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Fabio Riaudo TGS BN .pdf



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“VENGA SIGNOR FRANKLIN”
La storia illustrata

“Venga signor Franklin, si sieda,
la provi, finalmente è quasi pronta! Mancano solo le ultime modifiche e poi ci siamo!”
Mi trovavo in una buia stanza del
Biotek Hotel al centosedicesimo
piano sotterraneo. Il gigantesco
palazzo, in una zona criminosa
della già malfamata Phylaca, era
gestito da un gruppetto di delinquenti del quartiere, che per una
ridicola quantità di denaro ci
avevano affittato una stanza senza
farsi alcun problema riguardo a
ciò che ci facevamo all’ interno.

Ecco perché avevamo scelto il
Biotek, perché qui nemmeno la polizia veniva mai a cercare nessuno. L’ottavo distretto era in
realtà un ghetto più che un quartiere, e solo il peggio dell’
umanità poteva considerarlo un
posto in cui vivere, talmente era
squallido.

L’ottavo distretto era in realtà
un ghetto più che un quartiere, e
solo il peggio dell’ umanità poteva
considerarlo un posto in cui vivere, talmente era squallido. Oltre
ai soliti grattacieli grigi privi
di finestre che lentamente andavano
in rovina, spaccandosi e crepandosi qua e là, ed all’enorme quantità
di cani randagi che si aggiravano
aggressivi e famelici per le strade desolate, a cui ogni abitante di
Phylaca era ben abituato, l’ottavo
distretto era popolato quasi solamente da gente meschina e pericolosa. Per lo più ex galeotti, ladri,
assassini e insani di mente, gente
che era venuta qui perché era stata
cacciata, spesso sotto ordine statale, da uno degli altri sette distretti. Le attività al suo interno
erano gestite da quattro principali bande criminali, che talvolta
collaboravano, talvolta si combattevano nell’amministrazione della
zona, non molto dissimili le une
dalle altre. Le “operazioni” erano
principalmente connesse alla vendita di droga ed armi; erano infatti frequentissime le sparatorie
nei locali e per la strada, ma se
si stava attenti ai borsaioli e non
si guardava nessuno dritto negli
occhi non era così consueto venire
disturbati; nessuno infatti ti rivolgeva mai la parola, tranne gli
spacciatori e i barboni che chiedevano l’ elemosina; non c’ era alcun
desiderio di conoscere e conoscersi
fra la gente, la comunicazione tra
individuo e individuo era ancora
inferiore rispetto a quella degli
altri sette quartieri; incredibile.


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