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Analisi Chimica del siero
Il sangue veicola un grande numero di sostanze, e i liv. ematici di queste sostanze dipendono da
processi metabolici o da eventuali patologie in corso. Il riscontro di alterazioni nei livelli plasmatici
di queste sostanze è di notevole importanza per la diagnosi di numerose malattie a l'adeguata terapia.
Le sostanze normalmente misurate nel siero possono essere distinte nelle seguenti categorie ->
-> sostanze normalmente presenti nel siero che svolgono una funzione fisiologica.
glucosio, ioni come Cl, K, Na, Bicarbonato, Ca, Mg, Pi, proteine come albumina,
trigliceridi, colesterolo, ormoni e vitamine.
-> metaboliti tra qui annoveriamo l'urea, l'acido urico, la creatinina, gli ioni ammonio,
e la bilirubina.
-> sostanze rilasciate dalle cellule come conseguenza di eventi proliferativi anomali o di
aumentata permeabilità della membrana conseguenza di un danno cellulare. Tra queste
si annoverano la lattico deidrogenasi, la alanina transferasi, la aspartato aminotrasferasi
la creatina chinasi CK, le amilasi e le fosfatasi (alcalina ed acida).
-> farmaci o sostanze tossiche tra cui antibiotici, cardiotonici ed antiaritmici, anti convulsi
vanti, salicilati, alcool ed altre sostanze assunte dai tossicodipendenti
Il plasma rappresenta la frazione del sangue in equilibrio con i tessuti e contenente tutte le sostanze
di origine tissutale, di conseguenza quasi tutti gli esami ematochimici si svolgono su plasma o più
comunemente su siero, che rappresenta la parte liquida separata per centrifugazione dal sangue
coagulato. Rappresenta quindi plasma privo dei fattori della coagulazione e di fibrinogeno, ed è il
campione più frequentemente utilizzato nei test di chimica clinica. Per la preparazione, si utilizzano o
provette contenenti granuli di un materiale non solubile che accelera la coagulazione oppure provette
con un gel che durante il processo si interpone tra coagulo e siero. Altre sostanze, localizzate anche
negli eritrociti, sono misurate nel sangue intero (gas, metalli, farmaci).
Carboidrati
Cenni sul metabolismo
Il glucosio fornisce la maggior parte della energia utilizzata nei processi cellulari. Negli alimenti è
presente in forma di polisaccaridi (amido) o di disaccaridi (saccarosio, lattosio, maltosio),
idrolizzati rispettivamente dalla amilasi e dalle disaccaridasi (lattasi, maltasi, saccarasi). I principali
metaboliti intermedi del metabolismo del glucosio sono l'acido piruvico, l'acido lattivo e l'acetil
CoA. L'energia ottenuta dal met. del glucosi viene immagazzinata nei legami dell'ATP.
Il glucosio è immagazzinato nel fegato e nel muscolo sotto forma di glicogeno, oppure una seconda
via metabolica può trasformare nel fegato il glucosio in acidi grassi, depositati nel tessuto adiposo,
oppure in amminoacidi, usati per la sintesi proteica. Il fegato ha un ruolo chiave nell'indirizzare le
molecole di glucosio verso le vie cataboliche per la produzione di energia, o quelle anaboliche per
l'immagazzinamento o la biosintesi. Quando i depositi di glucosio sono esauriti, il fegato può
sintetizzare glucosio mediante la gluconeogenesi da AA o dal glicerolo dei trigliceridi.
La glicemia è controllata da diversi meccanismi omeostatici ed è mantenuta entro i 70 e i 110 mg/dl.

La determinazione della glicemia viene effettuata per ottenere una stima dell'efficienza di questi
meccanismi omeostatici.
Misura della glicemia.
La maggior parte dei laboratori misurano la glicemia in campioni di siero, ma poiché il siero ha una
[acqua] > del sangue intero, e dato che il glucosio è disciolto nell'acqua, la concentrazione misurata
nel siero tende ad essere più elevata di quella presente nel sangue intero.
La permanenza del sangue nelle provette non è consigliata in quanto il glucosio contenuto nel
campione può essere metabolizzato dalle cellule ivi contenute, fino a che non sono separate per
centrifugazione. La velocità con cui questo processo avviene dipende dalla temperatura. Se la
temperatura è bassa, la concentrazione del glucosio può rimanere stabile per diverse ore. A t
ambiente la concentrazione del glucosio si riduce dell'1-2% ogni ora. Per prevenire questa fonte
d'errore, si può conservare il campione in provette con fluoruro, che inibisce la glicolisi. Il glucosio si
mantiene costante anche in campioni nelle normali provette da ematochimica dopo che siero e cellule
sono stati separati per centrifugazione. Campioni preparati in questo modo sono utili anche per
misurare altri parametri ematochimici.
