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Title: ege-2-ese

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N.16 GENNAIO 2017

€ 2,00

SALUTE
5 Rimedi
per restare
in forma
La dieta
della luna

BENESSERE

LOOK
Segui i consigli
dell’esperta

RITRATTO FOTOGRAFICO
Pubblicato da Alessio Furlan

Senza dubbio, i ritra� sono affascinan� e sanno dare
tante soddisfazioni al fotografo, perché lavorare con
le persone è sicuramente s�molante, ma al tempo
stesso questo �po di fotografia necessita di un
approccio diverso rispe�o a tu� gli altri ed è necessario conoscere qualche piccolo rudimento in materia per avere la certezza di realizzare immagini di forte
impa�o, capaci di lasciare l’osservatore a bocca
aperta o, per lo meno, stupito per il lavoro eseguito.
Come dico sempre, a differenza di quanto si è porta�
a pensare, per o�enere dei buoni ritra� non è
necessario operare in uno studio fotografico a�rezzato e illuminato di tu�o punto. Certo, questo aiuta
nel momento della realizzazione di uno sca�o, ma
bastano anche pochi accorgimen�, molto semplici
per altro, per o�enere comunque risulta� o�mi.

Se durante una sessione di sca�o hai intenzione di
o�enere un par�colare risultato, fai come me e
parla con lui, dagli qualche consiglio. Io, per esempio, lavoro in modo tale da riprendere quan� più
momen� possibili senza sosta e con�nuo a sca�are
finché non ho raggiunto il mio obie�vo.
Non è certamente un lavoro facile ma dopo i primi
momen�, quando avrai preso dimes�chezza con
questa tecnica troverai tu�o ciò diverten�ssimo e,
sopra�u�o, appagante. Io amo cimentarmi nella
ripresa di sca� istantanei con ritra� di famiglia e
fotografando le persone al lavoro o mentre si
cimentano in qualche a�vità, da cui traspare la
loro passione, senza che loro si accorgano della
macchina fotografica.

VANITYNEWS
SEGRETI ECOLORI DELLE FOGLIE
Autunno: gli alberi si trasformano e le foglie si colorano di giallo,
arancione e rosso prima di cadere a terra. Come fanno a
cambiare così? Scopri i segre� dei colori delle foglie!
L'autunno è iniziato da qualche giorno (lo scorso il 22 se�embre c'è stato l'equinozio) e le foglie degli alberi hanno già
cominciato a cambiare colore: da verdi stanno diventando
gialle , poi diventeranno rosse o marroni e infine cadranno a
terra, secche .
Vi siete mai domanda� perché accada questo fenomeno ?
Mol� alberi perdono le foglie, tranne le conifere (come i pini) e
i sempreverdi (come l'olivo): come mai?
La spiegazione va cercata nel modo in cui gli alberi si nutrono ,
ossia nella fotosintesi . Grazie a questo processo, gli alberi e le
piante producono il nutrimento necessario per crescere.
La fotosintesi (che significa reazione con la luce) è il processo
chimico a�raverso il quale le piante trasformano sostanze
inorganiche (l'anidride carbonica e l'acqua) in sostanze
organiche (il glucosio, fondamentale alla vita) sfru�ando
l'energia della luce del sole. Gli zuccheri (il glucosio) prodo�
dalla fotosintesi sono usa� dall'albero per crescere. La reazione
chimica realizzata dalla fotosintesi produce come scarto
l'ossigeno , che è essenziale per la vita.
Una trasformazione così importante avviene a�raverso la
clorofilla , un pigmento (ossia una sostanza che modifica il
colore di una cosa) verde che ca�ura l'energia del sole e la
trasforma in energia chimica . La clorofilla, che si trova nelle
foglie, dona il colore verde alla pianta e viene prodo�a nelle
stagioni calde . Infa�, la pianta ha bisogno della luce del sole
per produrre la clorofilla.

Il murale è un inno alla vita e alla felicità nel mondo ed è nato dall’incontro tra l’ar�sta e uno studente pisano a New York. Invitato a
Pisa nel 1989, Keith rimase talmente impressionato dalla vitalità e dai colori ci�adini, sopra�u�o i colori pastello del quar�ere di
Sant’Antonio – uno dei più colpi� dalla guerra – tanto da voler realizzare un’opera diventata poi il simbolo della rinascita di Pisa negli
anni ’90.

AMBIENTE

Al momento
nessuno, a
cominciare
dallo Stato,
intende
accollarsi
questo onere.
di CLAUDIO RICCARDI

si nascondono spesso
strutture
polverose,
fatiscenti, gestite in totale
sfregio delle normative.

ANIMALI

CATTIVI

Non sono felici, non possono muoversi in spazi adeguati, le loro
“case” recintate non assomigliano minimamente agli ambienti di
provenienza. E per di più, spesso sono costretti alla fame, fino a che
non ce la fanno più, si accasciano, e muoiono. Putroppo però la sorte
degli animali che vivono negli zoo italiani interessa alle associazioni
animaliste e a pochi altri.
Si propongono al pubblico con diversi nomi:
zoo-safari, parchi natura,
acquari, mostre faunistiche, fattorie didattiche,
zoomarine,
bioparchi.
Nomi esotici e ultramoderni, dietro cui in realtà

Si attende l’avvio della
legge comunitaria che
dovrebbe dar forma ai
cosiddetti ‘giardini zoologici‘, strutture inserite in
programmi di ricerca
scientifica per educare
alla conservazione della biodiversità. Ma dopo 13 anni di
annunci, revisioni e rinvii, il provvedimento non è ancora
partito.
E allora ecco che proliferano decine di recinti senza
licenza, dove imprenditori e famiglie circensi possono
liberamente esporre ogni specie di animale esotico: leoni,
tigri, lemuri, scimpanzé, giraffe, boa, coccodrilli, cicogne,
cammelli, e così via. Esemplari che catturano l’attenzione
di visitatori di ogni età, che a migliaia ogni anno partecipano a una pratica che ha radici ottocentesche ma che oggi
ha fatto il suo tempo.
In due secoli l’uomo dovrebbe aver sviluppato una sensibilità e un rispetto diversi nei confronti degli animali. Oggi
prevale l’idea che sia meglio osservarli e garantirne la
sopravvivenza nel loro ambiente naturale e non in aree
delimitate e ambienti artificiali, dove la maggior parte degli
esemplari vede le proprie abitudini istintive e sociali represse, dove sono costretti a vivere un’intera vita in pochi metri
quadri, con poco cibo, esposti al caldo o al freddo innaturali per loro.

ZOO DI NAPOLI. UN DESTINO SEGNATO
Potremmo citare diversi esempi di cattiva e irrispettosa condotta da parte dei
propietari di questi parchi, dal nord al sud d’Italia. Ma forse, un caso può
esemplificarli tutti. Si tratta dello zoo di Napoli, istituito in epoca fascista,
affiancato nel tempo da un cinodromo e dal parco giochi Edenlandia.
Una struttura, quella partenopea, i cui destini sono stati segnati dalle eccessive
spese per l’affitto e la manutenzione: difficoltà che per un tragico effetto
domino hanno portato la società che lo gestisce a tagliare sul cibo degli animali
e sulla manutenzione della struttura. Oggi, lo zoo di Fuorigrotta si mantiene a
stento, i 300 ospiti vengono aiutati da continue collette alimentari dei cittadini.
E i problemi rimangono.
16 GENNAIO 2017


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