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IB CAPITOLO VI La provvidenza arriva .pdf



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CAPITOLO VI: LA PROVVIDENZA ARRIVA
“Guardi questa città. La guardi attentamente. In essa si nasconde il germe che prima o poi
attacca ogni civiltà, ogni aggregazione umana. E’ inevitabile.” con queste parole Arnaldow
inizia il suo interrogatorio, la sua confessione, lo show del suo perverso obiettivo.
Arnaldow- “Questa città una volta era semplice. Abituata a prosperare nella sua primordiale
essenza. Non c’era nulla, eppure c’era tutto. Voi ve la ricordate com’era Playermouth, prima,
prima di tutto questo, prima della Inframort? Ricordo le persone delle contee vicine che ci
chiedevano come facessimo a vivere così, nel nulla, in una città con solo case e neve. E io gli
rispondevo che in fin dei conti noi avevamo più dei loro. Perché di locali, ristoranti,
metropolitane, non te ne fai nulla quando non puoi godere di un ambiente sano, con valori
morali e etici. Valori che il progresso, come lo chiamano loro, ha spazzato via anche in questa
città che sembrava inespugnabile. E il progresso a Playermouth si chiama Inframort. Ha portato
in questa città beni, servizi, ma ha preteso da noi c’ho che avevamo di più chiaro: la nostra
identità”
Detective Cassiopin- “Ma anche tu lavoravi per la Inframort”
Arnaldow- “Si, e proprio per questo ho avuto un punto di vista migliore sulla cosa. Ero anch’io
dunque responsabile in parte dell’inesorabile annientamento di Playermouth, e in quanto
corresponsabile dovevo assumermi il compito di riportarla indietro. Di salvarla. Io ero la
Provvidenza”
Detective Ruge- “E così hai deciso di ammazzare dei poveri fedeli? Era questo il tuo piano di
salvataggio? Perché non prendertela direttamente con la Inframort? Con il presidente
Cogwheel?”
Arnaldow- “No, quelli non erano poveri fedeli. La Inframort ha contaminato pure la comunità
religiosa, l’ultimo bastione di speranza. Era da li che bisognava partire. Vi erano delle mele
marcie e loro per prime andavano estirpate. Il fine ultimo era ovviamente la Inframort. I numeri
erano un segno, un messaggio per dire alla Inframort stiamo arrivando. Questa città è ormai
contaminata, dal progresso, dall’autocelebrazione di falsi valori che hanno soppiantato quelli
veri. Ve ne accorgerete. Rimpiangerete quella città che non c’è più. Lo farete e capirete”
Terminato il delirante interrogatorio di Arnaldow, Cassiopin e Ruge possono finalmente dire
di aver chiuso il caso. Tutto il dipartimento di polizia li applaude. Tutta la città li applaude. Il
procuratore Vincent Buongasso si scusa e congratula specialmente con Ruge, i due hanno
appianato l’ascia di guerra.
C’è però ancora qualcosa che non torna in Cassiopin e Ruge. Arnaldow è il serial killer,
ossessionato dalla azienda colpevole secondo lui di aver portato progresso in una città
tradizionale come Playermouth e di averne quindi snaturato la sua essenza. Cambiamento di
mentalità che aveva influenzato anche una parte della comunità religiosa, di certo la meno
propensa ai cambiamenti. L’obiettivo ultimo sarebbe stato colpire la Inframort ma prima
bisognava fare pulizia all’interno della comunità stessa. Ma chi aveva scelto gli obiettivi?. Chi
aveva scelto i fedeli da punire? Arnaldow stesso? E se ci fosse stato qualcuno o qualcosa che lo
avesse usato? Che invece di fargli colpire subito la Inframort, lo avrebbe prima consigliato di
fare pulizia tra la comunità religiosa. Un manipolatore dunque?