Metodologia di misurazione della glicemia
Le metodiche utilizzabili sono essenzialmente 2 ->
-> metodo vecchio sfrutta le proprietà riducenti del glucosio. L'indicatore presente nella
miscela, ridotto dal glucosio, cambia colore. La presenza di altre sostanze riducenti può
sfasare i risultati.
-> metodi enzimatici sono basati sull'impiego di esochinasi o di glucosio-ossidasi enzimi
che hanno come substrato solo il glucosio e non altre sostanze. La quantità di glucosio
modificata dall'enzima è poi misurata nella miscela di reazione attraverso una reazione
colorimetrica oppure attraverso un sistema di misurazione dell'O2 (se la reazione
enzimatica avviene con consumo di ossigeno). Effettuando diverse determinazioni
nell'intervallo di pochi minuti, gli analizzatori possono calcolare la velocità della reazione
che è proporzionale alla concentrazione del glucosio, tecnicamente preferibile alla semplice
determinazione della quantità del glucosio.
Oggi sono presenti degli analizzatori per uso personale che determinano i liv. glicemici analizzando
una goccia di sangue. Sono utili perché forniscono misure rapide al paziente, mediante le quali esso
può modificare la terapia o la dieta in corso, ma molti sono influenzati dal valore dell'Ht. La
glicemia è più elevata se l'Ht è basso e viceversa.
La determinazione della glicemia fornisce informazioni sullo stato glicemico nel momento in cui si
esegue l'esame, mentre per ottenere una valutazione che si riferisce a periodi di tempo più estesi si
può dosare l'Hb glicosilata, che si ha quandi i liv. glicemici si mantengono elevati per parecchio
tempo, e si ottiene mediante la elettroforesi o con metodi cromatografici su di un lisato di eritrociti.
Zuccheri diversi dal glucosio
-> fruttosio alti liv. di fruttosio sono evidenziati in pazienti con alcuneenzimopatie rare.

quando si usavano i metodi di dosaggio del glucosio basati sulle sue proprietà riducenti,
la fruttosemia veniva evidenziata sulla base di un inaspettato aumento dei liv. di glucosio.
Oggi invece deve essere specificamente ricercata e verificata. I pazienti con questo difetto
presentano l'impossibilità, per la mancanza di enzimi alternativi per il catabolismo del
fruttosio, di ricavare glucosio da altri zuccheri. Non essendo quindi disponibile il glicogeno
come fonte di riserva di glucosio (per la inibizione della fosforilasi) si ha ipoglicemia.
-> galattosio nella galattosemia è carente uno degli Enzimi che prendono parte al met. del
galattosio. L'aumento dei liv. di galattosio nei primi giorni di vita del neonato provoca gravi
alterazioni fisiche e mentali. Il test di screening è effettuato nelle urine,
Composti azotati non proteici
Questo gruppo comprende sostanze a basso PM contenenti azoto N (azoto non proteico). Tra queste
vi sono urea, creatinina ed acido urico, che rappresentano metaboliti intermedi del met. delle
proteine e degli acidi nucleici. Sono normalmente presenti nel sangue in concentrazioni di mg/dl in
quanto sono velocemente eliminate con le urine.
UREA
Cenni sul Metabolismo
Enzimi detti aminotransferasi catalizzano il trasferimento di gruppi aminici tra gli AA, che possono
anche essere rimossi dalle molecole amminoacidiche nelle reazioni di interconversione e riutilizzati
dal pool di AA circolante. I gruppi aminici sono liberati in forma di ioni ammonio e, giunti nel
fegato, sono usati per la sintesi dell'urea. L'urea diffonde nei liquidi intra ed extra cellulari, viene
concentrata nelle urine e poi eliminata. In condizioni di equilibrio, vengono escreti 25g di urea per dì.
Misurazione della concentrazione di urea
I metodi chimici per la misurazione della concentrazione di urea nel siero sono stati sostituiti quasi
completamente da metodi enzimatici, che impiegano le ureasi, enzimi altamente specifici per l'urea. I
dosaggi della concentrazione dell'urea sono corretti ed espressi come contenuti di azoto della
molecola, parametro riferito come Concentrazione di azoto ureico (BUN). Se si tiene conto della
intera molecola dell'urea, in cui l'N occupa i 28/60 del PM, si deve moltiplicare il BUN per 2.14.
