, c'è l'elezione del nuovo Capo dello Stato che è "fondamentale per il futuro
dell'Italia: il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le
legislature) con poteri da monarca". "Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del
pdmenoelle - aggiunge - è Massimo D'Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è
molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io. Super Maxpoteri a D'Alema?
L'articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di
presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere
la grazia e di commutare le pene. L'articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie
all'articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per
alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare

la volontà delle urne. Per l'articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù
dell'articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta.
Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l'articolo
278 a norma di codice penale è comparabile a un'entità ultraterrena 'Chiunque offenda
l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a
cinque annì. "La candidatura di D'Alema - conclude - sarebbe irricevibile dall'opinione
pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio.
Un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le 'voci infondate',
sarebbero graditi".
Domenica 17 marzo 2013 14:12


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