Cassiopin ha un’intuizione. Ricordandosi dell’uccisione quella notte di McDomas, capisce che
dalla cella poteva accedere alla sala delle visite solo se a parlargli fosse stato il suo avvocato o
un prete. E di certo gli avvocati non lavorano la notte. Già un prete, un prete come Padre
Gianniz. L’organizzatore della conferenza La Provvidenza aiuta un po’ tutti. Provvidenza, quel
nome che amava tanto ripetere Arnaldow.
Interrogando Ambrosella Kerrenwood la potenziale vittima numero 25, nonché tutte le altre
potenziali vittime della serie numerica, si scopre che a fondo a fondo ognuna delle potenziali
vittime aveva subito un mal torto da Padre Gianniz, il quale viene definito come geloso del
posto di unica guida spirituale di Playermouth. Geloso a tal punto da avercela addirittura con
un importante emissario papale, l’Emissario Barreno, ospite d’onore alla conferenza con il
posto numero 100.
Certo è difficile far emergere il lato di Padre Gianniz e interrogare i discreti fedeli, ma alla fine
emerge un quadro chiaro di Padre Gianniz. L’Emissario Barreno era si giunto come ospite
d’onore alla conferenza, ma c’erano voci che la sua presenza lì fosse per un motivo ben
diverso. Valutare l’operato di Padre Gianniz un prete ritenuto troppo radicale e non in linea
con la dottrina religiosa tradizionale, preoccupava la sua crescente influenza sulla comunità di
Playermouth, e si cercava di mandarlo altrove. Anche sentendo l’opinione di quei pochi fedeli
di Playermouth che non avevano una buona idea di Padre Gianniz.
Refettorio della cattedrale di Playermouth. Padre Gianniz incontra l’Emissario Barreno prima
che esso riparta. I due discutono sulla condizione in cui versa la comunità di Playermouth.
Padre Gianniz offre un bicchiere di vino all’Emissario e esso sta per berlo.
“Non lo faccia. Non beva Emissario” la voce di Cassiopin che insieme a Ruge piomba nella sala.
Il bicchiere di vino viene sequestrato, all’interno verranno ritrovate tracce di veleno. Lo stesso
che uccise McDomas. Padre Gianniz voleva avvelenare l’Emissario Barreno, il quale sarebbe
morto qualora avesse bevuto, solo diverse ore dopo, senza destare sospetti.
Padre Gianniz viene messo in stato di fermo. Ora la vicenda è più chiara, ora il caso è chiuso.
Padre Gianniz aveva notato la personalità disturbata di Arnaldow, la sua voglia di punire la
Inframort, lo aveva plagiato, convincendolo prima di punire direttamente la Inframort contro
cui Padre Gianniz non aveva nulla, a colpire i suoi fedeli infedeli, coloro che in un modo o
nell’altro potevano intaccare il prestigio di guida spirituale dello stesso, facendoli passare per
mele marcie agli occhi di Arnaldow e che prima appunto bisognasse eliminare loro,
facendoglieli conoscere alla conferenza. Una volta in questa, Arnaldow aveva posizionato le
sue vittime in posti numerici prestabiliti per mandare un messaggio di minaccia alla
Inframort. Quando McDomas aveva scoperto la serie, e avrebbe capito chi sarebbero state le
prossime vittime, Padre Gianniz lo aveva fatto avvelenare, affinchè la sequela di omicidi, per
lui indispensabili, sarebbe potuta continuare.
Il caso è chiuso.

Cassiopin e Ruge stanno guardando la bianca cittadina di Playermouth ricoperta da neve.
Cassiopin- “Sai che penso Ruge? Penso che forse un po’ di ragione Arnaldow l’avesse. Questa
città prima era più pura, più innocente. E adesso dopo questa terribile vicenda questa città abbia
definitivamente smarrito la propria innocenza”
Ruge- “No, non sono d’accordo. Io credo il contrario. L’innocenza è una cosa che hai sempre con
te, la puoi smarrire momentaneamente, puoi scordartela e dimenticartela per un pezzo, ma se ce
l’hai essa è sempre lì con te”


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