Considerazioni cliniche
I valori di BUN nei maschi sono leggermente superiori a quelli nelle femmine e sono indice del
catabolismo delle proteine. Il BUN è ai valori superiori della norma nel caso di diete iperproteiche.
Bassi valori di BUN non sono generalmente considerati patologici in quanto sono ritenuti la
conseguenza di una dieta a basso apporto proteico oppure ad una riduzione del volume
plasamatico. Valori molto ridotti di BUN sono un imp. parametro delle epatopatie gravi.
-> L'aumento della [urea] nel sangue è definita uremia, anche se spesso questo termine è
riferito all'aumento di concentrazione di tutti i prodotti del catabolismo dell'azoto. La
causa più comune di uremia è la ridotta escrezione renale di urea per insufficienza renale.
-> Con iperazotemia si intende l'aumento di tutti i composti azotati a basso PM

-> Con uremia pre-renale, si intende la uremia causata da meccanismi che agiscono a monte
della filtrazione glomerulare, quindi shock, disidratazione, o aumento catabolismo prot.
-> Con uremia post-renale si intende la uremia causata da ostruzione delle vie urinarie a liv.
degli ureteri, della vescica o dell'uretra.
-> Con uremia renale si intende la uremia causata da patologie che provocano lesioni a
carico dei glomeruli, del microcircolo renale o dei tubuli renali.
CREATININA
Cenni sul Metabolismo
E' il prodotto terminale del metabolismo della creatina. E' presente nel muscolo scheletrico dove
partecipa come creatina fosfato ai processi di immagazzinamento dell'energia. Le creatina fosfato
CP è convertita a creatina in una reazione accoppiata con la sintesi di ATP dall'ADP. Nel corso della
reazione, mano mano che la energia è utilizzata e la CP rigenerata, una parte della creatina viene
trasformata in creatinina, portata nel sangue ed eliminata dai reni. I valori normali della
creatitinemia sono per il maschio di 0.6/1.3 mg/dl e per la donna di 0.5/1 mg/dl.
La produzione giornaliera di creatinina resta costante a meno che non si abbia degenerazione del
tessuto muscolare per traumi da schiacciamento o per miopatie degenerative. La filtrazione
glomerulare influenza l'escrezione di creatinina meno di quella di urea, in quanto la prima può
essere compensata da una maggiore escrezione dai tubuli.
Considerazioni cliniche
La creatininemia aumenta quando la funzione renale diminuisce. Se la funzione renale declina
lentamente e insieme si ha anche una riduzione della massa muscolare, allora la creatininemia
inizialmente può rimanere a liv. normali, ma la velocità di escrezione (clearance) nelle 24h sarà
inferiore. La Clearance della creatinina è un importante indice di funzionalità renale.
Il rapporto tra BUN e creatinina permette di discriminare tra le possibili cause di uremia.
-> in condizioni normali, il rapporto è compreso tra 12 e 20.
-> se il rapporto è superiore a 20, allora vuol dire che i valori di BUN sono > di quelli della
creatinina ed è indice di una uremia di origine non-renale (spesso pre-renale)
-> se il rapporto è inferiore a 12, allora vuol dire che i valori di BUN sono < di quelli della
creatinina, e ciò si ha nel trapiano renale e dopo terapia dialitica, dove la [urea] si
abbassa più velocemente di quella della creatinina, che è meno influenzata dalla funzione
renale
-> nella insufficienza renale cronica, i livelli di urea aumentano costantemente mentr quelli
di creatinina raggiungono un plateau, in quanto questa può essere eliminata anche
tramite l'apparato gastrointestinale.
ACIDO URICO
Cenni sul Metabolismo
L'acido urico è il prodotto terminale del catabolismo delle purine. La sintesi e la degradazione di
RNA e di DNA comportano un continuo ricambio del pool purinico dell'organismo. La sintesi di ac.

urico si ha nel fegato. L'ac. urico nel sangue arriva ai reni dove viene filtrato, parzialmente
riassorbito e anche attivamente secreto prima di essere concentrato nelle urine. Con una dieta a
basso contenuti purinico l'escrezione giornaliera di ac. urico è di 0.5 g, con una dieta normale, il
valore raddoppia.
Iperuricemia
L'ac. urico è poco solubile, quando la sua concentrazione è elevata, può precipitare e formare
cristalli di urato e quindi di calcoli (se ciò avviene nelle urine). Cristalli di urato possono precipitare
anche nei tessuti connettivi, in particolare nelle articolazioni determinando la gotta. La presenza dei
cristalli innesca reazioni infiammatorie con rilascio di enzimi leucocitari, danno tissutale ed
acidificazione dell'ambiente che porta ad ulteriore deposito di cristalli. Le articolazioni diventano
quindi gonfie dolenti ed infiammate. I liv. di ac. urico sono maggiori nella popolazione maschile,
quindi la gotta è più frequente nell'uomo che nella donna.
L'uricemia è influenzata sia dalla produzione (si ha aumento in corso di leucemie o di altri tumori
maligni con attiva proliferazione cellulare, che porta ad un aumento di ac. urico e alla possibile
precipitazione di questo nei reni, con conseguente insufficienza renale acuta) che dalla escrezione di
ac. urico. La gotta si può classificare in ->
-> primaria se è provocata da una iperproduzione o da una ridotta escrezione tubulare
-> secondaria se è dovuta ad una iperproduzione di ac. urico, conseguente ad aumentato
ricambio degli ac. nucleici, o ad una ridotta escrezione dovuta ad una nefropatia acquisita.
La terapia si ottiene utilizzando farmaci uricosurici oppure inibendo l'attività della xantina-ossidasi
e mantenendo alcalino il Ph delle urine.
ALTRE SOSTANZE AZOTATE NON PROTEICHE
Comprendono ioni ammonio e amminoacidi che ne costituiscono la maggior parte.
Bilirubina
Cenni sul Metabolismo
Il metabolismo della Hb rilasciata dai GR invecchiati porta alla formazione dell'eme così come
anche il catabolismo della mioglobina dei muscoli. Perso l'atomo di Fe, l'eme viene ossidato a
formare la bilirubina, un pigmento giallo poco solubile in acqua. Per circolare nel sangue, deve
legarsi ad una proteina plasmatica, l'albumina. Giunta al fegato, essa negli epatociti viene ->
-> captata
-> coniugata con ac. glicuronico
-> riversata in questa forma nella bile ed escreta così nell'intestino
La glicuronazione della bilirubina conferisce alla molecola due cariche negative rendendola quindi
solubile in fase acquosa. Se per qualche motivo è impossibile eliminare la bilirubina con la bile, essa
torna in circolo determinando un aumento dei liv. ematici di bilirubina. Gli epatociti
normofunzionanti tenteranno di captare la forma coniugata in circolo così come fanno per quella
non-coniugata. Se la bilirubina permane in circolo per molto tempo, è possibile che la forma

coniugata formi un legame covalente con l'albumina, che non può entrare nel fegato e rimane in
circolo.
Una volta che la bile è nell'intestino, i batteri convertono la bilirubina in urobilinogeno, un insieme di
composti incolori che vanno incontro ad ossidazioni successive con formazione del pigmento bruno
urobilina, escreta nelle feci. L'urobilinogeno viene parzialmente riassorbito dall'intestino per cui può
anche essere escreto con le urine.
Esame della concentrazione della bilirubina
Si distinguono due tipi di bilirubina ->
-> forma coniugata detta anche bilirubina diretta, misurata mediante una specifica reazione
chimica (diazotizzazione) senza alcuna modificazione in quanto è una forma solubile in
acqua
-> forma non-coniugata detta bilirubina indiretta che viene calcolata come differenza
con la bilirubina totale della forma diretta.
-> bilirubina totale richiede per la determinazione la solubilizzazione della forma non
coniugata prima del dosaggio chimico.
Il campione ideale per il dosaggio della bilirubina è il siero non emolizzato che non contenga grassi
o altre sostanze in eccesso che possono conferire al campione torbidità od colorazioni anomale in
grado di interferire con alcuni metodi colorimetrici di determinazione della bilirubina.
L'esposizione del siero alla luce può determinare una riduzione del contenuto di bilirubina.
Considerazioni cliniche
L'ittero è una colorazione della pelle e delle sclere giallastra che compare quando i valori di
bilirubinemia superano i 2.5 mg/dl. Nell'adulto la bilirubina diretta non supera i 0.3 mg/dl mentre la
bilirubina totale va da 0.1 a 1.2 mg/dl. Occasionalmente in adulti sani con bilirubina diretta normale
si possono osservare valori di bilirubina totale pari o superiore a 2 mg/dl. Questi soggetti presentano
un difetto nella captazione epatica di bilirubina e presentano una variante della sindrome di Gilbert
L'ittero fisiologico del neonato è dovuto alla relativa incapacità di coniugare la bilirubina da parte
del fegato immaturo del neonato.
Nelle anemie emolitiche di qualsiasi natura, ci si deve aspettare un aumento della prod. di bilirubina
nella forma non coniugata in quanto derivata da un aumento della Hb plasmatica, sempre che la
funzione epatica sia normale.
La determinazione della bilirubina totale e diretta serve a valutare se l'epatopatia coinvolge le
funzioni epatocellulari (bilirubina tot. elevata e bilirubina diretta bassa) o se deriva da un blocco a
valle del fegato (bilirubina totale e diretta elevate).
La bilirubina delta è così detta quella formata dal legame covalente della bilirubina con l'albumina,
che si ha quando aumentano i liv. di bilirubina diretta per parecchio tempo.
Calcio Magnesio e Fosforo
Introduzione
Sia Ca che il Mg sono presenti in soluzione acquosa come cationi bivalenti (Ca+2 e Mg+2)

I valori normali per il Ca sierico sono compresi tra 9 e 11 mg/dl. Per quanto riguarda il magnesio,
invece, i valori normali sono compresi tra 1.8 e 3 mg/dl. Circa la metà del calcio e del magnesio
circolante è disciolta nel plasma, quindi in forma ionizzata, mentre la restante porzione è legata a
proteine anioniche (albumina in prevalenza) o chelata con piccoli anioni.
La frazione disciolta è quella fisiologicamente rilevante. Il Ca partecipa ai processi della
coagulazione, ai fenomeni di contrattilità del muscolo scheletrico e del cuore, e a molteplici altre
funzioni. Sia il Ca che il Mg sono importanti nei fenomeni di eccitazione ed di conduzione dei
tessuti eccitabili.
I fosfati formano lo scheletro degli acidi nucleici RNA e DNA e sono essenziali per
l'immagazzinamento e la conversione di energia in composti come ATP e creatina-fosfato. I fosfati
sono anche imp. nella formazione di metaboliti intermedi dei carboidrati, alcuni dei quali svolgono
funzioni regolatorie, come il 2-3 difosfoglicerato (DPG) che modula la dissociazione dell'O2 dalla
emoglobina.
Cenni sul metabolismo
Vedere capitolo relativo il metabolismo dell'osso
Considerazioni cliniche
-> Alterazioni dell'omeostasi del calcio
Malattie delle paratiroidi, osteopatie metaboliche e anomalie del met. della vit. D
sono tra le cause più frequenti di alterazioni dell'omeostasi del calcio.
L'ipercalcemia si osserva frequentemente nei pazienti con neoplasie maligne
mieloma multiplo e sarcoidosi. La ipercalcemia può condurre ad alterazioni mentali
dei pazienti, che mostrano confusione e incapacità a comunicare.
L'ipocalcemia si può avere o in carenza di albumina, ove però sarà deficitaria la quota
di Ca legato alle proteine mentre la frazione ionizzata resterà normale, Si può avere
una vera ipocalcemia in corso di pancreatite, dovuta al sequestro di Ca nel tessuto
danneggiato. Essa porta a ipereccitabilità neuromuscolare che si manifesta con tetania
I pazienti con insufficienza renale cronica necessitano di integrazioni di Ca nella dieta
La rimozione chirurgica delle paratiroidi causa anch'essa ipocalcemia.
-> Alterazioni dell'omeostasi del fosforo
I fosfati sono essenziali per il trasporto insulino-dipendente del glucosio nelle cellule.
Al trasporto dell'esoso nelle cellule segue la sua fosforilazione e il processo è accompa
gnato da un flusso di K verso il compartimento intracellulare. L'equilibrio tra i fosfati
nel siero e quelli nei depositi intracellulari dipende dal metabolismo dei carboidrati e
dal Ph del sangue.
-> Alterazioni dell'omeostasi del Magnesio
In funzione della sua caratteristica di legarsi all'albumina, il Mg diminuisce in modo
parallelo a quanto avviene per il Calcio. Malassorbimento e Digiuno possono portare

ad un deficit di Magnesio che si osserva solo dopo la deplezione delle scorte del
organismo. Anche la diarrea cronica e l'uso di diuretici potenti possono portare ad
ipomagnesemia.
I disordini dell'omeostasi del magnesio possono aggravare gli effetti dell'ipopotassiemia
e dell'iperpotassiemia.
Determinazioni della Concentrazione di Ca, Pi e Mg.
-> Calcio
Viene normalmente determinato il Ca tot. -> ionizzato, chelato o legato alle proteine.
Le misurazioni possono essere effettuati con elettrodi iono-selettivi su sangue intero o
siero. La determinazione delle concentrazioni dello ione deve essere effettuata su
campioni di siero per evitare interferenze con gli anticoagulanti usati per i campioni di
plasma, che spesso sono chelanti il Calcio. Lo ione può essere misurato mediante
-> spettrofotometria ad assorbimento atomico
-> dosaggi colorimetrici (coloranti che legando il Ca cambiano colore)
-> elettrodi iono-selettivi.
Per il dosaggio del Calcio, possono anche essere usati campioni di sangue intero o di
plasma raccolti in eparina, che non è un chelante il calcio, I campioni devono essere
freschi e accuratamente preparati e conservati. Un Ph alcalino ad esempio fa si che il
Ca ionizzato si leghi alle proteine, mentre un Ph acido provoca un aumento del calcio
ionizzato (gli ioni H+ spiazzano le molecole di calcio legate alle proteine). Per cui le
misurazioni dello ione calcio devono o essere effettuate su campioni di sangue intero
rapidamente oppure deve essere riequilibrato il Ph.
-> Fosforo e Magnesio
Il fosforo è misurato nei liquidi corporei come miscela di fosfati monobasici e bibasici
le cui proporzioni cambiano a seconda del Ph. Sia il fosforo che il Mg possono essere
misurati con metodi colorimetrici. Il Mg anche con spettrofotometria ad assorbimento
atomico.

Esame delle Feci
Generalità
Spesso si cerca di evitarlo, sia perché ai pazienti non piace raccogliere i campioni del proprio
materiale fecale, sia perché il personale infermieristico e di laboratorio tende a condividere questa
avversione. Tuttavia, le patologie del tratto gastrointestinale sono diffuse e questo esame aiuta molto
a chiare i relativi quesiti clinici.
Esisrtono diversi mezzi per attuare il prelievo del campione, che può essere eseguito come ->
-> prelievo casuale durante un'esame rettale
-> campione raccolto durante la defecazione
Campioni normali
L'adulto evacua normalmente dai 100 ai 300 g di feci al giorno. Il materiale è costituito di una
percentuale di acqua, fino al 75%. Sono presenti per la maggior pare batteri e residui cellulari. Per il
resto si hanno residui vegetali, grassi e cellule epiteliali desquamate. Rappresenta ciò che resta dei 10
l di materiale ingerito comprendente cibo, succhi gastrici, saliva, succo pancreatico e bile.
Il tenue digerisce grassi, proteine e carboidrati e assorbe importanti sostanze come le vitamine
liposolubili, il ferro ed il calcio. Assorbe anche grandi quantità di acqua con gli elettroliti in essa
contenuti.
Il colon prossimale assorbe la maggior parte dell'acqua residua e i batteri ivi contenuti degradano
molti prodotti terminali del metabolismo.
Il colon distale funge da sede di immagazzinamento delle feci in attesa di essere evacuate.
Il colore marrone è dato dalla degradazione dai batteri dei pigmenti biliari in stercobilina e l'odore è
dato dai prodotti di degradazione proteici indolo e scatolo.
Raccolta del Campione
I campioni casuali sono raccolti per test qualitativi come la ricerca di sangue occulto o la ricerca di
leucociti, batteri e parassiti.
Esami di laboratorio
Esame Macroscopico
Deve valutare -> forma
-> dimensioni
-> consistenza
-> colore ed odore
-> eventuale presenza di muco, pus, sangue, frammenti di tessuto, parassiti.
Alterazioni nella dimensione e nella forma indicano alterata mobilità del colon.
Un calibro grande indica la dilatazione del colon, feci a nastro indicano invece un diametro
eccessivamente ridotto quindi diminuita elasticità o ostruzione parziale.
Feci piccole e rotondeggianti sono tipiche di una stitichezza cronica modesta, forme gravi causano
la formazione di masse fecali compatte.
Diarrea
Costituisce pericolo nei pazienti anziani, nei bambini e in coloro che presentino una omeostasi
nutrizionale o idro-salina instabile. Una diarrea acquosa o mucosa è tipica della sindrome del


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